satanismoIl satanismo è un fenomeno che desta attenzione e preoccupazione in numerosi ambienti. Nella letteratura giornalistica, è spesso confuso con fenomeni diversi come la magia cerimoniale, la neo-stregoneria, il neo-paganesimo, la corrente “thelemita” che origina dalle idee dell’esoterista inglese Aleister Crowley (1875-1947), da cui va invece rigorosamente distinto. Nella letteratura giornalistica qualsiasi ritrovamento di residui rituali – candele rosse o nere, pupazzi, calici – è spesso immediatamente riferito al satanismo, mentre potrebbe trattarsi appunto di altre forme di magia o di religiosità. Il satanismo in senso stretto è un movimento che si interessa al personaggio chiamato Diavolo o Satana nella Bibbia, e ne fa il punto di riferimento principale della sua ritualità. “Satana” può essere considerato semplicemente uno stato di coscienza superiore dell’uomo – come nel satanismo “razionalista”, che talora tende verso l’ateismo militante –, ovvero un personaggio preternaturale (satanismo “occultista” o “teista”): ma la centralità di Satana nel discorso e nel rituale – diversa da qualche semplice riferimento metaforico di carattere anticristiano, che si ritrova in numerosi gruppi – è essenziale perché si possa parlare di satanismo.

Il satanismo si muove nella storia secondo un andamento che può essere definito “pendolare”. Piccoli gruppi di satanisti salgono all’onore delle cronache. Poiché l’adorazione esplicita del Male è, per definizione, intollerabile, la presenza dei gruppi satanisti – per quanto piccoli – determina reazioni che si manifestano rapidamente come sproporzionate, e che attribuiscono ai gruppi che praticano il satanismo una dimensione, un rilievo, una capacità di influire sulle vicende anche sociali e politiche che in realtà non hanno. Questo anti-satanismo organizzato – fra l’altro facilmente infiltrato da millantatori – finisce per essere screditato dai suoi stessi eccessi. Il discredito in cui cade l’anti-satanismo permette il riemergere di nuovi gruppi di satanisti, per un certo periodo di tempo tollerati dalla società, finché si determina una nuova reazione, e così via.

Il satanismo si manifesta per la prima volta nel gruppo attivo ai margini della corte del re di Francia Luigi XIV (1638-1715) intorno a Catherine La Voisin (1637?-1680) e ad altre cartomanti e veggenti, parte di un sottobosco magico fiorente nella Parigi dell’epoca. Questo sottobosco conta anche sull’aiuto di sacerdoti cattolici rinnegati, come l’abbé Étienne Guibourg (1603-1686), che forniscono le ostie consacrate ritenute essenziali per il successo dei riti. Se si crede ai documenti di polizia dell’epoca – che possono contenere esagerazioni, ma appaiono nel complesso attendibili e vanno letti nel contesto della subcultura magica del XVII secolo – la La Voisin avrebbe organizzato per dame di corte, fra cui Françoise Athénaïs, marchesa de Montespan (1640-1707), favorita del re, le prime “Messe nere” (l’espressione nasce appunto in questa occasione) nelle quali il Diavolo sarebbe stato adorato per ottenere favori o vantaggi materiali. Dopo la scoperta, la repressione – affidata a un tribunale speciale detto “Camera ardente” – si arresta per timore di indagini troppo approfondite sulle dame di corte: la La Voisin, insieme ad altre veggenti, è comunque condannata a morte, mentre Guibourg muore in carcere. Questo episodio scandaloso ma circoscritto acquista un’enorme notorietà europea grazie alle gazzette, in un’epoca in cui la stampa comincia a diventare socialmente importante. Così sorgono, sia pure in proporzioni modeste, imitatori. Cerimonie sataniche sono celebrate nel Settecento in Italia – nel Ducato di Modena, ai margini più discutibili dell’eresia quietista –; in Inghilterra, fra i libertini che si riuniscono all’abbazia di Medmenham intorno a sir Francis Dashwood (1708-1781), che danno tuttavia al satanismo un’impronta ludica, razionalista e anti-clericale; e forse in Russia, dove peraltro le fonti sono scarse.

In ogni caso, questo proto-satanismo determina una prima epidemia di anti-satanismo, che finirà per attribuire all’azione occulta dei satanisti due fenomeni a diverso titolo sconvolgenti per il mondo cristiano: la Rivoluzione francese e lo straordinario successo dello spiritismo. Naturalmente, occorre distinguere fra interpretazioni – che, sul piano metafisico e teologico, hanno certamente un carattere del tutto serio – che considerano l’azione del diavolo causa remota della Rivoluzione francese e dei successi spiritisti, e tesi più immediate che vedono dietro ogni giacobino e ogni spiritista l’azione diretta del demonio tramite i suoi agenti, i satanisti, che rimarrebbero nell’ombra. La letteratura secondo cui una congrega segreta di satanisti ha diretto in modo sotterraneo i principali avvenimenti dell’epoca della Rivoluzione cade così facilmente in semplificazioni di tipo “complottista” e in eccessi grotteschi. Questo stile di pensiero va dalle opere anti-rivoluzionarie del sacerdote Jean-Baptiste Fiard (1736-1818) fino ai testi paradossali di Alexis-Vincent-Charles Berbiguier (1764-1842), che vede dietro ogni evento negativo l’opera di satanisti capaci di trasformarsi in farfadet, in “folletti” invisibili.

Secondo l’effetto “pendolare” cui si è fatto cenno, l’anti-satanismo è così sufficientemente screditato perché negli anni che vanno dal 1850 al 1890 possa forse sorgere in Francia e in Belgio, relativamente indisturbato, un piccolo movimento satanista. Le informazioni su questo movimento sono incerte e ambigue, e provengono spesso da personaggi che – pure avendo veramente indagato nella subcultura occultista – talora ne fanno in qualche modo parte, ovvero mescolano la fantasia con la realtà, come il giornalista Jules Bois (1868-1943). Quest’ultimo è uno dei principali informatori del romanziere Joris-Karl Huysmans (1848-1907), che nel 1891 pubblica il romanzo Là-bas (“Nell’abisso”). Questo testo contiene la più famosa descrizione letteraria di una “Messa nera”, che è servita da modello a numerosi satanisti in carne e ossa del Novecento. Si sa oggi che, nel romanzo, Huysmans ha utilizzato – certo rielaborandole – informazioni relative a vere o presunte esperienze negli ambienti satanisti della sua amica Berthe Courrière (1852-1916), in seguito alle quali egli riteneva credibili le accuse rivolte al sacerdote belga Louis Van Haecke (1829-1912) – la cui effettiva colpevolezza costituisce ancora oggi argomento di fervente dibattito fra gli storici – di celebrare Messe nere e di essere un importante capo satanista.

Le attività dei satanisti francesi e belgi denunciate, a torto o a ragione, da Huysmans determinano – ancora seguendo lo schema “pendolare” – un’ondata di anti-satanismo particolarmente virulenta. Ai satanisti – riuniti in una misteriosa setta, il palladismo – sono attribuite in particolare tutte le attività della massoneria, all’epoca impegnata in un duro scontro con la Chiesa cattolica. Léo Taxil (pseudonimo di Marie-Joseph-Antoine-Gabriel Jogand, 1854-1907), un massone autore di virulente opere anti-clericali di carattere pornografico, nel 1885 annuncia la sua clamorosa conversione al cattolicesimo. Dopo la pubblicazione di Là-bas di Huysmans, produce, con alcuni collaboratori, in pochi anni decine di opere e migliaia di pagine in cui rivela le attività dei palladisti che, ispirati direttamente da Satana, guidano segretamente la massoneria e controllano numerosi governi europei. Molti avversari della massoneria gli credono, ma non tutti; altri – nello stesso mondo cattolico – sospettano un inganno. Finalmente, di fronte alle pressioni, Taxil annuncia una conferenza pubblica in cui chiarirà tutti i dubbi. A Parigi, il 19 aprile 1897, confessa di avere semplicemente simulato la sua conversione e di avere completamente inventato la storia del palladismo per prendersi gioco dell’estrema credulità dei cattolici.

La vicenda di Taxil rimane problematica e oscura – è certo che abbia abilmente mescolato documenti veri e falsi, mentre rimane un dubbio sulle sue motivazioni ultime – ma, per quanto riguarda il satanismo, il prevedibile effetto è quello di fare riemergere satanisti autentici che – per paura di essere confusa con le provocazioni del famoso impostore – la stampa, nei primi anni del ventesimo secolo, tratta con indulgenza e perfino con simpatia. È il caso di Maria de Naglowska (1883-1936), che apre a Parigi un Tempio di Satana, descritto con singolare indulgenza dalla stampa e giustificato da una complessa quanto bizzarra teologia. Pressoché contemporanee sono le attività in Danimarca di Ben Kadosh, pseudonimo di Carl William Hansen (1872-1936), il cui satanismo “luciferiano” – che trae forse ispirazione anche da Taxil – rimane per decenni ignoto fuori del suo Paese, fino alla fondazione nel 2005 di una Chiesa Neo-Luciferiana che s’ispira alle sue idee, presente in Danimarca, Svezia e Stati Uniti. In Polonia il letterato Stanisław Przybyszewski (1868-1927) elabora il primo sistema satanista organico dal punto di vista dottrinale, ma è dubbio che i suoi seguaci abbiano mai dato vita a movimenti organizzati.

Sono anche questi gli anni in cui si esercita sull’ambiente satanista l’influenza di Aleister Crowley. A rigore non satanista – e anzi polemico con i satanisti –, Crowley scrive nella sua opera Magick (Samuel Weiser, York Beach [Maine] 1974, p. 296 e p. 220) che “il Diavolo non esiste. È un falso nome inventato dai Fratelli Neri per implicare un’Unità nella loro ignorante confusione di dispersioni” e che i satanisti praticano solo “una forma pervertita di magia”. Secondo Crowley, i satanisti sbagliano perché credono che il Diavolo esista veramente come persona. Per questo – come scrive nella sua autobiografia – i satanisti dell’Ottocento “con tutta la loro pretesa devozione a Lucifero o Belial (…) erano nel loro spirito sinceri cristiani, e per di più cristiani inferiori, giacché i loro metodi erano puerili” (The Confessions of Aleister Crowley. An Autohagiography, Routledge & Kegan Paul, Londra-Boston-Henley 1979, p. 126). D’altro canto, per quanto riguarda i rituali, Crowley rimane una fonte continua di ispirazione per tutto il satanismo successivo. Alcuni gruppi di derivazione crowleyana si avvicinano al satanismo, come avviene nel caso della Fraternitas Saturni in Germania, almeno nella sua prima fase. Un anello di collegamento importante tra Crowley e il satanismo successivo è costituto da John Whiteside Parsons (1914-1952), un ingegnere e scienziato californiano, celebre esperto di esplosivi, che elabora nella Loggia Agapé le idee dell’esoterista inglese trasformandole in un culto dell’Anticristo.

Con Parsons ci troviamo alla vigilia del vero e proprio satanismo contemporaneo, che nasce con un cineasta underground di Hollywood, Kenneth Anger, e con il suo amico Anton Szandor LaVey (pseudonimo di Howard Stanton Levey, 1930-1997), fondatori nel 1961 di un’organizzazione chiamata Magic Circle e nel 1966 della Chiesa di Satana. Negli stessi anni Mary Ann Maclean (1931-2005) e suo marito Robert de Grimston Moor (nato nel 1935 e tuttora vivente) fondano a Londra The Process, un’organizzazione – oggi non più esistente ancorché, dopo la separazione del 1974 fra i due coniugi, dal gruppo che segue Mary Ann origini Best Friends, un gruppo di protezione degli animali con sede a Kanab, nello Utah, che conserva tuttora elementi e dirigenti dell’originario The Process –costruita intorno a una teologia “luciferiana” particolarmente sofisticata. Alcuni ritengono che il satanismo moderno inizi, prima della fondazione della Chiesa di Satana, con il gruppo Our Lady of Endor Coven of the Ophite Cultus Sathanas, che il barbiere e medium spiritista Herbert Arthur Sloane (1905-1975) avrebbe fondato a Toledo, nell’Ohio, nel 1948. Non ci sono però prove che il gruppo di Sloane abbia introdotto elementi satanici nella sua letteratura e rituali prima del 1968, cioè dopo la fondazione della Chiesa di Satana e presumibilmente sotto la sua influenza.

I primi anni della Chiesa di Satana di LaVey sono quelli del maggiore successo giornalistico, grazie all’adesione di personalità di Hollywood, che permette di raccogliere qualche migliaio di aderenti in diversi paesi del mondo. La Chiesa di Satana è peraltro piagata, sostanzialmente sin dalle sue origini, da problemi interni ed esterni. All’interno si sviluppa una tensione tra il satanismo “razionalista” di LaVey, che – pure con qualche concessione alla magia e all’occulto – interpreta sostanzialmente Satana come l’“indulgenza in luogo dell’astinenza”, il simbolo di una rivolta razionalista e atea contro la religione e la morale, e un’ala “occultista”, il cui leader è il luogotenente stesso di LaVey, Michael Aquino (all’epoca colonnello dell’esercito americano, specializzato in guerra psicologica e disinformazione). Queste tensioni porteranno nel 1975 allo scisma di Aquino, che fonderà il Tempio di Set, tuttora esistente e diffuso in vari Paesi.

Quanto alla Chiesa di Satana, ha avuto un inatteso revival negli anni 1990 e 2000 grazie a Internet, reclutando adepti soprattutto in Scandinavia, ma ha dovuto fare i conti con la morte di LaVey nel 1997 e con le successive dispute anche giudiziarie sulla sua eredità, che hanno prodotto anche qualche scisma. Dal 2002 Peter H. Gilmore (nato nel 1956) è il nuovo leader della Chiesa di Satana, nella cui veste di Gran Sacerdotessa è stata cooptata la moglie Margaret “Peggy” Nadramia, che succede alla compagna di LaVey, Blanche Barton (nata Sharon Densley, nel 1961) – madre del figlio avuto nel 1993 dal fondatore, Satan Xerxes Carnacki LaVey –, la quale oggi ricopre il ruolo di Magistra Templi Rex e presiede il Consiglio dei Nove. Le due figlie dello stesso fondatore hanno preso strade diverse. Karla LaVey ha fondato la Prima Chiesa Satanica, e Zeena LaVey – che aveva rotto con il padre fin dal 1990 – è prima diventata Gran Sacerdotessa del Tempio di Set, quindi ha intrapreso con il marito Nikolas Schreck una carriera esoterica autonoma, che mescola riferimenti a Set – cioè, secondo le idee di Aquino, Satana – e al buddhismo tibetano. Il nome a dominio per Internet churchofsatan.org è rimasto alla Prima Chiesa di Satana, diretta dal discepolo dissidente Daemon Egan (pseudonimo di John Dewey Allee), che riprende la tradizione dell’ultimo LaVey dedicandosi soprattutto alla vendita di diplomi “satanici” per corrispondenza, benché il contenuto dei suoi insegnamenti si allontani dalla Chiesa di Satana avvicinandosi al satanismo “occultista”. Il satanismo “razionalista” di LaVey, anche attraverso organizzazioni che non aderiscono formalmente alla Chiesa di Satana, rimane ampiamente presente e maggioritario su Internet, smentendo le previsioni secondo cui non sarebbe riuscito a sopravvivere alla morte del fondatore. Non mancano tuttavia organizzazioni “occultiste” o “teiste”, la cui presenza su Internet appare in crescita.

Sul piano esterno, gli omicidi commessi da aderenti alla comunità raccolta attorno a Charles Manson, la “Famiglia” nel 1969, e il successivo clamoroso processo del 1972 avevano procurato inizialmente un’ampia pubblicità al satanismo, ma ultimamente hanno determinato una forte reazione sociale. Gli specialisti del caso Manson concordano oggi sul fatto che gli elementi “satanici” della sua comunità sono stati introdotti in gran parte da un Manson intento a reinventarsi come personaggio più importante di quanto non fosse in realtà mentre si trovava in carcere, dopo gli omicidi, e prontamente utilizzati dal rappresentante della pubblica accusa, il procuratore Vincent Bugliosi (1933-2015), per costruirsi a sua volta una importante fama politica (e più tardi letteraria).

Il caso Manson tuttavia convince l’opinione pubblica americana che i satanisti non sono degli eccentrici innocui, ma possono essere collegati alla violenza e all’omicidio. Ne nasce la maggiore ondata di anti-satanismo della storia moderna, che va dal 1980 al 1990. In questa ondata si inseriscono psichiatri e psicologi, i quali credono alla realtà fattuale dei racconti dei loro pazienti – chiamati survivor, “sopravvissuti” – che, sotto ipnosi, ricordano di avere subito violenze sataniche (in genere a sfondo sessuale). Agli stessi racconti – che lascerebbero intendere l’esistenza di un vasto network di abusi rituali satanici, perpetrati soprattutto su bambini, da organizzazioni di satanisti clandestini e insospettabili – prestano fede anche ambienti protestanti fondamentalisti e – particolarmente in Inghilterra, ma talora anche in Italia – assistenti sociali. Come spesso avviene in occasione delle ondate di anti-satanismo, i resoconti relativi all’esistenza di “abusi rituali satanici” – che provengono da “memorie ritrovate” sul lettino dello psicoterapeuta dopo molti anni, o da incerte testimonianze di bambini più o meno “istruiti” da assistenti sociali – sono accolti con crescente scetticismo.

Nel 1994 due rapporti ufficiali – uno inglese, commissionato dal governo alla sociologa Jean La Fontaine, e uno statunitense del National Center of Child Abuse and Neglect – danno un colpo fatale alla credibilità della tesi relativa all’esistenza di “abusi rituali satanici”. Secondo il rapporto americano, su dodicimila denunce di presunti abusi rituali satanici neppure un solo caso ha potuto essere sostenuto da prove, anche se in un piccolo numero di casi si è potuto stabilire che singoli pedofili isolati o coppie – ma non organizzazioni – dichiarano di avere rapporti con Satana o usano questa pretesa per spaventare le vittime. Anche se casi isolati che si verificano in diversi paesi, non soltanto di lingua inglese, mostrano che la leggenda urbana degli “abusi rituali satanici” è ancora diffusa in alcuni ambienti – particolarmente fra le assistenti sociali, la cui credulità in genere era duramente criticata nel rapporto inglese –, l’ondata di anti-satanismo dei primi anni 1990 sembra essere cessata verso la fine del decennio. Come sempre, per l’effetto “pendolare”, si è resa così possibile la nascita di nuovi gruppi satanisti.

Oltre alla Chiesa di Satana e al Tempio di Set – quest’ultimo oggi in una fase “post-satanista” dove gli originari riferimenti al satanismo sono messi in secondo piano – la maggiore organizzazione satanista mondiale è l’Order of Nine Angles (ONA), le cui origini risalgono al 1970 e il cui fondatore si nasconde sotto lo pseudonimo di “Anton Long”. La maggior parte degli studiosi, e oggi anche voci interne al movimento, concordano nell’identificare “Anton Long” con il neonazista inglese David William Myatt, la cui carriera politica ed esoterica è peraltro complessa e comprende prima una vera o simulata conversione all’islam e successivamente una svolta verso una forma di ermetismo neo-pagano ispirato all’ethos delle tragedie greche. I temi legati al satanismo, compresa una versione della Messa nera, rimangono centrali nella dottrina e nel rituale, ma coesistono con riferimenti eclettici all’esoterismo occidentale o orientale e con un razzismo a forte connotazione antisemita. Direttamente o attraverso organizzazione satelliti – tra cui White Star Acception, Tempel (sic) ov (sic) Blood e Temple of THEM – l’ONA conterebbe su qualche migliaio di aderenti, alcuni presenti anche in Italia. Il condizionale è d’obbligo, perché l’ONA – che propugna il terrorismo e non esclude l’omicidio come gesto che avrebbe una speciale valenza iniziatica – è per definizione un’organizzazione segreta, ancorché i suoi testi fondamentali siano facilmente disponibili sia a stampa sia su Internet.

L’ONA può essere considerato parte della tendenza “occultista” – dove nel ventunesimo secolo si sono affermate anche altre organizzazioni, tra le quali Joy of Satan, di cui alcuni ammiratori in Italia hanno aperto un sito Internet in lingua italiana, e la Church of Azazel di New York – mentre un gruppo che ha avuto una discreta diffusione internazionale, l’Order of the Left Hand Path – che dal 1994 al 2007 aveva adottato il nome di Ordo Sinistra Vivendi –, fondato in Nuova Zelanda e noto in particolare per i corsi per corrispondenza diffusi dal suo Collegium Satanas, è partito dal “razionalismo” di LaVey proclamando però che occorre superarlo attraverso l’immissione in un contesto satanista di elementi tratti dalla filosofia di Friedrich Nietzsche (1844-1900).

In particolare, i corsi del Collegium Satanas sono stati seguiti da diversi musicisti della corrente Heavy Metal, nell’ambito della quale – in particolare nel sotto-genere Black Metal –, accanto a semplici provocazioni, sono emerse ricerche e progetti effettivamente interessati al satanismo. Mentre la cosiddetta prima ondata del Black Metal – le cui origini si fanno in genere risalire all’album Welcome to Hell (1981) del gruppo inglese Venom – si ispirava spesso a LaVey, la seconda ondata – che viene alla ribalta nel 1981 con l’apertura a Oslo del negozio Helvete (“Inferno” in norvegese) da parte di una figura centrale della corrente, Euronymous (Øystein Aarseth, 1968-1993) – rifiuta il “razionalismo” della Chiesa di Satana, ma rifiuta anche le forme correnti di satanismo “occultista” in cui Satana è visto come un liberatore e un amico dell’umanità. Al contrario, la seconda ondata del Black Metal assume la narrativa cristiana su Satana e la rovescia, venerando il Diavolo come cifra della morte, della distruzione, e dell’odio contro l’umanità e il mondo stesso. Questa tendenza produrrà vere forme di violenza – lo stesso Euronymous sarà assassinato nel 1993 da un altro musicista, Varg Vikernes, responsabile con altri anche dell’incendio di numerose antiche chiese in legno norvegesi – e anche una nuova forma di satanismo, detto “anticosmico”, il cui gruppo principale è lo svedese The Misanthropic Luciferian Order (MLO), più tardi ribattezzato Temple of the Black Light, e originariamente collegato al complesso musicale Dissection creato da Jon Nödtveidt (1975-2006), anche se dopo il suicidio rituale di quest’ultimo nel 2006 ha cercato di prendere le distanze dagli ambienti della musica Heavy Metal. Si parla oggi anche di una terza ondata del Black Metal, che evolve dal satanismo verso forme neo-pagane e di spiritualità celtica o nordica, anche se il riferimento a temi satanici non è totalmente scomparso.

Quanto si è mosso e si muove a margine del mondo Black Metal rende più sfumata, anche se non elimina, la distinzione fra il satanismo degli adulti, che si articola in gruppi che hanno una continuità dottrinale e rituali, capi identificabili, sedi, talora anche pubblicazioni – il fatto che i capi siano adulti, o giovani adulti, non esclude che talora alle attività possano partecipare anche minori – e il satanismo giovanile (talora chiamato satanismo “acido”, per la sua associazione assai frequente con la droga). Quest’ultimo è composto da gruppuscoli di minorenni – molto raramente con la presenza di qualche adulto –, privi di una continuità organizzativa e rituale e di contatti con i gruppi del satanismo organizzato, che mettono in scena rituali satanici “selvaggi” o caserecci sotto l’influsso di film, trasmissioni televisive, fumetti, e di una certa subcultura musicale. Le statistiche sul satanismo degli adulti possono essere ricostruite in modo piuttosto preciso: è impossibile – nonostante miti giornalistici diffusi in materia – che un gruppo organizzato di una certa consistenza capace di perdurare nel tempo sfugga completamente al rilevamento da parte, se non degli specialisti, della polizia. Le statistiche sul satanismo giovanile o “acido” sono invece, per definizione, ipotetiche e fluide perché molti gruppi possono essere rilevati soltanto in occasione dell’incidente o del reato la cui scoperta finisce per distruggerli, com’è avvenuto in Italia nel 1994 con gli omicidi commessi nella zona di Varese dal gruppo denominato Bestie di Satana.

Nel mondo gli adepti dei gruppi organizzati del satanismo degli adulti non sono più di qualche migliaio, molti peraltro in contatto con questo o quel gruppo solo via Internet. Le organizzazioni più importanti si trovano – oltre che in Italia, dove i Bambini di Satana Luciferiani fondati da Marco Dimitri erano arrivati, prima di un calo di consensi dovuto a problemi con la giustizia, a un numero di adepti stimato fra i cento e i duecento, un risultato non piccolo in un panorama satanista internazionale dove molti gruppi sono piccoli o piccolissimi – negli Stati Uniti, Scandinavia, Grecia, Polonia, Australia e Nuova Zelanda, con qualche presenza anche in Germania e in Francia. Occorre qui guardarsi, in particolare, dal prendere per buone le statistiche fornite da alcune delle organizzazioni sataniste più “pubbliche”, come la Chiesa di Satana fondata da LaVey, che fanno riferimento a indirizzari dove sono registrati anche i semplici curiosi che si sono limitati a inviare una lettera di richiesta di informazioni al movimento, e non a veri e propri “membri”, e alle stime diffuse da giornalisti e da organi di polizia che talora rubricano tra i satanisti, impropriamente, tutti i frequentatori di concerti Black Metal. I gruppi giovanili del satanismo “acido” sono molto più difficili da censire e anche più pericolosi: non tanto per una maggiore intrinseca violenza ma per una minore possibilità di sorveglianza da parte delle autorità di polizia. Si tratta di gruppi di adolescenti che mettono in scena riti satanici “copiati” da fumetti, film, o ispirati da una certa musica.

Questi gruppuscoli non sono in contatto con tradizioni e rituali – e sono insieme disprezzati e tenuti a distanza dai gruppi degli adulti – e il loro rituale tipico non è, normalmente, la Messa nera. Si tratterà di sacrifici di animali, di atti sessuali accompagnati dalla rottura di un crocefisso o di un altro simbolo cristiano, di profanazione di chiese e – più spesso – di cimiteri. Nei gruppi giovanili è più facile che sia completamente perso il senso del limite fra metafora e realtà, e che quindi – spesso sotto l’influsso della droga – si trascenda in atti di violenza carnale, e in casi molto rari, ma non inesistenti, si verifichino anche omicidi. Quasi tutti i crimini gravi attribuiti al satanismo – se si parla di omicidi, ce n’è in media uno all’anno nell’America del Nord secondo dati dall’FBI – possono essere ricollegati ai gruppi giovanili.

Oltre gli Stati Uniti i paesi più coinvolti sono l’Inghilterra, la Germania, la Scandinavia, la Russia; in Francia ha destato scandalo la profanazione di cimiteri – in particolare di cimiteri ebraici, dal momento che alcuni gruppi giovanili associano satanismo e nazismo –, ricollegata peraltro a gruppuscoli di meno di dieci aderenti. Il fenomeno del satanismo giovanile appartiene più al mondo della devianza che a quello vero e proprio della religione. Gruppi di questo genere, non organizzati, compaiono di tanto in tanto anche nelle cronache italiane, fino alla tragedia di Chiavenna (Sondrio) del 2000, dove però le tre ragazze che hanno brutalmente ucciso una suora, la serva di Dio suor Laura Mainetti (1939-2000), di cui è iniziata nel 2008 la causa di beatificazione, fra slogan satanisti e anticattolici desunti da una certa musica e da Internet sembravano, più che fare già parte di un “gruppo”, coltivare il vago desiderio di fondarne uno, e al grave episodio lombardo delle Bestie di Satana.

In Italia sono anche presenti meno di duecento persone che appartengono a gruppi organizzati, alcuni dei quali – dopo un periodo di notorietà alle cronache – sembrano ora avere cessato l’attività. È questo il caso del Tempio di Pan – chiamato dapprima Impero Satanico La Luce degli Inferi, poi Chiesa del Grande Ordine di Satana –, un gruppo “luciferiano” – per cui, cioè, Satana è in realtà una personificazione del Bene e della conoscenza – il cui fondatore, che si faceva chiamare Maestro Loitan e operava nell’Italia centrale, ha deciso nel 1998 di sciogliere il movimento e di convertirsi al cattolicesimo. Anche la CEDG (Confraternita di Efrem del Gatto), detta talora anche Chiesa Nera Luciferina o Luciferiana, attiva a Roma fin dal 1980, sembra avere cessato l’attività dopo la morte nel 1996 del suo fondatore Efrem Del Gatto (pseudonimo di Sergio Gatti, 1945-1996), e aveva del resto sempre tenuto a presentarsi come gruppo “luciferiano” e non “satanista”, nel senso che considerava Satana un simbolo del bene e non del male. La rivista Black Star dietro a cui agiva – o dichiarava di agire – un gruppo Satanael – Universale Fratellanza della Luce Nera a Santeramo in Colle (Bari) sembrerebbe pure avere cessato le pubblicazioni. Sono però nati nuovi gruppi diffusi soprattutto – secondo una tendenza comune ad altri paesi – su Internet, tra cui l’Unione Satanisti Italiani, di tendenza “occultista”, e Satanismo Razionalista, ispirato a LaVey ma autonomo rispetto alla Chiesa di Satana.

Per completezza – accanto ai primi rappresentati rispettivamente dai gruppi organizzati e dal satanismo giovanile “fai da te” – si possono menzionare altri due quadranti del satanismo. Un terzo è composto da pervertiti sessuali che, senza credere né a Dio né al Diavolo, si servono di pretesti e mascherate “sataniche” per attirare giovani ingenui alle loro attività. Dopo tutto, se qualcuno si apposta fuori da un liceo e propone alle ragazzine di andare a casa sua dove saranno drogate e violentate è difficile che qualcuna lo segua. Se invece si presenta come “reverendo” di una qualche Chiesa satanista e propone un rito satanico, su centinaia di studentesse non è escluso che ne trovi una o due interessate, com’è successo in fatti di cronaca, anche se talora l’elemento satanico nel passaggio dalle prime croniche giornalistiche ai processi si è molto ridimensionato. Ci sono anche pervertiti feticisti che entrano in contatto con criminali per ottenere ossa trafugate in cimiteri e, nei casi più gravi, parti del corpo di persone assassinate. La letteratura internazionale conferma che casi di questo genere sia esistono, sia sono molto rari. Talora i pervertiti sessuali del terzo quadrante cercano di entrare in contatto con le bande di balordi del secondo quadrante – ammesso che riescano a identificarle – perché lì trovano persone disposte a lasciarsi coinvolgere nelle loro attività. Ma questi pervertiti non vanno confusi con i satanisti organizzati del primo quadrante, che considerano il satanismo una vera e propria religione, né sono a loro volta in grado di “coordinare” o organizzare le bande del secondo livello.

Il quarto quadrante, infine, si riferisce al folklore di ambienti della malavita organizzata che celebrano riti magici, talora con incantamenti o filastrocche dove si menziona il Demonio, come scongiuri in funzione propiziatoria per il successo delle loro imprese criminali. In questi riti entra talora l’uso di parti del corpo di nemici uccisi, e di sangue. Episodi di questo genere si sono verificati soprattutto nell’ambiente della criminalità organizzata latino-americana, ma qualche sospetto è corso occasionalmente anche in Italia, senza che sia stato possibile giungere a conclusioni sicure.

B.: Per una prima introduzione cfr. M. Introvigne, Il satanismo, Elledici, Leumann (Torino) 1997; più ampiamente: Idem, I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo [seconda edizione ampliata di Indagine sul satanismo. Satanisti e anti-satanisti dal Seicento ai nostri giorni, Mondadori, Milano 1994], Sugarco, Milano 2010; ancora più ampiamente: Idem, Satanism: A Social History, Brill, Leida 2016, che contiene fra l’altro una vasta sezione sul Black Metal. Sulla storia del satanismo si vedano anche Ruben van Luijk, Children of Lucifer. The Origins of Modern Religious Satanism, Oxford University Press, Oxford – New York 2016, e – soprattutto per quanto riguarda il secolo XX –Asbjørn Dyrendal – James R. Lewis – Jesper Aagaard Petersen, The Invention of Satanism, Oxford University Press, Oxford – New York 2016; nonché, con un’attenzione particolare al “satanismo” di letterati e artisti ma con dettagli su gruppi poco conosciuti, Per Faxneld, Satanic Feminism. Lucifer as the Liberator of Woman in Nineteenth-Century Culture, Molin & Sorgenfrei, Stoccolma 2014. Sulle origini del satanismo alla corte di Luigi XIV, l’opera di riferimento è quella di Lynn Wood Mollenauer, Strange Revelations. Magic, Poison, and Sacrilege in Louis XIV’s France, Pennsylvania State University Press, University Park (Pennsylvania) 2006. Sulla geografia del satanismo contemporaneo, cfr. soprattutto J.R. Lewis, Satanism Today. An Encyclopedia of Religion, Folklore, and Popular Culture, ABC-Clio, Santa Barbara (California) 2001; J.R. Lewis – J.A. Petersen (a cura di), The Encyclopedic Sourcebook of Satanism, Prometheus Books, Amherst (New York) 2008; J.A. Petersen (a cura di), Contemporary Religious Satanism. A Critical Anthology, Ashgate, Farnham (Surrey) – Burlington (Vermont) 2009; P. Faxneld – J.A. Petersen (a cura di), The Devil’s Party. Satanism in Modernity e il numero speciale sul satanismo dell’International Journal for the Study of New Religions, vol. 4, n. 2, novembre 2013. Sulle controversie: James T. Richardson – Joel Best – David G. Bromley (a cura di), The Satanism Scare, Aldine de Gruyter, New York 1991; Jeffrey S. Victor, Satanic Panic. The Creation of a Contemporary Legend, Open Court, Chicago – La Salle (Illinois) 1993. Sul ruolo di Jack Parsons, cfr. John Carter (pseud.), Sex and Rockets. The Occult World of Jack Parsons, Feral House, Venice (California) 1999; e (con molte riserve) George Pendle, Strange Angel. The Otherworldly Life of Rocket Scientist John Whiteside Parsons, Harcourt, New York 2005. Di Anton Szandor LaVey, cfr. La Bibbia di Satana, trad. it., Arcana, Roma 2007; per una biografia del fondatore della Chiesa di Satana, cfr. Blanche Barton, The Secret Life of a Satanist. The Authorized Biography of Anton LaVey, Feral House, Los Angeles 1990; del suo successore alla guida dell’organizzazione, Peter H. Gilmore, cfr. The Satanic Scriptures, Scapegoat Publishing, Baltimora (Maryland) 2007.