prot_avv_05Grace Communion International – Chiesa Cristiana della Grazia (già Chiesa di Dio Universale)
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Fra le Chiese di Dio (Settimo Giorno), l’unica che ha avuto una espansione internazionale è stata la Grace Communion International, fino all’aprile 2009 nota come Chiesa di Dio Universale, fondata da Herbert W. Armstrong (1892-1986) con il nome di Radio Church of God (Chiesa Radiofonica di Dio) nel 1937. Armstrong era stato ordinato nel 1931 ministro della Conferenza dell’Oregon della Chiesa di Dio (Settimo Giorno) di Stanberry (Missouri), aderendo poi al suo gruppo scismatico con sede a Salem (West Virginia), di cui Armstørong diventa uno dei dirigenti. La Chiesa Radiofonica di Dio (programma per la radio) e il giornale The Plain Truth (La Pura Verità) erano inizialmente attività svolte da Armstrong nell’ambito della Chiesa di Salem, che tuttavia revoca le sue credenziali di ministro in seguito a divergenze dottrinali nel 1937. Da allora, la Chiesa Radiofonica di Dio – che nel 1968 cambierà nome in Chiesa di Dio Universale – diviene una denominazione indipendente.

Grazie ai talenti di predicatore radiofonico, poi televisivo (con il programma Il Mondo di Domani) di Armstrong, la sua Chiesa prospera, e nel 1947 è fondato l’Ambassador College a Pasadena come seminario e università libera. L’espansione internazionale (Europa compresa) va però di pari passo con una serie di polemiche relative al ruolo del secondo figlio di Armstrong, Garner Ted Armstrong (1930-2003) – che nel 1978 fonderà una sua organizzazione scismatica, la Chiesa di Dio Internazionale –, alla gestione delle finanze della Chiesa (oggetto di una durissima battaglia legale negli anni 1978-1980), e dalle dottrine – sempre più lontane dal protestantesimo tradizionale – introdotte da Armstrong. Dopo la morte del fondatore, nel 1986, il suo successore Joseph W. Tkach (1927-1995) ha gradualmente abbandonato diverse dottrine di Armstrong, avviando un processo concluso dal suo successore, il figlio Joseph W. Tkach, Jr., quando la Chiesa di Dio Universale è stata accolta negli Stati Uniti all’interno della National Association of Evangelicals (NAE) nel 1996. Un’ulteriore tappa di questo processo si è verificata il 3 aprile 2009 con il cambio di nome da Chiesa di Dio Universale a Grace Communion International. Benché singole Chiese locali possano mantenere il nome di Chiesa di Dio Universale, un comunicato stampa ha precisato che l’adozione del nuovo nome intende manifestare esplicitamente una rottura con “le dottrine legaliste, gli insegnamenti esclusivisti e le speculazioni profetiche” che erano legate alla sigla Chiesa di Dio Universale, e insistere sul fatto che la Trinità, l’Incarnazione, la salvezza per mezzo della fede in Gesù Cristo e il dialogo con altre denominazioni di sensibilità evangelical sono oggi al centro della vita della denominazione.

La svolta di Tkach ha peraltro suscitato le proteste dei fedeli leali alle dottrine di Armstrong, che hanno abbandonato la Chiesa dando vita a numerosi gruppi scismatici “armstrongiti”. Il loro esodo ha messo a dura prova le finanze della Chiesa, che ha dovuto ridurre il numero di pubblicazioni e trasmissioni televisive, e chiudere l’Ambassador College. I problemi hanno coinvolto anche l’Italia, dove nel 1995 la rivista La Pura Verità, che era pubblicata dal 1982 e aveva raggiunto la tiratura di centomila copie, ha cessato le pubblicazioni. Dal 1992 non è più trasmesso il programma televisivo “Il Mondo di Domani”, che era andato in onda dal 1984 al 1986 su Tele Montecarlo e dal 1985 al 1992 su Retequattro (oltre che per qualche mese su Tele Campione).

In Italia la Chiesa era arrivata nel 1982, con pochi membri che la avevano conosciuta all’estero. Il primo ministro di culto era stato ordinato nel 1985; nello stesso anno erano stabilite le prime congregazioni a Roma, Milano e Catania. Nonostante le difficoltà, rimangono in Italia più di cento membri, che frequentano – insieme a un centinaio di simpatizzanti – undici congregazioni e diversi “gruppi d’incontro” (a livello internazionale i fedeli – ridotti a metà dagli scismi “armstrongiti” –  sono circa quarantaduemila, suddivisi in un centinaio di nazioni).

Occorre distinguere le dottrine originarie di Armstrong dalle riforme introdotte da Tkach. La Grace Communion International rimane, certamente, all’interno del filone inaugurato da Cranmer: si tratta di una forma di avventismo sabatista caratterizzata dall’osservanza di alcune feste dell’Antico Testamento, peraltro reinterpretate in senso cristiano. La centralità e il numero di queste feste sono stati ridotti dalle riforme di Tkach. Quest’ultimo è pure ritornato alla tradizionale dottrina cristiana della Trinità, che Armstrong aveva sostituito con un concetto di “Famiglia di Dio” in cui Gesù era l'”agenzia” attraverso cui Dio opera, e lo Spirito Santo il suo “potere”. Anche l’anglo-israelismo, una dottrina condivisa da un buon numero di altre piccole denominazioni di lingua inglese, secondo cui gli inglesi e gli americani sono i discendenti delle “tribù perdute” di Israele, centrale per Armstrong, non ha più un ruolo importante nell’attuale Grace Communion International.

Così pure, l’esclusivismo teorizzato da Armstrong – secondo cui la Chiesa di Dio Universale è l’unica vera Chiesa e tutte le altre comunità e religioni sono semplicemente false – è stato abbandonato da Tkach, come dimostra l’adesione alla NAE e la continua collaborazione con Chiese dell’area protestante evangelica. Tra difficoltà e scismi, la Grace Communion International dopo le riforme di Tkach, rappresenta un caso per molti versi unico di ritorno nell’alveo del protestantesimo evangelico di un gruppo che, seguendo un leader carismatico e teologicamente creativo, la aveva per un lungo periodo abbandonato.

B. Sul periodo di Armstrong, cfr. Herbert W. Armstrong, Autobiography, Ambassador College Press, Pasadena 19732; e il resoconto degli attacchi alla Chiesa da parte del suo avvocato: Stanley Rader, Against the Gates of Hell, Everest House, New York 1980. Sulla svolta di Tkach: Joseph W. Tkach, Transformed by Truth, Multnomah Books, Sisters (Oregon) 1997. Sulle frammentazioni della Chiesa dopo la morte del fondatore, cfr. David V. Barrett, The Fragmentation of a Sect. Schism in the Worldwide Church of God, Oxford University Press, New York 2013.