gurdjeff

Fellowship of Friends – Centri Gurdjieff – Ouspensky – La Presenza Centri italiani (contatti mail e telefonici):
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Fra gli artisti influenzati dal pensiero di George Ivanovitch Gurdjieff (1866?-1949), negli Stati Uniti c’è il regista teatrale Alexander Francis Horn (1929-2007), fondatore dell’Everyman Theatre e del Theatre of All Possibilities, la cui moglie Carol era stata una discepola di John Godolphin Bennett (1897-1974). Robert Earl Burton, dopo essere stato maestro di scuola a North Little Rock (Arkansas), diventa discepolo di Horn a San Francisco, e nel 1970 lo lascia per fondare una sua organizzazione, la Fellowship of Friends. Influenzati anche dal romanzo di fantascienza A Canticle for Leibowitz (1959) di Walter M. Miller, Jr. (1923-1996), dove monaci di un Ordine di San Leibowitz preservano l’autentica conoscenza in un monastero mentre il mondo decaduto vive un’epoca oscura, Burton e i suoi allievi acquistano una vasta proprietà nel Nord della California e la ribattezzano Renaissance (in seguito Apollo).

Situata alle pendici della Sierra Nevada, Apollo comprende un vigneto a terrazze collinari di 365 acri, dove l’azienda vinicola Renaissance Vineyard & Winery – interamente posseduta dalla Fellowship – produce con notevole successo vini di discreta qualità. Burton dà pure importanza all’esperienza dell’arte e della bellezza, e Apollo comprende un museo, con pezzi importanti, un teatro, una biblioteca e diversi gruppi artistici. Circa duecento discepoli vivono in comunità ad Apollo, e altri duemila partecipano alle attività dei Centri Gurdjieff-Ouspensky presenti in numerosi Paesi del mondo e ora presentati come Pathway to Presence, “Cammino verso la Presenza” (cinque sono in Italia con il nome “La Presenza”).

Quasi fin dalle sue origini, la Fellowship è stata al centro di notevole controversie. Ambienti anti-sette hanno puntato il dito soprattutto sulla decima – il contributo al movimento del dieci per cento del proprio reddito, praticato anche da Chiese protestanti, ma non usuale in ambito esoterico – che, secondo le accuse, andrebbe a sostenere le collezioni d’arte e lo stile di vita lussuoso del fondatore. Le critiche maggiori, peraltro, provengono spesso dagli stessi ambienti “ortodossi” che si ispirano all’eredità di Gurdjieff. Dal punto di vista formale, la pratica dei seguaci di Burton di visitare le librerie esoteriche di numerosi paesi, inserendo – normalmente senza che i librai lo autorizzino o se ne avvedano – nelle opere di Gurdjieff segnalibri con i numeri di telefono dei “Centri Gurdjieff-Ouspensky” della Fellowship più vicini, è considerata una forma di “concorrenza sleale” agli altri gruppi. Se chi si considera parte dell’eredità di Gurdjieff fa volentieri riferimento – alludendo al corpus del maestro – a un “popolo del Libro”, la Fellowship è ironicamente soprannominata “popolo del segnalibro”.

Dal punto di vista sostanziale, a Burton è imputato di presentarsi come erede diretto di Gurdjieff senza poter vantare nessuna forma di successione “regolare” e riferendosi, piuttosto che al maestro, a Piotr Demianovich Ouspensky (1878-1947) e a discepoli indipendenti di quest’ultimo, come Rodney Collin (1909-1956) e lo psicologo Maurice Nicoll (1884-1953). Burton risponde presentando Gurdjieff come maestro del mondo fisico, Ouspensky come maestro del mondo intellettuale, e se stesso come maestro del mondo emozionale. L’opera principale di Burton, Self-Remembering, è incentrata su un aspetto della dottrina di Gurdjieff (che qui diventa centrale), il “ricordo di sé”. I riferimenti agli “dei” e alla reincarnazione nell’insegnamento di Burton entrano, peraltro, su terreni da cui Gurdjieff si era piuttosto tenuto lontano.

B.: L’opera fondamentale è Robert Earl Burton, Self-Remembering, Samuel Weiser, York Beach (Maine) 1995. Altre fonti dirette sono: Girard Haven, Thoughts. Based on the Teachings of Robert Burton, Ulysses Books, Oregon House (California) 1995; Idem, Notes from a Conscious Teaching, Ulysses Books, Oregon House (California) 1998; Idem, Creating a Soul, Ulysses Books, Oregon House (California) 1999; Susan Zannos, Human Types. Essence and the Enneagram, Samuel Weiser, York Beach (Maine) 1997.