cattolicesimo_05La Chiesa del Magnificat

(L’esistenza del gruppo è discreta, e l’indirizzo – nel Bresciano – è tenuto riservato)

Michel-Auguste-Marie Collin (1905-1974), sacerdote lorenese favorito da visioni sulla fine dei tempi e sul prossimo avvento di un “Gran Monarca” (un tema cui corrisponde tutta una tradizione mistica ai margini del cattolicesimo francese), riceve nel 1950 straordinarie rivelazioni in cui Dio stesso gli conferisce un’autorità pari a quella del Papa. Nel 1951 il Sant’Uffizio lo riduce allo stato laicale; nel 1960 il vescovo di Nancy lo colpisce con la scomunica e l’interdetto. Alla morte di Papa Giovanni XXIII (1881-1963) Collin è nominato Papa dal Cielo stesso per rivelazione e consacrato in una cerimonia dai seguaci che ha raccolto nella sua residenza di Clémery con il nome di Clemente XV. Il 23 ottobre 1966 si assicura la successione apostolica dal vescovo Cyprien Damgé de Lannoy (allo stato civile Jean Damgé, nato nel 1914) – ancora nel 1972 suo nunzio apostolico in Germania –, una figura nota nel mondo delle “piccole Chiese”, già sacerdote della Chiesa Cattolica Liberale e a sua volta consacrato vescovo, il 24 giugno 1961, da Henri Engel-Plantagenet. Il movimento, chiamato “Chiesa del Cristo Rinnovata” si estende e, alla morte di Collin nel 1974, conta un collegio apostolico di quattro cardinali francesi, cinque italiani, cinque tedeschi, due olandesi, uno svizzero, un americano e un canadese. La dottrina di Collin, negli ultimi anni della sua vita, si era fatta sempre più originale, con riferimenti agli extraterrestri e un culto della Madonna spinto fino alla vera e propria mariolatria.

Dopo il 1974 la Chiesa del Cristo Rinnovata si è scissa in varie branche, in conflitto fra loro: la più numerosa ha seguito gli Apostoli dell’Amore Infinito canadesi, che già nel 1968 avevano rotto con Collin. Un buon numero di seguaci italiani – con il nome di Chiesa del Magnificat, nota anche come Chiesa di Gloria o Chiesa degli Apostoli dell’Amore Infinito degli Ultimi Tempi – rimangono invece leali all’eredità spirituale dello stesso Collin. Il gruppo è presente nella provincia bresciana e con contatti nel veronese, per un totale stimato di circa duecento aderenti. Leader del movimento è stato a lungo un agricoltore bresciano, chiamato “Rabbi” dai seguaci e che sarebbe stato considerato il Pontefice di una struttura gerarchica sacerdotale, alla quale possono accedere sia gli uomini sia le donne.

Aspetto peculiare della Chiesa del Magnificat è la “doppia appartenza” dei fedeli, i quali, pur continuando a partecipare alle iniziative e alle liturgie parrocchiali cattoliche, celebrano nuovamente i riti in forma pre-conciliare presso cappelle allestite in abitazioni private. Non è dato conoscere molto altro di questo movimento, che ha sempre svolto le proprie attività con riservatezza, divenuta estrema negli anni 1990, dopo gli interventi delle autorità ecclesiali e inquirenti. L’influenza di Collin può essere stata una componente scatenante di quest’esperienza, che non pare però essere semplice frutto dell’ambiente di Clémery; essa sembra piuttosto sorgere alla confluenza di tendenze diffuse nell’ambiente rurale bresciano – pratiche devozionali e taumaturgiche, dottrine apparizioniste e millenariste, e così via –, con la presenza di una guida carismatica alla quale i seguaci riconoscono prerogative di elezione divina.

Il 15 gennaio 1990 il vescovo di Brescia, monsignor Bruno Foresti, prende posizione nei riguardi di questo movimento “semiclandestino” nella rivista della diocesi segnalandolo per “il carattere equivoco che porta con sé, oltreché per il suo aberrante contenuto oggettivo”.

B.: Antoine Delestre, Clément XV: prêtre lorrain et pape à Clémery, Presses Universitaires de Nancy, Nancy e Éditions Serpenois, Metz 1985; Paolo Maggi, Movimenti religiosi paracattolici nel Bresciano: “Chiesa del Magnificat” e “Missione Divina”, Tesi di Magistero in Scienze Religiose, Istituto Superiore di Scienze Religiose – Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia (anno accademico 1992-1993); e Idem, “Pseudocattolicesimo e paracattolicesimo nella vita dei fondatori di due nuovi gruppi religiosi”, in Religioni e Sette nel mondo, anno 3, n. 4 (12), dicembre 1997, pp. 105-120.

 

Gli Apostoli dell’Amore Infinito 

Apostoli dell’Amore Infinito – Ordine del Magnificat della Madre di Dio
(I seguaci italiani non hanno sede propria, ma sono visitati periodicamente da missionari canadesi)
Monastero degli Apostoli
P.O. Box 308, St. Jovite, Québec
Canada J0T 2H0
Fax: +1 (819) 688-6548
Tel.: (819) 688-5225

Gaston Tremblay (padre Jean-Grégoire de la Trinité, 1928-2011) nasce a Rimouski – nel Québec – l’8 settembre 1928. Entrato nel 1944 nella congregazione cattolica dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni, vi rimane per otto anni; nel 1952 elabora il progetto di un nuovo ordine religioso, la Congregazione di Gesù e Maria (poi eretta il 13 maggio 1953), e nel 1961 lascia la Chiesa cattolica per aderire alla Chiesa del Cristo Rinnovata di Michel-Auguste-Marie Collin Collin (1905-1974), di cui si tratta in altra parte di questa sezione, che Tremblay riconosce come “il Papa di Fatima”. Collin lo ordina sacerdote e vescovo l’anno successivo.

L’Ordine del Magnificat della Madre di Dio nasce, secondo l’interpretazione del movimento, perché richiesto espressamente dalla Santissima Vergine a La Salette (Francia). La fondazione avviene in Canada nel 1962. I fini dell’Ordine sono: la conservazione del deposito della fede, la lotta contro tutti gli abusi che hanno portato alla decadenza del clero, dello stato religioso e della società cristiana, la realizzazione dell’unità tanto desiderata da Gesù Cristo e dai suoi veri discepoli. Il Monastero di St. Jovite fiorisce e gli Apostoli dell’Amore Infinito aprono missioni in diversi paesi, con un particolare successo nelle Antille Francesi. Nel 1968 gli Apostoli di Tremblay rompono con Collin e il primo è proclamato Papa con il nome di Gregorio XVII. Gli scontri con ex-membri che lasciano il movimento e con organizzazioni anti-sette sono particolarmente violenti, e portano, già alla fine degli anni 1960, a una serie di iniziative legali e di arresti; Tremblay è ancora arrestato, nel 1980, per non avere riconsegnato al marito (divorziato) di una seguace i figli che vivevano a St. Jovite; nel 1999 la comunità subisce una nuova visita della polizia,che accusa Tremblay anche di abusi sessuali su minori, ma l’inchiesta si arena senza giungere ad alcun processo.

Nel frattempo il monastero di St. Jovite è cresciuto, la diffusione del movimento si è estesa negli Stati Uniti, Guadalupe, Portorico, Guatemala, Santo Domingo ed Ecuador –oltre a presenze minori in Sudafrica, Francia e Italia. L’ordine è composto da religiosi, religiose, “discepoli” – laici celibatari o sposati che vivono presso il monastero – e terziari degli Apostoli dell’Amore Infinito. Tutti hanno una regola comune, quella che il movimento ritiene sia stata dettata dalla Madre di Dio a La Salette nel 1846 e approvata da Leone XIII (1810-1903) nel 1879. L’Ordine del Magnificat della Madre di Dio fa parte della Chiesa Cattolica degli Apostoli degli Ultimi Tempi. Questa Chiesa è “autonoma e universale, essa esiste ed opera sotto la propria Gerarchia. È di fede, dottrina, tradizioni e pratiche cristiane cattoliche”. Si reclama fedele alla purezza evangelica dei primi tempi della cristianità e vuole seguire gli insegnamenti dottrinali e dogmatici trasmessi, attraverso i secoli, dai santi e dottori della Chiesa cattolica romana. L’Ordine, che diffonde le sue pubblicazioni in francese, inglese, italiano e spagnolo, mette insieme elementi di una pietà cattolica assolutamente tradizionale (del tutto peculiare il costante riferimento alle apparizioni mariane de La Salette) e riforme introdotte da Tremblay, come il sacerdozio femminile, che vanno perfino al di là del pur criticato Vaticano II. La successione di Tremblay, che è morto nell’ospedale canadese di Sainte-Agathe-des-Monts il 31 dicembre 2011, è stata presa secondo la stampa canadese da padre Mathurin de la Mère de Dieu, al secolo Michel Lavallée, che già esercitava importanti ruoli manageriali nelle società di gestione dei beni del movimento.

B.: Tra i numerosi testi di Gregorio XVII (Gaston Tremblay): Pierre parle au monde, Éditions Magnificat, St. Jovite (Quebec) 1975;Escaping the Shipwreck, Éditions Magnificat, St. Jovite (Quebec) 1980. Un testo dedicato a rispondere alle più frequenti domande sulla fondazione, le attività e l’orientamento dell’Ordine è Domande e risposte sugli Apostoli dell’Amore Infinito, l’Ordine del Magnificat della Madre di Dio, Éditions Magnificat, St. Jovite (Quebec) 1989. Sulle difficoltà giudiziarie, cfr. Le procès de la “justice”, Éditions Magnificat, St. Jovite (Quebec) 1984; e Jean Côté, Prophète parmi les hommes, pro-manuscripto s.l. 1991.

 

La Chiesa Palmariana

Chiesa Cattolica, Apostolica e Palmariana
(I fedeli italiani non hanno sede propria, ma sono visitati periodicamente da missionari posti sotto l’autorità di un vescovo missionario per l’Italia e Malta; indirizzo internazionale:)
Finca de Nuestra Madre del Palmar Coronada
Avenida de Jerez, 51
41719 El Palmar de Troya
Utrera – Sevilla (Spagna)

Clemente Domínguez y Gómez (1946-2005) – nato il 23 aprile 1946 a Siviglia – è uno dei molti visitatori del luogo in cui, il 30 marzo 1968, sarebbe apparsa a quattro ragazze la Vergine Maria. L’apparizione ‒ con il titolo di Nostra Signora del Monte Carmelo ‒ si sarebbe verificata presso Palmar de Troya, in provincia di Siviglia. Il 15 agosto 1969 il giovane Domínguez ‒ interessatosi alle apparizioni di Palmar de Troya assieme all’amico e giovane avvocato Manuel Alonso Corral (1934-2011) ‒ si sente profondamente trasformato dal luogo mariano, e il successivo 30 settembre diventa egli stesso un veggente, assumendo ben presto ‒ anche a seguito del fenomeno delle stigmate, che avrebbe ricevuto nel 1970 ‒ la guida spirituale delle apparizioni, che consistono in un richiamo alla preghiera e penitenza, nonché contro l’eresia e il progressismo che desolerebbero la Chiesa cattolica, in gran parte apostata, contrariamente all’allora Papa Paolo VI, vittima innocente della massoneria e del comunismo.

La gerarchia cattolica si rifiuta di riconoscere le apparizioni – che assumono via via un tono peculiarmente millenaristico e apocalittico, per esempio annunciando guerre atomiche e ogni sorta di distruzione e miseria – e con il passare del tempo anche la leadership di Domínguez è messa in discussione da una parte dei fedeli che frequentano Palmar de Troya, tanto che anche al giorno d’oggi esistono gruppi di devoti che non hanno seguito l’evoluzione del movimento pur rimanendo legati ai contenuti delle originarie apparizioni. Il gruppo che si organizza attorno a Domínguez inizia a stabilirsi a Palmar de Troya nel 1974 grazie a donazioni provenienti dall’Irlanda e si radicalizza su posizioni di un certo cattolicesimo “tradizionalista”, per esempio in materia liturgica, con la scelta di mantenimento del messale antico. Nel dicembre 1975 è fondato l’Ordine dei Carmelitani del Volto Santo, finalizzato alla salvezza della Chiesa e alla preparazione della seconda venuta di Cristo, che nel giro di un anno conterà un centinaio di religiosi e religiose.

Il 25 dello stesso mese giunge a Palmar de Troya il vescovo vietnamita Pierre-Martin Ngô-Dinh Thuc – che si trova alle origini, direttamente o indirettamente, di oltre un centinaio di consacrazioni episcopali illecite nel mondo ultra-tradizionalista, ma che muore dopo essere rientrato in comunione con Roma –, il quale il 1° gennaio 1976 conferisce il sacerdozio a vari membri dell’Ordine dei Carmelitani del Volto Santo, fra i quali Domínguez e Corral, che saranno consacrati vescovi assieme ad altri tre confratelli dallo stesso Thuc il successivo 11 gennaio. Il vescovo vietnamita prenderà rapidamente le distanze dal movimento, ma le sue consacrazioni episcopali permetteranno al gruppo di trasformarsi ben presto in una “piccola Chiesa” con il suo clero, le sue diocesi, i propri sacramenti e così via: in effetti, già il successivo 27 gennaio Domínguez affermerà di avere ricevuto l’ordine celeste di procedere a sua volta a nuove consacrazioni, che nel primo periodo saranno prevalentemente orientate al mondo del cattolicesimo “tradizionalista”.

Il 6 agosto 1978, alla morte di Paolo VI, il Signore appare a Domínguez – nel frattempo cieco per i postumi di un incidente stradale, occorsogli il 29 maggio 1976 mentre rientra da una trasferta in Francia, nonché chiamato con il nome di Ferdinando, ricevuto direttamente dalla Madonna per la missione futura di Imperatore, che dovrà svolgere congiuntamente a quella di Pontefice –, che si trova in Colombia, e lo incorona Papa con il nome di Gregorio XVII, sulla base di una locuzione che gli aveva trasmesso il 4 agosto 1976, ponendogli sul capo la tiara assieme agli apostoli Pietro e Paolo. L’elezione al soglio pontificio è confermata dal nuovo collegio apostolico, il 15 agosto 1978, al rientro di Gregorio XVII a Palmar de Troya. Da questo momento la Chiesa cattolica non è più “romana” ma “palmariana” ‒ la dizione giuridica, certificata nel registro spagnolo delle associazioni religiose, nel 1988, è Chiesa cristiana palmariana dei Carmelitani del Volto Santo ‒ e la sede apostolica è posta a Palmar de Troya.

Gregorio XVII lancia scomuniche contro i suoi avversari, ritira a tutti i sacerdoti e vescovi del mondo che non si pongono sotto la sua giurisdizione la facoltà di produrre validamente i sacramenti, proclama nuovi dogmi mariani – fra cui uno che impone di credere alla presenza della Vergine nell’eucarestia –, canonizza numerosi santi e interdice ai propri fedeli, sotto pena di scomunica, anche solo di entrare in un luogo di culto cattolico non palmariano, “non fosse altro che per ammirarne le opere d’arte, poiché questi luoghi si sono trasformati in case di Satana”. Il livello di separatezza con il mondo circostante si arricchisce di complessi regolamenti, volti a preservare da un mondo percepito come apostata e moralmente decadente. Uno dei primi atti del pontificato di Gregorio XVII è l’abolizione del novus ordo missæ cattolico entrato in vigore nel 1970, il che non eviterà – nel 1983 – l’abbandono del messale pre-conciliare e la promulgazione di una nuova liturgia universale, più breve di quella tridentina ma che permette al clero palmariano di celebrare ogni giorno un minimo di otto messe.

Le riforme – come ha notato lo storico svizzero Jean-François Mayer, tutte interne al processo di “rinnovamento apocalittico” favorito dalle rivelazioni e comunicazioni celesti peculiari al movimento, cui non si sottrae nemmeno l’edizione di una “Bibbia palmariana” – si accompagnano all’emergere di problemi, provenienti dall’esterno, ma anche dall’interno della comunità. Gregorio XVII, particolarmente negli anni 1990, è accusato di immoralità. Nel 1997 egli chiede perdono alla Chiesa palmariana per “avere scandalizzato in passato” sia “quanto all’eccesso nelle bevande” sia “quanto ad alcune questioni che attentano alla castità” e si proclama convertito. Il 24 ottobre 2000, con sacro Decreto Apostolico, nomina direttamente il futuro Papa nella persona dell’amico di lunga data Manuel Alonso Corral – ormai noto con il nome di padre Isidoro Maria –, che gli succederà immediatamente all’atto della morte. Questa nomina s’inserisce all’interno del conflitto che oppone Gregorio XVII a padre Isacco Maria del Santo Volto e della Santissima Trinità, figura autorevole nella Chiesa palmariana, aspirante a sua volta alla successione e già confessore personale del Papa palmariano, dal 1984 al 1992.

In segreto, scrivendo con lo pseudonimo di “Fan”, padre Isacco Maria ritorna sugli scandali di Gregorio XVII, contesta la scelta del successore e raduna seguaci per uno scisma. Il 5 novembre 2000, Gregorio XVII scomunica padre Isacco Maria, diciassette vescovi e sette religiose, dichiarando che hanno fondato un’“antichiesa o setta tenebrosa dentro la nostra Santa Chiesa Palmariana”. Questo gruppo, al quale si associano alcune centinaia di fedeli, continua un’attività separata pur considerando autentica la Chiesa palmariana, di cui si limita a contestare le derive causate da Gregorio XVII a partire dal 1995: non è possibile attestarne la sopravvivenza ai giorni nostri, e l’unica traccia pubblica rimasta è l’esistenza di alcuni siti Internet, peraltro da anni non più aggiornati.

Il 18 novembre 2000 il Papa palmariano rinuncia al promesso miracolo della guarigione dalla cecità in cambio della grazia della perpetua castità, che afferma comunque di mantenere dall’ottobre 1997; il 1° gennaio 2001 è consolato da una gloriosa visione paradisiaca che assicura il trionfo della Chiesa palmariana. Nonostante lo scisma, i seguaci restano circa 2.000 a livello internazionale – dei quali circa 250 in Germania e altrettanti in Svizzera e in Nigeria, 130-140 in Irlanda, un centinaio in Spagna, e i rimanenti distribuiti nelle Americhe, Filippine, arcipelago britannico, Austria, Liechtenstein, Australia – e solo qualche decina in Italia, i quali si ritrovano per il culto in una cappella privata a Cengles, frazione di Lasa (Bolzano), all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio.

Gregorio XVII muore il 21 marzo 2005 e l’indomani è incoronato come suo successore Corral ‒ che durante l’intero pontificato di Domínguez era stato il segretario di Stato della Chiesa palmariana ‒, il quale assume il nome di Pietro II, canonizza ben presto il suo predecessore e intraprende la pubblicazione di una serie di lettere apostoliche indirizzate ai fedeli, nelle quali fra l’altro dichiara come verità infallibile la nascita dell’Anticristo, avvenuta a Betlemme nel 2000.

Alla morte di Corral, avvenuta il 15 luglio 2011, gli succede il 17 luglio 2011 Ginés Jesús Hernández Martínez – nato nel 1959 a Mula, una cittadina spagnola della comunità autonoma di Murcia, già seminarista presso la diocesi cattolica di Toledo, precedentemente in servizio nell’esercito spagnolo, noto nella Chiesa palmariana (di cui è stato il segretario di Stato durante il pontificato di Pietro II) come padre Sergio Maria, ordinato sacerdote e consacrato vescovo il 2 dicembre 1984 –, anch’esso non eletto dal conclave ma nominato dal suo predecessore sin dal 2010, il quale assume il nome di Gregorio XVIII. Dopo l’incoronazione, il primo atto del pontificato è stato la canonizzazione del predecessore Pietro II, e immediatamente a seguire la convocazione del Terzo Santo, Grande e Dogmatico Concilio Palmariano, che si è tenuto a Palmar de Troya nel 2012 e che ha deliberato tra l’altro un restauro della basilica, portato a termine nel 2014 e che comprende sulla facciata l’erezione di una statua – fra le altre – di Francisco Franco (1892-1975), il capo di Stato spagnolo, che è stato canonizzato dal movimento. Fra le prime decisioni assunte da Gregorio XVIII si segnala altresì la data fissa assegnata alla Pasqua, d’ora in poi da celebrarsi il 27 marzo di ogni anno, indipendentemente dalla ricorrenza settimanale.

Se alla guida della Chiesa palmariana da parte di Gregorio XVIII è sembrato accompagnarsi un processo interno di ripensamento delle rigide regole comportamentali e dottrinali indirizzate ai fedeli – una prova in questo senso è l’ottava enciclica, emanata il 15 gennaio 2016, dedicata appunto all’alleggerimento delle norme morali –, malgrado quella che sembra essere una diminuzione degli effettivi, l’ultima novità in ordine cronologico – che avrà certamente delle conseguenze sul futuro del movimento – è la dimissione dal pontificato di Hernández Martínez avvenuta il 22 aprile 2016, motivata con quella che egli stesso ha definito la propria “perdita della fede”, e in conseguenza – come da lui stesso confermato in un’intervista esclusiva – della relazione sentimentale instaurata con un’ex-aderente della Chiesa palmariana, l’animatrice culturale Nieves Triviño Girela. L’indomani delle dimissioni, 23 aprile 2016, è stato intronizzato come nuovo Papa della Chiesa palmariana lo svizzero Markus Josef Odermatt – che con il nome religioso di padre Eliseo Maria svolgeva le funzioni di segretario di Stato del predecessore Gregorio XVIII, il quale lo aveva in precedenza nominato a succedergli – con il nome di Pietro III.

B.: Per un quadro introduttivo, cfr. i due articoli dello storico delle religioni svizzero Jean-François Mayer: “Église palmarienne: le nouveau pape annonce un concile et une année sainte en 2012”; ed “Église palmarienne: Grégoire XVIII perd la foi et va se marier, le nouveau pape Pierre III est un Suisse”. Approfondimenti utili in due studi dello svedese Magnus Lundberg, dell’Università di Uppsala: il rapporto online Palmar de Troya. Holy Catholic Apostolic Palmarian Church; e l’articolo “Fighting the Modern with the Virgin Mary. The Palmarian Church”, in Nova Religio. The Journal of Alternative and Emergent Religions, vol. 17, n. 2, novembre 2013, pp. 40-60. Sulle apparizioni di Palmar de Troya, cfr. Padre Luna, La Mère de Dieu m’a souri. Les apparitions de Palmar de Troya, Nouvelles Éditions Latines, Parigi 1973. La Chiesa Cattolica, Apostolica e Palmariana ha diffuso molti opuscoli, fra i quali in lingua italiana: Sua Santità il Papa Gregorio XVII. Breve biografia. Habemus Papam! Definizioni dogmatiche e costituzione apostolica, s.d.n.l.; Documenti pontifici di Sua Santità il Papa Gregorio XVII, Ordine dei Carmelitani del Santo Volto, Palmar de Troya 1987; 1997 Anno Santo di Nostra Madre del Palmar Coronata. Messaggi trascendentali dati dalla Santissima Vergine Maria al veggente Clemente Domínguez y Gómez, oggi Sua Santità il Papa Gregorio XVII, Ordine dei Carmelitani del Santo Volto, Palmar de Troya 1997. Sulla tematica in generale, cfr. PierLuigi Zoccatelli, “The Current Status of  Catholic Sedevacantism and Antipopes”.

La Byzantine Catholic Community

Byzantine Catholic Community
9 Cygnet Court, Stort Road
Bishops Stortford
Hertsfordshire CM23 3EG
England
(Non esiste rappresentanza ufficiale in Italia, ma vi è un Incaricato d’Ufficio per gli Affari Italiani e una Segreteria di Stato: fax 0044-1-273-683992; e-mail: dr.elisabeth.gerstner@gmx.de)

Nei giorni 25-29 giugno 1994 – dopo alcune riunioni preparatorie tenute a Spokane (Washington) – delegati che rappresentano gruppi sedevacantisti di dodici paesi si riuniscono in un conclave ad Assisi. Notifiche relative all’imminenza del conclave sono inviate a tutti i cardinali della Chiesa cattolica “conciliare”, e sono invitati alcuni cardinali e vescovi conservatori della stessa Chiesa, nonché i superiori e altri prelati della Fraternità Sacerdotale San Pio X, di cui si parla in altra sezione di questo progetto. Né gli uni né gli altri partecipano, mentre non sono invitati i sostenitori della cosiddetta “tesi di Cassiciacum”, la cui posizione appare incompatibile con la proposta restaurazione della gerarchia cattolica. Alcuni degli invitati appartengono alla “linea apostolica” di Pierre-Martin Ngô-Dinh Thuc (1897-1984), che si trova alle origini – direttamente o indirettamente – di oltre un centinaio di consacrazioni episcopali illecite nel mondo ultra-tradizionalista (ma che muore dopo essere rientrato in comunione con Roma), ma non è corretto parlare di un “conclave di vescovi della linea Thuc”, dal momento che non tutti i partecipanti hanno questa provenienza.

I partecipanti al conclave di Assisi – che si tiene in un’antica cappella sita nel parco dell’Hotel Europa – eleggono Papa il sacerdote sudafricano Victor Von Pentz, nato nel 1953 in Sud Africa da una famiglia di origine mista irlandese e tedesca, che attualmente vive in Inghilterra. Ha studiato negli Stati Uniti nel seminario della Società San Pio X a Winona (Minnesota), ma è stato ordinato da un vescovo cattolico ucraino e appartiene alla Chiesa cattolica di rito bizantino di S. Giovanni Crisostomo. Poiché, al momento della sua elezione, non è stato possibile reperire i documenti ufficiali della sua ordinazione, egli è stato ordinato sub conditione dal vescovo sudafricano Richard Bedingfeld. Victor Von Pentz accetta e assume il nome di “Lino II” solo all’undicesimo ballottaggio (dopo che già dieci volte era stato eletto con ampio margine e aveva declinato). Fra gli elettori c’è monsignor José Ramon Lopez-Gaston, un vescovo della “linea Thuc” successivamente creato cardinale da Lino II, carica che ricopre tuttora: una voce secondo cui Von Pentz sarebbe stato successivamente consacrato vescovo da tale prelato è decisamente smentita dai rappresentanti di Lino II.

Al conclave segue la messa di incoronazione nella cappella di Assisi, dove Lino II è incoronato con la tiara pontificia. Il 29 giugno i partecipanti al conclave si recano a Roma, dove desiderano acclamare Lino II come Papa nella basilica del Laterano. L’ingresso nella basilica è però loro impedito dalla polizia italiana. Lo stesso giorno della sua elezione Lino II firma due documenti apostolici: uno per l’abolizione delNovus Ordo Missae e l’altro riguardante il nuovo collegio cardinalizio composto da alcuni cardinali che riceveranno l’investitura in un futuro concistoro e che potranno eleggere un nuovo Papa in caso di morte, incapacità o abdicazione di Lino II. Von Pentz è consacrato vescovo soltanto nel novembre 1998 a Londra, dopo il suo trasferimento in Inghilterra. È circolata la voce secondo cui la consacrazione del 1998 sarebbe stata effettuata da un vescovo italiano in pensione, monsignor Arrigo Pintonello (1908-2001): ma il vescovo in questione ha smentito energicamente, così come hanno smentito fonti ufficiali di Lino II. Tali fonti fanno riferimento a un vescovo in comunione formale con Roma il cui nome è taciuto per ragioni di discrezione. Lino II ha successivamente nominato numerosi cardinali, uno dei quali in pectore. Fedeli che riconoscono Lino II sono presenti in diversi paesi, tra cui l’Inghilterra, la Germania e l’Italia.

B.: Informazioni, non sempre precise, su Lino II si trovano sul sito Internet www.tboyle.net/Catholicism/Unknwn_%20bp’s_Consecrations.html. Sulla tematica in generale, cfr. l’articolo di PierLuigi Zoccatelli, “The Current Status of  Catholic Sedevacantism and Antipopes”, sul sito Internet del CESNUR.

La Chiesa Novella di Gavinana

Chiesa Novella del Sacro Cuore di Gesù
c/o Don Sergio Melani
Via della Resistenza, 239 – Gavinana
51028 San Marcello Pistoiese (Pistoia)
Tel.: 0573-66025

La Chiesa Novella del Sacro Cuore di Gesù è fondata nel 1974 a Gavinana, in provincia di Pistoia, dal parroco del paese don Gino Frediani (1913-1984), in seguito a un “fatto mistico” avvenuto il 5 settembre1973. Egli riferisce di avere visto il profeta Abacuc che pone la mano sul suo capo e dice di essere stato inviato per consegnargli il suo Libro e rivelargli la grande Missione: quella di “costruire una Santa Chiesa al Cuore Divino di Gesù”, nell’approssimarsi del tempo in cui “la sventura” si sarebbe abbattuta sulla Terra. Questo fu l’inizio della “Grande Rivelazione dei Tempi Ultimi del peccato e del dolore”. Subito dopo Abacuc, altri profeti si sono presentati a don Frediani, cominciando da Naum, Neemia e Baruc. Le “voci celestiali” svelano al sacerdote molti segreti nascosti nei libri profetici dell’Antico Testamento e nell’Apocalisse di san Giovanni; uno di questi è relativo all’elezione, da parte di Dio stesso, di don Frediani a Sommo Pontefice con il nome di Emmanuel I.

In seguito a questi avvenimenti, nel 1983, il vescovo di Pistoia decide di allontanarlo dalla parrocchia. Don Frediani si trasferisce quindi nell’albergo “Le Dolomiti”, che diventa la sede del suo gruppo di fedeli. Alla sua morte, il 28 aprile 1984, gli succede alla guida dell’opera don Sergio Melani, già sacerdote della Diocesi di Fiesole e suo collaboratore da alcuni anni. Il 6 febbraio 1989 le curie vescovili di Pistoia e Fiesole emanano un comunicato nel quale si precisa che la Chiesa Novella Universale del Sacro Cuore di Gesù non ha nulla a che vedere con la Chiesa cattolica, essendosi separata dalla comunione ecclesiale quale ente indipendente che rifiuta l’autorità del Papa e dei vescovi locali, modifica alcuni testi sacri, crea una propria liturgia senza autorizzazione, esaspera gli elementi escatologici della fede, si basa su rivelazioni non attendibili, sconfina nella eresia vera e propria e diffonde minacce e offese contrarie allo spirito evangelico. Per questi motivi si avvertono i cristiani che non è lecito prendere parte ai riti – invalidi per la Chiesa cattolica – e alle riunioni della comunità religiosa, e che essi possono costituire un pericolo per l’integrità della fede cattolica. Circa ottanta fedeli si recano ogni domenica a Gavinana per una giornata di studio e preghiera, e si ritrovano mensilmente per due o tre giorni di ritiro spirituale.

La dottrina della Chiesa Novella del Sacro Cuore di Gesù è trasmessa dalle “voci celestiali” udite da don Frediani: profeti, angeli, la Madre di Dio, san Giovanni evangelista e lo stesso Dio. Esse annunciano “le ultime volontà di Dio per la Terra nascoste nei Profeti dell’Antico e del Nuovo Testamento”, nel tempo in cui “è suonata la settima tromba dell’Apocalisse per il Vaticano e per il Mondo”. Nella dottrina della Chiesa Novella si realizza la Parola di Gesù secondo la quale “tutto sarebbe stato rivelato negli ultimi tempi”: essa è, infatti, depositaria di verità e misteri ancora non conosciuti poiché la Chiesa cattolica “ha chiuso la bocca a Dio” affermando che, con il libro dell’Apocalisse di san Giovanni, la Rivelazione ha avuto termine.

Nella Chiesa Novella sono istituiti nuovi riti e dettati trentatré nuovi Salmi, insieme a una “Appendice scritturale ai profeti dell’Antico e Nuovo Testamento”, con appositi commenti. Fra le “ultime volontà di Dio” c’è quella dell’elezione di don Frediani a Sommo Pontefice con il nome di Emmanuel I. Egli è vicario della Chiesa Novella del Sacro Cuore di Gesù, fondata da Dio negli “ultimi tempi”, quando “dilagano il peccato e il dolore” per guidare l’umanità verso la salvezza universale, riservata anche ai demoni, poiché Dio non può permettere la perdita di nessuno dei figli usciti dal suo cuore. È Dio stesso che guida la Chiesa Novella servendosi dei suoi “strumenti eletti”, fra i quali il prescelto è Emmanuel I; ma ci sono anche altri membri della comunità – gli “strumenti-veggenti” – incaricati da Dio di spiegare e completare le Scritture, nonché di fornire “dettati di formazione e correzione”. Affinché la Chiesa Novella compia la sua missione è necessario passare attraverso la grande tribolazione, dopo la quale si manifesterà l’Eterno Giorno di Dio nella Nuova Era dello Spirito Santo.

Nelle rivelazioni, infatti, predomina lo stile apocalittico con l’annuncio dei castighi di Dio, alcuni dei quali avrebbero dovuto verificarsi in date precise. Oggetto di tali castighi è, in particolare, la Chiesa cattolica di Roma. Essa sarà totalmente “annullata dall’Ira Iratissima del Padre” che umilierà il Vaticano davanti a tutta la Terra, poiché durante venti secoli non ha mai ascoltato la voce del suo fondatore e ha compiuto delitti infiniti. La sede di Roma è divenuta “sede obbrobriosa di satanasso: l’avversario di Dio”, e per questo Dio la ridurrà a un “campo arato”, ma la sede della Chiesa di Dio non è distrutta nella sua essenza, poiché egli ne ha trasferito la dimora in “Gavinana-Emmanuela”. Al castigo riservato al Vaticano si aggiunge quello inflitto all’intero pianeta, ma tutti coloro che rimarranno dopo la distruzione – un piccolo “resto” di umanità – “verranno in “Emmanuela” per “ricevere dai Due profeti latte e miele”. Dio stesso, per mezzo del suo rappresentante, instaurerà una teocrazia universale ed eterna.

È l’umanità che, a causa dei suoi peccati, ha determinato il fallimento della misericordia di Dio, e per questo egli decide di salvarla esercitando unicamente la sua giustizia e agendo con severità. Le modalità scelte da Dio per realizzare gli ultimi tempi sono svelate a don Frediani dal Padre Altissimo in un commento al quarto capitolo dell’Apocalisse di san Giovanni. Don Frediani è colui che, nella visione di san Giovanni, è assunto sul trono di Dio; i ventiquattro vegliardi stanno a indicare l’intero creato; i quattro viventi sono i quattro tempi della fine. Il leone indica il primo tempo in cui, dopo una serie di catastrofi naturali, sono abbattuti tutti gli Stati: la sua durata è di dieci anni; il secondo tempo – altri dieci anni – è quello della “riflessione” concessa al popolo d’Israele “paurosamente decimato”; il terzo tempo è quello della ricostruzione del Regno Santo; nel quarto e ultimo tempo il Padre costruisce in questo mondo e nell’universo il “Regno Eterno di Suo Figlio”.

Vescovo e cardinale della Chiesa Novella è don Sergio Melani, nato il 6 giugno 1924, l’eletto grande del Signore, definito il “notaio dei notai dell’universo”. Egli è a capo della Chiesa solo temporaneamente, in attesa che Emmanuel I ritorni dai Cieli. Nel frattempo la sua autorità è infallibile sul piano della direzione spirituale, per cui i dettami inviati ai vari “strumenti”, se da lui convalidati, sono da considerarsi dettami divini. A lui spetta il compito di vigilare “per Dono di Luce Divina” affinché nei “Dettati” non si infiltrino ombre di errore. Gli “strumenti” trasmettono i comandi alla comunità e ai singoli in nome di Dio, dal quale li ricevono. Dopo qualche anno dalla morte di don Gino Frediani, le rivelazioni hanno indicato nel gruppo la presenza di un altro “strumento” nelle mani di Dio: una donna che sarebbe il “Corpo Umanitario” e rappresenterebbe tutta l’umanità. Il suo corpo, a disposizione della Trinità, è come un tabernacolo vivente che, una volta purificato, e in un tempo stabilito, conterrà il corpo della Madonna. Come, infatti, in un mistero di fede e amore, la seconda persona della Trinità si è incarnata, così “in un futuro Mistero di Fede e di Amore la Mamma Santa verrà a compiere una grandiosa e meravigliosa Missione sulla terra nell’ambito della salvezza universale”.

Nei riguardi dei suoi membri il compito della Chiesa Novella è quello di formare il “perfetto figlio di Dio”, attraverso l’obbedienza totale ai comandi ricevuti senza opporre a essi alcuna resistenza, poiché Dio vuole che la sua legge sia osservata con perfezione in modo che i fedeli raggiungano i più alti livelli di purificazione e perfezione, tanto da essere inferiori solo alla Madonna. Secondo l’interpretazione che le “voci celestiali” fanno delle sacre Scritture, l’umanità sarà alla fine sottoposta alla “grande crocifissione”, che prenderà il posto di tutti i sacramenti tranne l’eucaristia, nella quale tutta l’umanità sarà immolata insieme a Gesù, capo del corpo mistico di cui gli esseri umani sono le membra. Durante la liturgia le parole della consacrazione sono “Questo è il nostro corpo, questo è il nostro sangue” perché la Terra stessa si trasforma in un “Grande Altare dove si completa il Sacrificio di Gesù”.

B.: Elementi dottrinali del movimento sono reperibili in alcuni testi pubblicati dalla Casa Editrice Aggeo, Gavinana (Pistoia): Gino Frediani – Sergio Melani, La fine del mondo del peccato e del dolore. L’Anticristo, 1983; G. Frediani, Le ultime volontà di Dio per la Terra nascoste nei Profeti dell’Antico e del Nuovo Testamento, 1984; Idem – S. Melani, Appendice scritturale ai profeti dell’Antico e del Nuovo Testamento. È suonata la settima tromba dell’Apocalisse per il Vaticano e per il mondo, 1985.

Little Pebble e l’Ordine di San Charbel

Ordine di San Charbel
(In Italia è presente un recapito privato in provincia di Asti; ci si riferirà all’indirizzo internazionale:)
161B Koloona Drive
Cambewarra, N.S.W. 2540 (Australia)
Tel. e fax: (61) 0244-460263; 460832
E-mail: mwoa@shoal.net.au
URL: www.littlepebble.org

William Kamm – un laico sposato – nasce nel 1950 a Colonia, in Germania, e si trasferisce assieme alla famiglia in Australia, nel 1954. A 18 anni, nel 1968, comincia ad avere esperienze mistiche e a raccogliere seguaci. Nel 1970 fonda in Australia – il Paese dove ha il maggior numero di seguaci – la sua prima organizzazione, chiamata Marian Work of Atonement. Nel 1982 “riceve” per rivelazione il suo nome di Little Pebble – “Sassolino”, o “Piccola Roccia” –, fino a quando, nel 1983 – nei pressi di Nowra, nella Nuova Galles del Sud, in Australia –, a rivelarsi è Nostra Signora dell’Arca, Maria Madre Nostra, Aiuto dei Cristiani –questo il titolo con il quale si presenta la Madonna –, che lo mette a parte della più straordinaria fra le rivelazioni da lui ricevute, secondo cui sono in vista eventi apocalittici. Da allora i messaggi si moltiplicano, fino a raggiungere il numero attuale di seicentosessanta, diffusi nel mondo da cinquanta promotori.

Secondo le rivelazioni, Papa Giovanni Paolo II avrebbe consacrato Kamm come vescovo, sarebbe stato martirizzato, e “Little Pebble” lo avrebbe sostituito sul soglio pontificio. Nel maggio 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II, Kamm pubblica un messaggio nel quale afferma che il Papa “non è morto, ma dorme in Dio e risorgerà in un nuovo corpo preternaturale al momento giusto”. Il neoletto Papa Benedetto XVI è il vero Papa e completerà la missione di Giovanni Paolo II. Quando Benedetto XVI morirà sarà intronizzato un antipapa e Giovanni Paolo II tornerà per smascherarlo. Sarà solo allora che William Kamm prenderà il suo posto sul soglio pontificio.

Kamm ha fondato diverse organizzazioni, fino al 1985, data di nascita dell’Ordine di San Charbel, dal nome del santo maronita libanese Charbel Maklouf (1828-1898), canonizzato dalla Chiesa cattolica. Naturalmente la fiducia di Kamm sul suo ruolo di prossimo Papa non è condivisa dalla gerarchia cattolica, particolarmente quella australiana, che considera la sua organizzazione – nonostante le sue proteste – un nuovo movimento religioso non in comunione con la Chiesa di Roma, come dimostra un comunicato stampa – datato 28 settembre 1999 – dell’allora vescovo della Diocesi di Wollongong, monsignor Philip Wilson, in cui è fermamente contestata la natura cattolica del movimento di William Kamm. Quest’ultimo aveva accreditato un riconoscimento gerarchico da parte del tedesco Bartholomew Schneider – consacrato dal vescovo Athanasius Maria Seiwert-Fleige nella linea dell’arcivescovo emerito di Hué, il vietnamita Pierre-Martin Ngô-Dinh Thuc, che si trova alle origini, direttamente o indirettamente, di oltre un centinaio di consacrazioni episcopali illecite, ma che muore dopo essere rientrato in comunione con Roma – e già ammonito come impostore da L’Osservatore Romano in data 19 settembre 1995. Il fatto che molti seguaci si impegnino a tempo pieno nel movimento ha provocato notevoli controversie, alimentate anche da tutta una serie di profezie su imminenti catastrofi, spesso accompagnate da date precise, fra cui il 1998 e il 1999.

Il 16 giugno 2002 il vescovo di Wollongong, mons. Peter William Ingham, ha emanato un decreto nel quale si afferma che le visioni di William Kamm non sono soprannaturali, che egli diffonde insegnamenti in contrasto con la fede e la morale cattolica, si ordina a tutti coloro che lo sostengono di cessare di diffondere false dichiarazioni sulla loro legittima appartenenza alla Chiesa cattolica. Il direttore spirituale di William Kamm è il sacerdote cattolico statunitense Malcolm L. Broussard, ordinato nella diocesi di Galveston-Houston il 20 maggio 1978 e sospeso a divinis il 20 settembre 1989 dal suo vescovo, Joseph A. Fiorenza. Broussard ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 30 marzo 2003 in Germania da Bartholomew Schneider e attualmente è vescovo dell’Ordine San Charbel. L’8 dicembre 2004 ha proceduto all’ordinazione del secondo vescovo dell’ordine, James Charles Duffy. Il 10 giugno 2003 il vescovo di Wollongong ha emanato un decreto nei suoi confronti nel quale si afferma che, in seguito alla sua ordinazione episcopale, egli è incorso nella scomunica latae saententiae.

Il 16 maggio 2004 William Kamm è stato ordinato diacono da Broussard. Poco dopo l’Ordine di San Charbel è stato travolto da uno scandalo. Kamm è stato arrestato e condannato due volte, nel 2005 e nel 2007, per relazioni sessuali con due ragazze minorenni. Kamm non nega queste relazioni, ma sostiene che la Madonna in un’apparizione lo ha autorizzato a prendere 84 “spose mistiche”, identificate per rivelazione, non tutte maggiorenni e con le quali dovrebbe generare figli dotati di speciali caratteristiche. Kamm è stato in carcere fino al novembre 2014, quando gli è stata concessa la libertà provvisoria. Dal carcere, Kamm continua a diffondere nuove rivelazioni. Il 1° luglio 2011 riferisce il suo “colloquio” con Gesù e profetizza nuovamente eventi catastrofici per l’umanità, e nel successivo messaggio – del 5 agosto 2011 – esorta coloro che sono rimasti fedeli alla Chiesa di Papa Benedetto XVI a lasciare le città: l’anticristo, infatti, sta per arrivare, la battaglia finale si avvicina e, al suo termine, inizierà un tempo di santità e pace. Nel 2011 Kamm profetizza anche l’abbandono, da parte del Papa, della città di Roma e l’inizio della distruzione dell’Italia e delle altre nazioni. Invita tutti a trasferirsi nelle campagne per vivere dei prodotti della terra, coltivati autonomamente, per sopravvivere alle catastrofi imminenti. Nella guida dei sopravvissuti a queste catastrofi avrà un ruolo speciale Grant Duffy (1962-1984), un giovane seguace di Little Pebble morto prematuramente nel 1984 che il gruppo venera come santo e di cui attende la resurrezione e il ritorno. In seguito, dopo la rinuncia al ministero petrino da parte di Benedetto XVI le rivelazioni di Kamm implicano, in termini appena velati, che il Pontefice Francesco sia un falso Papa eletto in seguito a un complotto massonico. Per essere certi di rimanere nell’ortodossia i fedeli devono seguire il vescovo Broussard, il quale guida la comunità dalla cittadina di Cambewarra, a Sud di Sydney, dove si è trasferito anche un nutrito gruppo di seguaci neo-zelandesi di Kamm di etnia maori, non senza qualche tensione con i membri australiani bianchi.

L’Ordine di San Charbel era arrivato a contare alcune migliaia di membri diffusi in vari Paesi del mondo, i più attivi dei quali residenti presso le venticinque comunità dell’ordine, presenti – oltre che in Australia – negli Stati Uniti d’America, Canada, Nuova Zelanda, Reunion, Giappone, Africa, Irlanda, Francia, Filippine, Belgio e Polonia. Molte di queste comunità sono però state chiuse dopo le condanne del fondatore, il quale peraltro conta ancora leali seguaci in diversi Paesi.

B.: Come fonte interna, si vedano i tre volumi pubblicati di The Testament and Mystical Life of William Kamm, dal titolo The ‘Little Pebble’. The Last Pope. A Man of Contradiction. Petrus Romanus. Sinner or Saint?, presso l’autore (William Kamm), Nowra (N.S.W., Australia) 1999. L’Ordine di San Charbel pubblica la rivista The Apocalyptic Ark Magazine.