mormoni(I seguaci, ormai in numero molto ridotto, si radunano in case private in Inghilterra – con una eccezione a Paddington, dove le riunioni avvengono in una chiesa –, Italia, Germania, Scandinavia e altri paesi)

Come il mormonismo, il movimento detto “irvingita”, ma che deve essere chiamato più propriamente “neo-apostolico”, è radicalmente “restituzionista”. La Chiesa è stata vittima di un’apostasia e deve essere “restituita” nella sua integrità originaria o “restaurata” tramite un nuovo collegio di apostoli, chiamato per rivelazione divina. Il mormonismo, tuttavia, ha istituito un collegio di apostoli che perdura nel tempo per cooptazione. L'”irvingismo” delle origini ha invece considerato il secondo collegio apostolico come costituito una tantum: a mano a mano che un apostolo moriva, non era nominato un sostituto. Questa prospettiva, ovviamente legata a una speranza millenarista, ha provocato una evidente crisi nell’organizzazione nata dal movimento “irvingita”, la Chiesa cattolica apostolica – di cui esiste tuttora uno sparuto gruppo di seguaci –, e uno scisma di successo che si è affermato proprio tornando all’idea di un collegio apostolico capace di rinnovarsi, la Chiesa Neo-Apostolica.

La Chiesa Cattolica Apostolica è nata in Inghilterra sulla scia della predicazione di Edward Irving (1792-1834), un pastore presbiteriano scozzese sceso a Londra, nel 1832. Non ha mai accettato il nome, con cui è popolarmente conosciuta, di “Chiesa irvingita”. In effetti, la predicazione di Irving costituisce soltanto uno degli aspetti delle sue origini. Tale predicazione – insieme a una serie di fenomeni miracolosi verificatisi pressoché contemporaneamente in diverse località dell’Inghilterra e della Scozia – suscita l’interesse di Henry Drummond (1786-1860), un ricco gentiluomo noto come organizzatore di “Conferenze profetiche” nella sua villa di Albury Park. I contatti con Irving danno origine a una serie di fenomeni carismatici, e una rivelazione profetica porta alla chiamata di un primo “apostolo”, nel 1832, poi di altri undici (fra cui Drummond, ma non Irving) nel quadriennio fino al 1835. I dodici (rimasti in undici per una defezione) si dividono le nazioni della Terra per diffondere gli ideali della nuova Chiesa, con un successo particolare in Germania.

L’aspetto più interessante – e più studiato – della Chiesa Cattolica Apostolica è la liturgia, particolarmente curata, con elementi di derivazione anglicana, cattolica e ortodossa. Se si prescinde dall’idea di vivere nei tempi ultimi, e della necessità di restaurare il collegio apostolico in previsione di eventi apocalittici, la teologia è sostanzialmente simile a quella anglicana. Alla morte di ciascuno degli originali dodici, non è nominato un successore: l’ultimo apostolo, Francis Valentine Woodhouse (1805-1901), muore nel 1901 e il collegio apostolico scompare in via definitiva. Per di più, solo gli apostoli potevano consacrare “angeli” (l’equivalente dei vescovi anglicani o cattolici), e solo gli “angeli” potevano ordinare sacerdoti. L’ultimo “angelo” muore nel 1960 e l’ultimo prete nel 1971. Da allora la splendida liturgia cattolico-apostolica non è più celebrata.

Rimane qualche fedele, che attende con fiducia il Secondo Avvento. Sotto la guida di suddiaconi (ce ne sono ancora un certo numero in Germania, mentre l’ultimo diacono è morto nel 1972) le comunità si ritrovano per la recita di litanie di origine anglicana, il canto di inni, la lettura di brani dalla Bibbia e da sermoni precedenti al 1971. In linea di principio in assenza di un suddiacono dovrebbe rimanere possibile solo un semplice incontro di preghiera. Molti membri si rivolgono alla Chiesa anglicana o a quella luterana per i sacramenti; in Inghilterra, se ne trovano nella Guild of Prayer for the Return of Our Lord, una associazione anglicana fondata nel 1920 e particolarmente interessata a temi profetici ed escatologici.

Da questi cattolici apostolici “originari”, ridotti a un piccolo nucleo, vanno distinte diverse “Chiese Cattoliche Apostoliche” o “Comunità Apostoliche” presenti in Germania, Svizzera, Olanda, Australia, India, Brasile, Filippine, Sud Africa e Stati Uniti, molte delle quali federate in una “Chiesa Apostolica Unita“. Queste comunità sono nate negli anni 1950 a causa della crisi millenarista che si è determinata nella Chiesa Neo-Apostolica, da cui sono uscite dichiarando di voler ritornare alla tradizione cattolico-apostolica delle origini, da cui però si differenziano perché la maggioranza di loro ha “chiamato” profeticamente nuovi apostoli, non accettando la dottrina secondo cui questa possibilità sarebbe preclusa in via definitiva dal 1901.

B.: Sulle origini: Rowland A. Davenport, Albury Apostles. The Story of The Body Known as The Catholic Apostolic Church (Sometimes Called ‘The Irvingites”), Neiligo, Londra 19742. Sulla storia e la liturgia, indispensabile è l’opera di Columba Graham Flegg, ‘Gathered Under Apostles’. A Study of The Catholic Apostolic Church, Clarendon Press, Oxford 1992.