prot_avv_02Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno
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Gli Avventisti del Settimo Giorno affondano le loro radici nell’avventismo millerita. Dopo la Grande Delusione, Owen R. L. Crosier (1820-1913) – che peraltro non aderirà alla nuova denominazione – elabora una spiegazione di quanto era avvenuto nel 1844, sostenendo che alla data del 22 ottobre un evento importantissimo si è effettivamente verificato, ma in modo invisibile e in Cielo. Nel frattempo, altri importanti milleriti fra cui Joseph Bates (1792-1872) e John Nevins Andrews (1829-1883) avevano abbracciato il sabatismo. Altri sostenevano la dottrina della “porta chiusa” secondo cui solo chi nel 1844 aveva creduto all’imminente Secondo Avvento avrebbe potuto salvarsi. Il periodo di confusione dottrinale successivo alla Grande Delusione è superato grazie al talento organizzativo di James White (1821-1881) e alle doti profetiche della moglie, Ellen G. Harmon White, che aveva sposato nel 1846. Le origini dell’attuale denominazione risalgono al 1855, con la pubblicazione del periodico Review and Herald; il nome Avventisti del Settimo Giorno è adottato nel 1860 e una Chiesa con questo nome è fondata nel 1863 con circa 3.500 membri. Il successo è rapido, grazie anche all’interesse per le teorie vegetariane, la medicina naturale e la dietologia promossa in particolare dal medico John H. Kellogg (1852-1943 – il celebre inventore dei fiocchi d’avena), la cui inclinazione per teorie panteistiche lo condurrà peraltro alla rottura con la Chiesa avventista nel 1907. L’espansione missionaria coinvolge anche l’Europa – e l’Italia – grazie, originariamente, a un personaggio singolare e indipendente, l’ex sacerdote cattolico polacco Michal Belina Czechowski (1818-1876). Un momento di difficoltà – e insieme di approfondimento teologico – nella storia della Chiesa avventista è la Conferenza Generale di Minneapolis (1888), caratterizzata dal “messaggio” di Ellet J. Waggoner (1855-1916) e Alonzo T. Jones (1850-1923), che tende a reintrodurre nella teologia avventista una insistenza sul classico tema protestante della giustificazione grazie alla sola fede, accompagnata da un entusiasmo revivalistico che dovrebbe trasformare la giustificazione per fede in un’esperienza personale. Ellen G. White interviene personalmente per impedire che il “messaggio” di Waggoner e Jones sia condannato, anche se entrambi finiranno per abbandonare la denominazione. Problemi simili hanno accompagnato, nel XX secolo, quella che molti osservatori considerano una marcia, compiuta con successo, verso un’integrazione del mondo avventista nel protestantesimo evangelico. Una frangia liberale vorrebbe spingersi più oltre su temi come la moralità sessuale o il femminismo, mentre non mancano gruppi conservatori che insistono per una fedeltà letterale anche agli aspetti secondari del messaggio di Ellen G. White. La Chiesa avventista è coordinata da una Conferenza generale, che ha sede a Silver Spring, nel Maryland, i cui dirigenti – guidati dal presidente – sono eletti da una Assemblea generale che si tiene ogni cinque anni. Alla Conferenza generale fanno capo le varie Divisioni in cui è diviso il territorio mondiale. I membri di ciascuna Chiesa locale si riuniscono al sabato per lo studio biblico e il “culto”.

Secondo dati aggiornati al 2016, la Chiesa avventista conta 19.126.438 membri nel mondo, presenti in 215 Paesi, con 81.552 chiese e 28.995 pastori attivi. In Italia i membri di Chiesa registrati come tali sono – con 140 chiese e luoghi di culto e 69 pastori – 9.600, ma questo numero non indica se non una frazione della comunità avventista nel suo insieme; le riunioni di culto sono frequentate da circa quindicimila persone e le scelte valide dell’otto per mille che designano la Chiesa avventista sono annualmente oltre quarantamila. Queste ultime, peraltro, derivano in parte anche da non avventisti che hanno simpatia per quell’ampia serie di istituzioni educative, caritative, sociali ed editoriali attraverso le quali gli avventisti sono presenti e noti nel nostro Paese. La presenza nel nostro Paese della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno risale al 1864, ed essa è stata riconosciuta come ente di culto con D.P.R. 13 aprile 1978, ai termini della legge del 1929. Nel 1986 è stata firmata l’Intesa con il governo italiano, poi ulteriormente recepita nel 1988 – legge 22/11/1988 –, alcune modifiche della quale sono state oggetto di un accordo firmato dal Presidente del Consiglio Romano Prodi il 4 aprile 2007 e in attesa di ratifica da parte del Parlamento. La Repubblica Italiana garantisce alla Chiesa Avventista l’autonomia e la libera organizzazione, secondo i propri ordinamenti, nonché la libera nomina dei propri ministri di culto e missionari. Prima dell’abolizione della leva obbligatoria ai giovani avventisti – che per ragioni di fede non portano le armi – era garantito il diritto all’obiezione di coscienza. L’Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno è inoltre autorizzata a svolgere liberamente assistenza spirituale negli istituti ospedalieri e penitenziari, può istituire scuole di ogni ordine e grado, ed è stato riconosciuto legalmente il titolo offerto dall’Istituto Avventista di Cultura Biblica “Villa Aurora”, il seminario in cui si formano i pastori e il personale. Nell’Intesa, un importante rilievo ha il riconoscimento del diritto all’osservanza del sabato in tutti i settori, compreso quello lavorativo e scolastico; i matrimoni celebrati da ministri di culto avventisti sono riconosciuti agli effetti civili. Gli enti riconosciuti dall’Intesa come “ecclesiastici”, facenti capo all’Unione Italiana delle Chiese Avventiste, sono: l’Ente UICCA (Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste), l’Ente Patrimoniale, che gestisce gli immobili dell’UICCA, e l’Ente Istituto Avventista di Cultura Biblica, che fa capo al seminario di Villa Aurora. Lo Stato riconosce inoltre agli avventisti il diritto ad avere radio locali e alla piena libertà di stampa, affissione e promozione. Per quanto riguarda gli aspetti economici, lo Stato ha preso atto che la Chiesa Avventista si sostiene autonomamente attraverso le decime e le offerte dei propri membri; la Chiesa è stata inserita nella ripartizione dell’otto per mille dell’IRPEF – con esclusione della quota relativa alle scelte non espresse dai contribuenti, cui ha espressamente rinunciato –, che destina per scopi sociali, culturali, umanitari e assistenziali, per opere da realizzare in Italia e soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, attraverso l’ONG denominata ADRA, che fa capo alla Chiesa Avventista. In Italia gli avventisti svolgono un’ampia rete di attività sanitarie e sociali: vanno ricordate la Casa di Riposo “Casa Mia” di Forlì; l’associazione umanitaria ADRA-Italia, che realizza progetti a favore dell’infanzia, degli anziani, e nel settore dell’accoglienza, dell’aiuto ai profughi e con interventi nel Terzo Mondo; l’associazione Lega Vita e Salute che, in collaborazione con la casa editrice ADV – importante a questo riguardo la rivista Vita & Salute –, opera per la difesa della salute nel campo dell’educazione e della prevenzione sia in campo alimentare sia con i famosi “Piani dei Cinque Giorni” per smettere di fumare, e con corsi anti-alcool e anti-stress. La Fondazione Adventum è stata inoltre istituita per prevenire e combattere l’usura in Italia e per promuovere il lavoro giovanile, ottenendo importanti riconoscimenti da parte delle istituzioni. Molto esteso è l’impegno a favore dei giovani, per i quali è stata fondata AISA – Associazione Italiana Scout Avventisti –, che opera nel campo dello scoutismo, della formazione e prevenzione del disagio, organizzando campeggi e attività a favore dell’ambiente. Un forte impegno è stato sviluppato anche nell’ambito della difesa della libertà religiosa, in cui opera l’associazione non confessionale AIDLR (Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa), rappresentata anche presso l’ONU, che pubblica a livello internazionale la rivista Coscienza e Libertà.

La dottrina avventista – fino al 1980 radicata nelle “trentasei tesi” del 1957, e dal 1980 nelle “ventisette dottrine fondamentali” che sintetizzano le credenze della Chiesa, come esposto nel documento SDAs believe… A Biblical exposition of 27 fundamental doctrines, attualmente il documento ufficiale di riferimento per l’identificazione del corpus dottrinale avventista – parte dall’affermazione della Trinità, della divinità di Gesù Cristo, della giustificazione per sola fede, cui si aggiunge la fiducia in un “imminente Secondo Avvento”. Specifici della teologia avventista sono il condizionalismo, con conseguente negazione dell’Inferno, in quanto – dopo il giudizio – i peccatori saranno puniti con la “completa distruzione” e il sabatismo. Si aggiungono il rifiuto della predestinazione, il battesimo per immersione, il principio della decima, la necessità di continuare il rito della lavanda dei piedi, l’astensione dall’alcool e dal tabacco, la rigorosa separazione della Chiesa dallo Stato, la verità letterale del racconto della Creazione, anche se all’interno della Chiesa Avventista esiste un’ampia gamma di interpretazioni su questo e altri soggetti legati all’ermeneutica biblica, che fanno capo al dibattito più ampio – e ancora piuttosto “fluido” – tra posizioni letteraliste e liberali, come dimostra la discussione in corso, nella quale anche voci autorevoli del mondo avventista si sono pronunciate a favore di una interpretazione non letterale della Creazione. Cruciale per la definizione dell’identità avventista è la “dottrina del Santuario”, la risposta storica dei “pionieri” avventisti alla crisi del 1844. Vi è un Santuario celeste – di cui il santuario del tempio di Gerusalemme rappresenta l’antitipo vetero-testamentario –, che ha una parte superiore, il “luogo santissimo”, e una parte inferiore. Il 22 ottobre 1844 Gesù Cristo è asceso nel “luogo santissimo” dove ministra a favore degli uomini. Da allora è iniziato un “giudizio investigativo”, una “grande inchiesta” che esamina i meriti di ogni singola persona umana. Il “giudizio investigativo” precede immediatamente i tempi ultimi, e il ritorno di Cristo è imminente, come annunciato dallo “Spirito di Profezia” che si è manifestato nell’opera di Ellen G. White, i cui scritti nonsono peraltro considerati sullo stesso piano della Bibbia. Prima che Cristo ritorni, vi sarà un “grande conflitto” fra il bene e il male, identificati rispettivamente dal “suggello di Dio” – l’osservanza del sabato – e dal “marchio della bestia”, cioè la sua diabolica sostituzione con la domenica, la cui osservanza sarà presto imposta da un potere politico collegato all’Anticristo dell’Apocalisse. Se questa “seconda Bestia” è un potere di tipo politico, a lungo nella letteratura avventista la “prima Bestia” “religiosa” è stata identificata con la Chiesa di Roma e con il pontificato, anche se più recentemente le affermazioni anti-cattoliche sono state notevolmente sfumate e un cauto dialogo è stato avviato anche con il mondo cattolico, così come con quello protestante maggioritario. Il timore della “seconda Bestia” è alle radici dell’impegno avventista nelle istituzioni e associazioni internazionali che promuovono la libertà religiosa con particolare impegno. In ogni caso, secondo gli Avventisti, nessuno ha ancora ricevuto il “marchio della Bestia”, che sarà imposto soltanto quando la “seconda Bestia” avrà resa obbligatoria per legge l’osservanza della domenica. Il regno della Bestia avrà termine con il ritorno in gloria, personale e visibile di Cristo che inaugurerà il Millennio, in cui gli eletti morti risorgeranno e, insieme con gli eletti viventi, ascenderanno al Cielo, dove parteciperanno al giudizio degli empi diretto da Cristo. Nel frattempo, la Terra rimarrà per mille anni deserta e desolata. Al termine del Millennio, la Gerusalemme celeste riscenderà di nuovo sulla Terra: i malvagi “risorgeranno” per udire la sentenza che li condanna alla “distruzione”, insieme con Satana e i suoi angeli ribelli, mentre i buoni conosceranno la vita eterna in un mondo di gioia perfetta.

B.: Tra le opere storiche, particolarmente importanti sono: Richard W. Schwarz – Floyd Greenleaf, Light Bearers. A History of the Seventh-day Adventist Church, seconda ed. aggiornata, Pacific Press, Nampa (Idaho) – Oshawa (Canada) 2000; Arthur L. White, Ellen G. White, 6 voll., Review & Herald, Washington D.C. 1981-1986; Malcolm Bull – Keith Lockart, Seeking a Sanctuary. Seventh-day Adventism and the American Dream, 2a ed. aggiornata, Indiana University Press, Bloomington – Indianapolis 2007. Sulla storia in Italia, cfr. Giuseppe De Meo, Granel di sale. Un secolo di storia della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno in Italia (1864-1964), Claudiana, Torino 1980; e Dora Bognandi – Davide Romano (a cura di), 150 anni (1864-2014) della presenza avventista in Italia. La storia, la missione, le sfide e la testimonianza, Edizioni ADV, Firenze 2014. Sulla dottrina, cfr. Rolando Rizzo, L’identità avventista, Edizioni ADV, Impruneta (Firenze) 1994; Antonio Caracciolo, Capire Daniele, Edizioni ADV, Impruneta (Firenze) 1998; Giovanni Leonardi, Il ritorno annunciato, Edizioni ADV, Impruneta (Firenze) 1996; e Samuele Bacchiocchi, Riposo divino per l’inquietudine umana, Edizioni ADV, Impruneta (Firenze) 1983. Sugli aspetti organizzativi, cfr. Tiziano Rinaldi, Con ordine e dignità. Origini e sviluppo della struttura della Chiesa Avventista del 7° Giorno, Edizioni ADV, Impruneta (Firenze) 2006.