Chiese e movimenti gnosticiCentro Studi Gnosis
Via dell’Aprica, 24
20100 Milano

Filiazione, come si è detto a proposito del Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (nel Nuovo Ordine), della corrente neo-gnostica che ha origine nella vita e nell’opera di Víctor Manuel Gómez Rodríguez Samael Aun Weor (1917-1977), anche la scuola di pensiero e pratica del discepolo di Samael Aun Weor che risponde al nome di Joaquín Enrique Amortegui Valbuena (V.M. Rabolú, 1926-2000) non è priva di scissioni, una delle quali proprio in Italia. Il Centro Studi Gnosis, che si presenta come “Scuola dell’Insegnamento dei Tre Fattori”, nasce infatti – nel 1996 – per iniziativa del quasi sessantenne italo-cinese Riccardo Wang King, sin dall’inizio degli anni 1980 membro del Movimento Gnostico Italiano. Il Centro Studi Gnosis è presente con tre distaccamenti –a Milano (Centro Samael Aun Weor), Torino (Centro V.M. Rabolú) e Sassari – e raduna circa venti aderenti. Gli insegnamenti e le pratiche seguite dai membri di tale scuola sono sostanzialmente riconducibili a quanto si è detto in tema del Movimento Gnostico Cristiano Universale. In questo senso, oltre alla riproposizione della metodica per la disintegrazione dei difetti finalizzata all’ottenimento della “castità scientifica”, il Centro Studi Gnosis pratica le formule per l’acquisizione dello sdoppiamento astrale come insegnate da Rabolú, basate sulla recita di mantra intesi come “parole magiche” che permettono di uscire dal corpo fisico e farvi ritorno con piena coscienza; detti mantra sono “LA RA S” e “FA RA ON” (da pronunciarsi prolungando il suono di ciascuna sillaba).

Riprendendo un tema già presentato da Samael Aun Weor relativo alla storia e al destino dell’umanità, di impronta squisitamente teosofica quanto alla cosmogonia d’origine, Rabolú ha pubblicato un ultimo volume in vita (Hercólubus o Pianeta Rosso), considerato un aiuto e ultima risorsa dato all’umanità perché possa scampare all’imminente catastrofe dovuta all’arrivo del pianeta Hercólubus, grande circa sei volte Giove, che si starebbe minacciosamente avvicinando alla Terra preludendo a una catastrofe e alla scomparsa della razza umana. Si tratterebbe, già secondo Samael Aun Weor, dello stesso pianeta che avrebbe causato la scomparsa di Atlantide e della civiltà che lo abitava; come allora – e come per gli abitanti degli altri pianeti, minuziosamente descritti nei loro usi e costumi da Rabolú nel libro in questione (un tratto che proietta credenze proprie del mondo ufologico nel mondo weorita, come testimonia l’interesse suscitato da Hercólubus o Pianeta Rosso in alcuni culti dei dischi volanti, anche in Italia) –, sopravviveranno solo quanti si saranno resi disponibili a trasformarsi secondo i “Tre Fattori della Rivoluzione della Coscienza”.

Lo straordinario successo mondiale dell’opera Hercólubus o Pianeta Rosso – la cui prima edizione risale al 1998 e la seconda (rivista dall’autore) al 1999, diffusa con enorme successo editoriale in 14 lingue di 45 Paesi dei 5 Continenti, principalmente per opera della Casa Editrice Còradi di Varese – è peraltro all’origine di una complessa controversia legale internazionale, in merito alla quale sembrano oggi maggiormente concentrati gli sforzi degli eredi di Joaquín Enrique Amortegui Valbuena. In tal senso, nel 2004 la vedova di V.M. Rabolú, Olga Gordillo, ha dato vita in Colombia alla Fundación V.M. Rabolù, finalizzata alla diffusione, difesa e protezione dell’opera di Joaquín Enrique Amortegui Valbuena.

In tema di filiazioni della “galassia weorita”, e particolarmente della via seguita dai discepoli di Joaquín Enrique Amortegui Valbuena, vale la pena di ricordare come Rabolú – secondo ricostruzioni da fonti dirette – avesse inteso sciogliere prima della sua morte l’intero movimento a lui ricollegato.

B.: V.M. Rabolú, Hercólubus o Pianeta Rosso, trad. it., Casa Editrice Còradi, Varese 1999. Il riferimento a Hercólubus da parte di Samael Aun Weor è contenuto in una conferenza tenuta a Guadalajara (Messico), il 4 settembre 1975, poi comparsa in trad. fr.: Nous sommes proches d’une grande catastrophe, Ganesha, Montréal 1983.