homoChiesa della Comunità Metropolitana
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Troy Perry nasce nel 1940 a Tallahassee, in Florida. Pastore battista e poi di due diverse comunità pentecostali, ne è allontanato quando emergono le sue tendenze omosessuali. Nel 1968, dopo il servizio militare in Germania e un tentativo di suicidio, decide di lanciare a Los Angeles una comunità religiosa specificamente rivolta alle persone omosessuali. Pubblica un annuncio sulla rivista gay The Advocate e al primo culto, il 6 ottobre 1968, si presentano dodici persone. La comunità cresce rapidamente, e necessita di locali sempre più grandi. Dal 1969 al 1971 la comunità, che ha preso il nome di Metropolitan Community Church, si riunisce presso l’Empire Theatre di Hollywood, e dal gruppo originale di Los Angeles ne nascono altri otto in altrettante città americane. Nel 1971 è costruita la prima chiesa, in South Union Avenue a Los Angeles, distrutta peraltro nel 1973 da un incendio probabilmente doloso.

Le posizioni favorevoli ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, regolarmente celebrati nelle chiese della Metropolitan Community Church che sono frequentate prevalentemente – anche se non esclusivamente – da persone omosessuali, portano a scontri e controversie, non solo negli Stati Uniti, ma non ostacolano la crescita della denominazione. Nel 1977 uno dei suoi pastori, Robert Sirico, lascia la Metropolitan Community Church con una clamorosa conversione alla Chiesa Cattolica, dove diventerà sacerdote e fondatore del think tank conservatore Istituto Acton.

Un problema di natura diversa sorge nel 2003, quando un’indagine su vere o presunte irregolarità finanziarie attribuite a Michael S. Piazza, carismatico pastore della più grande comunità della denominazione, la Cattedrale della Speranza di Dallas, porta alla separazione della congregazione di Dallas dalla Metropolitan Community Church. Al di là dei problemi finanziari, la congregazione di Dallas critica l’attenzione eccessiva ai temi dell’attivismo gay da parte della denominazione e desidera rivolgersi a una più ampia comunità progressista, non necessariamente né prevalentemente omosessuale. Dopo la crisi del 2003 la Metropolitan Community Church ha compiuto uno sforzo per presentarsi maggiormente come comunità inclusiva, aperta anche ai non omosessuali, e che dedica risorse anche a cause come la giustizia sociale e l’ecologia. Nella Conferenza Generale del 2005 Perry non si ricandida alla carica di moderatore della Metropolitan Community Church e in sua vece è eletta Nancy Wilson, da molti considerata la più nota e influente donna pastore lesbica nel mondo protestante degli Stati Uniti.

Oggi la Metropolitan Community Church conta 222 congregazioni in trentasette Paesi del mondo. La teologia è di tipo protestante classico, ma comprende la pratica della “comunione aperta”, nel senso che al servizio eucaristico e alla comunione è ammesso chiunque, sia o non sia un membro della denominazione. In numerosi Paesi, a partire dagli Stati Uniti e dal Canada, la denominazione ha avuto un ruolo centrale nelle vicende giudiziarie che hanno portato all’introduzione del matrimonio fra persone dello stesso sesso, e ogni anno celebra oltre seimila di questi matrimoni in tutto il mondo. L’opposizione delle Chiese ortodosse ha finora impedito la sua ammissione nel Consiglio Nazionale delle Chiese negli Stati Uniti – benché la denominazione faccia parte di analoghi organismi statunitensi su scala statale – ma non il riconoscimento dello status di osservatore presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra. In Italia la prima congregazione è stata inaugurata nel 2015 a Firenze e ha come pastore il dottor Andrea Panerini, nato a Piombino e laureato in Storia a Firenze e in Teologia alla Facoltà Valdese di Roma, già pastore valdese e metodista e dirigente nazionale dell’Arcigay.

B.: Le origini della Metropolitan Community Church dal punto di vista dei fondatori sono rievocate in Troy D. Perry, con Thomas L.P. Swicegood, Don’t Be Afraid Anymore. The Story of the Reverend Troy Perry and the Metropolitan Community Churches, St. Martin’s Press, New York 1990. Accostamenti sociologici sono offerti da R. Stephen Warner, “The Metropolitan Community Churches and the Gay Agenda: The Power of Pentecostalism and Essentialism”, in Mary Jo Neitz – Marion Goldman (a cura di), Sex, Lies, and Sanctity. Religion and Deviance in Contemporary North America, JAI Press, Greenwich (Connecticut) 1995, pp. 81-108; Melissa Wilcox, “Of Markets and Missions: The Early History of the Universal Fellowship of Metropolitan Community Churches”, Religion and American Culture: A Journal of Interpretation, vol. 11 (Inverno 2001), pp. 83-108; Heather White, “Proclaiming Liberation: The Historical Roots of LGBT Religious Organizing, 1946-1976”, Nova Religio: The Journal of Alternative and Emergent Religions, vol. 11, n. 4 (maggio 2008), pp. 102-119.  Sermoni e letteratura in lingua italiana possono essere scaricati dal sito Internet.