gurdjeffCentro Linbu (Linbu Center) – Società Joula
(Dopo la chiusura del centro di Rosignano Marittimo [Livorno] i discepoli italiani fanno riferimento ai centri tedeschi, che possono essere raggiunti al numero di telefono 0049-6507-802483 e fax 0049-6507-802484)

Hallstein Farestveit, norvegese, entra in contatto con il pensiero di George Ivanovitch Gurdjieff (1866?-1949) negli Stati Uniti. Tornato in Scandinavia, si fissa in Svezia e inizia a raccogliere discepoli con il nome iniziatico di Linbu. Il gruppo si organizza nella Fondazione Svedese Società di Linbu (accanto al quale sarà usato in seguito anche il nome Società Joula) e apre diversi centri dapprima in Svezia, quindi anche in Danimarca, Norvegia, Germania, Regno Unito, Polonia e Russia. Diversi membri vivono in comunità, fra l’altro in Svezia a Hedekas (Bohuslän), dove esiste un’azienda agricola, e a Killeberg (Småland), dove un laboratorio di oreficeria (“Centro del Sole”) è gestito sotto l’egida della società Arcena AB, che inquadra diverse attività economiche del movimento. La produzione di gioielli con temi simbolici ed esoterici è del resto un’attività tipica del movimento, e il modo attraverso il quale i membri – anche partecipando a fiere sia del settore specifico, sia di ambiente esoterico e New Age – entrano in contatto con il pubblico esterno.

I Centri Linbu sono in effetti caratterizzati da una grande discrezione, causa non ultima di frequenti campagne ostili da parte di movimenti anti-sette in Svezia e in Danimarca. Peraltro, il 26 marzo 1976, alcuni osservatori esterni – fra cui studiosi – hanno potuto assistere alla consacrazione della Società di Linbu come “prima Chiesa nordica”. Nel rituale è stata recitata una versione della fiaba La rosa più bella del mondo di Hans Christian Andersen (1805-1875), mentre il pianoforte e la danza accompagnavano il racconto. La fiaba narra del ritrovamento della rosa più bella del mondo, come simbolo dell’amore più alto e più puro. Solo quella rosa può salvare una regina caduta gravemente ammalata. Un bambino la trova, sotto forma di narrazione della crocefissione del Cristo, di fronte a cui esclama: “Non si può trovare un amore più grande!”. La rosa simboleggia così per il Centro Linbu la felicità, la gioia, l’amore e la perfezione. Altri testi della cerimonia del 1976 sono stati il Padre Nostro, una preghiera per chiedere la forza di vivere in armonia con la volontà di Dio, un canto (“Sognare sogni impossibili”) e un’altra fiaba di Andersen, Il libro muto, su uno studente fallito che esprime il desiderio di avere con sé nella tomba un libro dove aveva nascosto diversi fiori.

Questa cerimonia – significativa perché ha permesso a terzi di gettare uno sguardo sulla vita di un movimento piuttosto chiuso – mette in luce un aspetto importante della spiritualità dei Centri Linbu, convinti che messaggi nascosti e significati esoterici si celino nell’arte, per esempio nelle fiabe di Andersen o nel teatro di William Shakespeare (1564-1616). La lettura del libro di Linbu The Theory of Conscious Light rivela un approccio piuttosto comune nel mondo “gurdjieffiano” agli insegnamenti del maestro caucasico nella forma codificata da Piotr Demianovich Ouspensky (1878-1947). Anche la vita nei Centri Linbu – pure piuttosto dura, e caratterizzata da un faticoso lavoro fisico come via al ricordo di se stessi – non manca di analogie con altre esperienze comuni nello stesso mondo.

Il sospetto con cui anche altri gruppi ispirati a Gurdjieff guardano ai Centri Linbu (e le accuse di sfruttamento dei membri e turbamento del loro equilibrio psichico, peraltro comuni nelle campagne anti-sette in genere) si spiegano con l’insistenza di Linbu sulla vita in comunità – che oggi altre realtà dell’“eredità di Gurdjieff” non praticano più – e con la già accennata riservatezza. Quest’ultima ha caratterizzato anche la comunità italiana, che per parecchi anni ha mantenuto un centro a Rosignano Marittimo (Livorno), mantenendo contatti con l’esterno soprattutto attraverso l’esposizione di gioielli in mostre e fiere, fino a quando nel 2000 una rimeditazione del proprio itinerario spirituale da parte della personalità più significativa della comunità ha portato al suo scioglimento, o più esattamente – come i membri sottolineano – alla sua trasformazione in una realtà che si propone ora di operare con modalità diverse.

B.: H. Linbu, The Theory of Conscious Light, Linbu Publications, Lidingö (Svezia) 1977.