Chiese e movimenti gnosticiMovimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (nel Nuovo Ordine)
Via Mazzini, 32
34122 Trieste

Una filiazione del complesso “mosaico weorita” che ha ottenuto un notevole e consolidato successo in Italia è il Movimento Gnostico Cristiano Universale, nel nostro Paese presentatosi inizialmente come Movimento Gnostico Italiano (e sede coordinatrice a Varese), poi Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia, e infine Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (nel Nuovo Ordine). La branca italiana di questo movimento – fondato in Colombia nel 1960, e distaccatosi dal ceppo originario di Samael Aun Weor (Víctor Manuel Gómez Rodríguez, 1917-1977) dopo la sua morte (anche se non sono mancati i tentativi di riconciliazione, nel 1980-1981) – si è resa particolarmente attiva, fra l’altro, tramite un ambizioso progetto di pubblicazioni curate dalla casa editrice Biblioteca Gnostica (di Varese), all’origine della traduzione in lingua italiana – peraltro contestata nella fedeltà all’originale da parte di altre realtà legate al lascito di Víctor Manuel Gómez Rodríguez – di vari libri di Samael Aun Weor. I membri del Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (nel Nuovo Ordine) seguono in particolare l’insegnamento del colombiano Joaquín Enrique Amortegui Valbuena (1926-2000), più noto come V.M. Rabolú (“Venerabile Maestro”), del quale Samael Aun Weor aveva detto: “Il V.M. Rabolú, come giudice del Karma, ha potere assoluto per stabilire l’ordine ove ritenga sia necessario. Indubbiamente il V.M. Rabolú deve far cadere tanti idoli d’argilla e correggere molti errori”.

Fra le caratteristiche dottrinali di Rabolú e del Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (nel Nuovo Ordine), si nota un particolare tratto apocalittico e millenarista – “Siamo ormai nell’era del Kaljuga, i tempi sono ristretti e la Conoscenza viene rivelata in modo completo dall’Avatara dell’era dell’Acquario, il Maestro Samael Aun Weor” – nonché un accento sull’aspetto “rivoluzionario” (sebbene di impronta spirituale) in luogo di “mistico”, che distinguerebbe i lasciti, rispettivamente, di Rabolú e Samael Aun Weor. Particolare importanza è data al “primo fattore della gnosi” (“morte”) e al “lavoro sui dettagli” che permette la “disgregazione degli ego”, premessa al risveglio della coscienza: il metodo indicato da Samael Aun Weor (considerato più lento) è la tecnica per la dissoluzione dell’Io, una pratica di retrospezione da svolgersi in un particolare momento della giornata mediante l’appello alla Madre Divina, la quale aiuti l’individuo a disgregare gli “io-difetti” (aggregati psichici) compresi durante la meditazione; nell’insegnamento di Rabolú, invece, si opera mediante la “morte in marcia” (considerata più rapida), un lavoro da svolgersi istante per istante – al lavoro, in famiglia, con il partner – onde eliminare quei minutissimi dettagli che sono il nutrimento dell’Ego, ogni volta che un elemento psichico si sta manifestando, anche in questo caso tramite un appello alla Madre Divina (energia cosmica, la cui missione è di disintegrare i difetti con una lancia che possiede) in cui si dica “Madre mia, toglimi questo difetto e disintegralo con la tua lancia!”, onde acquisire la “castità scientifica”.

Il Movimento Gnostico Cristiano Universale d’Italia (nel Nuovo Ordine) svolge i suoi corsi settimanali a Milano, Varese, Pavia, Novara, Trieste, Gorizia, Udine, Bolzano, Trento, Pordenone, Padova, Verona, Bologna, Roma, Salerno, e sembra avere patito sul finire degli anni 1990 alcune traversie interne che ne hanno in parte ridimensionato le non secondarie dimensioni numeriche.

B.: Fra le opere di Rabolú in trad. it., per i tipi della Biblioteca Gnostica (Varese), si vedano: Scienza Gnostica (1991); La sintesi delle Tre Montagne (1993); Orientando il discepolo (1993); e L’aquila ribelle (1997).