radhasoami

La corrente Sant Mat (“la via dei santi”) costituisce un importante movimento devozionale che si sviluppa all’interno dell’induismo a partire dal XIII secolo (con precursori dall’VIII secolo in poi). Insegna il kevaladvaita, un monismo puro, secondo cui Dio è l’unica realtà. l’uomo, lasciato ai suoi mezzi, non è sostanzialmente in grado di avvicinarsi a Dio senza l’intermediazione dei santi del passato e dei loro insegnamenti, di un guru vivente e di particolari tecniche di meditazione che hanno al loro centro il suono e la luce. Nel XV secolo la corrente Sant Mat subisce l’influenza dell’islam e del sufismo, che si esprime particolarmente nell’insegnamento di Kabir (1440-1518). Sulla base di questa influenza nasce agli inizi del XVI secolo – nell’ambito della corrente Sant Mat, e con l’apporto di elementi sufi – la religione sikh. La tradizione Sant Mat continua peraltro a vivere anche al di fuori del sikhismo, attraverso numerosi maestri. La religione radhasoami, che nasce nel XIX secolo, è da alcuni considerata uno dei lignaggi sikh, ma la maggioranza degli studiosi ritiene che si tratti piuttosto di una espressione diversa della tradizione Sant Mat, sia pure con molteplici legami rispetto al mondo sikh.

La religione radhasoami emerge nel XIX secolo con Shiv Dayal Singh (“Soami Ji Maharaj”, 1818-1878). Le sue origini – e il suo stesso inquadramento sistematico – sono circondate da notevoli controversie. Per alcuni, come accennato, si tratta di una nuova corrente religiosa che emerge all’interno del mondo sikh, ed evolve fino a staccarsene completamente, presentandosi come sintesi creativa di induismo e sikhismo. Per altri, religione sikh e religione radhasoami sono due manifestazioni autonome e diverse della corrente Sant Mat, entrambe caratterizzate da influenze non induiste che le portano al di fuori dell’induismo. Per altri ancora, quella radhasoami non è propriamente una religione, e l’espressione “religione radhasoami” – che anche noi utilizziamo, sulla scia di un uso accademico maggioritario – è vigorosamente contestata da diverse realtà che fanno parte di questa corrente.

Durante la sua vita, Dayal Singh – discepolo di Tulsi Sahib (1764-1845), nato a Poona (vicino a Bombay) da una ricca famiglia brahmana, erede al trono di Poona, poi monaco errante e autore del Ghat Ramajana – stabilisce un satsang (“comunità di insegnamento”) ad Agra, con qualche migliaio di seguaci. È certamente un maestro carismatico, ma non si distingue particolarmente da altri maestri Sant Mat, e certamente non è percepito in India come il fondatore di una nuova religione universale che raccoglierà nel secolo successivo milioni di seguaci. Insegna una variante dello shabd yoga, o Surat Shabd Yoga, uno yoga della luce e del suono che insegna a entrare in sintonia con la corrente luminosa e sonora che emana dall’essenza creativa di Dio e a questa essenza continuamente ritorna. Nella tradizione Sant Mat in genere, nel mondo è sempre disponibile per chi lo cerca con cuore sincero almeno un guru vivente, capace di mettere in contatto tramite l’iniziazione il fedele con la corrente luminosa e sonora divina (come si è visto, per i sikh il “guru vivente” è oggi un libro sacro: ma si tratta di una variante che non è accettata dagli altri gruppi Sant Mat).

Relativamente popolare da vivo, Dayal Singh lo diventa ancora di più da morto, perché sei gruppi diversi – in una querelle che diventa presto famosa – rivendicano la sua successione. Alcuni di questi gruppi sono pure fra i primi in India a rendersi conto della potenzialità della stampa e a diffondere in forma scritta gli insegnamenti del maestro. Con questi gruppi – molti dei quali sono continuati fino a oggi, ma con successo diverso – la scuola radhasoami di Dayal Singh comincia a essere presentata come una religione universale, che trascende i confini dell’India e della stessa corrente Sant Mat.

Per almeno vent’anni dopo la morte di Dayal Singh, i gruppi più grandi rimangono nella zona di Agra, mentre il satsang organizzato da un altro dei maestri che rivendicano l’eredità del fondatore (l’unico di famiglia sikh) – Jaimal Singh (1839-1903) – con base sulle sponde del fiume Beas (nel Punjab), raccoglie un numero minore di fedeli. Il successo dell’organizzazione di Jaimal Singh, chiamata Radha Soami Satsang Beas, si deve ai problemi dei gruppi rivali di Agra, i quali nel 1902 cercano di unificarsi fra loro tramite un Consiglio Centrale di Amministrazione, che ben presto crolla a causa delle rivalità interne, dando origine a cause che si trascinano nei tribunali indiani per diversi decenni. Quando, nei primi decenni del XX secolo, la religione radhasoami inizia a essere conosciuta in Inghilterra e negli Stati Uniti – dove si recano in viaggi missionari diversi maestri – è già divisa in una decina di branche rivali: Radha Soami Satsang Beas di Jaimal Singh, i due gruppi principali (Soami Bagh e Dayal Bagh) risultanti dalla crisi all’interno del Consiglio Centrale di Amministrazione; e altri gruppi minori nati in seguito a questa crisi o derivati dai lignaggi di coloro che avevano rivendicato l’eredità di Dayal Singh alla sua morte nel 1878 e non avevano aderito al Consiglio Centrale di Amministrazione quando questo si era formato nel 1902.

Quando, come vedremo, il leader della società di Beas, Charan Singh (1916-1990), visiterà gli Stati Uniti, sarà stato peraltro preceduto dal suo più pericoloso concorrente nella rivendicazione dell’eredità di Sawan Singh (1858-1948), successore di Jaimal Singh: Kirpal Singh (1893-1974), fondatore del Ruhani Satsang, destinato a diventare il più popolare maestro radhasoami in Occidente. Dopo la morte di Kirpal Singh, anche nel Ruhani Satsang si sono prodotti i consueti scismi. Il nome dell’organizzazione di Kirpal Singh, come era avvenuto per quello del Radha Soami Satsang Beas, è rimasto nella famiglia del suo fondatore, con Darshan Singh (1921-1989) e oggi con il nipote di Kirpal Singh, Rajinder Singh, nato nel 1946. Questo gruppo è noto come Sawan Kirpal Ruhani Mission, o con il nome occidentale di Scienza della Spiritualità (Science of Spirituality).

Il nome Ruhani Satsang è rimasto legalmente proprietà di un’organizzazione californiana, con sede ad Anaheim, che oggi dichiara di non seguire alcun maestro e di dedicarsi esclusivamente alla diffusione del pensiero di Kirpal Singh (nel quale sono presenti anche apporti derivati dal pensiero teosofico, in particolare di Annie Besant [1847-1933]). Sono emersi, però, anche altri maestri che rivendicano l’eredità di Kirpal Singh: i principali sono Ajaib Singh (1926-1997), fondatore della Sant Bani, Thakar Singh (1929-2005), che è alle origini della Kirpal Light Mission, e Harbhajan Singh (1932-1995), che fonda Unità dell’Uomo (Unity of Man).

Coesistono così oggi, in India e in Occidente, diverse decine di organizzazioni che fanno risalire il loro albero genealogico alla branca di Beas della religione radhasoami (insieme, evidentemente, con altre che fanno riferimento a branche diverse da quella di Beas). In questo lignaggio, oltre al Radha Soami Satsang Beas, occorre includere tutti i diversi gruppi che rivendicano la successione di Kirpal Singh. Vi è anche una terza “famiglia”, che non deriva né da Kirpal Singh né dai suoi rivali del Radha Soami Satsang Beas nella linea Jagat Singh e Charan Singh. Questa famiglia fa riferimento a un maestro indiano che si è reso indipendente nel 1949 dopo essere stato legato al gruppo di Beas, Hans Maharaj Ji (1900-1966), il cui figlio Maharaj Ji porta in Occidente la Divine Light Mission, chiamata poi Elan Vital – dal 2010 Parole di Pace (Words of Peace) –, nome che è stato utilizzato per alcuni anni anche dall’organizzazione – per qualche verso rivale – di Bruce K. Avenell, che oggi (chiarendo così i conflitti fra marchi) utilizza il nome The Eureka Society. O almeno questa è la versione delle origini della Divine Light Mission secondo diversi studiosi e osservatori esterni: all’interno del movimento si rivendica il lignaggio di una separata tradizione Sant Mat che risalirebbe almeno al XVIII secolo nella famiglia di Hans Maharaj Ji, del tutto indipendente dalle varie organizzazioni radhasoami.

Tra gli altri sviluppi che sono sopravvenuti nel mondo radhasoami, si deve segnalare l’influenza su tutta una serie di movimenti religiosi americani ed europei. Il fondatore di Eckankar, Paul Twitchell, è stato iniziato da Kirpal Singh nel 1955, ma il suo movimento attinge in modo eclettico da una pluralità di fonti diverse e non può essere considerato esclusivamente un gruppo radhasoami. Lo stesso vale per i diversi gruppi sorti in seguito alle divisioni che sono sopravvenute nella storia successiva di Eckankar, come ATOM (Ancient Teachings of the Masters) e MasterPath, o per gruppi influenzati da tecniche e spunti radhasoami come MSIA (Movement of Spiritual Inner Awareness) o la nuova religione taiwanese della Maestra Suprema Ching Hai, dove elementi di origine diversa sono peraltro forse persino prevalenti, e che quindi trovano posto in questo capitolo solo per ragioni storiche e comodità di lettura. Non manca chi parla, con riferimento a maestri orientali o anche occidentali attivi in Occidente che attingono liberamente a temi radhasoami ma anche teosofici o derivati da Osho Rajneesh (1931-1990), di un più vasto satsang movement piuttosto “fluido” e indipendente. In ogni caso, la religione radhasoami costituisce una smentita vivente del luogo comune secondo cui la frammentazione e la divisione sono necessariamente avverse al successo di una via spirituale. Al contrario, proprio l’estrema ricchezza di maestri e di offerte sembra avere garantito la continua crescita del movimento radhasoami nel suo insieme.

B.: l’opera di Mark Juergensmeyer, Radhasoami Reality. The Logic of a Modern Faith, Princeton University Press, Princeton (New Jersey) 1991, costituisce la migliore introduzione generale alla religione radhasoami e alle sue origini. Manca un’opera di insieme aggiornata sui lignaggi e le successioni, ma si potrà consultare lo studio critico di David Christopher Lane, The Radhasoami Tradition. A Critical History of Guru Successorship, Garland, New York e Londra 1992.