2_prot_01Il secondo protestantesimo si articola in una serie di movimenti di risveglio che, tra il Seicento e il Settecento, contestano la mancanza di fervore missionario, dovuto anche a un legame eccessivo con lo Stato, nelle principali denominazioni del primo protestantesimo. Nel mondo luterano il risveglio assume principalmente la forma del pietismo; nel mondo calvinista, quella del battismo; nel mondo anglicano, quella del metodismo. Nel secondo protestantesimo l’esperienza fondamentale – che si aggiunge a quella luterana della giustificazione – è costituita dall’incontro personale con Gesù Cristo, l’essere “nati di nuovo” (born again) che nel movimento metodista diventa la “santificazione”.

Il pietismo – le cui derivazioni dirette non sono presenti in Italia, ma che va citato per la sua influenza su tutto il secondo protestantesimo – è una corrente di risveglio che nasce nel mondo luterano, protestando contro il dogmatismo teologico e la freddezza di una Chiesa di Stato che sembra spesso proporre un cristianesimo di routine. Il movimento si organizza negli anni 1670 intorno a Philipp Jacob Spener (1635-1705). In parte rimane all’interno delle Chiese luterane, ma dà anche origine a denominazioni separate. Le due correnti principali sono quelle dei Moravi, che riprendono l’eredità di Jan Hus (1371-1415) e la cui forma contemporanea risale al conte Nicholas Ludwig von Zinzendorf (1700-1760) – e dei Brethren (da non confondersi con i “Fratelli” che fanno parte del terzo protestantesimo), i quali originano da una Chiesa libera del Palatinato guidata da Alexander Mack (1679-1735), che nel 1708 si separa dalla Chiesa di Stato luterana e nel 1799 si trasferisce in Pennsylvania, dove la sua teologia è influenzata da quella mennonita. A differenza della corrente pietista, le altre due componenti del secondo protestantesimo – i battisti e i metodisti – sono presenti in Italia.

B.: Sul mondo dei “risvegli” in genere: Ugo Gastaldi, I movimenti di risveglio nel mondo protestante: dal “Great Awakening” (1720) ai “revivals” del nostro secolo, Claudiana, Torino 1989. Sul pietismo fonte primaria è Philipp Jacob Spener, Pia Desideria. Il “manifesto” del pietismo tedesco, trad. it., Claudiana, Torino 1986. Cfr. pure Roberto Osculati, Vero cristianesimo. Teologia e società moderna nel pietismo luterano, Laterza, Bari-Roma 1990. Su Zinzendorf: Pierre Deghaye, La doctrine ésotérique de Zinzendorf (1700-1760), Klincksieck, Parigi 1969. Sui Brethren: Donald F. Durnbaugh, Brethren Beginnings. The Origin of the Church of the Brethren in Early Eighteenth-Century Europe, Brethren Encyclopedia Inc., Philadelphia 1992; e Donald F. Durnbaugh (a cura di), The Brethren Encyclopedia, 3 voll., Brethren Encyclopedia Inc., Philadelphia – Oak Brook (Pennsylvania) 1983-1984.