religioni giappone

Tenrikyo
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E-mail: hideoyamaguchi41@gmail.com
URL: www.tenrikyo.or.jp/ita

Tenrikyo (“insegnamento della ragione divina”), una delle maggiori nuove religioni giapponesi di origine non buddhista, è stata fondata il 26 ottobre 1838 da Miki Nakayama (1798-1887) dopo una serie di esperienze spirituali culminate nella “inabitazione” da parte del dio creatore Tenri-o-no-mikoto. Dopo una lunga preparazione, nel corso della quale il movimento è ristretto alla cerchia dei familiari della fondatrice, la predicazione pubblica inizia a Osaka nel 1863. Il successo è notevole: considerata un kami – cioè uno spirito divino – vivente, Miki Nakayama – chiamata dai seguaci Oyasama, cioè “Amata Genitrice” – raccoglie numerosi fedeli, attirati anche da guarigioni e miracoli, intorno alla sua casa di Oyasato, di cui rivela che si tratta del luogo di origine del genere umano.

Come qualunque forma di religione indipendente dell’epoca, Tenrikyo è visto con ostilità dalle autorità giapponesi, ma continua a crescere e, un anno dopo la morte della fondatrice, nel 1888, ottiene un riconoscimento statale come “movimento” all’interno dello scintoismo. In seguito – dopo che un artigiano la cui moglie era stata guarita dalla fondatrice, Izo Iburi (1833-1907), era stato designato come successore di Oyasama – Tenrikyo è riconosciuta nel 1908 dalle autorità come religione indipendente. La prima missione straniera è del 1897, a Taiwan, e la prima missione europea è del 1908, in Inghilterra. Fuori del Giappone, Tenrikyo ha avuto successo soprattutto in Brasile, nelle Hawaii e in Corea. Nel mondo oggi supera i tre milioni di fedeli.

Il centro delle attività rimane a Tenri, presso Nara, dove intorno a Oyasato è sorta una piccola città completa di edifici religiosi, un’università (Tenri University), scuole, fondazioni culturali, musei, attività imprenditoriali ed editoriali. Nel 1968 giunge in Italia Hideo Yamaguchi, nato nel 1941, e nel 1976 egli fonda il centro missionario di Roma. Nel 1986 partecipa alla preghiera per la pace organizzata da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi e dal 1991 partecipa regolarmente agli incontri internazionali per la pace organizzati dalla comunità di Sant’Egidio. Ha organizzato vari pellegrinaggi dall’Italia a Tenri, sede centrale del Tenrikyo. La missione italiana conta una quarantina di membri ed è considerata importante dal movimento per il dialogo inter-religioso con la Chiesa cattolica, che negli ultimi anni si è espresso in diverse iniziative di notevole impegno – fra cui due simposi alla Pontificia Università Gregoriana, nel marzo 1998 e nel settembre 2002 – e nella partecipazione alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo svoltasi il 27 ottobre 2011 ad Assisi.

Tenrikyo insiste sul ruolo di un Dio Creatore unico, Tenri-O-no-Mikoto, “Divino Re della Ragione Celeste”, che è ritenuto creatore e genitore premuroso di tutto il genere umano. La creazione del mondo è espressa attraverso una complessa cosmogonia simbolicamente rappresentata da pesci e descritta – insieme alle vie della salvezza per l’umanità – nelle tre principali scritture sacre del movimento: Ofudesaki, che raccoglie 1711 rivelazioni alla fondatrice; Mikagura-uta, una collezione di “salmi” o preghiere; eOsashizu, che contiene testi della fondatrice e del suo primo successore Iburi. L’uomo è stato creato per servire il Dio Creatore ma ha fatto cattivo uso della libertà nonostante gli ammonimenti di personaggi divini come Buddha e Gesù Cristo, che hanno trasmesso nove delle dieci parti della rivelazione di Dio. La decima parte è rivelata a Miki Nakayama, e svela che Dio ha preordinato un luogo – lo Jiba, a Oyasato –, un tempo – 900.099.999 anni dalla data della creazione dell’umanità, cioè il 26 ottobre 1838 – e un’anima – Oyasama stessa, inabitata da Dio – per la manifestazione della salvezza.

Oyasama continua a vivere, anche dopo avere deposto il suo corpo mortale, nella residenza di Oyasato, dove intorno al kanrodai – che segna il luogo preciso dove fu creata l’umanità – si compie il principale rito di salvezza universale, lo tsutome – letteralmente servizio o funzione –, una danza sacra delle mani celebrata da cinque donne e cinque uomini mascherati. Tenrikyo si avvale di strumenti musicali tradizionali per il suo tsutome, inclusi Hyoshigi (battaglio di legno), ChanponSurigane (piccolo gong), Taiko (grosso tamburo), Tsuzumi (tamburo a spalla), Fue (flauto di bambù), Shamisen Kokyu e Koto, tre strumenti a corde di diverse dimensioni. Questi vengono usati per il Mikagura-Uta, un corpus di musica, balli e canzoni creati dalla fondatrice. Molte delle principali autorità nel campo della musica Gagaku – antica musica classica shintoista suonata alla corte imperiale del Giappone – sono anche seguaci di Tenrikyo.

Tenrikyo si preoccupa anche della salvezza individuale attraverso il sazuke, un rituale di guarigione fisica e spirituale amministrato dai “ministri” del movimento – che hanno seguito almeno un primo corso di tre mesi e hanno ricevuto essi stessi il sazuke(dono divino) –, chiamati yoboku. I mali dell’uomo sono collegati all’innen, un concetto simile al karma, e alle colpe della vita presente e delle vite passate, che possono abbreviare la durata della vita, che dovrebbe essere originariamente di 115 anni. L’innenpuò essere modificato da un atteggiamento di riconoscenza verso Dio (tanno), da opere di volontariato disinteressate (hinokishin) e dall’attività missionaria a favore di Tenrikyo (nioigake), non disgiunta peraltro da un atteggiamento di rispetto e di dialogo verso le altre religioni.

B.: Tra le numerosissime pubblicazioni di Tenrikyo è stata tradotta in italiano una delle fonti principali, con il titolo Micagura-uta: inni sacri, Chiesa Tenrikyo, Tenri (Nara) 1983. Sempre in lingua italiana: La dottrina del Tenrikyo, Chiesa Tenrikyo, Tenri (Nara) 1990; Hisanori Kontani, Le Mie Lezioni su la Dottrina del Tenrikyo, Editore Yamaguchi, Roma 1997; AA.VV., Tenrikyo-Christian Dialogue, vol. I, Tenri University Press, Tenri (Nara) 1998; AA.VV., Tenrikyo-Christian Dialogue II, Religion, Education and the Family, Tenri University Press, Tenri (Nara) 2002. Tra le fonti secondarie: Johannes Laube,Oyagami. Die Heutige Gottesvorstellung der Tenrikyo, Otto Harrassowitz, Wiesbaden 1978; Thora E. Chinnery, Religious Conflict and Compromise in a Japanese Village. A Firsthand Observation of the Tenrikyo Church, University of British Columbia Press, Vancouver 1971.