libero pensieroMolte enciclopedie delle religioni – non ultima la Melton’s Encyclopedia of American Religions (Gale, Detroit 20098) – dedicano un capitolo al secular humanism e all’ateismo organizzato. In effetti, ateismo e libero pensiero sono posizioni di minoranza. Nella loro forma non organizzata, che coinvolge comunque minoranze rilevanti, non appartengono alla materia di questo progetto enciclopedico, costituendone semmai l'”ombra” o il contrappunto. Un cenno va però dedicato all’ateismo e al libero pensiero organizzati, movimenti che non rappresentano se non una piccola percentuale di quel 14,4% della popolazione italiana che comprende gli atei e le persone “non religiose” – secondo i dati dell’indagine EVS che abbiamo discusso nell’introduzione a questa enciclopedia –, cui offrono un modo ritualizzato di vivere la scelta non religiosa che permette di parlare di realtà “religiosamente irreligiose”.

A quest’area appartengono l’organizzazione più antica e rappresentativa del libero pensiero italiano, l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” e – nate negli anni 1980 – altre due realtà nazionali: l’Associazione per lo Sbattezzo e l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Negli Stati Uniti gli specialisti discutono se a questa famiglia di pensiero “religiosamente irreligiosa” sia da ascrivere anche lo scetticismo organizzato, quando non esercita la sue critica solo nei confronti di religioni “nuove” o della magia, ma anche delle religioni tradizionali e maggioritarie. Analisti del movimento scettico come la folklorista Stephanie A. Hall hanno proposto di distinguere fra scettici “duri”, che escludono l’esistenza di forze e poteri soprannaturali in genere (e polemizzano anche contro le religioni tradizionali) e scettici soft, che rimangono agnostici su argomenti come l’esistenza di Dio e l’efficacia della preghiera e preferiscono concentrare i loro strali sulle pseudoscienze o sulla magia.

Di fatto, la divisione fra due “anime” del movimento scettico si è manifestata nella storia dello CSICOP (il Comitato per l’Investigazione Scientifica delle Pretese del Paranormale), che è stato fondato nel 1976 e cui corrisponde in Italia il CICAP (Comitato Italiano di Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). La prevalenza nello CSICOP degli scettici “duri” – guidati dal filosofo Paul Kurtz (1925-2012), che è anche un dirigente importante del movimento secular humanist americano, e dall’illusionista James Randi – ha creato una serie di scismi degli scettici soft, fra cui alcuni co-fondatori dello CSICOP, che hanno dato vita a organizzazioni e riviste concorrenti. Mentre lo CSICOP organizza volentieri eventi in collaborazione con il movimento secular humanist e con l’ateismo organizzato, i gruppi scettici indipendenti e scismatici collaborano più spesso con movimenti cristiani che si oppongono alle “sette” e alla magia.

Per quanto questo dibattito sia interessante, e vi siano buone ragioni per ritenere che (tanto più nell’attuale contesto postmoderno), un’esclusione per principio (o una richiesta di impossibili “prove” accettabili da una scienza positivista) del soprannaturale e del trascendente sia una posizione che si sottrae alla verifica empirica e quindi a suo modo “religiosa”, non riteniamo che lo CSICOP o il CICAP debbano essere presi in considerazione come esponenti tipici del mondo “religiosamente irreligioso”. Quest’ultimo ha una sua storia, in cui hanno un ruolo non trascurabile i rituali dell’irreligione.

Per tralasciare esempi stranieri, un evento significativo per la nascita di un movimento di liberi pensatori e anticlericali organizzati in Italia è l’Anticoncilio di Napoli promosso nel 1869, in contrapposizione al Concilio Ecumenico Vaticano I, dal deputato Giuseppe Ricciardi (1808-1882) con la collaborazione di Giuseppe Garibaldi (1807-1882) (che abbiamo in questo progetto già incontrato in tema di spiritismo). Vi partecipano sessanta deputati e senatori italiani, venticinque movimenti laicisti, sessantatré associazioni locali di liberi pensatori. Nel 1889 una raccolta di fondi per l’erezione del movimento a Giordano Bruno (1548-1600) in Campo de’ Fiori, a Roma, mobilita ulteriormente i liberi pensatori italiani. Questi eventi fanno da premessa alla nascita dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, prototipo del libero pensiero organizzato e di quel mondo “religiosamente irreligioso” che si è dato oggi anche forme diverse, e che lotta per non rimanere confinato nel cliché di un anticlericalismo dal sapore fatalmente ottocentesco.

B.: Una guida bibliografica pubblicata da una casa editrice specializzata in testi del libero pensiero e anticlericali è quella di Mimmo Franzinelli, Ateismo laicismo anticlericalismo. Guida bibliografica ragionata al libero pensiero e alla concezione materialistica della storia. Vol. I. Chiesa, Stato e Società in Italia, La Fiaccola, Ragusa 1990; Vol. II. Da Cristo a Wojtyla. Contributi per una storia eterodossa della Chiesa, La Fiaccola, Ragusa 1992; Vol. III. Il prete persecutore, La Fiaccola, Ragusa 1994. Considerando il legame storico – pure in tesi non necessario – fra libero pensiero e pratica della cremazione, una “finestra” sul libero pensiero italiano è offerta da Fulvio Conti – Anna Maria Isastia – Fiorella Tarozzi, La morte laica. Storia della cremazione in Italia – Vol. I, Paravia Scriptorium, Torino 1998; e Augusto Comba – Serenella Nonnis Vigilante – Emma Mana, La morte laica. Storia della cremazione in Italia – Vol. II, Paravia Scriptorium, Torino 1998.

L’Associazione del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
– Presidenza nazionale e sezione di Roma:
c/o Prof.ssa Maria Mantello
Via Angelo Emo, 82
00136 Roma
Tel.: 329-7481111
Fax: 06-7001785
E-mail: liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
URL: www.periodicoliberopensiero.it
– Presidenza onoraria e sezione di Torino:
c/o Avv. Bruno Segre
Via della Consolata, 11
10122 Torino

Nel 1904 la Federazione Internazionale dei Liberi Pensatori – la cui esistenza risale alla metà dell’Ottocento – tiene il suo congresso internazionale a Roma. Vi partecipa, con altri, il deputato socialista Andrea Costa (1851-1910), che è ispirato dall’evento a fondare l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” – dopo primi tentativi, risalenti al 1903, di unificazione di vari gruppi laici e libertari –, che si dà il suo primo statuto nel 1906 e inizia le pubblicazioni del periodico La Ragione nel 1919. Il regime fascista mette al bando l’Associazione nel 1924 e vieta la celebrazione a Roma di un nuovo congresso della Federazione Internazionale, programmato per il 1925. Nel periodo successivo vi sono soltanto alcune manifestazioni clandestine – per esempio, nel 1929, subito dopo la firma dei Patti Lateranensi, la statua di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori a Roma è coperta da un panno nero in segno di lutto, e vengono diffusi clandestinamente volantini che condannano i privilegi accordati al Vaticano dallo Stato Italiano – e l’associazione può riorganizzarsi solo nel 1948, riprendendo le pubblicazioni de La Ragione nel 1949 e accogliendo finalmente a Roma nello stesso anno il congresso internazionale dell’Unione Mondiale dei Liberi Pensatori (nuovo nome della Federazione Internazionale dal 1936), con la partecipazione di delegati di sedici Paesi, fra cui il presidente della Camera (e già presidente del Consiglio) francese Edouard Herriot (1872-1957).

Negli anni successivi l’associazione – che cresce particolarmente durante la presidenza (1953-1962) del giurista e uomo politico Andrea Finocchiaro Aprile (1878-1964) – si batte per l’abolizione del Concordato e l’estromissione dell’insegnamento cattolico dalle scuole della Repubblica, per l’abolizione del reato di vilipendio della religione, per la legalizzazione del divorzio e dell’aborto. Oggi la centralità dell’Associazione nel mondo del laicismo italiano, a fronte della nascita di nuove realtà specializzate su singoli temi, rischia di trovarsi rimessa in discussione. L’Associazione, attualmente presieduta dalla professoressa Maria Mantello, mantiene e ricerca contatti e collaborazioni con diversi di questi movimenti, in vista della massima unità d’azione e considera anche con occhio preoccupato il cosiddetto “ritorno del sacro”. Collabora, inoltre, con i gruppi di scettici organizzati contro l’astrologia, molte medicine alternative e quelle che definisce “pseudoscienze” in genere. Trova conforto nella continua affiliazione all’Unione Mondiale dei Liberi Pensatori (che nel frattempo ha avuto come presidenti il filosofo Bertrand Russell [1872-1970] e il biologo Jean Rostand [1894-1977]) e nella sua qualità di “membro associato” della International Humanist and Ethical Union.

Non rinuncia, nonostante i tempi mutati, alla polemica anticattolica, e anche il suo sito Internet riproduce – fra i motti citati – quello di un padre del laicismo italiano, Gaetano Salvemini (1873-1957): “Se avrò un solo momento di vita nell’Italia liberata dai Goti [cioè dall’occupazione tedesca], quell’ultimo momento di vita voglio dedicarlo, come individuo libero, alla lotta contro la fede cattolica; se avrò educato un solo italiano a vedere nella chiesa [naturalmente con la “c” minuscola] cattolica la pervertitrice sistematica della dignità umana, non avrò vissuto invano”.

B.: Fonti primarie sono: Giorgio Di Gregorio – Roberto La Ferla, Eresia e libertà. 1. Forme e conquiste della libertà di pensiero dall’antichità alla Rivoluzione Francese, Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Milano 1995; G. Di Gregorio, Eresia e libertà. 2. Movimenti di libertà e conquiste civili dalla Rivoluzione Francese ai nostri giorni, Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, Milano 1997. L’Associazione pubblica il bollettino Libero pensiero. Una bibliografia completa sul libero pensiero e argomenti collegati è reperibile sul Sito dell’Associazione.

L’Associazione per lo Sbattezzo

Circolo Culturale Napoleone Papini – Associazione per lo Sbattezzo
Via Garibaldi, 47
61032 Fano (Pesaro)
C. P. 13
Tel. e fax: 0721-827229
E-mail: anticlericale@abanet.it

L’Associazione per lo Sbattezzo è collegata al Circolo Culturale Napoleone Papini di Fano, costituito nel 1982 e intitolato all’anarchico marchigiano Napoleone Papini (1856-1925) e al mondo anarchico italiano in genere. Nel 1984 il Circolo organizza il I Meeting anticlericale di Fano (anche in contrapposizione al Meeting di Rimini del movimento cattolico Comunione e Liberazione), proclama Fano (Pesaro) “zona dewojtylizzata” e ottiene l’attenzione della stampa nazionale.

A poco a poco il raduno annuale di Fano emerge come importante appuntamento per tutta l’area del libero pensiero italiano. Al centro di questa iniziativa sta lo “sbattezzo”, al cui servizio si pone un’apposita Associazione per lo Sbattezzo. L’Associazione non amministra lo “sbattezzo” (si trasformerebbe altrimenti, afferma, in un’altra Chiesa), ma lo organizza. A richiesta, fornisce – dietro semplice esborso di dieci euro – un modulo con cui si dichiara di “sbattezzarsi” da inviare in tre copie alle autorità religiose, mentre la quarta è conservata dall’Associazione.

Questa “dichiarazione di libertà religiosa” dovrebbe, negli intenti dell’Associazione, impedire alle autorità religiose di compiere “atti di giurisdizione” nei confronti dello “sbattezzato”, incorrendo altrimenti nelle ire della giustizia civile. In particolare, l’Associazione assiste gli “sbattezzati” aderenti, quando ne ha la possibilità, nel momento del trapasso impedendo l’accesso alla loro stanza – che potrebbe essere favorito da parenti credenti – a sacerdoti o altre figure religiose. Il carattere provocatorio delle manifestazioni degli “sbattezzatori”, se talora irrita altre componenti del libero pensiero italiano, assicura però una periodica eco di stampa.

B.: Dell’Associazione per lo Sbattezzo cfr. Vilipendio al Papa, Millelire Stampa Alternativa, Roma 1995. L’Associazione pubblica il periodico Il peccato, che, fino all’anno 2003, è reperibile sul Sito dell’Associazione.

L’axteismo 

Axteismo
c/o Ennio Montesi
Tel.: 339-3188116
E-mail: enniomontesi@yahoo.it
URL: http://nochiesa.blogspot.com

L’axteismo (da axt, germanico antico per “ascia”) si propone di “tagliare la testa a Dio” ed è stato creato nel 2005 dallo scrittore Ennio Montesi, protagonista nel 2004 di una battaglia in cui chiedeva che la sua istanza di “sbattezzo” fosse annotata sul registro dei battezzati nella parrocchia dove era avvenuto il suo battesimo.

Inizialmente attivo quasi solo tramite Internet, Montesi ha dispiegato un notevole attivismo e ha cercato di superare in radicalismo le altre associazioni atee e anticlericali nelle battaglie a favore dell’aborto, dell’eutanasia, della fecondazione assistita e nel rifiuto totale e intransigente del cristianesimo e delle religioni in genere. Anche attraverso la partecipazione a trasmissioni radiofoniche in Italia e all’estero, Montesi ha così potuto radunare un piccolo nucleo di seguaci e simpatizzanti per l’axteismo che dichiara di avere trovato non solo in Italia, ma anche in Spagna, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Svizzera, Olanda, Canada, mentre il materiale axteista circola anche in altri Paesi.

B.: Prima della fase axteista Ennio Montesi ha pubblicato L’uomo a metà, Il Ventaglio, Roma 1986; e Meloe, Alfredo Guida, Napoli 1995 (in un volume che include anche I costruttori di ombre di Giuseppe Bonura), che già anticipano alcune sue idee libertarie successive.

L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Via Ostiense, 89
00154 Roma
Tel.: 06-5757611
Fax:
E-mail: info@uaar.it
URL: www.uaar.it

Oltre all’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, membro associato dell’ International Humanist and Ethical Union in Italia è anche l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), fondata il 4 dicembre 1986, a Padova, dai docenti universitari Rodolfo Costa e Martino Rizzotti (1947-2002) e dall’insegnante di scuola media Lorena Ziron, sulla scia delle campagne contro il nuovo Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica, sottoscritto nel 1984.

L’espressione “razionalisti” è adottata per escludere coloro che, pur non credendo in Dio, hanno credenze “irrazionali” come quella nel contatto con gli spiriti dei defunti o nell’astrologia. Le prime difficoltà consistono nel trovare una sede: l’ANPI di Padova mette a disposizione una saletta per qualche tempo, poi chiede un contributo spese che l’UAAR non può pagare; l’Unione è quindi ospitata al recapito di uno dei primi soci, Leopoldo Zoppi, fino alla fine del 1993, quando comincia a essere accolta da Legambiente. Il 18 dicembre 1988 si tiene la prima assemblea pubblica. Successivamente l’UAAR avvia contatti con l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, in cui decide però di non confluire, non condividendo un certo legame con modelli ottocenteschi e soprattutto il riferimento a Giordano Bruno (1548-1600), il cui pensiero non considera rigorosamente ateo-razionalista, e con l’Associazione per lo Sbattezzo, in cui pure non confluisce ostacolata dal legame privilegiato con il movimento anarchico e dal tono che giudica “goliardico” di certe provocazioni anticattoliche (mentre per l’UAAR si tratta di lottare contro il “pensiero religioso e irrazionale” in genere, non contro la sola Chiesa cattolica).

Dopo contatti anche con associazioni straniere, la costituzione legale avviene con atto notarile del 19 marzo 1991; un primo congresso nazionale è tenuto a Venezia il 6 dicembre 1992. Nel 1993 sono state pubblicate le Tesi, che nel corso degli anni hanno subito alcune variazioni fino all’ultima, del 2007. Il 2002 segna la nascita del primo Comitato di Presidenza. Nel frattempo, una pratica per l’Intesa con lo Stato italiano e l’ammissione alla quota IRPEF dell’otto per mille non ha avuto seguito; si è trattato del resto piuttosto di una provocazione, in quanto l’UAAR chiede in verità l’abolizione dei concordati e dell’otto per mille in genere. Nel 1994 l’UAAR ha promosso un coordinamento fra le tre associazioni nazionali del libero pensiero (la stessa UAAR, la Giordano Bruno e l’Associazione per lo Sbattezzo) e le numerose piccole realtà locali.

Più recentemente l’UAAR è emersa come realtà rilevata anche dalla grande stampa grazie alla rivista l’Ateo, pubblicata dal 1996 e diretta da Romano Oss fino al 2004 – allorchè è subentrata Maria Turchetto –, all’adesione come “presidenti onorari” di personalità note come l’ex ministro Laura Balbo, l’astrofisica Margherita Hack e il matematico Piergiorgio Odifreddi, a due campagne – “Scrocifiggiamo l’Italia” per la rimozione dei crocifissi da ogni tipo di edificio pubblico e “Bonifica dei registri parrocchiali”, nota anche come “Sbattezzo” – e a una polemica in materia di statistiche (in un campo dove esiste una pluralità di statistiche e sondaggi, l’UAAR privilegia quelle secondo cui gli atei e gli “agnostici razionalisti” sarebbero in Italia il 16,6 per cento della popolazione, mentre secondo altre ricerche il totale sarebbe inferiore al 10%). Dal 2003 vengono organizzati in varie città i Darwin Day UAAR, dal 2006 è stato istituito il premio Brian alla mostra del cinema di Venezia e dal luglio 2007 – anno in cui i soci iscritti risultano essere 2.413 – l’UAAR è iscritta nel registro nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale; attualmente l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha quarantacinque circoli in diciassette regioni italiane, i cui recapiti sono reperibili sul sito dell’Associazione.

B.: Sulle origini si veda Storia dell’UAAR, UAAR, Padova 1994; e il n. 6, del 2006, della rivista bimestrale l’Ateo. Sulle idee, cfr. Tesi, UAAR, Padova 1993. Gli ultimi aggiornamenti alle Tesi sono reperibili sul sito dell’Associazione.