2_prot_04L’espressione “battisti riformati” non indica una denominazione, ma una posizione teologica che intende essere insieme battista e riformata. Per comprendere la nascita di questa corrente occorre rifarsi a due elementi. Il primo è la posizione dei “battisti particolari”, cioè quei battisti che adottano in materia di predestinazione una variante della tesi calvinista – o “riformata” – e non la tesi arminiana, opponendosi così ai “battisti generali” (arminiani). Nel corso della storia protestante sono stati battisti riformati personaggi come John Bunyan (1626-1688), Roger Williams (1603-1683), William Carey (1761-1834), Charles Spurgeon (1834-1892). In teoria, benché i “battisti generali” abbiano un ruolo rilevante nella nascita del movimento battista, vi è una fetta consistente dei battisti odierni che è erede dei “battisti particolari”. Il secondo elemento è la crisi del mondo battista nel secolo XX, con l’emergere di posizioni “progressiste” – liberal – sia in tema teologico e di relazioni fra le Chiese, con i progressi del movimento ecumenico, sia in campo morale. La reazione contro le posizioni liberal porta molti battisti a sottolineare come, per evitare la deriva progressista, sia necessario tornare alle originarie Confessioni di Fede Battiste, “particolari”, di Londra del 1644 e soprattutto del 1689, che hanno un forte sapore riformato. I “battisti riformati” sono pertanto battisti conservatori – ancorché con diversi “gradi” di conservatorismo a seconda delle varie Chiese – che sottolineano le caratteristiche riformate del battismo particolare del secolo XVII, origine e matrice sia di gran parte del battismo contemporaneo sia della tradizione che in ogni caso essi intendono assumere e rappresentare, rivendicando in particolare l’eredità dei puritani. I battisti riformati operano sia come correnti organizzate all’interno di denominazioni battiste – così la Founders Ministries, un’organizzazione che opera all’interno della Convenzione battista del Sud negli Stati Uniti –, sia come Chiese indipendenti, che adottano, con maggiore o minore enfasi, il principio congregazionalista – secondo cui non vi sono autorità al di sopra di ogni consiglio degli anziani locale – ma tuttavia possono unirsi in aggregazioni o federazioni di Chiese.

Nessuno dubita che i battisti riformati, i quali mantengono con fermezza la dottrina del battesimo degli adulti per immersione e rivendicano con orgoglio tutta la storia battista, siano battisti. Più sfumate sono le risposte alla questione se i battisti riformati siano riformati, nel senso di “calvinisti”. Benché la World Reformed Fellowship, che riunisce le Chiese riformate di orientamento conservatore che non aderiscono alla Alleanza mondiale delle Chiese riformate – di cui fanno parte le denominazioni storiche di orientamento liberal –, accolga al suo interno diversi gruppi di battisti riformati, altri riformati pensano che il battesimo dei bambini sia un aspetto essenziale della teologia calvinista e che pertanto i battisti riformati, se lo rifiutano, debbano essere considerati battisti e non riformati.

I battisti riformati adottano una versione classica e conservatrice della teologia riformata; sono congregazionalisti quanto alla struttura della Chiesa; hanno un atteggiamento morale piuttosto conservatore; sono molto riservati sull’ecumenismo contemporaneo, particolarmente quanto al dialogo ecumenico fra i protestanti e la Chiesa cattolica; in genere sono cauti rispetto alla “questione carismatica” e alle manifestazioni dello Spirito Santo come il dono delle lingue e la profezia, anche se vi sono teologi battisti riformati molto sensibili alle istanze pentecostali (Wayne Grudem, John Piper, Donald Carson, Henri Blocher); e, in quanto battisti, rifiutano il battesimo dei bambini e praticano quello degli adulti per immersione.

In Italia, la diffusione del movimento battista riformato ha una storia plurale, e una pur breve cronistoria permette di ricostruire un contesto nel quale la nascita di questa corrente ha intime relazioni con le vicende che hanno caratterizzato nel nostro Paese la storia recente del movimento dei Fratelli, di cui ci occupiamo nel capitolo dedicato al cosiddetto “terzo protestantesimo”. Nel 1974, un gruppo di Assemblee dei Fratelli ‒ San Lazzaro (Bologna), Anghiari (Arezzo), Piacenza San Nicolò e la storica congregazione fiorentina di Via della Vigna Vecchia ‒ richiama in Italia il giovane Pietro Bolognesi ‒ nato a Bologna nel 1946, attualmente docente di Teologia sistematica presso l’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione (IFED) di Padova e Fellow all’Institute of Reformed Baptist Studies presso il Westminster Theological Seminary in California, nonché membro del comitato di referenza della Federazione dei Teologi Evangelici Europei (FEET) e già membro della commissione teologica dell’Alleanza Evangelica Mondiale (WEA) ‒, appartenente a una della famiglie fondatrici della comunità sanlazzarese, il quale aveva studiato in Francia presso la Faculté Libre de Theologie Evangelique di Vaux-sur-Seine (Parigi), dov’era stato allievo del noto teologo riformato Henri Blocher. L’intenzione è quella di dare vita a un “risveglio” nell’ambito del movimento dei Fratelli mediante un rinnovamento pastorale e teologico.

Bolognesi, tuttavia, non si limita a dare vita a un’attività missionaria ed evangelistica, ma punta anche a una riforma della teologia, sottolineando la necessità di un maggiore rigore biblico e di una maggiore coerenza organizzativa.  Nel 1975, grazie anche all’aiuto spirituale e materiale delle Chiese sopra citate, Bolognesi riesce a fondare una nuova congregazione a Padova, di cui è tuttora pastore. Nel 1978 comincia a pubblicare la rivista Studi di Teologia, con cui intende convincere il mondo evangelical italiano dell’importanza di una preparazione dottrinale di buon livello, nonostante l’avversione di numerose congregazioni conservatrici allo studio accademico della teologia, da molti considerato rischioso e sino ad allora feudo delle comunità progressiste e liberali. Ottiene inoltre la cattedra di Teologia sistematica presso l’Istituto Biblico Evangelico di Roma (IBEI), in una qualche misura prossimo al movimento dei Fratelli; nel 1988, tuttavia, le sue posizioni riformate sono avversate da alcuni nel movimento, ed egli viene estromesso dall’Istituto: le Chiese che lo avevano sostenuto ritirano il loro appoggio, tranne la comunità di San Lazzaro, e Bolognesi fonda quindi l’IFED, che diventerà in seguito un punto di riferimento dell’orientamento riformato in Italia.

Nel frattempo alcune Assemblee dei Fratelli dell’Emilia e del Veneto danno vita a un raggruppamento di comunità con lo scopo di lavorare, all’interno del movimento, per una maggiore collaborazione tra anziani del medesimo territorio e per un’attività evangelistica più intensa e meglio organizzata; tale iniziativa prende il nome di Area Padana (APA) e viene formalizzata nel corso di un incontro tenuto a San Lazzaro di Savena il 29 marzo 1980: vi aderiscono circa venti pastori, in rappresentanza di dodici congregazioni. La freddezza, se non l’opposizione, da parte del resto del movimento nei confronti di questo progetto ha l’effetto di compattare il gruppo di Area Padana, il quale, partendo da un dissenso di carattere pastorale e gestionale, giunge a maturare una peculiare identità teologica, basata sui princìpi della Riforma classica.

In seguito a una prima crisi tra le Chiese dell’APA, le riunioni del gruppo sono sospese per un anno; riprendono il 1° ottobre 1983, quando alcuni responsabili, nel corso di un congresso tenuto ancora una volta a San Lazzaro, stilano un Promemoria ufficiale in cui sono contenute sia un’esposizione degli obbiettivi dell’APA sia una confessione di fede di marca evangelical. Tale documento viene firmato dalla rappresentanza di sei Chiese di diverse località settentrionali: la stessa San Lazzaro di Savena, Padova, San Nicolò presso Piacenza, Borgo Felino (Parma), Reggio Emilia e Pavullo nel Frignano (Modena); altre  Chiese del territorio ‒ Bologna, Mantova, Fontanellato (Parma), Desenzano (Brescia), Poggio Rusco (Mantova), Formigine (Modena) ‒ vi aderiscono in seguito e altre, pur non aderendo ufficialmente all’APA, continuano tuttavia a partecipare agli incontri.

La storia di Area Padana continua tra diverse vicissitudini per tutti gli anni 1980, in un quadro sostanzialmente fluido: numerose sono infatti sia le comunità che entrano a far parte del gruppo sia quelle che se ne allontanano. Come attesterà un documento ufficiale stilato nel 1995, “il nome ‘Area Padana’” ‒ a questo punto ‒ “non si riferisce più ad una collocazione geografica […]. Partendo dalle basi poste nelPromemoria, si è passati da un elemento aggregante di natura geografica ad un elemento più specifico di natura dottrinale”.

Nel frattempo anche nell’Italia centrale emergono istanze simili a quelle che avevano portato alla creazione dell’APA: già nel 1982 la Chiesa dei Fratelli di Chieti dà vita all’iniziativa denominata Studi Approfonditi, che nel 1985 arriva a coinvolgere undici comunità tra Marche, Abruzzi e Molise: ai convegni organizzati da Studi Approfonditi sono invitati diversi predicatori di convinzioni riformate, tra cui lo stesso Bolognesi, Paul Finch e Giuseppe Barbanotti, oltre a Carlo Bertinelli della Chiesa di San Lazzaro. Nel 1986 il gruppo di Studi Approfonditi si allarga ancora e, su proposta delle Chiese di Chieti e Isola del Gran Sasso, assume la denominazione di Convegno di Comunione Responsabili del Centro Adriatico (CCRCA). Tale opera, che intende pianificare attività comuni di evangelizzazione e fungere da organismo di coordinamento tra le Assemblee dell’area, viene però vista con sospetto dal movimento, che rimprovera alle comunità del CCRCA di fomentare una secessione: l’esperienza ha dunque termine nel 1989, a soli due anni di distanza dalla sua formazione.

All’inizio degli anni 1990 Area Padana attraversa a sua volta un periodo di notevole crescita ed evoluzione teologica: emergono al suo interno alcune Chiese decise a strutturare il gruppo in maniera più solida, sino al rischio di rottura con le altre Assemblee dei Fratelli: si tratta delle comunità di Cinisello Balsamo (Milano), Piacenza, Reggio Emilia, Formigine, Mantova e Vicenza, oltre che le più volte citate congregazioni di San Lazzaro e Padova, aderenti all’APA fin dalla prima ora. È in questo ambiente che prende vita anche la Casa Editrice Passaggio, la quale dal 1995 traduce in italiano le opere di autorevoli teologi riformati anglosassoni: nel comitato editoriale di Passaggio sono inizialmente coinvolte le comunità di Mantova, Reggio Emilia e San Lazzaro, cui si uniranno in seguito quella di Isola del Gran Sasso, proveniente dall’ambiente di Studi Approfonditi, e di Roma – La Storta, dove i coniugi Giuliani hanno aperto una congregazione di tendenza riformata.

Nel 1997 le Chiese dell’APA sono interessate da un’ulteriore e grave crisi, in ragione del maggiore o minore interesse identitario: si giunge così al convegno di Mantova del 25 ottobre 1997, in cui si decreta lo scioglimento di Area Padana. Alcune congregazioni continuano le attività comuni: si tratta delle assemblee di Padova, Cinisello Balsamo, Vicenza e Formigine, cui si unisce anche la congregazione di Chieti, già aderente al CCRCA. Queste comunità decidono contestualmente di aderire all’Alleanza Chiese Cristiane Evangeliche in Italia (ACCEI), nell’ottica di una possibile Intesa con lo Stato. In seguito a tali sviluppi, nel 2004 il Raduno degli Anziani dei Fratelli, cogliendo l’occasione dell’adesione a un organismo di cooperazione interprotestante ‒ l’ACCEI ‒ giudicata incompatibile con i princìpi che caratterizzano il movimento, sancisce l’esclusione delle suddette comunità. Nel 2006 le medesime assemblee andranno così a costituire le Chiese Evangeliche Riformate Battiste Italiane (C.E.R.B.I.).

La decisione di espellere le comunità che hanno aderito all’ACCEI suscita il dissenso di altre assemblee che avevano fatto parte dell’APA ‒ San Lazzaro e Reggio Emilia ‒, le quali considerano il provvedimento lesivo dei princìpi di autonomia gestionale delle singole congregazioni: anche queste, dunque, pur senza aderire all’ACCEI, nel settembre 2001 decidono di uscire dal movimento dei Fratelli, chiedendo inoltre di essere estromesse dal Prontuario. Per ulteriori ragioni escono dall’ambiente dei Fratelli anche le assemblee di Isola del Gran Sasso e di Roma – La Storta, che continuano a gestire le Edizioni Passaggio insieme alla comunità di Mantova – quest’ultima peraltro ancora inserita nel Prontuario –, mentre le congregazioni di Reggio Emilia e di San Lazzaro lasciano definitivamente il comitato di gestione della casa editrice, nel 2004.

Oltre a questo percorso, è da ricordare l’opera del pastore riformato Paolo Castellina, che ha animato una Chiesa riformata svizzera dal 1983 al 2007, quando si è trasferito in Inghilterra, influenzando notevolmente parecchie comunità italiane. Una minore incidenza ha avuto l’esperienza dell’Associazione Chiese Evangeliche Riformate in Italia (A.C.E.R.I.), che nel corso degli anni 1990 ha aggregato tre congregazioni ‒ la Chiesa Cristiana Evangelica Riformata di Peschici (Foggia), la Chiesa Evangelica “La Riforma” di Sant’Elisabetta (Agrigento) e la Chiesa Cristiana Evangelica “La Pace” di Ribera (Agrigento) ‒ in qualche modo collegate con la European Missionary Fellowship, un’agenzia missionaria riformata che opera in molti Paesi europei; allo stato attuale l’A.C.E.R.I. ha cessato di esistere, limitandosi a divulgare materiale informativo sulla teologia riformata, mentre le congregazioni intrattengono buoni rapporti con le C.E.R.B.I. Infine, la posizione battista riformata è emersa anche grazie alla casa editrice Alfa & Omega di Caltanissetta, che ha influenza nazionale e che propone una posizione particolarmente attenta all’ortodossia riformata e critica nei confronti di gran parte dell’ecumenismo contemporaneo.

Negli ultimi anni l’ambiente italiano del battismo riformato ‒ che si attesta attorno agli 800 fedeli ‒ assiste a una notevole crescita e consolidamento, particolarmente in relazione alle comunità che aderiscono alle C.E.R.B.I., alcune delle quali storicamente importanti per gli sviluppi del mondo evangelico italiano; non mancano peraltro realtà che attualmente preferiscono mantenere una propria autonomia, come si vedrà meglio nel prosieguo, non di rado a opera di pastori provenienti dal mondo IFED. Qui di seguito offriamo una presentazione per quanto possibile completa della situazione attuale.

B.: In italiano testi della tradizione che ispira le Chiese battiste riformate sono pubblicati, insieme ad altri, dalle edizioni Alfa & Omega, dall’IFED e anche dalle Edizioni Passaggio di Mantova. La Confessione di Fede Battista del 1689 è pubblicata da Studi di teologia, n.1, 1989. Negli Stati Uniti cfr. pure Jim Savastio, What is a Reformed Baptist Church?, Simpson Publishing Company, Avinger (Texas) 2003; e i due testi di Samuel E. Waldron: Baptist Roots in America. The Historical Background of Reformed Baptists in America, Simpson Publishing Company, Avinger (Texas) 1991; e A Reformed Baptist Manifesto, quest’ultimo pubblicato nel 2004 dalla Reformed Baptist Academic Press di Palmdale (California), casa editrice legata al movimento e di cui si consulterà con profitto il catalogo. Sul puritanesimo e i primi “battisti particolari”, cfr. William Haller, L’ascesa del Puritanesimo, trad. it., Alfa & Omega, Caltanissetta 2007; ed Erroll Hulse, Chi sono i puritani? E cosa c’insegnano?, trad. it., Alfa & Omega, Caltanissetta 2008. Per un’ulteriore bibliografia, cfr. Tom Nettles, The Baptists: Key People Involved in Forming A Baptist Identity, 3 voll., Christian Focus, Fearn (Scozia) 2005-2007; Robert W. Oliver, History of the English Calvinistic Baptists 1771-1892. From John Gill to C.H. Spurgeon, The Banner of Truth Trust, Edimburgo 2006.

Le Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia (C.E.R.B.I.)

Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia (C.E.R.B.I.)
Via Della Libertà, 137
20092 Cinisello Balsamo (Milano)
Tel. e fax: 02-6172527
E-mail: info@cerbi.it
URL: www.cerbi.it

Il 25 aprile 2006 a Bologna sette Chiese riformate battiste indipendenti – cui poi se ne sono aggiunte altre – nate negli anni precedenti in diverse regioni italiane, si sono incontrate e hanno deciso di dare vita a una nuova aggregazione di Chiese. Oggi le Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia (C.E.R.B.I.) sono presenti a Trento, Rovereto, Vicenza, Padova, Cinisello Balsamo (Milano), Formigine (Modena), Ferrara, Roma – con due comunità –, Chieti e Caltanisetta; altre comunità sono in via di adesione. Le C.E.R.B.I. collaborano strettamente con l’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione (IFED) di Padova, una parachiesa che si rivolge all’intero mondo evangelical, ma i cui direttore e direttore aggiunto, Pietro Bolognesi e Leonardo De Chirico, sono entrambi pastori di Chiese che aderiscono alla C.E.R.B.I.

La maggior parte delle congregazioni è nata come sviluppo all’interno di comunità che facevano riferimento al movimento dei Fratelli. Alcune di esse si sono costituite a partire dagli anni 1970 e sono state tra le animatrici di un percorso di approfondimento identitario, che tra gli anni 1980 e 1990 ha dato luogo all’esperienza dell’Area Padana (APA). Detto percorso ha comportato l’adozione di una confessione di fede, la valorizzazione dei collegamenti con il cristianesimo classico, la Riforma protestante e i Risvegli evangelici, un tentativo di rilanciare l’evangelizzazione e l’impegno culturale come campo d’azione per la testimonianza cristiana.

Altre comunità aderenti hanno conosciuto un percorso ecclesiale diverso. Quella di Trento ha inizio come progetto missionario della Missione Cristiana Europea guidato da Richard e Anne Knowles, a partire dal 1969. La vita della congregazione è segnata da una certa fluidità sino all’inizio degli anni 1980, quando essa comincia a prendere forma, caratterizzandosi per una crescita numerica lenta, ma continua. In questo periodo ci sono il ministerio e il pastorato di Giuseppe Cappalonga (1982-1990) e di Romeo Dinale (1990-1998), che è anche stato l’ultimo missionario-pastore della comunità sostenuto dalla Missione Cristiana Europea. Dal 1998 la comunità si è assunta la responsabilita di auto-governarsi. L’indipendenza dalla Missione Cristiana Europea è avvenuta nel marzo 2001, anche se rimangono attivi rapporti di collaborazione.

La Chiesa Cristiana Evangelica “Sola Grazia” di Caltanissetta è stata la prima comunità in Italia ad adottare un orientamento teologico ed ecclesiologico di carattere battista riformato: numerose componenti attuali di questa corrente nel nostro Paese traggono infatti le proprie radici dall’esperienza di tale congregazione. Il cammino che ha condotto alla costituzione della congregazione parte nel 1998, quando il pastore Nazzareno Ulfo – nato nel 1964, dopo la laurea in Scienze naturali all’università di Messina consegue il diploma di formazione teologica presso l’Istituto Biblico delle Assemblee di Dio in Italia, per le quali è pastore dal 1992 – viene espulso dalle Assemblee di Dio a causa delle sue posizioni “calviniste”, cui egli è giunto sin dal 1995 in conseguenza di una prolungata riflessione circa la teologia biblica.

Nello stesso anno 1998, insieme ad Andrea Ferrari – che dal 2002 si è trasferito a Milano, dove oggi è pastore di una Chiesa presbiteriana – fonda la casa editrice Alfa & Omega, di chiaro orientamento riformato e battista, che raccoglie l’eredità della defunta casa editrice Sentieri antichi. Nel novembre 2000, in seguito alla predicazione di una serie di sermoni sul tema “Che cos’è il calvinismo”, i quali tanta influenza avranno sulla formazione della sensibilità di numerose altre comunità evangeliche italiane, è costituita ufficialmente la Chiesa Cristiana Evangelica “Sola Grazia” di Caltanissetta.

La casa editrice Alfa & Omega, di cui il pastore Ulfo è direttore, dichiara esplicitamente la sua sensibilità battista riformata, offrendo tuttavia le sue pubblicazioni a una più ampia area evangelical. Dal 1998 al 2009, la medesima casa editrice ha pubblicato, fra l’altro, la Rivista di Pratica PastoraleLa Chiesa e la casa editrice ripropongono i temi e i testi classici sia dell’ortodossia riformata sia dei battisti particolari, e sono fortemente critiche nei confronti sia delle posizioni liberal storiche sia della neo-ortodossia e del neo-liberalismo, nonché dell’ecumenismo così com’è di solito presentato oggi. La comunità di Caltanissetta ha recentemente acquistato il terreno su cui è in costruzione il nuovo locale di culto.

Ulteriori comunità sono il frutto di progetti di fondazione di Chiesa avviati dopo la costituzione delle Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia e sotto la supervisione delle stesse. Alcune di esse hanno i propri siti Internet specifici dov’è possibile trovare informazioni sulle attività diaconali e culturali e dov’è possibile accedere a diverso materiale informativo, nonché a registrazioni di predicazioni.

Nel 2007 Matteo Clemente, anziano della Chiesa Cristiana Evangelica di Cinisello Balsamo, ha partecipato a Utrecht alla prima Conferenza Europea delle Chiese Riformate promossa dalla World Reformed Fellowship. Si è trattato della prima partecipazione di un esponente del mondo battista riformato italiano a un’assise internazionale del mondo riformato conservatore. Contatti molto fecondi sono inoltre intrattenuti con l’Association of Reformed Baptist Churches in America (ARBCA).

La C.E.R.B.I. non si considera una denominazione, ma un progetto ispirato a un “congregazionalismo di comunione”: ogni Chiesa federata mantiene la sua piena autonomia. La C.E.R.B.I. ha una particolare attenzione alle ricadute culturali del suo progetto e collabora con altre Chiese e aggregazioni di area evangelical sia nel campo della cultura sia in quello dei rapporti con lo Stato.

In concreto, la C.E.R.B.I. – che fa propria la Confessione di Fede Battista del 1689 quale base di riferimento dottrinale per la vita delle singole Chiese e nel loro insieme, e che riconosce l’importanza degli impegni espressi nella Dichiarazione di Cambridge del 1996 – si struttura in una “Compagnia degli anziani”, di cui fanno parte gli anziani delle Chiese aderenti o interessate al progetto, e una “Commissione referente”, che dà esecuzione alle linee guida stabilite dalla Compagnia. Ogni anno i membri delle diverse Chiese – attualmente circa 500, tuttavia in una situazione di rapida crescita – si ritrovano in una “Agape fraterna”.

B.: A cura delle Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia, cfr. La fede riformata battista. La Confessione di fede battista del 1689 e il Catechismo di Spurgeon, Alfa & Omega, Caltanissetta 2013.

La Chiesa di San Lazzaro di Savena (Bologna)

Chiesa Cristiana Evangelica di San Lazzaro
Via della Tecnica, 51/a
40068 San Lazzaro di Savena (Bologna)
Tel.: 051-799975
E-mail: info@chiesaevangelica.org
URL: www.chiesaevangelica.org

Nel 1971 alcune famiglie appartenenti all’Assemblea dei Fratelli di Vicolo Mariscotti, nel centro di Bologna, escono dalla propria congregazione originaria per fondare una nuova comunità a San Lazzaro di Savena, sobborgo del capoluogo emiliano. Il piccolo gruppo, guidato da Carlo Bertinelli, si dedica inizialmente ad attività di evangelizzazione porta a porta, diffusione di letteratura cristiana e celebrazione dei culti in case private.

Il 23 giugno 1973, con l’apertura di un locale adibito al culto pubblico, viene ufficialmente fondata la Chiesa Cristiana Evangelica di San Lazzaro, che aderisce alle Assemblee dei Fratelli: ne sono riconosciuti anziani lo stesso Bertinelli – successivamente animatore della Chiesa Evangelica “Piccolo Gregge” di Bologna – e Gioele Corradini. Quest’ultimo, nato nel 1948, fin dalla giovinezza aveva maturato idee di tipo riformato, che gli erano state trasmesse da Giuseppe Barbanotti, un predicatore itinerante formatosi in Svizzera, durante i campi estivi giovanili di Pravernara, organizzati nel 1969-1970 dalla Chiesa dei Fratelli di Spinetta Marengo (Alessandria). L’orientamento della comunità di San Lazzaro e il conseguente sviluppo di una teologia riformata in seno alla medesima si precisano meglio con l’arrivo in Italia di Pietro Bolognesi, richiamato nel nostro Paese da Corradini con l’obiettivo di fondare una congregazione evangelica a Padova.

Nel 1980 la Chiesa di San Lazzaro è una delle principali animatrici del movimento cosiddetto “Area Padana” (APA), che riunisce numerose Assemblee dei Fratelli del Nord Italia in dissenso rispetto alle forme organizzative e alle tendenze teologiche percepite nel movimento. Al momento dello scioglimento di Area Padana, nel 1997, la comunità di San Lazzaro non segue le altre congregazioni ex-APAnell’adesione all’ACCEI. Tuttavia, quando nel corso del Raduno anziani delle Assemblee dei Fratelli del 2001 tale adesione viene giudicata incompatibile con l’appartenenza ai Fratelli e le comunità che vi sono iscritte vengono escluse dal movimento, la Chiesa Cristiana Evangelica di San Lazzaro, volendo esprimere il proprio dissenso su questa decisione, chiede di non essere inserita nella nuova edizione del Prontuario delle Assemblee dei Fratelli in Italia.

Nonostante la teologia riformata che la caratterizza, la Chiesa di San Lazzaro mantiene tutt’oggi numerosi elementi tipici delle Assemblee dei Fratelli, tra cui la condivisione settimanale della Santa Cena e un governo di marca congregazionalista. La comunità è infatti guidata da un collegio di anziani, i cui componenti sono attualmente il già citato Corradini, Luciano Benedetti – già studente presso l’IFED di Padova e poi sotto l’egida della Missione Aurora – e Stefano Mariotti, che grazie all’iniziativa e al sostegno della stessa congregazione sanlazzarese, ha ottenuto un master in Teologia pastorale presso la Wales Evangelical School of Theology di Bridgend, nel Galles meridionale, ed è oggi referente italiano della European Missionary Fellowship (EMF), un’organizzazione missionaria riformata.

La Chiesa di San Lazzaro conta oggi circa cinquanta membri – i quali aderiscono alla comunità in virtù della sottoscrizione di un patto fraterno – e propone una confessione di fede modellata su quella dell’Alleanza Evangelica Italiana. Numerose sono inoltre le iniziative in cui la congregazione risulta impegnata, grazie alle quali essa è divenuta con il tempo un punto di riferimento ben conosciuto nella realtà sanlazzarese. Tra queste in particolare ricordiamo: la presenza fissa di un banco della Chiesa presso il mercato settimanale, dov’è diffusa gratuitamente letteratura evangelica in diverse lingue; la testimonianza durante l’annuale Fiera di San Lazzaro, che raduna nel comune emiliano più di 15.000 visitatori; le attività di evangelizzazione nel parco cittadino; le proposte culturali rivolte a studenti e insegnanti dell’Università di Bologna; l’organizzazione di una Giornata mondiale della Chiesa perseguitata, di carattere interdenominazionale; la presentazione della storia della Riforma ad allievi delle scuole pubbliche secondarie; la gestione di un centro di dialogo tra la comunità e la società locale; l’allestimento di campi estivi per bambini, in collaborazione con la Chiesa Evangelica “Forte Torre”.

La congregazione sanlazzarese s’incontra la domenica per la Santa Cena e settimanalmente per lo studio biblico; vengono inoltre svolte riunioni di preghiera in case private e sono tenuti incontri specifici per stranieri e adolescenti. Il culto si compone di una parte guidata dagli anziani e un tempo dedicato alle libere preghiere e testimonianze dei fedeli. La formazione dei membri di Chiesa e dei nuovi anziani, in precedenza affidata all’IFED di Padova, è oggi svolta dall’organizzazione Porterbrook Network. La Chiesa sostiene inoltre l’opera di church planting della missione Acts 29 Network, fondata del noto pastore americano Mark Driscoll (nato nel 1970), e appoggia le attività di Youth for Christ Italia, la diramazione italiana dell’agenzia educativa voluta dal famoso predicatore Billy Graham (nato nel 1918). La Chiesa Cristiana Evangelica di San Lazzaro intrattiene, infine, rapporti di comunione, servizio e scambio di ministeri con altre realtà evangeliche della zona, in particolare le Chiese “Nuova Vita” di Bologna e “Nuova Speranza” di Casalecchio di Reno – aderenti all’Unione Chiese Bibliche Cristiane – e con la Chiesa indipendente “Forte Torre” di Bologna.

La Chiesa “Sola Grazia” di Porto Mantovano

Chiesa Evangelica “Sola Grazia”
Via Marconi, 4
46047 Porto Mantovano (Mantova)
Tel.: 347-1445816
E-mail: andrea@chiesasolagrazia.it
URL: www.chiesasolagrazia.it

La storia della Chiesa Evangelica “Sola Grazia” di Porto Mantovano prende le mosse dall’opera di Andrea Artioli, in precedenza membro della Chiesa Cristiana Evangelica di Mantova – inserita nel Prontuario alle Assemblee dei Fratelli ma professante una teologia moderatamente riformata –, e già studente presso il London Theological Seminary, una struttura di tendenza conservatrice. Nel 1993, una volta tornato in Italia, egli decide di diffondere nel nostro Paese i princìpi della teologia calvinista traducendo diversi testi di predicatori protestanti, tra cui il reverendo Martyn Lloyd-Jones (1899-1981), fondatore dello stesso collegio frequentato dall’Artioli. Nel 1995, grazie anche all’iniziativa di Giuseppe de Chirico, Davide Ratti e del missionario Kurt Jost, tale attività editoriale prende forma nelle Edizioni Passaggio, che ricevono il supporto di diversi sostenitori esteri, i quali andranno poi a costituire il comitato internazionale della casa editrice.

Nella primavera del 2007, in seguito all’insorgere di aspri dissidi con gli anziani della Chiesa di Mantova, Artioli lascia la comunità; contestualmente viene estromesso anche dalla gestione della casa editrice Passaggio, di cui fino a quel momento era presidente. Durante la successiva estate, lo stesso Artioli, insieme a Giacomo Lerici, su consiglio del noto predicatore battista riformato Mark Dever, raduna intorno a sé un gruppo di circa 35 persone e si risolve a dare vita a una nuova congregazione. Quest’ultima si costituisce ufficialmente in data 11 settembre 2007 con il nome di Chiesa Evangelica “Sola Grazia”. Il 16 febbraio dell’anno seguente viene aperto un locale di culto pubblico nella cittadina lombarda di Porto Mantovano.

La comunità, che si autodefinisce “battista riformata”, è gestita da un pastore coadiuvato da un assistente, alcuni anziani e diversi diaconi. I membri della congregazione sottoscrivono un “patto di Chiesa” con cui si impegnano a riconoscere i bisogni dei fratelli e a mantenere uno stile di vita coerente con la professione di fede cristiana. I candidati agli incarichi di responsabilità comunitaria sono proposti e accettati dall’assemblea dei membri, che può anche procedere, in casi gravi, a una loro deposizione.

La Chiesa Evangelica “Sola Grazia”, che conta oggi una ventina di membri, provenienti soprattutto dal mondo dei Fratelli, accetta una confessione di fede di stampo calvinista, composta dal pastore riformato Paolo Castellina; la congregazione si raduna sia la domenica per il culto di lode e la Santa Cena, sia settimanalmente per un incontro di studio biblico. Recentemente è stato aperto un ulteriore gruppo di preghiera a Viadana (Mantova). La comunità è inoltre impegnata attivamente in un’attività di recupero dei tossicodipendenti.

La Chiesa “Sola grazia” è organicamente collegata alla International Church of Milan e intrattiene rapporti di amicizia con numerose realtà evangeliche conservatrici in area padana. Essa è pure collegata alla casa editrice Coram Deo, fondata anch’essa da Andrea Artioli nel novembre 2007 e patrocinata dallo stesso comitato internazionale che in precedenza sosteneva le Edizioni Passaggio. Oltre a pubblicare libri di autori e teologi riformati quali John Piper e Albert Mohler, tale attività editoriale intende costituire una struttura di collegamento tra diverse Chiese italiane e internazionali afferenti alla medesima area dell’universo evangelico. Per tale ragione ogni anno organizza una serie di conferenze a cui sono invitati predicatori di fama internazionale.

La Chiesa battista riformata di Roma – La Storta

Chiesa Evangelica Riformata di Roma – La Storta
Via Arturo Rossato, 14
00123 Roma
Tel.: 06-98876967
E-mail: rntgiuliani@gmail.com

La Chiesa Evangelica Riformata di Roma trae le proprie origini dall’opera del missionario battista americano Ross Stump (nato nel 1942), che nel 1974 si trasferisce insieme alla moglie Sarah nel quartiere romano detto “La Storta”, un sobborgo in espansione a nord della capitale.

Nel 1976 il pastore Stump avvia un ciclo di studi biblici, cui partecipa una decina di persone: tra esse si distingue Alvaro Giuliani (1940-1998), già militante comunista, che giungerà a professare la fede evangelica poco prima della sua scomparsa. A sua volta, nel 1981, il giovane figlio di Giuliani, Renato (nato nel 1966), subisce una forte esperienza di conversione in seguito alla quale si sente chiamato all’annuncio del Vangelo. Dopo gli studi di chitarra classica in conservatorio e la rinuncia a una promettente carriera di cantautore, nel 1984 Renato parte per gli Stati Uniti, dove quattro anni più tardi sposa Cheri Stump, figlia del predicatore Ross; dal 1988 al 1994 ha inoltre modo di frequentare il Piedmont Bible College ‒ oggi Piedmont International University ‒ di Winston-Salem (North Carolina), un’istituzione battista di area evangelical.

A partire dal 1987, in seguito alla lettura del De servo arbitrio di Martin Lutero, Renato Giuliani comincia a maturare una dottrina sempre più convintamente riformata, che lo conduce a una serrata critica nei confronti di alcune tendenze del mondo evangelico contemporaneo: egli riscontra per esempio quella che interpreta come una preoccupante somiglianza tra la teologia evangelica contemporanea dominante e le istanze che nel secolo XVI l’umanista olandese Erasmo da Rotterdam (1466/1469-1536) esprimeva in contrapposizione a Lutero. Tale attitudine è poi irrobustita dall’incontro con le opere del noto predicatore scozzese Martyn Lloyd-Jones. L’ulteriore scoperta della figura del riformatore toscano Pietro Martire Vermigli (1499-1562) spinge inoltre il Giuliani a uno studio approfondito degli scritti dei grandi teologi protestanti italiani dei secoli XVI-XVII, spesso sconosciuti negli stessi ambienti evangelici del nostro Paese.

Nel dicembre 1994 i coniugi Stump lasciano Roma per fare ritorno negli Stati Uniti ed è lo stesso Giuliani a prendere le redini della comunità capitolina, che conta già una quindicina di frequentatori. La Chiesa Evangelica Riformata di Roma – La Storta viene infine ufficialmente fondata nel 1998. Contestualmente, Giuliani comincia a collaborare con le Edizioni Passaggio, fondate a Mantova nel 1994, di cui è oggi direttore responsabile. Le Edizioni Passaggio – che negli anni si sono avvalse della collaborazione di numerosi esponenti del mondo neo-riformato italiano, tra cui Andrea Artioli (attuale direttore delle edizioni Coram Deo), Andrea Ferrari (poi fondatore, insieme allo stesso Giuliani, della casa editrice Sentieri antichi, oggi non più attiva), Daniel Walker, Gioele Corradini, Sergio d’Ascenzo e Mauro Freri – sono oggi tra l’altro impegnate in un’attività di recupero filologico delle opere latine dei riformatori italiani, le quali, oltre a essere di difficile reperibilità, non hanno finora goduto di alcuna traduzione nella nostra lingua: ricordiamo in particolare la pubblicazione dell’opera omnia del teologo di origini lucchesi Francesco Turrettini (1623-1687).

La Chiesa Evangelica Riformata di Roma – La Storta conta oggi una ventina di frequentatori tra membri effettivi e simpatizzanti; la professione di fede da essa adottata è una versione aggiornata della Confessione Battista del 1689, con cui s’intende rispondere alle istanze poste dalla cultura contemporanea. La gestione della comunità è di tipo marcatamente congregazionalista: la Chiesa non intende infatti aderire né a denominazioni né a parachiese, ma propone una visione ecclesiale di ampio respiro, che dal livello locale intende aprirsi verso orizzonti nazionali e internazionali.

Il culto domenicale viene celebrato in modo eclettico, al fine di mantenere in armonia ordine e spontaneità; la Santa Cena è invece condivisa una volta al mese, secondo le tradizioni riformate. La comunità si distingue inoltre per una particolare cura degli aspetti musicali ed è impegnata in un’operazione di recupero di antichi inni protestanti dei secoli XVII-XVIII, arrangiati secondo i gusti contemporanei e utilizzati nel corso del culto alternatamente ad altri canti più moderni: il frutto di tale lavoro è poi professionalmente registrato su supporti digitali per permettere la diffusione della musica riformata tradizionale nel mondo evangelico italiano. Tra le altre attività praticate dalla congregazione, ricordiamo l’assistenza agli indigenti e l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati.

Quanto al battesimo, è mantenuta una visione più rigida rispetto ad altre comunità battiste riformate: la confessione di fede in Cristo e il battesimo impartito agli adulti sono infatti considerati entrambi elementi imprescindibili ai fini dell’adesione alla congregazione, tanto che è richiesto un nuovo battesimo per i credenti già battezzati in età infantile.

La Chiesa di Roma – La Storta mantiene rapporti di amicizia e collaborazione con diverse comunità italiane di area riformata, in particolare la Chiesa Cristiana Evangelica di Mantova e la Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso d’Italia. L’anziano Renato Giuliani è inoltre impegnato nel sostegno a quelle Chiese italiane che, soprattutto nell’ambito delle Assemblee di Dio, hanno deciso d’intraprendere un percorso di riavvicinamento verso i princìpi e la pietà della Riforma classica.

La Chiesa “Forte Torre” di Bologna

Chiesa Cristiana Evangelica “Forte Torre”
(si ritrova temporaneamente presso la sala della Cooperativa di Risanamento)
Via Pasquale Muratori, 4/2
40134 Bologna
Tel.: 051-5880236
E-mail: info@fortetorre.org
URL: www.fortetorre.org

La Chiesa Cristiana Evangelica “Forte Torre” è una realtà riformata sorta a Bologna nel 2010 su iniziativa di un piccolo gruppo di persone, guidate dal pastore Gian Paolo Aranzulla. Quest’ultimo, nato nel 1971, è un inglese di origine italiana: dopo avere conseguito una laurea a Cambridge in letteratura francese e tedesca, nel 1994, partecipa nella capitale britannica a un corso di predicazione biblica e svolge attività missionaria presso una comunità evangelica in Provenza; nel 2001 ottiene una seconda laurea in teologia presso l’Oak Hill College di Londra, cui fa seguito un dottorato in studi patristici conferito dal King’s College London, nel corso del quale compie studi approfonditi sulla figura e la dottrina di sant’Ireneo di Lione (130-202). Nel 2004 Aranzulla viene ordinato pastore anglicano per la diocesi di Londra e comincia a svolgere il suo ministero presso la St. James Church di Muswell Hill, una grande congregazione afferente al ramo evangelico della Chiesa d’Inghilterra. Durante il suo ministero, il pastore entra in contatto con l’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova, presso il quale assume l’incarico di docente di teologia biblica. Trasferitosi definitivamente in Italia nel 2008 insieme alla moglie Susan, svolge per un certo periodo il compito di predicatore presso la Chiesa di Vicolo Mariscotti a Bologna, già aderente alle Assemblee dei Fratelli, per poi dare vita a un progetto di fondazione di una nuova realtà evangelica a contatto con la realtà cittadina e con l’ambiente universitario.

Nell’autunno del 2010 attorno al pastore Aranzulla si raduna un gruppo di circa dieci persone, in gran parte provenienti dal movimento dei Fratelli, che decidono di dare vita alla Chiesa Cristiana Evangelica “Forte Torre”, ispirandosi a un’espressione presente in Proverbi 18,10. Dopo un periodo di studio e preghiera in case private, nel gennaio 2011 si svolge il primo incontro di culto pubblico, grazie anche al sostegno di altre comunità evangeliche vicine – la Chiesa Nuova Vita di Bologna e la Chiesa Evangelica di San Lazzaro di Savena –, con cui “Forte Torre” mantiene tuttora stretti legami. Il pastore Aranzulla è inoltre referente italiano dell’associazione missionaria internazionale Crosslinks.

L’obiettivo della Chiesa Cristiana Evangelica “Forte Torre” è incidere sul contesto bolognese e al contempo fornire una testimonianza cristiana nel’ambiente cosmopolita della più grande università italiana. Per tale ragione è notevole l’impegno nei confronti dei giovani, che sono invitati settimanalmente a un percorso di catechesi cristiana denominato “Primo passo”; esiste inoltre un progetto di evangelizzazione primaria in sei incontri, dal titolo “Perché Gesù?”; non mancano le iniziative rivolte ai bambini, quali l’allestimento di campi estivi – “Torricine” – e l’organizzazione di una scuola d’inglese.

La comunità, che dall’aprile 2011 ha aderito all’Alleanza Evangelica Italiana, non ha finora una membership definita formalmente, ma conta circa venti presenze tra appartenenti al nucleo originario e simpatizzanti. Attualmente essa è impegnata in un percorso di studio delle confessioni di fede della Chiesa indivisa – Nicea, Costantinopoli, Calcedonia – e della Riforma protestante – Westminster, Trentanove articoli, ecc. –, che condurrà alla definizione di un credo specifico per la congregazione bolognese. I membri di Chiesa si impegneranno a riconoscere tale confessione aderendo a un “patto comunitario”.

Pur definendosi “battista riformata”, la Chiesa Cristiana Evangelica “Forte Torre” considera la questione battesimale non essenziale, e ammette anche credenti provenienti da realtà pedobattiste. Il culto, preceduto da un incontro di preghiera e dalla scuola domenicale, si svolge in maniera informale; la Santa Cena viene celebrata a domeniche alternate secondo le modalità in uso nelle Assemblee dei Fratelli. La congregazione si raduna inoltre a settimane alterne per lo studio biblico.

B.: Giampaolo Aranzulla ha pubblicato diversi articoli e monografie sulla rivista Studi di Teologia, pubblicata dall’IFED di Padova: in particolare cfr. “Panoramica di Teologia biblica”, in Studi di Teologia, n. 30, settembre 2003, pp. 149-218; “Israele?”, ibid., n. 42 (monografico), febbraio 2009; “Le feste del calendario ebraico”, ibid., n. 43, febbraio 2010, pp. 12-31; “Finestre sul vangelo secondo Giovanni”, ibid., n. 45 (monografico), febbraio 2011.

La Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso

Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso
Borgo S. Leonardo – Str. 1, 28/29
64045 Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo)
Tel.: 0861-975332
E-mail: kerjgma@libero.it

La storia della Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso inizia del 1950, quando i coniugi Pasquale e Filomena Fieni, convertiti alla fede evangelica durante un’esperienza di emigrazione negli Stati Uniti, tornano in Italia presso il loro paese d’origine, nell’Appennino abruzzese, dove cominciano a svolgere un’attività missionaria nei confronti della popolazione locale, accompagnando l’opera evangelizzatrice con l’impegno per il sostentamento dei più poveri. Nonostante la dura opposizione inizialmente affrontata, che giunge fino a un tentativo di lapidazione, Pasquale Fieni costituisce ufficialmente la “Chiesa Cristiana Evangelica in Isola del Gran Sasso” nel 1956. La comunità, in una prima fase della propria esistenza, si pone temporaneamente sotto la protezione della Chiesa Valdese.

L’anno successivo, in conseguenza di una visita in Svizzera, Fieni comincia a collaborare con l’Istituto Biblico Beatenberg, con cui la Chiesa si associa formalmente nel maggio 1957. Dalla Svizzera giungono in seguito nuovi missionari, tra cui spiccano i coniugi Ruth e Hans (Giovanni) Kraettli e Sebastiano Baiotti. Ques’ultimo, di origine torinese, viene nominato pastore nel 1961 e istituisce per la prima volta un registro dei membri. Dopo l’allontanamento di Baiotti nel 1964, lo stesso Giovanni Kreattli, proveniente dalle Chiese libere elvetiche, assume a un tempo sia la gestione della comunità di Isola sia la direzione dell’opera missionaria dell’Istituto Beatenberg in Italia, che prende il nome di Istituto Biblico Evangelico di Isola (I.B.E.I.).

Negli anni 1970 la Chiesa si distingue per l’organizzazione di convegni, campeggi estivi e attività evangelistiche, rivolte soprattutto alla conversione dei Testimoni di Geova; notevole è anche l’impegno umanitario nelle realtà locali, che viene coronato dall’affidamento agli evangelici di un servizio di ambulanza da parte del Comune di Isola del Gran Sasso.

Nel 1985 vengono nominati anziani Sergio d’Ascenzo, già membro della Chiesa dei Fratelli di Chieti – la quale avrebbe in seguito aderito alle Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia –, e suo fratello Francesco, formatosi presso l’Istituto Biblico Evangelico Italiano. In questo periodo si svolge un’intensa collaborazione e un proficuo dialogo tra numerose Assemblee dei Fratelli dell’area centro-adriatica, tanto che la stessa comunità di Isola viene inserita nel Prontuario dei Fratelli, senza peraltro entrare ufficialmente a far parte di questo movimento. Tale esperienza termina nel 1989, a causa dell’insorgere di insanabili contrasti tra le diverse Chiese.

Dopo il rientro in Svizzera dei coniugi Kraettli – cui il Comune di Isola del Gran Sasso concederà la cittadinanza onoraria “per alti meriti sociali” –, alla guida dell’I.B.E.I. viene collocato nel 1986 Steven Standridge, figlio di Bill, già fondatore della Chiesa Cristiana Evangelica Indipendente Berea e dell’Istituto Biblico Bereano, di tendenza anabattista, presso il quale studiano diversi membri della comunità abruzzese.

Lo snodo fondamentale nell’evoluzione teologica della Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso avviene nel corso degli anni 1990, quando Sergio d’Ascenzo, anche in seguito alla frequentazione dell’I.F.E.D di Padova, giunge a sviluppare una soteriologia di carattere riformato. Dopo una prima collaborazione con le Chiese aderenti all’associazione “Area Padana”, terminata nel momento in cui queste ultime costituiscono le C.E.R.B.I., la comunità di Isola del Gran Sasso si avvicina alle Chiese evangeliche riunite intorno alla casa editrice Passaggio, del cui comitato direttivo oggi Sergio d’Ascenzo è membro.

La Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso, costituitasi ufficialmente in “Associazione Kerjgma” ai fini del rapporto con lo Stato italiano nel maggio 1995, conta oggi una trentina di membri e circa sessanta simpatizzanti. Significativi sono il rapporto privilegiato che la Chiesa intrattiene con l’amministrazione comunale – i membri costituiscono quasi l’1% della popolazione di Isola del Gran Sasso, una percentuale significativa per una Chiesa evangelica – e la forte incidenza sociale della comunità rispetto al territorio locale: per esempio, la Chiesa continua a gestire l’unico servizio locale di ambulanza.

La conduzione ecclesiale avviene secondo i dettami del congregazionalismo, con particolare enfasi sul principio di collegialità: la comunità, infatti, è guidata da un Consiglio di cui fanno parte tutti i membri di Chiesa; ciascuno ha diritto di partecipare sia alle discussioni sia alle delibere. La Santa Cena è celebrata tutte le domeniche nel corso del culto comunitario; nei giorni feriali si tengono inoltre incontri di studio della Scrittura o delle confessioni di fede riformate. Sono state infine fondate alcune “cellule di preghiera” che si riuniscono settimanalmente in case private. Dal punto di vista dottrinale, la Chiesa adotta la Confessione di Fede Battista del 1689, che propone in forma sintetica, e il Catechismo di Heidelberg del 1563.

I rapporti con l’Istituto Biblico Evangelico di Isola, per quanto stretti, non sono di carattere organico, dal momento che, mentre la Chiesa ha ormai assunto una soteriologia decisamente calvinista, l’Istituto ha mantenuto una posizione in sostanza arminiana. La Chiesa di Isola, in autonomia dall’I.B.E.I., ha recentemente attivato un “Corso sperimentale di teologia biblica” che si avvale della collaborazione di insegnanti provenienti dall’I.F.E.D. di Padova. La congregazione intrattiene rapporti di fratellanza e collaborazione con numerose comunità riformate di area padana, provenienti da simili esperienze nel mondo delle Chiese libere.

La Chiesa “Gesù parola di vita” di Sassuolo (Modena)

Chiesa Cristiana Evangelica “Gesù parola di vita”
Circonvallazione  Nord-est, 227
41049 Sassuolo (Modena)
Tel.: 347-9000203
E-mail: Pastore@gesuparoladivita.it
URL: www.gesuparoladivita.it

Nel 1995 alcuni missionari indipendenti olandesi si trasferiscono a Modena, dove cominciano a tenere conferenze pubbliche e a praticare il culto in case private. Nasce così un gruppo di preghiera, a cui presto aderisce il predicatore italoamericano Mario Scorziello insieme a sua moglie Sheila. Dopo il ritorno dei primi missionari nei Paesi Bassi, nel 1998, il pastore Scorziello assume la gestione del gruppo di preghiera, il quale cresce anche grazie all’appoggio esterno di una Chiesa dei Fratelli di Maranello (Modena), che in seguito cessa le proprie attività. Da questa esperienza ha origine l’attuale congregazione, che viene fondata ufficialmente nel 2000.

Nel frattempo Gaetano Cafà, siciliano ma residente da tempo nel modenese, resta colpito dalla lettura delle opere del metodista riformato Martyn Lloyd-Jones ed esce dall’ambiente pentecostale a cui afferiva per riflettere sulla teologia calvinista. Durante la sua attività come missionario per l’opera “Cristo è la risposta“, Cafà fa la conocenza del pastore Scorziello, che lo introduce nella comunità di Sassuolo. Nel 2006 la comunità elegge tre anziani, fra cui lo stesso Cafà, mentre Scorziello elabora un progetto di formazione per i futuri pastori della congregazione. Infine, dopo un periodo di studio presso l’I.F.E.D di Padova, Cafà viene nominato pastore per la comunità di Sassuolo, mentre Scorziello si trasferisce a Scerni (Chieti) al fine di fondarvi una nuova Chiesa evangelica, nel 2008.

La Chiesa Cristiana Evangelica “Parola di vita” conta circa cinquanta membri e più di venti simpatizzanti. Sebbene il pastore Cafà e gli anziani aderiscano pienamente al “neocalvinismo” ortodosso, i membri della congregazione provengono da diversi ambiti – in particolare pentecostali – e arricchiscono la comunità apportandovi la sensibilità caratteristica del proprio peculiare retroterra. Per tale ragione la Chiesa ha scelto di definirsi semplicemente “evangelica” e di adottare come simbolo di fede una forma abbreviata della Confessione Battista del 1689, che tralascia i punti dottrinali più controversi. I membri di Chiesa vengono comunque formati secondo i princìpi della teologia riformata, utilizzando in particolare le pubblicazioni della casa editrice Alfa & Omega.

La congregazione si riunisce la domenica per il culto, che è condotto in maniera informale e stile moderno, con particolare enfasi sul canto di lode, e settimanalmente per la preghiera e lo studio biblico. Particolare attenzione è posta alla realtà multietnica dell’ambiente sociale in cui la Chiesa si trova a operare: essa ha così dato vita a comunità “nazionali” di fedeli ghanesi e romeni; altri membri della congregazione provengono da ulteriori Paesi africani e slavi.

La Chiesa aderisce all’Alleanza Evangelica Italiana, collabora con l’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione e mantiene rapporti di stretta fratellanza con la Chiesa Cristiana Evangelica di Reggio Emilia.

La Chiesa “Luce sul Santerno” di Imola

Chiesa Evangelica “Luce sul Santerno”
(In attesa dell’apertura del nuovo locale di culto, la comunità si ritrova presso l’abitazione del responsabile:)
Via Borgo della Spuviglia, 10/g
40026 Imola (Bologna)
Tel.: 392-9940227
E-mail: iaderpat@gmail.com

Già negli anni 1980 un gruppo di fedeli appartenenti alla Chiesa Cristiana Evangelica di San Lazzaro di Savena (Bologna), inizia a svolgere una sporadica attività di evangelizzazione e distribuzione di letteratura cristiana presso la città di Imola. Al fine di costituire una missione specificamente pensata per il territorio romagnolo, il gruppo di fedeli imolesi decide nel 2001 di uscire dalla propria congregazione originaria per passare sotto l’egida di The Evangelical Alliance Mission (TEAM) di Faenza (Ravenna): il progetto si concretizza in incontri settimanali di studio biblico, a cui partecipa una decina di persone, e varie iniziative evangelistiche in occasione delle feste cittadine. Nel 2005, dopo avere interrotto la collaborazione con TEAM, la piccola comunità comincia a celebrare il culto in case private, e dal 2009 si trasferisce nella sede attuale.

La Chiesa Evangelica “Luce sul Santerno” – il cui nome si riferisce al fiume che attraversa il territorio imolese e ravennate – viene costituita ufficialmente il 1° dicembre 2010; ne è pastore Iader Patuelli (nato nel 1954), già studente presso l’Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova e attualmente diplomando in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna.

Dal punto di vista teologico, la Chiesa mette in luce la necessità di una riscoperta dei princìpi della Riforma classica, vale a dire l’importanza fondamentale della Scrittura, l’inerranza biblica, la totale depravazione dell’uomo dopo la caduta, la necessità della grazia divina ai fini della salvezza, la giustificazione per fede. Il credo adottato è una variante della Confessione di fede battista del 1689, in cui sono posti in evidenza gli aspetti soteriologici più che quelli istituzionali. Il battesimo è amministrato esclusivamente agli adulti che hanno accettato Cristo come Signore e compiuto una pubblica professione di fede.

La comunità si ritrova la domenica per la condivisione della Santa Cena e il culto di lode, che è condotto dal pastore nel quadro di una struttura “elastica”, in cui ampia libertà è lasciata alle testimonianze dei singoli fedeli. Si tengono inoltre incontri settimanali di studio biblico e momenti di preghiera comunitaria presso l’abitazione delle diverse famiglie. Nel corso dell’anno, sono infine organizzate attività evangelistiche e giornate di preghiera per le necessità della Chiesa nel mondo.

La congregazione, frequentata da una trentina di fedeli, di cui dodici membri effettivi, aderisce all’Alleanza Evangelica Italiana e intrattiene rapporti di comunione con numerose comunità evangeliche di diversa provenienza, come la già citata congregazione di San Lazzaro di Savena, la Chiesa “Nuova Vita” di Bologna – aderente all’Unione Chiese Bibliche Cristiane –, la Chiesa indipendente “Forte Torre” di Bologna, la Chiesa Battista UCEBI di Cesena, la Chiesa Evangelica di Ravenna, e alcune Assemblee dei Fratelli di area adriatica: la Chiesa “Luce sul Santerno” è infatti convinta della necessità di una testimonianza comune delle diverse realtà evangelical a prescindere dalle difformità non sostanziali che caratterizzano ciascuna congregazione; l’enfasi sulla cooperazione interevangelica evidenzia la consapevolezza che sia giunto il momento di superare le diffidenze reciproche per riscoprirsi uniti nelle fede in Cristo.

La Chiesa Battista Riformata di Torino

Chiesa Battista Riformata di Torino
Via Tiraboschi, 18
10149 Torino
Tel.: 328-4539430
E-mail: pastore@battistiriformati.it
URL: www.battistiriformati.it

La Chiesa Battista Riformata di Torino rappresenta adeguatamente un percorso di un certo interesse sociologico al quale si assiste in anni recenti nel protestantesimo italiano, ovvero il ridisegnarsi di una mappa attraverso il ricollocamento di alcune realtà in contesti che sembrerebbero denotare una sorta di nostalgia delle origini, sicché da posizioni di terzo protestantesimo – o addirittura di quarto, ossia pentecostale, com’è il caso della realtà ora esaminata – ci si avvicina in un percorso a ritroso a mondi affini al secondo, quando non al primo protestantesimo.

Le origini di questa comunità, attualmente l’unica di orientamento battista riformato nel capoluogo piemontese, sono legate all’itinerario del pastore che tuttora la guida, Silvio Peirone – già membro dei Fratelli “stretti”, di cui ci occuperemo oltre, nel capitolo dedicato al terzo protestantesimo –, il quale negli anni 1990 è alla guida di un movimento di tendenza pentecostale, la Comunità Evangelica Apostolica di Torino, che nel 2000 si riorganizza come “Chiesa libera” con il nome di Comunità Evangelica Kerygma.

Gradualmente, lo sviluppo dottrinale affrontato dal pastore Peirone e dalla sua comunità, ha condotto quella che è infine diventata la Chiesa Battista Riformata di Torino a una posizione che da originariamente prossima al battismo conservatore – seppure con tratti di analogia con le Chiese dei Fratelli –, si è poi avvicinata a una teologia riformata, in maniera stabile dal periodo 2005-2006 in poi.

Attualmente la Chiesa Battista Riformata di Torino – che conta circa venticinque fedeli, con ramificazioni in provincia di Cuneo e nel biellese, e che dal 2010 è in comunione con la Missione Italiana per l’Evangelo – si reputa battista “perché riteniamo dall’analisi delle Sacre Scritture che non debbano essere battezzati i bambini, siano neonati o no”; e riformata “perché sosteniamo che la verità biblica si esprima correttamente nelle dottrine della riforma protestante del XVI secolo, derivate dalla predicazione dei riformatori”.

La Chiesa Cristiana Evangelica Riformata di Salerno

Chiesa Cristiana Evangelica Riformata di Salerno
Vicolo Ruggi D’Aragona, 9
84121 Salerno
Tel.: 340-8534986
E-mail: hokma@tiscali.it

La Chiesa Cristiana Evangelica Riformata di Salerno, fondata nel 1993, rappresenta a rigore un tipo a sé, in quanto – se per la prassi sacramentale si avvicina al mondo battista – il suo accostamento alla teologia riformata appare più compiutamente e rigorosamente calvinista rispetto alle Chiese che si denominano “battiste riformate”. Si tratta tuttavia pur sempre di una realtà – la cui riflessione appare peraltro in continuo sviluppo – che presenta elementi da una parte calvinisti e dall’altra battisti, il che ne giustifica l’inclusione in questo capitolo.

La Chiesa è attiva in un programma di diffusione della Bibbia a Salerno in collaborazione con la parachiesa dei Gideons, e in un’opera di evangelizzazione dell’ambiente universitario per il quale pubblica e diffonde la rivista Riforma Oggi. La Chiesa di Salerno si caratterizza anche per la diffusione di testi apologetici che criticano in particolare la Chiesa cattolica, l’Islam e le cosiddette “sette”.

La Chiesa “Soli Deo Gloria” di Pescara

Chiesa Cristiana Evangelica “Soli Deo Gloria”
Piazza Atene, 13
65010 Spoltore – Località Villa Raspa (Pescara)
Tel.: 340-6235464
E-mail: info@solideogloriapescara.it
URL: www.solideogloriapescara.it

La Chiesa Cristiana Evangelica “Soli Deo Gloria” è stata fondata nel settembre 2009 da un gruppo di persone guidate dall’attuale pastore Dario d’Alberto, già membro della Chiesa Cristiana Evangelica di Chieti, aderente alle Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia (C.E.R.B.I.).

La comunità, che conta una ventina di membri, si definisce “battista riformata” e riconosce la Confessione di fede battista del 1689; considera inoltre essenziali i cinque “Sola” della Riforma protestante: sola Scrittura, sola grazia, sola Fede, solo Cristo, solo a Dio la gloria.

Il culto si svolge la domenica, mentre settimanalmente si tiene un incontro di studio biblico. La Chiesa “Soli Deo Gloria” mantiene rapporti di amicizia e collaborazione con la Chiesa Evangelica di Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo) e altre realtà evangeliche abruzzesi.