pentecostali_11Abbiamo già fatto cenno all’importanza del tema della guarigione già alle origini del pentecostalismo moderno. Alcuni predicatori itineranti che si trovano all’origine di denominazioni della prima ondata, come Aimee Semple McPherson (1890-1944), radunano migliaia di persone delle denominazioni e comunità più diverse – pentecostali e non pentecostali – promettendo anzitutto la guarigione. Dopo la Seconda guerra mondiale – che, come ogni guerra, determina una riflessione sulla miseria spirituale delle nazioni e un certo risveglio religioso – il fenomeno dei predicatori itineranti acquista negli Stati Uniti proporzioni senza precedenti, quindi si estende lentamente al resto del mondo. Alcuni di questi predicatori, come Billy Graham, non sono pentecostali, e altri sono critici nei confronti del pentecostalismo. Tutti però sottolineano il carattere “non denominazionale” delle loro tournée di predicazione (chiamate “crociate”), e concludono i loro sermoni non chiedendo di aderire alla denominazione di cui ciascuno fa parte, ma semplicemente invitando i cristiani ad essere più attivi nella loro Chiesa o comunità di appartenenza, e chi fra gli ascoltatori non è ancora cristiano a scegliere una denominazione di sua scelta i cui pastori gli appaiano capaci e onesti.

Quando l’ampiezza delle “crociate” richiede una struttura di supporto, i predicatori preferiscono organizzarla come “parachiesa”, e prendere misure perché non si trasformi in una denominazione e non faccia concorrenza alle denominazioni esistenti. L’elemento della guarigione non è assente neppure nelle “crociate” dei grandi predicatori evangelici non pentecostali, ma diventa cruciale tra quelli che si sono formati nella prima ondata pentecostale. Il maggiore specialista del mondo dei guaritori indipendenti – David Edwin Harrell – ritiene che l’epoca d’oro di questo fenomeno si situi fra il 1947 e il 1958 e che questi anni siano dominati da “due giganti”, William Marrion Branham (1909-1965) e Oral Roberts (1918-2009). Branham proviene dal mondo dei pentecostali oneness, ma è sostenuto da influenti pastori delle Assemblee di Dio e cerca di presentare un messaggio pentecostale il più possibile libero da caratteristiche denominazionali o teologiche specifiche. Roberts è un ministro della Pentecostal Holiness Church (nella corrente “wesleyana” della prima ondata pentecostale), ma anch’egli attira folle composte da pentecostali di tutte le tendenze e anche da non pentecostali. Branham e Roberts – che contano fra i loro fedeli milioni di americani, e che iniziano “crociate” anche all’estero, in gran parte del mondo – rappresentano però soltanto la punta di uniceberg, composto da migliaia di guaritori pentecostali itineranti, alcuni dei quali a loro volta con un notevole numero di seguaci regolari.

Un ruolo particolarmente importante per la diffusione del fenomeno è svolto da Gordon J. Lindsey (1906-1973), che nell’aprile 1948 inizia a pubblicare il mensile The Voice of Healing, che dà voce a un gran numero di guaritori itineranti di area pentecostale e annuncia le loro “crociate”. Lindsey è una sorta di compendio vivente della storia del pentecostalismo. Nasce a Zion City, dove i genitori fanno parte della comunità di John Alexander Dowie (1847-1907); è convertito alla glossolalia personalmente da Charles Parham (1873-1929) e diventa successivamente un pastore della International Church of the Foursquare Gospel e delle Assemblee di Dio. Sarebbe un errore ritenere che questo itinerario testimoni incertezze o dubbi nella carriera di Lindsey. Egli poteva cambiare spesso denominazione – in base alle necessità pastorali che gli sembravano più urgenti – non perché ritenesse una denominazione migliore di un’altra, ma perché rimaneva legato all’idea proto-pentecostale del network e pensava che le denominazioni non fossero importanti. Se i guaritori più noti radunano decine di migliaia di persone e possono parlare negli stadi, per centinaia di altri predicatori pentecostali si tratta di battere con fatica il “circuito della segatura”, così chiamato dal materiale che funge da pavimento all’interno di tende erette nelle strade o nei campi polverosi della provincia americana.

Un certo numero di guaritori è accusato di provocare fenomeni carismatici (glossolalia compresa) “a comando”, e anche di inscenare false guarigioni. Non a caso negli anni d’oro dei guaritori indipendenti conosce un nuovo successo il romanzo di Sinclair Lewis (1885-1951) Elmer Gantry, pubblicato originariamente nel 1927, dove lo scrittore anticlericale del Minnesota mette in scena un predicatore spettacolarmente disonesto e donnaiolo, che percorre varie denominazioni e che per un certo periodo di tempo è il compagno nella predicazione e nella vita di una guaritrice le cui somiglianze con Aimee Semple McPherson sono troppo evidenti per essere (come Sinclair Lewis pretendeva) casuali. Alla fine degli anni 1950 il revival dei guaritori itineranti declina, ma riprende con nuovo vigore negli anni 1960, traendo profitto dal successo del movimento carismatico (che allarga il potenziale uditorio anche a fedeli di Chiese e comunità non pentecostali), e soprattutto dal massiccio utilizzo della radio prima e della televisione poi.

L’uso del mezzo televisivo finisce per assicurare ad alcuni predicatori-guaritori di matrice pentecostale uno straordinario successo anche economico, con le inevitabili accuse di corruzione rivolte nei confronti di alcuni di loro. Negli anni 1987-1988 due predicatori-guaritori che devono il loro successo alla televisione, Jimmy Swaggart (1935-) e Jim Bakker (1941-) – entrambi formatisi, come accennato, nelle Assemblee di Dio, ma divenuti di fatto incontrollabili da parte delle autorità della loro denominazione – sono coinvolti in una serie di accuse reciproche di immoralità e di truffa che distrugge i loro imperi televisivi e li conduce fino a seri problemi giudiziari e – nel caso di Bakker – alla prigione. Mentre gli scandali Swaggart e Bakker ripropongono il problema dell’abuso che i predicatori-guaritori possono fare della loro popolarità, negli anni 1990 l’audience dei programmi televisivi di guarigione cala solo in misura relativamente modesta, e nuove figure si affermano sulla scena internazionale.

Dalla Seconda guerra mondiale a oggi, molti predicatori-guaritori hanno costruito network di seguaci che hanno finito per considerare il loro predicatore preferito come il punto di riferimento principale, talora senza neppure curarsi di aderire a una specifica denominazione. Proprio a causa di questa lealtà i predicatori-guaritori si sono trovati di fronte alla necessità di organizzare in qualche modo i loro fedeli. Alcuni hanno mantenuto il più a lungo possibile un contatto con le denominazioni pentecostali della prima ondata. Altri hanno avuto evoluzioni diverse, come mostrano i differenti itinerari dei tre principali protagonisti degli anni d’oro dei guaritori. Branham a partire dal 1960 inizia a isolarsi dal mondo pentecostale proponendo dottrine considerate da molti eterodosse, da un rinnovato rifiuto della Trinità al preannuncio dell’imminente fine del mondo in cui chi avesse fatto parte delle “denominazioni” sarebbe stato considerato segnato con il “marchio della Bestia”. Un itinerario per molti versi opposto a quello di Branham è stato seguito da Oral Roberts che ha sempre più istituzionalizzato il suo movimento, aprendo nel 1967 perfino un’università, la Oral Roberts University. Roberts è andato nel contempo attenuando i temi caratteristici del movimento dei guaritori indipendenti, e dello stesso pentecostalismo: ha collaborato spesso con predicatori non pentecostali e nel 1968 ha formalmente lasciato la Pentecostal Holiness Church aderendo a una denominazione metodista. Lindsey ha seguito ancora una terza strada trasformando la sua organizzazione nata come struttura di servizio o “parachiesa” – Christ for the Nations con sede a Dallas, nel Texas – in quello che molti specialisti considerano, a tutti gli effetti, il nucleo di una nuova denominazione pentecostale.

B.: In generale: David Edwin Harrell, Jr., All Things are Possible. The Healing and Charismatic Revivals in Modern America, Indiana University Press, Bloomington (Indiana) 1975. Su Oral Roberts cfr. D. E. Harrell, Jr., Oral Roberts. An American Life, Indiana University Press, Bloomington (Indiana) 1985. Per la biografia di Lindsey cfr. le note autobiografiche della moglie: Freda Lindsey, My Diary Secrets, Christ for the Nations, Dallas 19766. Della classica satira di Lewis cfr. l’edizione annotata a cura di Mark Schorer: Sinclair Lewis, Elmer Gantry, Signet Classics, New York-Londra 1967 (1ª ed.: Harcourt, Brace and Company, New York 1927).

I Branhamiti

Tabernacolo di Branham (e gruppi paralleli)
Alcuni indirizzi:
– Missione Cristiana
Via Corrado Gianquinto, 23
90145 Palermo
Tel.: 091-6360315
E-mail: aldo_carbone@libero.it
– Associazione Cristiana “William Marrion Branham”
Largo Monreale, 11/B
96016 Lentini (Siracusa)
Tel.: 327-1787631
E-mail: profetaelia@interfree.it
URL: http://giornalinobranham.blogspot.it
– La Voce di Dio
Casella Postale 81
80049 Somma Vesuviana (Napoli)
E-mail: logos@lavocedidio.com
URL: www.lavocedidio.com
– Missione Popolare Libera
Casella Postale 25
89851 Francica (Vibo Valentia)
E-mail: centro@missione-popolare-libera.it
URL www.missione-popolare-libera.it
URL (informazioni generali): www.branham.it
– Ministère Prophétique Evangélisation Mondiale Proclamation du Plein Evangile des Derniers Jours
Via Camisani, 1
25020 San Paolo (Brescia)
Tel.: 030-9970850; 339-1792321
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L’esperienza di William Marrion Branham (1909-1965) nasce e si sviluppa certamente all’interno del pentecostalismo. Tuttavia – soprattutto negli ultimi dieci anni della sua vita – Branham inserisce nella sua predicazione temi nuovi, che si allontanano dalla tradizione comune delle denominazioni pentecostali e che si muovono in direzione della nascita di un nuovo movimento religioso. Nato a Burkesville, nel Kentucky, nel 1909, Branham si trasferisce in giovane età a Jeffersonville nell’Indiana. Passa la giovinezza in una situazione di estrema povertà, e senza un’educazione superiore né laica né religiosa. Branham affermerà più tardi di avere avuto visioni angeliche fin dall’età di tre anni, ma la sua esperienza decisiva si situa nel 1933, quando una voce gli comanda di iniziare un’attività di predicatore indipendente (che di fatto si svolgerà soprattutto nell’ambito delle denominazioni pentecostali). Branham si avvicina a poco a poco ai pentecostali modalisti (cioè che battezzano in nome soltanto di Gesù Cristo anziché del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo), ma cerca di esercitare un ministero interdenominazionale, come attesta la sua pubblicazione The Voice of Healing, che inizia a uscire nel 1947-1948. Il titolo del giornale si riferisce alle attività di Branham come guaritore, sempre più importanti dopo una nuova esperienza mistica: l’apparizione di un angelo, che si sarebbe verificata il 7 maggio 1946.

Un altro episodio che contribuisce alla fama di Branham è una fotografia scattata a Houston nel 1950, che mostra una sorta di “aureola” intorno al suo capo mentre predica. Nello stesso anno 1950 e nel 1954-1955 Branham predica anche in Europa fra cui in Italia, a Roma. Negli anni 1950 Branham è all’apice della sua fama, mentre un certo declino si manifesta a partire dal 1955: il successo di folla diminuisce, il fisco americano comincia un’azione per evasione fiscale, la collaborazione con le denominazioni pentecostali si fa sempre più problematica a causa di una serie di dottrine che manifestano una crescente originalità. Negli anni 1963-1964 Branham profetizza il prossimo “rapimento” in Cielo dei buoni e la distruzione della città di Los Angeles. Negli stessi anni Branham insiste sul suo ruolo unico nella storia del cristianesimo come “messaggero dotato dello spirito di Elia” e sull’importanza delle sue visioni angeliche, soprattutto di una che avrebbe ricevuto nel 1956.

Tra le dottrine più controverse di Branham si situa quella del “seme del Serpente”, secondo cui Satana avrebbe avuto un rapporto sessuale con Eva da cui sarebbe nato Caino e tutta una genealogia di “figli del Diavolo” tra cui molti intellettuali e scienziati di oggi. Duramente anti-femminista, Branham vede “il seme del Serpente” nella immoralità delle donne moderne, e spiega che ogni donna porta potenzialmente dentro di sé in modo letterale il seme del Diavolo. Altri temi controversi della predicazione di Branham si riferiscono all’imminente fine del mondo, al carattere non eterno dell’Inferno, e alla polemica contro il “denominazionalismo” e le “denominazioni” cristiane, considerate “sinagoghe di Satana” da cui i cristiani sono invitati a uscire per non trovarsi loro malgrado segnati con il “marchio della Bestia”.

Benché Branham ami presentare la sua organizzazione come una sorta di parachiesa non denominazionale, molti dei suoi seguaci coltivaino una “branhamologia” che intende la durissima polemica contro le denominazioni come un invito a riconoscere un’unica autorità che parla in nome del Signore: l’autorità profetica dello stesso Branham, manifestata nelle guarigioni e confermata dalle visioni angeliche. Per un buon numero dei suoi seguaci – non per tutti – Branham è molto più di un profeta e, quando muore nel 1965, una parte dei fedeli “branhamiti” (un nome che non tutti accettano) si mette seriamente ad attendere la sua resurrezione, tanto che i funerali seguono la morte solo dopo quattro mesi (dal dicembre 1965 all’aprile 1966) e sono celebrati soltanto dopo la Pasqua del 1966, il giorno in cui una corrente fra i suoi discepoli ne attendeva la resurrezione.

Il fenomeno branhamita va inquadrato nei tempi eroici dei predicatori-guaritori del circuito evangelico e pentecostale che operano prima dell’avvento della televisione, ma presenta alcune caratteristiche uniche. Naturalmente, tenendo conto di tutte le polemiche di Branham contro il “denominazionalismo”, dopo la sua morte i seguaci non possono organizzarsi in una comune denominazione. Il movimento branhamita è quindi rimasto una costellazione di gruppi indipendenti, che fanno riferimento ad alcuni centri particolarmente autorevoli su scala internazionale, soprattutto il Tabernacolo di Branham che ha tuttora sede a Jeffersonville (nell’Indiana). Peraltro i seguaci di Branham (che si aggirano attualmente intorno ai centomila nel mondo) non sono tutti d’accordo fra loro. Lo specialista americano C. Douglas Weaver distingue in particolare due correnti: una “radicale”, che considera Branham il messaggero di Apocalisse 22 e un personaggio “quasi divino” (una piccola frangia – che ha qualche comunità in Messico – lo considera “Dio stesso, l’incarnazione di Gesù Cristo”, “nato da una vergine”); e una “liberale”, che vede in Branham non un personaggio “quasi divino” (messianico) ma semplicemente un profeta. Anche il “liberalismo” di questa corrente moderata assegna a Branham un ruolo straordinariamente importante e lo considera “infallibile” nei suoi pronunciamenti profetici, ma soltanto (con un curioso parallelo con l’infallibilità del Papa) quando ha parlato “con solennità” facendo precedere le sue affermazioni dalle parole: “Così dice il Signore”.

Entrambe le correnti comprendono al loro interno tutta una serie di diverse posizioni e sfumature. Nella corrente “liberale” il punto di riferimento più importante (non la “denominazione”, espressione che un branhamita non utilizzerebbe mai) è costituito dall’organizzazione di Ewald Frank, con sede principale in Germania e centri in contatto con la Germania in tutto il mondo, tra cui in Italia la Missione Popolare Libera di Francica (Vibo Valentia), mentre gli altri gruppi italiani principali sono più vicini alla corrente “radicale” e tendono a vedere in Branham almeno il profeta Elia. Accetta come autorevole l’insegnamento di Frank anche l’organizzazione, rivolta principalmente agli immigrati africani, Ministère Prophétique Evangélisation Mondiale Proclamation du Plein Evangile des Derniers Jours, fondata a San Paolo (Brescia) dal pastore del Congo (ex-Zaire) Paul Émile Okoka – dopo precedenti contatti con la comunità pentecostale indipendente olandese fondata da Johan Maasbach (1918-1997) e diretta dal figlio David Maasbach – il quale si è convinto della verità delle dottrine di Branham e di Frank dopo una serie di visioni del 2002 e del 2003 così sconvolgenti da portarlo a un internamento per diciassette giorni in un ospedale psichiatrico.

Frank sostiene che Branham non può avere “successori” e che il suo ruolo profetico è unico, ma si considera l’interprete più autorevole degli insegnamenti del predicatore dell’Indiana. Frank dichiara di avere predicato in ottanta paesi, ma – così come fanno gli altri gruppi branhamiti, “liberali” o “radicali” che siano – tende a diffondere piuttosto ristampe dei messaggi e dei sermoni di Branham che non materiale nuovo o proprio. La caratteristica principale dei branhamiti italiani è comunque la polemica contro il “denominazionalismo” e l’“ecumenismo”. L’idea di “uscire dalle denominazioni” domina le predicazioni e il materiale stampato e i siti Internet in lingua italiana, sempre più numerosi e raffinati (da alcuni è anche possibile scaricare filmati), i quali servono una comunità valutabile intorno alle mille persone.

B.: C. Douglas Weaver, The Healer-Prophet, William Marrion Branham. A Study of the Prophetic in American Pentecostalism, Mercer University Press, Macon (Georgia) 1987. In italiano cfr. William Marrion Branham, La parola parlata, Centro Missionario della Parola Parlata, Losanna s.d.; Ewald Frank, L’Anticristo, Centro Missionario della Parola Parlata, Losanna 1986; Idem, Cristianesimo ieri e oggi, Centro Missionario della Parola Parlata, Losanna s.d.