cattolicesimo_07Il Movimento Concilio Vaticano II

Movimento Concilio Vaticano II
Via Vecchia Ospedale, 2
70043 Monopoli (Bari)
Tel.: 080-747159
Fax: 080-748130
E-mail: info@mocova.it
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Il Movimento Concilio Vaticano II (MO.CO.VA.) nasce nel 1986 per opera di don Franco Ratti (1940-2011), nato a Monopoli (Bari). Figlio spirituale di san Pio da Pietrelcina, che conosce personalmente, nel 1963 è ordinato al sacerdozio cattolico; allievo di Emanuele Severino e di Italo Mancini (1925-1993) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel 1973 vi consegue la laurea in Storia e Filosofia con una tesi di Filosofia della religione. Nel 1983 vive un’esperienza interiore: mentre si trova in preghiera davanti al tabernacolo, nella chiesa di San Francesco – a Monopoli –, la voce di Cristo gli rivela con potenza interiore: “Ti consacro profeta e antagonista di Satana”. Subito dopo don Ratti si autoriduce allo stato laicale per assolvere la sua singolare vocazione, consapevole di essere stato “consacrato direttamente e personalmente Profeta dal Signore Gesù per la Riforma della Chiesa”.

Definitosi “polo ecclesiale di tutti i cattolici progressisti e riformisti”, soprattutto italiani e in modo particolare del Sud, il Movimento Concilio Vaticano II collabora con il movimento austro-tedesco Wir Sind Kirche – “Noi siamo Chiesa”, autore di una raccolta di firme su temi cattolici progressisti, cui hanno aderito otto milioni di persone –, mentre divulga nel mondo il messaggio profetico di don Ratti, che comprende, fra l’altro, i seguenti punti: donazione dello Stato Vaticano all’Italia e instaurazione del Papa come vescovo di Gerusalemme; consacrazione dei laici per la celebrazione della cena eucaristica, laddove manchino i sacerdoti; battesimo degli adulti e assorbimento della cresima. Sul tema del “cairo-battesimo”, battesimo in età matura, in luogo del “pedobattesimo”, battesimo dei bambini, il MO.CO.VA. – che ha avuto occasione di presentare i propri temi in un ciclo di conferenze sul tema “La Chiesa cattolica come il Titanic”, anche presso l’Università di Tubinga, in Germania, grazie alla mediazione di Norbert Greinacher, autore di uno studio sui profeti neotestamentari – ha introdotto il “rito della rosa bianca”, mediante il quale i genitori segnano con una rosa bianca il piccolo nell’ambito di un apposito rito di benedizione, sempre in vista del futuro battesimo da adulto, da ricevere regolarmente in parrocchia.

Dal punto di vista dottrinale, il Movimento Concilio Vaticano II vena il suo progressismo di accenti sobriamente escatologici, sottolineando serenamente la vicinanza progressiva e incalzante dell’umanità alla parusia, con accenti polemici nei confronti dello stile ecclesiale di Giovanni Paolo II e della Chiesa cattolica come è stata da lui guidata: “Questa la mia profezia – suggerisce don Ratti – la mentalità settaria di Roma soccomberà”. In tal senso, il cattolicesimo dovrebbe aprirsi, fra l’altro, a quello che è definito “Umanesimo del Sesso”: dall’automasturbazione, purché sana, ai rapporti prematrimoniali; dal divorzio – purché in casi gravi – alle coppie gay adulte, purché monogamiche, stabili e aperte all’impegno adottivo; al sacerdozio femminile. Riguardo le questioni inerenti la procreazione medicalmente assistita, il MO.CO.VA. si dichiara favorevole all’uso del preservativo, alla pillola contraccettiva, alla fecondazione omologa in vitro, alla fecondazione eterologa in vitro – in caso di necessità –, all’utilizzo degli embrioni umani purché non siano né feriti né uccisi. Si dichiara invece contrario all’aborto, salvo i casi limite. Il movimento ha diffuso, dopo la morte di san Giovanni Paolo II, alcuni comunicati nei quali, pur “unendosi al cordoglio della chiesa universale”, auspica “come successore un papa evangelico e moderno sulle orme di papa Giovanni, il papa della luna, della fraternità, del Concilio”.

Il Movimento Concilio Vaticano II – che prosegue le proprie attività anche dopo la morte del fondatore, avvenuta a Monopoli il 9 maggio 2011 – è diffuso sul territorio nazionale con un nucleo operativo di circa trenta persone – fra Monopoli, Avellino e Como – e un numero superiore di simpatizzanti, in Italia e all’estero. Degno di attenzione è il rapporto particolarmente intenso del MO.CO.VA. – che gode la simpatia di alcuni vescovi, sacerdoti e religiosi di tendenza progressista, nonché del teologo Hans Küng (che nel 1995 scrive al fondatore: “Coraggio, don Franco. La storia è con te”) – con Vocatio, movimento italiano di preti sposati, Noi Siamo Chiesa, le comunità cristiane di base e altri movimenti.

B.: Non esiste bibliografia sul movimento, tranne numerosi articoli giornalistici. Un’ampia presentazione del MO.CO.VA., con intervista al fondatore, è rinvenibile in un articolo, dal taglio apologetico, di Maria Angela Mastronardi: “Riformare la Chiesa”, Portanuova, XIV (aprile 1995), pp. 32-33. Di Franco Ratti, cfr. “Giubileo e Crepuscolo”, in Nea AgoràRassegna di Studi e Tradizioni, novembre-dicembre 1998, pp. 35-36.

L’Opera Cenacolo Familiare

 Opera Cenacolo Familiare
c/o don Salvatore Paparo
Parrocchia di San Giovanni
V. Giacchetti, 12
10080 Cintano (Torino)
Tel.: 0124-699858
E-mail: s.paparo@alice.it
URL: www.operacefa.blogspot.com

L’Opera Cenacolo Familiare nasce in “embrione” nel maggio del 1946 in un seminario del Piemonte in seguito all’esperienza spirituale vissuta da don Salvatore Paparo, sacerdote cattolico nato a Cesarò (Messina) il 14 Agosto 1929. Entrato nel Piccolo Seminario di Bronte (Catania) all’età di 10 anni, Salvatore matura la sua vocazione sacerdotale. Dopo la scuola media si trasferisce al Seminario Maggiore di Catania, dove rimane per due anni. Desiderando dedicarsi alla missione, l’8 Dicembre del 1945 entra nello studentato dei Padri Maristi a Cavagnolo (Torino). Nel maggio del 1946 si ammala gravemente e i medici disperano di salvarlo. Don Salvatore, invece, guarisce improvvisamente e, mentre si sente “immerso in Dio, luce-calore estasiante”, riceve questo messaggio: “L’umanità va incontro all’Età Aurea del Cristianesimo. Allora il mondo riconoscerà Gesù come unico suo Salvatore e vivrà in modo straordinario un’era di pace e di benessere. Tu sarai l’umile nostro strumento”. Secondo il racconto dello stesso don Salvatore i suoi superiori, ai quali riferisce l’accaduto, gli consigliano di terminare gli studi e gli promettono che non ostacoleranno la volontà di Dio. Dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 21 gennaio 1954, nel 1959 lascia la Società di Maria per svolgere il suo ministero nella diocesi di Ivrea (Torino).

L’Opera Cenacolo Familiare acquista la sua fisionomia definitiva nel 1967, quando, durante un corso di esercizi spirituali, don Salvatore si convince di essere favorito dalle rivelazioni della “misericordia divina”. Egli viene a sapere che Dio è Amore, che “in quanto Amore non è un solitario ma una Famiglia felicissima composta da tre Persone: da Dio Padre, da Dio Figlio, da Dio Spirito Santo”, che creò l’uomo a sua immagine e somiglianza come “Famiglia”. Egli si sente chiamato dalle “Due Famiglie Trinitarie di Dio e di Nazaret” a essere profeta dell’Opera Cenacolo Familiare. Riceve anche la rivelazione riguardante l’avvento dell’“Età Aurea del Cristianesimo” che coinciderà con l’“Età Aurea della Famiglia”. Evento straordinario di questa “Età” sarà l’abolizione dell’obbligatorietà del celibato sacerdotale in seguito alla quale le famiglie dei vescovi sposati e dei preti sposati sarebbero diventate “fari luminosi per le altre famiglie cristiane”. A partire dal 1998 don Salvatore annuncia che la “Famiglia Trinitaria” desidera che tutto il clero italiano venga a conoscenza dell’esistenza dell’Opera Cenacolo Familiare affinché “i chiamati ne facciano parte e ne diventino apostoli e profeti”. Il 21 febbraio 2004, giorno del cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Salvatore, egli scrive una lettera al Papa, ai vescovi, ai sacerdoti e ai fedeli cristiani nella quale racconta la sua vita, descrive le fasi della nascita dell’Opera e le idee fondanti delle profezie ricevute. Nella lettera egli chiede al Papa di abolire l’obbligatorietà del celibato sacerdotale per il clero cattolico latino. Attualmente all’Opera Cenacolo Familiare aderiscono una decina di sacerdoti.

Il Cenacolo Familiare, secondo i suoi aderenti, oggi può mostrare il suo vero volto di “profezia del prossimo avvenire della Chiesa”. Alla base di quest’Opera c’è l’Età Aurea del Cristianesimo che è imminente, anche se questa imminenza va considerata tenendo presente che i tempi di Dio non sono i tempi degli uomini. Nel momento in cui l’Età Aurea si realizzerà tutto il mondo riconoscerà Gesù come suo unico Salvatore e si convertirà a Lui entrando a far parte dell’unica Chiesa. In quel momento inizierà per l’umanità un’era straordinaria di pace e benessere (preannunciata secondo il movimento nella terza parte del segreto rivelato dalla Madonna a Fatima). Sarà anche l’Età Aurea della Famiglia, creata a immagine e somiglianza della Famiglia Trinitaria e redenta con la morte e resurrezione di Gesù, Sposo della Chiesa. Gesù si è incarnato per “ricostruire l’immagine della Famiglia Trinitaria di Dio nella Famiglia umana”. Poiché la Chiesa si fonda sugli Apostoli e i Profeti (Efesini 2, 20), i Profeti del Cenacolo Familiare (che attingono la loro autorità direttamente da Dio) affermano che oggi, dopo secoli di silenzio, è giunto il momento di essere ascoltati. Essi propongono alla Chiesa (della quale si sentono figli a pieno titolo) delle riforme urgenti e la supplicano di accettarle. Poiché Cristo è l’unico che ha edificato la Chiesa e lo Spirito distribuisce liberamente i suoi carismi, rifiutano l’“uniformismo”, all’interno della Comunità Cristiana, poiché esso mortifica la manifestazione dei doni dello Spirito. Sostengono che la Chiesa locale, guidata dal vescovo, realizza la Chiesa di Gesù in tutta la sua interezza e che la Chiesa universale è costituita dalla comunione delle Chiese particolari.

Per salvaguardare l’autonomia delle Chiese locali è necessario che il Papa non intervenga in modo autoritario, se non in casi eccezionali, e che il Codice di Diritto Canonico si riduca a poche leggi essenziali. Secondo il messaggio diffuso dal Cenacolo Familiare la funzione del Papa all’interno della Chiesa va considerata nella prospettiva evangelica. Ciò significa che va evitato il rischio deleterio di tributare al Papa una sorta di “culto della personalità” ed è necessario che siano accettate, da parte dell’autorità ecclesiastica, alcune posizioni critiche del Popolo di Dio su opinioni e decisioni papali. Il ministero principale che il Papa deve svolgere è quello di confermare la Chiesa nella fede e non di essere “padrone della Rivelazione” (per cui è bene evitare di dichiarare l’infallibilità del Papa). Egli, prima di definire una verità, ha l’obbligo di accertarsi che la Chiesa Universale la confessi già. Quando è venuto meno a questo compito egli, in realtà, non ha definito una “verità”, ma una “falsità”. Una di queste “falsità” è la “definizione infallibile” che nega il sacerdozio ministeriale alle donne.

Riguardo la situazione dei divorziati, il Cenacolo richiede che essi (se sinceramente pentiti), anche se risposati, siano riammessi dalla Chiesa ai sacramenti; i fidanzati, quando hanno seri motivi per procrastinare il matrimonio, devono avere la possibilità di celebrare il loro matrimonio in due tempi (matrimonio coram Deo, dopo il quale possono compiere l’atto intimo, e, appena possibile, il matrimonio coram Ecclesia). Il Cenacolo Familiare afferma la liceità della contraccezione, il valore sacramentale dell’assoluzione collettiva durante il rito penitenziale della Messa, lasciando libera la pratica della confessione auricolare o rendendola obbligatoria solo per l’assoluzione dai peccati più gravi, come l’aborto. I “profeti” del Cenacolo chiedono, inoltre, l’abolizione della legge canonica che impone ai sacerdoti di rito latino l’obbligo del celibato poiché lo Spirito desidera “una moltitudine di preti sposati per la prossima Era di amore e di pace basata sulla santità della famiglia”, nella quale il “ministero di coppia” opererà con grande efficacia. Finché ci sarà la legge di obbligatorietà del celibato, che sarebbe stata istituita senza alcun diritto dalla gerarchia – poiché la Scrittura afferma che i vescovi e i preti possono sposarsi –, si attuerà la “Nuova Strategia”. Essa consiste nel “diritto divino” dei vescovi e dei preti a “sposarsi validamente e lecitamente in segreto” mediante il consenso reciprocamente espresso dai due contraenti.

Secondo i “profeti” del Cenacolo la “Nuova Strategia” non è uno scisma poiché i vescovi e i preti sposati segretamente “sono gelosi della loro qualifica di cattolici. Essi accettano la Chiesa cattolica, riconoscono la sua Gerarchia, rimangono sottomessi ad Essa, eccetto nei punti in cui si stacca dalla volontà di Dio” e “come Paolo si oppongono a Pietro quando, in coscienza, ritengono che Egli sbagli”.

Nel 2004, compiuto il settantacinquesimo anno di età, don Paparo ha presentato al suo vescovo le dimissioni da parroco di Cintano, accolte da mons. Arrigo Miglio nel 2007 con decorrenza dal 1° gennaio 2008. Il provvedimento del vescovo d’Ivrea viene interpretato da don Paparo come un’ingiusta “deposizione”, alla quale si oppone chiedendone il ritiro. Nel 2009 don Paparo riceve la comunicazione che alla carica di nuovo amministratore parrocchiale di Cintano è nominato l’arciprete di Castellamonte (Torino).

B: L’Opera Cenacolo Familiare rendeva pubbliche le sue proposte di riforma alla gerarchia cattolica attraverso Hoc Facite – OR.MA.,periodico trimestrale del Centro proposte ecclesiali alla Santa Sede su sacerdozio cattolico coniugato e dell’Unione Sacerdoti Cattolici Sposati (U.S.C.S.); nel dicembre del 2000 il periodico cessa le sue pubblicazioni. Di Salvatore Paparo, cfr. Opera Cenacolo Familiare, pro-manuscripto, disponibile in versione elettronica.

Don Franco Barbero e l’Associazione Viottoli

Associazione Viottoli – Comunità cristiana di base di Pinerolo
Corso Torino, 288
10064 Pinerolo (Torino)
Tel.: 370-1115649
E-mail: viottoli@gmail.com

L’Associazione Viottoli – di cui ci occupiamo in questa sede anche per il suo significato tipologico, perché realtà simili stanno nascendo in varie parti d’Italia e fanno parte di un network, con collegamenti anche europei, che si va sempre più organizzando – nasce nel 1998 dall’iniziativa della comunità cristiana di base di Pinerolo fondata, nel dicembre 1973, da don Franco Barbero insieme con alcune persone provenienti da esperienze parrocchiali.

Don Franco Barbero nasce a Savigliano (Cuneo) nel 1939. Nel 1963 è ordinato sacerdote. Il suo impegno teologico e pastorale nel movimento delle comunità cristiane di base e di “Noi siamo Chiesa” ne fa un itinerante in Italia e all’estero. Di don Franco e della comunità cristiana di base di Pinerolo sono note le prese di posizione teologiche e pastorali contro il devozionalismo, a favore di separati e divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell’impegno di gay e lesbiche per vivere liberamente la loro condizione nella Chiesa e nella società. A causa di queste sue attività don Franco Barbero, con un decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede del 25 gennaio 2003, è dimesso dallo stato clericale e dispensato dagli obblighi (Prot. N. 26/82).

In seguito al provvedimento preso a carico del suo presbitero la comunità di base di Pinerolo emana un comunicato nel quale riafferma la sua fiducia e il suo sostegno a don Franco, prendendo atto “che la chiesa gerarchica, maschilista e patriarcale, rimane uno dei pochi stati assoluti che esercita il proprio potere senza sentire il parere dei suoi fedeli”. La comunità non si sente fedele alla gerarchia ma ai poveri, all’evangelo di Gesù e a Dio e continua a sentirsi parte del popolo di Dio all’interno della Chiesa di base. In seguito all’elezione del cardinale Joseph Ratzinger al soglio pontificio, con il nome di Benedetto XVI, la comunità di base ha emanato un comunicato nel quale afferma che i cardinali “hanno scelto il rappresentante più significativo dell’assoluta continuità con papa Wojtyla, un uomo che metterà tutte le sue energie in una direzione autoritaria, omofobica, sessuofobica, antidemocratica, accentratrice”.

L’Associazione Viottoli opera in stretta collaborazione e in piena unità d’intenti con la comunità cristiana di base la cui storia va collocata all’interno del vasto movimento del dissenso cattolico che prende avvio negli anni immediatamente successivi al Concilio Vaticano II. Mentre fiorivano in America Latina e in Europa le teologie “politiche” e le teologie della liberazione, il movimento delle comunità cristiane di base in Italia è stato parte attiva nell’elaborazione di una prassi ecclesiale, di una teologia e di una spiritualità che s’ispirano e vanno al di là delle istanze presenti nel Concilio, individuando i riferimenti “cardine” per la sua attività nelle Scritture e nel mondo dei poveri.

L’Associazione Viottoli ha carattere volontario, non ha scopo di lucro e si regge esclusivamente sull’autofinanziamento. Si dichiara apartitica, democratica, liberale, pacifista, ecologista, antirazzista, antitotalitaria, antifascista. Si propone di costruire un collegamento fra comunità e singole persone interessate a un’esperienza di liberazione umana e di ricerca di fede attraverso uno stile di vita fondato su valori di solidarietà e uguaglianza, nel rispetto del creato. Per realizzare questi fini l’Associazione organizza iniziative culturali, formative, ricreative, sociali, editoriali, per soddisfare le esigenze di conoscenza e partecipazione dei soci, della cittadinanza, delle istituzioni e delle forze sociali. La comunità è in costante dialogo con l’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi (e altre comunità ecclesiali protestanti) poiché la dimensione ecumenica gli è costitutiva, tanto che attualmente ne fanno parte alcuni fratelli e sorelle valdesi. Ha partecipato alla lotta contro il Concordato e alla campagna a favore del ministero delle donne nella Chiesa.

Nelle riunioni mensili del gruppo donne trovano accoglienza ed elaborazione le pratiche e le ricerche delle teologie femministe. È, inoltre, parte viva ed integrante della vita comunitaria il gruppo “La scala di Giacobbe”: momento d’incontro, amicizia, studio e confronto gay e lesbico. Centrale, nella vita della comunità, fin dal 1973, è la celebrazione settimanale dell’eucaristia, che si svolge ogni domenica presso il “Centro comunale di S. Lazzaro” in via dei Rochis 3, a Pinerolo. La predicazione viene svolta a turno dai vari gruppi biblici e il testo della preghiera eucaristica viene preparato in comunità. L’eucaristia si celebra anche nelle “veglie” di Natale e Pasqua. La confessione auricolare personale, tipica della Chiesa cattolica, è sostituita da una celebrazione comunitaria, poiché “Dio ci perdona non perché noi lo ‘meritiamo’, non perché noi ci siamo pentiti/e dei nostri peccati, ma perché è un Dio di amore e di bontà”. La celebrazione dei matrimoni o l’inizio di una convivenza, si svolgono all’interno di un’eucaristia comunitaria normalmente presieduta dal presbitero oppure, in sua assenza, da un fratello o da una sorella ritenuti idonei. A turno, ogni settimana, uno dei gruppi biblici della comunità (oppure una persona singola in talune ricorrenze) sceglie i testi biblici su cui svolgere la predicazione, la prepara e “costruisce” tutta la celebrazione liturgica. In questo modo sono nati i “canoni”, cioè le oltre 200 preghiere eucaristiche che sono state composte nell’arco di trent’anni. Molti genitori si impegnano a testimoniare la fede senza conferire il battesimo ai loro figli, anche se la scelta di amministrare il sacramento del battesimo ai bambini è facoltativa e la comunità non l’ha mai esclusa, qualora venga presentata una motivata richiesta.

B.: La rivista Viottoli, semestrale di formazione comunitaria, che rispecchia la ricerca teologica e il cammino della comunità, è edita dall’omonima Associazione. Vengono pubblicati anche: la collana Quaderni di Viottoli e i libri di Franco Barbero. La comunità documenta le sue attività attraverso il Foglio di comunità, un mensile di collegamento nel quale sono riportati gli appuntamenti della vita comunitaria, le iniziative, gli incontri pubblici e gli interventi su fatti d’attualità, politica, religione.