Gruppi di origine zoroastriana(Non esistono centri o sedi in Italia [dove pure sono presenti devoti]. Per i punti di riferimento internazionale cfr. le URL www.avatarmeherbaba.org e www.meherbabainformation.org; si può anche contattare la Sheriar Foundation, P.O. Box 1612, North Myrtle Beach, South Carolina 29598, USA, tel. 001-843-2727282, fax 001-843-2721812, e-mail: info@sheriarfoundation.org, URL: www.sheriarfoundation.org)

Merwan Shehariarji Irani (1894-1969) nasce a Poona in una famiglia parsi nel 1894. La sua formazione è segnata dall’incontro fra la tradizione familiare zoroastriana e il sufismo che studia con una mistica locale, Hazrat Babajan (†1931; se ne ignora la data esatta di nascita, ma alcuni discepoli affermano che sarebbe morta a un’età fra i 130 e i 140 anni), mentre completa gli studi superiori al Deccan College. Studia anche il cristianesimo e l’induismo e nel 1922 apre un ashram a Bombay, che nel 1924 è trasferito presso Ahmednagar. Qui nascerà il centro di Meherabad, con un ospedale, una scuola, un ospizio per i poveri.Meher Baba presenta con riverenza Zarathushtra come il primo avatar, ma il suo insegnamento è eclettico e considera incarnazioni divine anche Rama, Krishna, Buddha, Gesù Cristo e Muhammad, proponendo nello stesso tempo un accostamento originale allo zoroastrismo e un “sufismo ri-orientato”. Temporaneamente nel 1925, e in modo definitivo dal 1926, Meher Baba inizia a osservare un silenzio assoluto, in cui rimarrà per i restanti quarantaquattro anni della sua vita. Fino al 1954 comunica indicando lettere su una tavola alfabetica; dal 1954 alla morte (1969) solo attraverso un sistema di gesti, il che non impedisce che i suoi “discorsi” siano raccolti e pubblicati in volumi, né gli impedisce di viaggiare e visitare i discepoli che si raccolgono, oltre che in India, in Europa e negli Stati Uniti.

Nel 1933 visita l’Italia e riorganizza a Genova un gruppo di discepoli che già da qualche anno si riuniva a Portofino. Nel 1952 in America e nel 1956 in India subisce due dolorosi incidenti automobilistici, le cui conseguenze sopporta come prova che l’avatar (una posizione che ormai i discepoli gli riconoscono) deve soffrire per l’umanità. Sempre nel 1952 apre a Myrtle Beach, nella Carolina del Sud, un centro di ritiri spirituali che attira numerosi “baba-lovers” da tutti gli Stati Uniti. All’inizio, si tratta prevalentemente di persone benestanti e di mezza età. Negli anni 1960, tuttavia, Meher Baba diventa un’icona culturale per il movimento hippie e il suo successo è assicurato dall’adesione di personalità della controcultura e della musica rock come Peter Townsend del complesso The Who. Gli hippie scoprono peraltro ben presto che Meher Baba è implacabilmente ostile all’uso di qualunque tipo di droga. Alcuni rinunciano alla droga, altri abbandonano il maestro.

D’altro canto – pur non imponendo ai suoi discepoli “comandamenti” vincolanti – Meher Baba incoraggia la monogamia e il rispetto dei valori familiari. Dichiara di non essere venuto per insegnare, ma per risvegliare i suoi seguaci e abituarli a scoprire nel silenzio le “sette uniche realtà”: Dio, l’amore di Dio, l’amore come scopo della vita, la rinuncia all’egoismo, la conoscenza dell’onnipresenza di Dio, la disciplina dei sensi, la calma dell’abbandono al Divino.

Nel mondo esistono diversi centri per la promozione del pensiero di Meher Baba e gruppi di studio che normalmente si ritrovano in case private. La relazione con il maestro – anche dopo la sua morte – rimane peraltro un fatto individuale e si sottolinea che da una parte non c’è una nozione precisa di “membro” o “appartenente” a un gruppo, dall’altra frequentare i gruppi o riunioni non è strettamente necessario per essere un seguace di Meher Baba. Non esiste neppure un proselitismo organizzato; il movimento è cresciuto principalmente attraverso contatti personali. Per contro, il turnover è più basso rispetto ai movimenti religiosi organizzati. Molti che scoprono Meher Baba rimangono “baba-lovers” per tutta la vita e trasmettono questa fedeltà ai loro figli. Questi ultimi diventano “giovani sahavas” e si impegnano a partecipare a un ritiro annuale. La fonte principale per la diffusione delle opere di Meher Baba è la casa editrice Sheriar Press, che ha sede presso il centro di Myrtle Beach.

B.: Opere centrali sulla vita di Meher Baba rimangono quelle di Tom e Dorothy Hopkinson, Much Silence. Meher Baba, His Life and Work, Meher House Publications, Bombay 19823; e di Bal Natu, Glimpses of the God-Man Meher Baba, di cui sono stati finora pubblicati sei volumi: vol. I, Suphism Reoriented, Walnut Creek (California) 1977; vol. II, Meher House Publications, Bombay 1979; voll. III-VI, Sheriar Press, Myrtle Beach, South Carolina 1981-1994. Un’edizione dei Discourses (6ª) è quella pubblicata da Sheriar Foundation, Myrtle Beach (South Carolina) 1995.