reikiIl reiki è una tecnica di origine giapponese, su base più antica cinese, per ridurre lo stress, rilassarsi e incrementare il proprio grado di benessere fisico e morale. Benché il reiki non si presenti come un sostituto o un’alternativa rispetto alla medicina tradizionale, è spesso inquadrato fra le “terapie complementari” che affiancano la medicina. Il nome reiki è anche usato per designare il movimento – in senso lato, giacché non esiste un’organizzazione unitaria – di coloro che praticano questa tecnica e condividono un certo numero di principi che la sostengono. La tecnica si basa sull’idea che un’energia – ki, come si è visto, versione giapponese del cinese qi – universale, rei, scorre all’interno di tutti gli esseri viventi. Il flusso di questa energia può essere migliorato – o corretto, in caso di deviazioni – tramite semplici gesti di una persona iniziata al reiki, che appoggia le mani su un’altra persona o su sé stessa, ovvero semplicemente leva le mani in direzione dell’altro, senza toccarlo. La diffusione del reiki in Occidente è iniziata negli Stati Uniti nel 1938, e ha avuto un notevole successo. Si calcola che oltre un milione di persone oggi nel mondo si sottopongano regolarmente a sedute di reiki. Insieme con il successo, si è manifestata anche qualche polemica. Le diverse scuole, centri, associazioni di reiki non sempre vanno d’accordo fra loro. Alcuni gruppi sono accusati da altri di chiedere cifre esorbitanti o comunque eccessive. Ci si chiede pure spesso se il reiki sia semplicemente una tecnica, o non sia invece una religione.

Uno degli elementi che può aiutare ad affrontare questi problemi – senza pensare, naturalmente, di poterli risolvere in questa sede in modo sommario – è lo studio delle origini del reiki, fino a oggi ampiamente avvolte nel mito e nella leggenda. Il reiki è portato in Occidente dalla signora Hawayo Takata (1900-1980), una hawaiana di origini giapponesi, che lo ha scoperto durante un viaggio in Giappone tra il 1935 e il 1937. Tornata nelle Hawaii nel 1937, la Takata invita il suo maestro giapponese di reiki, Chujiro Hayashi (1879-1940, date che dopo verifiche anagrafiche dovrebbero essere sostituite a quelle, 1878-1941, talora citate dalla stessa Takata), a raggiungerla, e insieme aprono il primo centro occidentale nel 1938. La Takata, nel corso di oltre quarant’anni di carriera in Occidente, ha raccontato più volte la storia del reiki. Tuttavia – forse per adattarla ai gusti occidentali – questa storia è stata riferita prendendosi qualche libertà con i fatti. A queste conclusioni pervengono due autori favorevoli al reiki, anzi maestri di reiki essi stessi: William Lee Rand, nella seconda edizione rivista e ampliata (1998) del suo manuale del 1991 Reiki. The Healing Touch, e Frank Petter – noto al pubblico come Frank Arjava Petter, laddove “Arjava” corrisponde al nome spirituale derivante dal sanscrito, che starebbe a indicare le qualità della rettitudine e della sincerità – in Reiki Fire (1997). Entrambi hanno condotto le loro ricerche in Giappone.

Secondo la Takata – la cui storia è stata ripresa acriticamente in quasi tutte le pubblicazioni sul reiki che circolano in Occidente – il fondatore del movimento, Mikao Usui (1865-1926), avrebbe studiato all’Università di Chicago e sarebbe diventato presidente dell’Università Doshisha di Kyoto. Si afferma talora che sarebbe stato anche ordinato come pastore in una Chiesa protestante, e non manca chi afferma che sarebbe stato un sacerdote cattolico. Il suo successore sarebbe stato Chujiro Hayashi, il maestro della stessa Takata.

Secondo Rand e Petter, nessuna di queste informazioni è esatta. Mikao Usui non ha mai avuto a che fare con l’Università di Chicago né con l’Università Doshisha, e non è mai stato cristiano. Usui nasce in un piccolo villaggio, Yago – nella prefettura di Gifu –, il 15 agosto 1865. Da bambino frequenta una scuola buddhista tendai. Non è chiaro se abbia conseguito ulteriori titoli, anche se i suoi primi seguaci affermano che aveva studiato la medicina e la teologia buddhista, nonché l’arte di predire il futuro degli indovini giapponesi. Educazione formale o no, dopo viaggi – di cui si sa molto poco – in Europa e in Cina, ma forse non in America, diventa un uomo d’affari di successo e fa parte di un gruppo esoterico interessato ai fenomeni parapsicologici e al mondo degli spiriti, il Rei Jyutu Ka. Nel 1914 è vittima di un disastro economico. Si rivolge alla religione e si iscrive a un corso di meditazione di ventuno giorni presso il tempio del Monte Kurama, sacro alla scuola buddhista tendai. Meditando sotto una cascata – una pratica comune in Giappone – ha un’improvvisa illuminazione, e si sente pieno di energia divina. Dal 1914 al 1922 utilizza questa sua scoperta radunando un piccolo gruppo di seguaci a Kyoto. Nel 1922 si trasferisce a Tokyo dove fonda la Usui Reiki Ryoho Gakkai, “Società per la Guarigione (secondo il Sistema) Reiki Usui”. Apre anche una clinica e inizia a formare maestri di reiki, che inizia in tre gradi chiamati shoden – primo grado –, okuden – insegnamento interiore – e shinpiden – insegnamento misterico –, secondo alcuni, ma questo punto è controverso, seguiti da altri tre più segreti. Nel corso dell’insegnamento ai seguaci sono anche rivelati quattro simboli. L’assistenza alle vittime del terremoto di Tokyo, nel 1923, fa crescere la fama di Mikao Usui, che nel 1925 può aprire una clinica più grande. Insegna le sue tecniche a circa duemila studenti, ma inizia soltanto sedici insegnanti, o “maestri”. L’eccesso di lavoro gli provoca un infarto, di cui muore il 9 marzo 1926. La sua tomba – e una stele commemorativa – si trovano presso il tempio buddhista di Saiho-ji nel quartiere di Suginami, a Tokyo, benché vi sia chi sostiene che le sue ceneri siano state portate altrove. Dopo la sua morte presidente della Usui Shiki Reiki Ryoho – oggi chiamata Usui Kai – diventa Juzaburo Ushida (1865-1935), cui succedono Kan’ichi Taketomi (1878-1960), Yoshiharu Watanabe (1880-1960), Tojoihyi (Hoichi) Wanami (1883-1975), la signora Kimiko Koyama (1906-1999) e l’attuale presidente Masayoshi Kondo, un docente universitario che si mostra interessato al dialogo con i gruppi occidentali. Chujiro Hayashi era uno dei sedici maestri iniziati da Usui, ma non è mai stato presidente della società.

Hayashi è tuttavia importante, come si è accennato, per la diffusione del reiki in Occidente in quanto maestro di Hawayo Takata, che non ha mai conosciuto Usui. La Takata inizia la sua opera negli Stati Uniti senza contatti di tipo amministrativo con l’associazione giapponese. Introduce diverse varianti e pratiche – in particolare, una maggiore segretezza dell’insegnamento e la richiesta di somme rilevanti per l’iniziazione come maestro – e inizia ventidue maestri prima della sua morte, avvenuta nel 1980. Ciascuno di questi maestri ne inizia degli altri, e lo stesso fanno i loro allievi. Oggi i maestri di reiki che rivendicano il potere di iniziare altri maestri sono in Occidente, secondo alcune stime, oltre duecentomila, e il loro numero continua a crescere. Molti maestri fanno parte di associazioni più grandi, o almeno di network internazionali. Ma esistono sicuramente migliaia, più probabilmente decine di migliaia, di scuole diverse di reiki, ciascuna delle quali ha caratteristiche proprie e spesso combina le tecniche e le idee di Mikao Usui con elementi di altra provenienza: buddhisti, provenienti dal New Age, da forme esoteriche di ogni tipo e qualche volta anche dal cristianesimo. Le questioni di successione “apostolica” e di lignaggio sembrano meno importanti in Giappone, dove l’esplosione del reiki in Occidente è osservata con un certo scetticismo. È peraltro vero che in Giappone la società fondata da Mikao Usui non ha avuto uno sviluppo paragonabile alla grande espansione del reiki in Occidente. Nel corso degli anni 1980, infatti, il reiki si diffonde in Europa, dove si integra spesso con altre pratiche di guarigione, tecniche salutistiche e idee tipiche del New Age. Si inserisce pure nel curriculum ordinario di formazione presso l’ashram di Osho Rajneesh a Poona, dove trova a tutti gli effetti una collocazione di assoluto rilievo. Probabilmente, in questo periodo, le modifiche più significative rispetto alla prassi ordinaria ormai tipica del reiki in Occidente sono dovute a Lee Rand, il quale – nel 1989 – sfida la tradizione derivante dalla Takata circa il pagamento di 10.000 dollari per il raggiungimento del livello finale di master. Rand ritiene infatti che la prassi corrisponda solo all’adattamento – da parte della Takata – a uno “stile americano” di “vendita” del reiki, e che la cifra rappresenti una barriera notevole all’ulteriore espansione del metodo. Così apre il suo Center for Reiki Training in un sobborgo di Detroit, in Michigan, e comincia a offrire a soli 600 dollari l’iniziazione non solo al primo e al secondo livello, ma anche a reiki master. Il suo Centro pubblica la rivista trimestrale Reiki News Magazine, che oggi ha una tiratura di circa 75.000 copie. Nel 1991 – cioè in poco più di un decennio dall’inizio dell’espansione del reiki sulla scena occidentale – si contano infatti circa ottocento reiki master e più di 60.000 operatori, sebbene per la maggior parte non si tratta di guaritori che praticano il reiki come professione. Il reiki continua la sua espansione in Occidente durante gli anni 1990: studi, scuole e centri dove si pratica il reiki si trovano nelle principali città del Nord America, così come nell’Europa Occidentale e in Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa.

Una volta che la storia del reiki è stata liberata dalle sue incrostazioni mitologiche, lo specialista di movimenti religiosi nota facilmente le somiglianze con i numerosi movimenti estremo-orientali che combinano buddhismo e taoismo. Di Mikao Usui si sa certamente abbastanza poco, ma non c’è dubbio che egli insegnasse la natura divina del ki, l’importanza del canto sacro, della preghiera e del ringraziamento a Dio. Uno dei principali simboli segreti del reiki – nella versione originaria di Mikao Usui – corrisponde al simbolo della Divinità Suprema venerata nel tempio buddhista del Monte Kurama. Si deve concludere – sulla base di questi paralleli – che il reiki è una religione? La questione non è così semplice. Il fatto che quasi tutte le scuole neghino vigorosamente che il reiki sia una religione non sarebbe, di per sé, decisivo. Anche numerose nuove religioni giapponesi, in particolare alcune in cui è importante l’imposizione delle mani, come Sûkyô Mahikari – di cui trattiamo in altra sezione della presente enciclopedia –, negano ugualmente di essere delle religioni e preferiscono presentarsi come “organizzazioni sovra-religiose” aperte a persone di ogni fede. Il loro carattere di nuove religioni è tuttavia certo per gli specialisti. Ma, in un caso come quello di Sûkyô Mahikari, gli specialisti fanno precisamente notare che non ci si limita all’imposizione delle mani ma si offre anche un completo messaggio di salvezza e una teologia della storia che intende spiegare le origini del cosmo e dell’umanità. Nel reiki – almeno nella maggioranza delle scuole – un messaggio di salvezza e una teologia della storia sono assenti. Il reiki non è una semplice tecnica, perché implica il riferimento essenziale a un’energia che ha caratteristiche divine, e il messaggio del fondatore è incomprensibile se lo si separa dal contesto religioso originario. Non è neppure, tuttavia, una religione o un movimento religioso nel senso più corrente del termine, perché non fornisce né si propone di fornire risposte articolate sulle origini e sul destino dell’uomo. Inoltre, trasferito dal Giappone all’Occidente, il reiki – come altre correnti – è stato sottoposto a un rapido processo di secolarizzazione, che ha portato perfino a una lettura revisionista, e mitologica, delle sue origini e della sua storia. Forse la definizione che William Lee Rand usa per la comunità degli iniziati, un “sacro ordine metafisico”, aiuta a capire la natura di un fenomeno cui potrebbe essere applicata con profitto la categoria, coniata da specialisti statunitensi, di “quasi-religione”.

Il panorama del reiki in Italia si presenta come molto esteso, complesso e variegato e certamente si caratterizza per una rilevante presenza di scuole, centri, corsi e seminari nonché per le diffuse attività di praticanti e reiki master. Tentare una qualunque stima numerica relativa a scuole, operatori e fruitori è pressoché impossibile poiché il reiki nel contesto italiano trova spesso spazio – oltre che nelle attività di singoli guaritori che hanno una propria utenza o clientela – presso centri in cui si svolgono attività di carattere salutistico e di cura del corpo secondo i principi della medicina olistica, e presso realtà o aggregazioni interessate a forme spirituali ispirate alle tradizioni estremo-orientali o che si collocano nel filone New Age o Next Age. In ogni caso, i principali centri e scuole di reiki in Italia non paiono – in linea generale – distinguersi per particolari innovazioni nella struttura della pratica e dell’insegnamento, ma si allineano e riprendono i maggiori sistemi diffusi a livello internazionale e, fra questi, sono privilegiati i metodi più tradizionali e classici, pertanto non caratterizzati da particolari variazioni sul metodo originario di Usui, spesso presentando differenze sostanziali riguardanti solamente il numero dei livelli e l’articolazione dei corrispondenti insegnamenti per giungere al grado di reiki master.

In generale, si può notare che, con il trascorrere degli anni dal momento della comparsa del reiki sulla scena italiana, si assiste a tentativi talora parecchio articolati di strutturazione organizzativa e dell’offerta per i trattamenti destinati all’utente finale da parte di vari centri e associazioni, nonché una certa insistenza sulla costituzione di percorsi e approcci volti a ottenere un riconoscimento dell’operatore reiki a livello professionale e di accreditamento presso gli enti pubblici e in particolare le strutture sanitarie, per esempio mediante la costituzione di un albo o regolamenti deontologici. Le vicende di cronaca mostrano tuttavia come questi tentativi incontrino talora ostacoli, collocandosi naturalmente il reiki nel contesto delle pratiche terapeutiche alternative, non riconosciute dalla scienza medica ufficiale.

Accanto ad alcuni centri diffusi su tutto il territorio nazionale, ma che operano su scala locale, fra i più rilevanti quanto a visibilità e attività si segnala il Centro Olistico Tolteca – Scuola Free Reiki e Scuola di Sciamanismo Mana di Padova (www.reiki.info), fondato nel 1997, inizialmente come Scuola Free Reiki, dallo psicologo e reiki master Dario Canil, che si propone di divulgare il metodo originale di Mikao Usui e il Karuna Reiki – un sistema composto di dodici simboli, sviluppato da Lee Rand; marchio registrato così come “Free Reiki” – unitamente a spunti tratti dallo sciamanesimo hawaiiano huna, tipico della cultura kauna polinesiana, e dalla visione del mondo degli sciamani messicani toltechi così come trasmessa nell’insegnamento noto con il nome di “Tensegrità” del discusso e misterioso Carlos Castaneda, di cui pure ci occupiamo in altro capitolo. Tale centro organizza periodicamente, in genere nei fine settimana, seminari di accesso ai vari livelli di reiki sia secondo il metodo tradizionale di Usui, sia secondo il Karuna Reiki e “Seminari Tematici sull’Energia per favorire la consapevolezza e la crescita evolutiva”.

Oltre al Centro Olistico Tolteca, è rilevante la presenza e l’attività anche di carattere promozionale a Ripe (Ancona) de La Città della Luce, che si presenta in maniera articolata come “Centro Studi Discipline Bionaturali ed Olistiche, Associazione Culturale e di Promozione Sociale, Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale, Ecovillaggio” ed è titolare del nome a dominio reiki.it. Essa federa una serie di altri centri e realtà sparsi sul territorio italiano – in Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige – nonché il Centro Reiki Namaste di Soresina-Rivera in Canton Ticino (Svizzera). Attuale guida e presidente è Umberto Carmignani che, con altri reiki master, nel 1996 fonda a Genova l’Associazione Culturale Centro Reiki, poi nel 1999 a Turbigo (Milano) il Centro Internazionale Reiki, trasferendosi infine – nel 2006 – con tutte le attività nell’attuale centro di Ripe. Presso La Città della Luce, oltre al reiki, sono praticate e si tengono seminari riguardanti altre discipline olistiche.

Merita di essere segnalata in questa sede anche l’A.I.RE. – Associazione Italiana Reiki, con sede principale a Milano e sedi locali in Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Piemonte e Sardegna. Fondata nel 2003 e presieduta dal reiki master ed esperto in pratiche olistiche e di derivazione orientale Gianluca Costa, federando vari reiki master, l’A.I.RE. si propone di creare un’unità etico-professionale all’interno del mondo del reiki, garantendo inoltre l’omogeneità delle tariffe per gli insegnanti e per le prestazioni degli operatori dei vari livelli e giungendo alla strutturazione anche di un albo professionale degli operatori. L ’A.I.RE. ha inoltre come finalità principali la divulgazione del reiki tradizionale giapponese, nonché la sperimentazione del medesimo presso strutture sanitarie eventualmente disponibili, la creazione di protocolli didattici in sintonia con la tradizione del metodo Usui o di altri riconosciuti dall’Associazione. In particolare, al di là del metodo Usui, l’A.I.RE. pone una certa enfasi sul Komyo Reiki – anche in questo caso un marchio registrato –, nato nel 1997 a Kyoto, in Giappone, a opera del monaco buddhista della “Terra Pura” e appartenente al lignaggio di Usui, Hyakuten Inamoto (nato nel 1940), fondatore della Komyo Reiki Kai. L’insegnamento del Komyo Reiki si basa sui risultati delle ricerche di Inamoto, volte a riportare alla luce l’insegnamento originario di Usui sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista dei contenuti, grazie anche alla collaborazione con la già citata Usui Reiki Ryoho Gakkai. L’italiana Chiara Grandi frequenta la scuola di Kyoto nel 2004, divenendo la prima insegnante italiana, e fonda così nel 2005 la Komyo Reiki Kai Italia (www.komyoreiki.it). Attualmente, quattordici reiki master dell’ A.I.RE. hanno ricevuto la formazione ai primi tre livelli da Chiara Grandi e al quarto direttamente da Inamoto e sono così riconosciuti ufficialmente sia dalla Komyo Reiki Kai Italia che dalla Komyo Reiki Kai Giapponese.

In Italia non sono comunque assenti neppure forme particolari e innovative rispetto al reiki tradizionale. A questo proposito forniamo di seguito i dettagli relativamente a due realtà di particolare importanza quanto ad attività e impianto dottrinale – coniugano infatti il reiki con elementi di carattere teosofico e di altra natura – il cui esame peraltro non implica che li si consideri più “religiosi” di altri, ma intende esemplificare il modus operandi del mondo del reiki in Italia, fra tecniche, spiritualità e “quasi-religioni”.

B.: La versione di Hawayo Takata della storia del reiki si può ascoltare dalla sua viva voce nell’audiocassetta Mrs. Takata Speaks: The History of Reiki, Vision Publications, Southfield (Michigan) 1989. Sono senza dubbio fondamentali per un’accurata ricostruzione della storia nonché del complesso impianto dottrinale del reiki i volumi prodotti da alcuni autori del filone “revisionista”: William Lee Rand, Reiki for a New Millennium, Vision Publications, Southfield (Michigan) 1998; Idem, Reiki. The Healing Touch. First and Second Degree Manual, Vision Publications, Southfield (Michigan) 1998; Frank Arjava Petter, Reiki Fire. New Information about the Origins of the Reiki Power. A Complete Manual, Lotus Light Publications, Twin Lakes (Wisconsin) 1997; inoltre un’importante compendio generale è rappresentato da Walter Lübeck – F. A. Petter – W. Lee Rand, Das Reiki-Kompendium. Ein umfassendes Handbuch über das Reiki-System, Windpferd, Aitrang (Germania) 2000 (trad. it. Lo spirito del reiki. Il manuale completo, Edizioni Mediterranee, Roma 2003); pure importante, in lingua italiana, Dario Canil – F. A. Petter, La vera storia del reiki, Edizioni GB, Padova 2000. Oltre alle “fonti interne” di genere “revisionista”, fra i rari contributi in ambito scientifico e accademico sul reiki si segnalano: J. Gordon Melton – Andrea Menegotto, Reiki: tecnica o religione?, Elledici, Leumann (Torino) 2005; A. Menegotto, “La ‘quasi religione’ del reiki”, in Mario Aletti – Germano Rossi (a cura di) Identità religiosa, pluralismo, fondamentalismo, Centro Scientifico Editore, Torino 2004, pp. 169-176 e, dello stesso autore, la relazione del 2003 “The ‘Quasi-Religion’ of Reiki”, disponibile presso il sito Internet del CESNUR; J. Gordon Melton, “Reiki: The International Spread of a New Age Healing Movement”, in Mikael Rothstein (a cura di), New Age Religion and Globalization, Aarhus University Press, Aarhus (Danimarca), pp. 73-93 e – inoltre – il contributo di Massimo Introvigne, “Il reiki: tecnica o religione?”, in Cristianità, anno XXVII, n. 285-286, gennaio-febbraio 1999, pp. 15-17. In data 25 marzo 2009, la Commissione per la Dottrina della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha emanato un documento sostanzialmente volto a sottolineare l’incompatibilità del reiki rispetto sia alla dottrina cristiana sia ai risultati della ricerca scientifica: Guidelines for evaluating Reiki as an alternative therapy (trad. it.: Direttive per la valutazione del reiki come terapia alternativa).