neo paganesimo

Anche se talora adottano i rituali della Wicca – si parla, in questo caso, di Wicca nordica o teutonica – le correnti Ásatrú – parola che in norreno significa letteralmente “Fedeltà agli Asi”, la principale famiglia divina del pantheon nordico – e odinista – il nome è tratto da Odin, il Padre degli dei – costituiscono una tradizione pagana autonoma che si situa nella scia dell’“ariosofia” dei Paesi di lingua tedesca, peraltro con numerosi altri apporti.

Com’è stato notato, le correnti odinista e Ásatrú hanno dalla loro la possibilità di utilizzare rituali pagani reali, che vengono dal mondo antico, e contano nelle loro fila “una concentrazione non abituale di autentici studiosi” che “contrasta in modo acuto con i metodi puramente intuitivi con i quali molte altre tradizioni neopagane sono state reinventate” (Jeffrey Kaplan, Radical Religion in America, Syracuse University Press, Syracuse 1997, p. 70). In particolare, persone che fanno parte della comunità come Edred Thorsson e KveldúlfR Gundarsson hanno sviluppato una buona conoscenza della mitologia nordico-germanica antica. In queste correnti, molti s’ispirano anche agli studi dello storico delle religioni Georges Dumézil (1898-1986) e in particolare alla sua proposta – che peraltro non ha incontrato il consenso unanime degli studiosi – di considerare gli dei del pantheon nordico-germanico come corrispondenti alla tripartizione castale in sacerdoti, guerrieri e produttori che caratterizza in genere l’ethos indo-europeo.

Secondo Kaplan, la corrente può essere divisa in “modernisti” e “geneticisti”; è anche possibile distinguere fra gruppi Ásatrú e gruppi odinisti, ma il confine non è sempre evidente. I “modernisti” ritengono che gli elementi della tradizione nordico-germanica debbano essere riletti nel contesto moderno, e che sia impossibile tornare letteralmente al mondo pre-cristiano. Piuttosto, i “modernisti” operano per la creazione di un mondopost-cristiano, integrando nella loro visione soprattutto le rune e forme di magia di tipo sciamanico. Perseguendo questa integrazione, alcuni dei “modernisti” integrano pratiche che provengono dalla Wicca e da tradizioni diverse da quella strettamente nordica. Molti “modernisti” sono “universalisti”, in quanto ritengono che faccia parte della comunità Ásatrú chiunque condivida certe idee e sia disponibile a praticare certi rituali, a prescindere dalla sua origine etnica. I “geneticisti”, invece, ritengono che la via Ásatrú possa essere percorsa soltanto da chi condivide una certa eredità genetica.

Kaplan (op. cit., pp. 80-81) insiste sul fatto che la “metagenetica” insegnata nel mondo Ásatrú da autori come Edred Thorsson e Stephen McNallen non è una forma di razzismo, ma riposa in gran parte su teorie di Carl Gustav Jung in tema di trasmissione culturale e su idee esoteriche secondo cui la reincarnazione avverrebbe all’interno dello stesso lignaggio familiare, o dello stesso gruppo linguistico. Le accuse di razzismo che la corrente “modernista” rivolge ai “geneticisti” non sarebbero, pertanto, giustificate. Tuttavia, nella frangia “odinista”, che si proclama, appunto, “odinista” ma non Ásatrú esistono, negli Stati Uniti, anche gruppi dichiaratamente razzisti, alcuni dei quali inneggiano al nazional-socialismo e all’antisemitismo. La maggior parte dei gruppi Ásatrú – anche di quelli che usano l’etichetta “odinista” – non condivide peraltro queste idee estreme. Lo stesso culto di un ideale guerriero che si ritrova in una parte nel movimento non deve essere preso troppo alla lettera: “la violenza che emana dalla comunità odinista è stata fino a oggi ampiamente retorica” (ibid., p. 92).

B.: Un’eccellente introduzione si trova nel capitolo “Odinism and Ásatrú” (pp. 69-99) dell’opera di Jeffrey Kaplan, Radical Religion in America. Millenarian Movements from the Far Right to the Children of Noah, Syracuse University Press, Syracuse (New York) 1997. Classiche per il movimento – ancorché non manchino loro i critici – sono le opere di Edred Thorsson, A Book of Troth, Llewellyn, St. Paul (Minnesota) 1992; e Northern Magic, Llewellyn, St. Paul (Minnesota) 1992.

La Comunità Odinista

Comunità Odinista (Movimento Odinista / Ásatrú)
Casella Postale 268
10015 Ivrea (Torino)
E-mail: comunitaodinista@ comunitaodinista.org
URL: www.comunitaodinista.org

La Comunità Odinista – Movimento Odinista/Ásatrú si definisce insieme odinista e Ásatrú, e riconosce radici che risiedono nell’opera di diversi movimenti della “rinascita germanica” d’Oltralpe, come la Deutschgläubige Gemeinschaft, la Germanisch-Deutsche Religionsgemeinschaft e l’austriaca Guido von List Gesellschaft. Ricorda pure la First Anglecyn Church of Odin dell’avvocato Alexander Rudd-Mills (1885-1967), fondata a Melbourne – nello Stato australiano di Victoria –, attiva dal 1929 fino al 1942 – quando, in periodo bellico, il governo la definisce “un pericolo per lo Stato” e imprigiona Rudd-Mills nel campo di internamento di Torrens Island – e in seguito rifondata in altra forma.

Dopo una parentesi d’inattività coincidente con il periodo post-bellico, si assiste alla riorganizzazione dei gruppi storici e alla nascita di nuove realtà. Nella seconda metà del secolo, la comunità Ásatrú cui il movimento più direttamente si ricollega assume nuova linfa vitale dall’opera dell’islandese Sveinbjörn Beinteinsson (1924-1993) e, negli Stati Uniti, di Stephen A. McNallen. Dagli anni 1970 in poi fioriscono molte comunità e gruppi, formati da più membri o, come nel caso statunitense, da libere fratellanze detteKindreds.

L’Ásatrú è oggi riconosciuta dai seguaci quale “fede ancestrale dei nordeuropei e dei loro discendenti”. Al panorama del movimento Ásatrú si aggiunge, dal 1994, la Comunità Odinista italiana. Fondata nell’agosto del 1994 da Paolo Gauna, durante un soggiorno in Islanda, la Comunità Odinista si distingue subito per due principali caratteristiche: l’adesione a una linea di pensiero più vasta propria al movimento e una contemporanea formulazione autonoma di princìpi propri alla “tradizione tribale longobarda”. La Comunità Odinista – con un’adesione alla tradizione del paganesimo germanico, ma alla luce della propria eredità etno-culturale – si presenta quale movimento popolare – aggettivo da intendersi simile al tedesco Völkisch e all’inglese Folkish – legato a una tradizione spirituale e culturale autonoma. All’eredità spirituale longobarda cara alla Comunità Odinista si uniscono anche quelle di altre popolazioni quali gepidi, burgundi, alemanni, cimbri, e anche la tradizione celtica-cisalpina, che avrebbe molti tratti in comune con quella germanica.

L’area d’azione della Comunità Odinista comprende l’attuale Nord-Italia, area denominata – secondo la tradizione longobarda – Langbard, quale contrazione del termine norreno Langbardaland. La rinascita dell’Ásatrú sembra, nel nostro Paese, aver già superato la fase embrionale. Attualmente gli affiliati sono nell’ordine di appena qualche decina, in lento ma costante aumento, anche se nessuno intende trasformare questa fede ancestrale in un credo universalista e di massa. I vari gruppi presenti in Italia sono: Fratellanza del Corno (Canavese-Valle d’Aosta), Fratellanza Mjoellnir (provincia di Cuneo), Fratellanza Balder (Reggio Emilia), Fratellanza Freyr (Lenno, Lago di Como), Fratellanza Lambarda (Firenze), Fratellanza Asgard – con sede a Ramsau, in Baviera, ma cui partecipano i membri veneti provenienti da Treviso –, e sono in formazione nuove fratellanze a Milano e sull’Altopiano di Asiago (Vicenza).

L’organo direttivo della Comunità Odinista si chiama Corte di Gambara, e in questa cerchia si formano i Goðar, plurale di Goði, “invocatore”, femminile giðya. La Comunità Odinista è pure organizzata sulla base del libero operato dei suoi affiliati, uniti al servizio della causa degli dei. Essa, peraltro, ha assunto nel corso degli anni una sorta di ruolo di coordinamento informale delle altre – e minori quanto al numero di aderenti e attività – realtà odiniste presenti in Italia, che alla medesima hanno aderito o nella quale si riconoscono, pur mantenendo sigle indipendenti e una certa autonomia gestionale e organizzativa.

Alla “Corte di Gambara” si accede secondo criteri meritocratici. Le celebrazioni dei Blótar – plurale di Blót, “sacrificio”, pratica che solo nei tempi antichi avveniva con immolazioni di animali – avvengono secondo cadenze stagionali o ricorrenze ben precise del calendario Ásatrú, come del più specifico calendario Ásatrú-longobardo. IBlótar o le “bevute rituali” di bevande purificate dal processo di fermentazione, quali idromele e birra, avvengono “in onore degli Dei e delle Dee del pantheon germanico”. Sono seguiti dei rituali propri della Comunità Odinista – senza enfatizzare la presunta sacralità della parola scritta, tradizione ritenuta propria di altre fedi –, mentre altri rituali scandiscono la vita interna alla stessa Comunità Odinista, che va anche intesa come “comunità di famiglie”: matrimoni, funerali, e così via.

L’Ásatrú è una religione olistica che considera l’eterno ciclo di vita-morte-rinascita in ogni cosa, nel susseguirsi delle stagioni come nell’intero universo, nella vita umana come in quella animale. I membri della Comunità Odinista fanno costante riferimento alla tradizione eddica, che anticamente non era scritta, ma cantata, e basata sulla trasmissione orale; tale riferimento non va disgiunto dallo studio delle saghe nordiche, non ultima la saga della migrazione longobarda. All’inizio dei tempi, a Nord del baratro chiamato Ginnungagap, si sarebbe formato l’oscuro e freddo mondo chiamato Niflheimr, dal cui centro – da un pozzo gelido chiamato Hvergelmir – sgorgano fiumi cosmici saturi di veleno e di inaudita potenza chiamati Elivágar. A Sud vi è il mondo di Múspellsheimr, una regione torrida e asciutta, e alle sue porte vi è un gigante con una spada di fuoco. Il mondo dei giganti è chiamato Útgarðr o Jötunheimr, mentre il luogo destinato ai figli degli uomini, creato con le ciglia del gigante Ymir – il primo essere dell’universo – si chiama Miðgardr, il “Recinto di Mezzo”. Gli dei formarono per essi una fortezza, che gli Asi – una delle due famiglie divine, con i Vani – chiamarono Asgarðr; al centro di questa si trova Iðavöllr, la radura dove essi tennero il primo Thing – “riunione” – e dove prendono le decisioni sul nostro destino. In Asgard si trovano diversi templi che appartengono agli dei, come il Glaðsheimr di Odin, forgiato nell’oro e con dodici posti riservati agli Asi. Lì si trova anche il Válaskjálf, il trono d’argento del padre degli dei, con il Valhalla, la “sala degli uccisi” – gli Einherjar – dove sono andati i padri caduti in battaglia. Il luogo delle dee è detto Víngólf o Gímlè; esisterà fino alla fine dei tempi e vi si trovano molti uomini giusti.

Il mondo degli elfi di luce si chiama Álfheimr ed è posto sotto l’egida di Freyr. Il paese dei Vani, da cui Freyr discende – pur vivendo tra gli Asi –, si chiama Vanaheimr, o “Vanaland”. Gli elfi scuri dimorano nelle profondità della roccia – Svart Alfheimr – insieme ai nani, con i quali si confondono, e in contatto con gli spiriti dei morti tumulati. Se i combattenti vanno al Valhalla, coloro che muoiono senza combattere o abbandonandosi alla morte senza alcun ideale, vanno in Hel: un luogo infero al quale vanno anche quanti possono “ritornare”; Balder – confinato in Hel – tornerà alla fine dei tempi, dopo il Ragnarökkr, per re-instaurare l’Ordine Cosmico. La regina di questo luogo maledetto, Hel – figlia di Loki, il quale sarà anch’egli incatenato per avere provocato la morte di Balder – terribile a vedersi, abita a Eliudhnir, un palazzo senza conforti il cui nome significa “freddo di nevischio”. L’Albero Cosmico, il frassino Yggdrasill, pilastro del Mondo, affonda le sue tre radici una fra gli Asi, l’altra fra i giganti e la terza nel paese degli elfi di luce. Alla base della radice dei giganti vi è la “Fonte di Mimir”. Il gigante Mimir, che possiede la fonte, ne beve l’acqua ed è – a causa di questa – sapientissimo. Odin stesso, per raggiungere la conoscenza, cedette un occhio in cambio di un sorso. Nella fonte è custodito l’occhio di Odin e il corno di Heimdallr, detto Gjallarhorn. La radice degli dei dà origine alla fonte di Urðr; qui dimorano le Norne, tre delle quali – Urðr, Verðandi e Skuld – oltre a prendersi cura delle radici dell’albero, assegnano il destino agli uomini.

B.: Fonti della mitologia di riferimento in L’Edda. Carmi norreni, Sansoni, Firenze 1982. Sin dagli albori della Comunità Odinista è stampata la rivista L’Araldo di Thule; fra le pubblicazioni interne, cfr. I Fuochi di Gambara. I rituali Ásatrú -longobardi della Comunità Odinista (edito dalla Corte di Gambara nel 1998). Un’intervista a Paolo Gauna in PierLuigi Zoccatelli, “La nostra patria si chiama Langbard”: intervista alla Comunità Odinista, in Massimo Introvigne – Andrea Menegotto – P.L. Zoccatelli, Aspetti spirituali dei revival celtici e tradizionali in Lombardia, Sinergie, San Giuliano Milanese (Milano) 2001, pp. 71-90. 

La Tribù Winniler e il Cerchio Bragafull

Tribù Winniler – Cerchio Bragafull
E-mail: odinist@virgilio.it
URL: http://bragafull.tripod.com

La Tribù Winniler si è formata nel 1988 nell’area di Treviso e intende rappresentare l’ideale realizzato di una comunità umana di Volk, ovvero “popolo”. Rifacendosi alla tradizione tribale, “ancestrale”, la Tribù Winniler – ossia “guerrieri vittoriosi” – trae la propria denominazione dal nome che originariamente definiva i longobardi. È formata in gran parte da odinisti, ma sono pure presenti – sebbene in minima parte – agnostici. La quasi totalità degli aderenti, che non superano il numero di trenta unità, pratica la fede ancestrale o neo-ancestrale longobarda. È così che, all’inizio delle proprie attività, la Tribù Winniler ha identificato un referente dottrinale e organizzativo nella pratica dell’Ásatrú come professata dalla Comunità Odinista, di cui ci siamo occupati poco sopra e alla quale, peraltro, aderiscono alcuni membri.

Il “lavoro” della Tribù Winniler consiste nel tentativo di raggruppare persone dallo stile di vita eterodosso e non in linea con il mondo moderno; l’attenzione è rivolta verso l’area del motociclismo biker, ma anche in altre direzioni, in modo da sviluppare un’etica guerriera considerata essenziale per l’odinista. Sono previsti manuali di combattimento – d’impronta nordica anziché orientale; Glima, tipo di combattimento vichingo, e Stav – e sono già praticati corsi veri e propri di arti marziali, quali street fighting e altre tecniche di combattimento da strada. Parallelamente a questo, la Tribù Winniler intende proporre la difesa e la valorizzazione di tutto quanto rappresenta la cultura germanica, dalla Valle d’Aosta al Friuli, dal Ticino alla Toscana, inclusa la ricerca sui testi di storia locale e l’archeologia, proposte ed eventuali proteste presso amministrazioni comunali scarsamente interessate alla valorizzazione del passato storico inerente dette tradizioni, visite a musei e mostre.

Il prototipo dell’aderente alla Tribù Winniler è “l’uomo-cinocefalo”, ovvero l’essere che pensa con l’istinto e lascia da parte sia la razionalità illuminista sia il moralismo d’impronta giudeo-cristiana; questo profilo deriva dal ritratto che Paolo Diacono – Paolo di Warnefrido (720-799), lo storico longobardo autore della Historia Langobardorum – svolge del “cinocefalo”, il guerriero dalla testa di cane, correlato all’identico mito dell’Ufheðinn nordico, il guerriero-lupo devoto di Odino, combattente invincibile reso tale dalla sua connessione con il mondo dei morti. Parallelamente a questo raggruppamento, e in connessione con esso, opera il Cerchio Bragafull – “Bragafull” è “il corno di Bragi”, il dio della poesia, che infonde conoscenza tramite le capacità artistiche –, gruppo di ricerca esoterica che è attivo all’interno della Tribù Winniler e al quale appartengono solo una parte degli aderenti; nel Cerchio Bragafull ci si occupa della traduzione di testi e studio delle rune, di runologia, ginnastica e “yoga runico”. Gli argomenti trattati sono fra i più vari, quantunque essenzialmente finalizzati alla crescita spirituale del guerriero.