satanismoUnione Satanisti Italiani (USI)
E-mail: j_crepuscolo_usi@yahoo.it
URL: www.unionesatanistiitaliani.it

L’Unione Satanisti Italiani (USI) si presenta come un “nuovo movimento culturale, che si propone di far conoscere alle persone la vera essenza del Satanismo”. La visione dei membri su Satana e il satanismo vuole però contraddistinguersi da quella comune; nell’ottica dell’USI, il satanismo “non vede in Satana il dio del male, bensì una divinità precristiana molto potente e giusta, in seguito poi demonizzata dalle religioni monoteiste”. In questo senso, l’USI – che s’inserirebbe quindi nella corrente cosiddetta “teista” o “spirituale” del satanismo – si vuole distinguere dal satanismo “acido”, solo “frutto di una cattiva informazione teologica, una deformazione della realtà che porta molti giovani ribelli arrabbiati col mondo, a venerare colui che [sic] gli hanno insegnato essere dio del male, portandolo dunque ad essere non un Satanista, ma semplicemente un ‘cattivo cristiano'”. L’USI precisa inoltre di non essere tecnicamente a rigore neppure un gruppo satanista – il profilo organizzativo è in tal senso minimale – e si propone un liberatorio “risveglio dell’anima” di quanti si avvicinano; i satanisti, nell’ottica del movimento, non possono definirsi semplicemente pagani, poiché così facendo violerebbero il principio cardine del “dinamismo”, che consente al satanista di lottare affinché sia ripristinata la verità e la possibilità di una libera scelta religiosa.

L’Unione Satanisti Italiani è stata fondata l’11 agosto 2010 da Jennifer Crepuscolo, una ragazza di ventuno anni di origini liguri – la quale volutamente non utilizza il suo reale cognome, ignoto all’opinione pubblica, nell’intento dichiarato di dimenticare ciò che riguarda la propria famiglia –, nata a Chiavari (Genova). Il progetto nasce inizialmente con la creazione di un forum; nell’autunno 2011, l’USI crea un canale YouTube, con un video di presentazione in cui la fondatrice racconta in nove minuti i principali propositi dell’Unione. Il video, che nel primo mese viene visualizzato da 10.000 utenti, desta subito un certo scalpore e viene ripreso dai media. S’incrementa anche il numero degli utenti del forum, che peraltro viene improvvisamente cancellato dall’amministrazione del server; in seguito a questi fatti la comunità virtuale dell’USI crea la propria pagina Facebook.

Secondo quanto lei stessa racconta, intorno ai diciassette anni Jennifer Crepuscolo inizia a frequentare un gruppo satanista emiliano non meglio specificato – nella zona operano, dai primi anni 1980, i Bambini di Satana – nell’ambito che lei definisce del satanismo “acido”, conosciuto via Internet, ma si convince ben presto che quel contesto è solo pretestuoso e i veri scopi sono di carattere sessuale. In seguito, Jennifer apre su Internet un blog personale, La Mia Bolla, da cui ancora oggi diffonde il suo pensiero, e si trasferisce in Sicilia, dove ora risiede.

Il passaggio al satanismo così come ora da lei concepito è attribuito dalla Crepuscolo stessa ad alcune esperienze di carattere soprannaturale, che iniziano a verificarsi all’età di sedici anni e si fanno più intense pochi mesi prima della scelta definitiva per Satana: visioni di fenomeni particolari e realtà ultraterrene, scrittura automatica, sino a che, come racconta “cominciai a fare dei sogni sui demoni, fu strano perché la demonologia non mi era mai interessata molto. Sognavo che avevo dei rapporti carnali con un demone e sapevo che il suo nome era Asmodeus”. Da qui, “iniziai a capire che forse ero da sempre stata ingannata. Che Satana non era il male che tutto era il contrario di tutto… e d’improvviso io sapevo. Non riesco nemmeno a ricordare bene come ma io d’un tratto ero ciò che sono adesso, consapevole e agguerrita”.

Dopo un articolo pubblicato sul quotidiano Corriere della Sera l’11 febbraio 2012, che ha portato l’USI e la figura della Crepuscolo all’attenzione dell’opinione pubblica, il blog La Mia Bolla conta 750 iscritti e 2.000 visite mensili, mentre le presenze dell’USI nel contesto del network di Facebook superano il migliaio d’iscritti, e il canale di YouTube – in cui la fondatrice inserisce propri video con la finalità di spiegare il suo messaggio – vede circa 400 abbonati e quasi 90.000 visualizzazioni. Assieme al successo giungono anche le polemiche, tant’è che Marco Dimitri – il fondatore dei Bambini di Satana di Bologna –, in una lettera del 13 febbraio 2012 intitolata Perché non faccio parte dell’USI e pubblicata sul sito Internet ufficiale dei Bambini di Satana, sostenendo la sua versione di satanismo che definisce “razionale” afferma, alludendo all’interpretazione “spirituale” dell’USI: “Purtroppo il ‘satanismo spirituale’ è una forma di religione che agisce, spesso inconsapevolmente, a favore del cattolicesimo, ad esempio riconosce la dimensione spirituale, spesso come sostitutivo agli insuccessi personali, riconosce la figura di Satana come padre spirituale sostituendola a quella di Dio” e conclude attribuendo l’ideologia dell’USI alla vita problematica vissuta dalla fondatrice. Ella, dal canto suo, sostiene – come ha sempre fatto dal momento della fondazione dell’USI – che la sua vita non ha determinato la scelta per il satanismo, che è un “ideale spirituale” – cosa diversa da “una fede religiosa” – da condividere con “fratelli e sorelle”. Inoltre, la Crepuscolo sostiene che “il Satanismo Spirituale o Teista, è molto più antico sia del Satanismo Razionalista che del Cristianesimo” e descrive l’ideologia attuale dei Bambini di Satana come “una forma di ateismo trasgressivo e anticristiano”. Il 27 gennaio 2013 nasce il sito Internet dell’Unione Satanisti Italiani, con numerosi articoli informativi e un nuovo forum.

L’USI si regge su dieci princìpi fondamentali: libertà, per cui è bene ciò che piace e male ciò che non piace, purché la propria libertà finisca dove inizia quella dell’altro; verità, come “la flebile luce di una candela, non la vedrai mai nel bagliore ingannevole di una luce accecante, bensì nel silenzio dell’oscurità”; conoscenza, per cui “saprai ogni giorno più di ieri ma meno di domani”; giustizia, che prevede merito e pena al colpevole proporzionata alla colpa; fede, ovvero, “credi prima in te stesso, perché non potrai mai avere fede in nessun dio, se prima non hai fede in te stesso”; odio e amore, per cui il proprio tempo deve essere utilizzato per amare Satana, anziché odiare Dio; azione, per cui occorre non fermarsi mai, ma piuttosto nuotare controcorrente; mutazione, per cui non bisogna mai farsi dominare dalle emozioni, ma viverle e comprenderle, trasformando la sofferenza in consapevolezza e la rabbia in forza; oscurità, infatti “ognuno di noi ha in sé un lupo bianco e uno nero. Se ne nutrirai sempre e solo uno l’altro morirà e con lui una parte di te […] accetta il tuo lato oscuro e impara a dominarlo, ad addomesticarlo. Non reprimerlo, ma nemmeno lasciati dominare da lui”; scelta, per cui ognuno è sempre ciò che vuole essere e non forzatamente solo ciò che è stato. In questa logica, l’Unione Satanisti Italiani si presenta aperta a chiunque cerchi la verità, da qualunque corrente provenga, con la sola eccezione degli appartenenti al satanismo “acido”. L’USI, infatti, nasce per diffondere quello che la fondatrice definisce il “vero satanismo”, che nulla avrebbe a che vedere con la criminalità, l’odio e l’adorazione del male. Nell’USI – dichiara la fondatrice – non si celebrano messe nere, non si sacrificano animali e non si compiono azioni contrarie alle leggi vigenti oppure offensive verso altre religioni.

L’impegno dell’Unione – secondo l’autopresentazione che essa offre di sé – è “lottare contro un regime oscurantista schiavista”, attraverso il dialogo e la conoscenza, rifuggendo prevaricazione e violenza. Il primo obiettivo del gruppo sarebbe dunque quello di offrire una corretta informazione dando voce “a chi per millenni non ha potuto parlare senza rischiare di essere censurato o condannato al rogo”, ma senza alcun tentativo di “convertire” le persone al satanismo. Il secondo obiettivo dichiarato è quello di “riunire i satanisti d’Italia” in un gruppo aperto, senza maestri o rituali obbligatori cui sottostare. Lo scopo della fondatrice – coadiuvata per le varie attività su Internet da sedici “amministratori” – è di trasformare gradualmente la presenza su Internet in una vera e propria associazione.

B.: Il blog La Mia Bolla riporta molti testi e articoli, nonché un’estesa autobiografia umana e spirituale di Jennifer Crepuscolo.