Chiese e movimenti gnosticiVíctor Manuel Gómez Rodríguez (1917-1977) nasce a Santa Fé di Bogotà, in Colombia. Dopo avere iniziato gli studi in un collegio gesuita, lo abbandona a dodici anni, disilluso dalla religione; quattordicenne, si appassiona allo spiritismo (particolarmente ad Allan Kardec [1804-1869] e Léon Denis [1846-1927]), per aderire in seguito, nel 1933, alla Società Teosofica, dalla quale si ritira dopo qualche anno per diventare membro della Fraternitas Rosicruciana Antiqua di Arnoldo Krumm-Heller (1876-1949, Frater Huiracocha). Da quest’ultimo – magnetizzatore sulle orme di Franz Anton Mesmer (1734-1815); amico di Gérard Encausse, detto “Papus” (1865-1916); massone “di frangia” e patriarca di una Chiesa gnostica; rivendicatore dell’eredità degli antichi rosacroce e fondatore di una Fraternitas Rosicruciana Antiqua, interessata anche a forme di magia sessuale, iniziatasi a stabilire in Sudamerica nel 1927 – avrebbe personalmente ricevuto una consacrazione episcopale nella Ecclesia Gnostica Catholica di derivazione Theodor Reuss (1855-1923).

Deluso dalle precedenti esperienze e dopo avere approfondito lo studio di Eliphas Lévi (Alphonse-Louis Constant, 1810-1875), Rudolf Steiner (1861-1925) e Max Heindel (Carl Louis von Grasshoff, 1865-1919), Víctor Manuel Gómez Rodríguez si ritira a meditare e scopre di essere stato nelle vite precedenti uno ierofante egizio, Giulio Cesare (101-44 a.C.), un membro di un ordine tibetano composto da 201 monaci che reggono l’umanità e l’equivalente sulla Luna di Gesù, dove sarebbe stato crocifisso per salvare l’umanità ivi residente e preparare l’avvento della “quinta razza radice” (secondo il classico schema teosofico elaborato da Helena Petrovna Blavatsky [1831-1891] ne La dottrina segreta). In ogni caso, morto Krumm-Heller, nel 1949, Gómez – dopo avere assunto il nome iniziatico di Samael Aun Weor (pure se talora noto con lo pseudonimo di Kattan Umaña Tamines) e dopo la pubblicazione del suo primo libro Il matrimonio perfetto, nel 1950 – decide di intraprendere ogni sforzo per aprire le porte della Gnosi all’umanità e fonda a Città del Messico la Chiesa Gnostica Cristiana Universale, realtà che nel corso dei decenni assumerà varie altre denominazioni, anche in ragione delle molteplici derivazioni e scissioni del suo “movimento gnostico”.

Alla morte di Samael Aun Weor (avvenuta a Città del Messico, il 24 dicembre 1977), il movimento patisce una dura lotta per la successione, e oggi ne sono presenti decine di branche separate (fra cui la Chiesa gnostica Stella Maris – termine che nella cosmologia weorita indica lo “Sperma Sacro” – di Cartagena, accusata nel 1999 dalla stampa sensazionalistica locale – a torto, ma con eco internazionale – di preparare un suicidio collettivo, forse collegandosi all’assunto di Samael Aun Weor relativo a “un grave incidente nucleare che causerà una immane catastrofe” proprio entro tale anno), le principali delle quali attive anche in Italia. Benché queste branche divergano – oltre che su questioni di successione – anche su problemi dottrinali, comune è la venerazione degli scritti di Samael Aun Weor e della stessa persona del maestro, venerato come “Kalki Avatar dell’Età dell’Acquario” (la Nuova Era, che per Samael Aun Weor ha avuto inizio il 4 febbraio 1962, fra le due e le tre del pomeriggio), “Buddha Maitreya” e “Logos del pianeta Marte”, particolarmente in seguito a un evento occorso il 27 ottobre 1954 presso il “Templo Mayor Sumum Supremum Santuarium de la Sierra Nevada de Sta. Marta Colombia”, quando si realizza l’“avvento spirituale dell’arcangelo Samael”, una “natività gnostica” e “fatto cosmico” (ovvero la fase finale del processo iniziatico di Víctor Manuel Gómez Rodríguez, che da questo momento incarna il suo “essere interno” Samael Aun Weor) alla quale sono presenti i primi discepoli di Samael Aun Weor, fra i quali uno fra coloro che si proclameranno successori di Samael Aun Weor quale Patriarca della Chiesa Gnostica Cristiana Universale (Julio Medina Vizcaíno [†1994], noto come Gargha Cuichines, al quale succede il figlio Jorge Medina Barranco, poi contrastato in Ecuador da Olmedo Palomino Sanchez).

Da un punto di vista strettamente fenomenologico, il pensiero gnostico di Samael Aun Weor – che ha ottenuto un rapido e notevole successo in America Latina e nel Québec, negli Stati Uniti e in Europa (soprattutto in Spagna) – combina temi che derivano, fra l’altro e come si è visto, dalla tradizione delle Chiese gnostiche, da Arnoldo Krumm-Heller (e dal responsabile della Fraternitas Rosicruciana Antiqua in Ecuador, Jorge Adoum, noto come Mago Jefa, †1958), dal tantrismo, dalla Società Teosofica, senza dimenticare i non secondari influssi thelemiti (ovvero risalenti ad Aleister Crowley [1875-1947]) e la netta ripresa del pensiero di George Ivanovitch Gurdjieff (1866?-1949); si pensi, in questo caso – ma per citare un solo esempio fra i molti –, alla ripresa del “Grandissimo Trogoautoegocrate Generale” dei gurdjieffiani Racconti di Belzebù al suo piccolo nipote – che in Samael Aun Weor diviene la “Legge dell’Eterno Trogo-Auto-Ego-Cratico-Cosmico Comune” –, o all’importante apporto nella psicologia di Samael Aun Weor degli insegnamenti di Piotr Demianovich Ouspensky (1878-1947), il celebre discepolo di Gurdjieff. Tutto questo detto senza dimenticare che, in effetti, Samael Aun Weor si definisce “Maestro della Sintesi” per avere concepito un corpo di dottrina che sintetizza in maniera didattica la conoscenza iniziatica contenuta nelle culture primitive ed esoteriche del pianeta Terra, associato a un lavoro di verifica interna attraverso le pratiche dello sdoppiamento astrale, stati di jina (viaggio del corpo fisico nell’iperdimensione) e così via.

La sintesi degli insegnamenti gnostici di Samael Aun Weor e delle scuole che a lui si rifanno è contenuta nei “Tre Fattori della Rivoluzione della Coscienza”, ovvero:

  1. la morte dell’universo interiore negativo di ciascuno (“ego”, o aggregati artificiali della psiche che impediscono la manifestazione dell’essere) tramite l’autoscoperta, la comprensione e la disintegrazione di tutti gli aggregati psicologici – blocchi, condizionamenti, identificazioni, paure, e così via – che impediscono la libera circolazione delle energie e il risveglio della “coscienza oggettiva”;
  2. la nascita dei corpi interni o corpi esistenziali superiori dell’essere (corpo astrale, corpo mentale, corpo causale), indispensabili veicoli per le dimensioni superiori a quella fisica, grazie alla trasmutazione delle energie creatrici (mediante la pratica dell’“Arcano AZF”, ovvero la pratica di eccitazione dell’apparato sessuale senza emissione del seme, con conseguente “cerebralizzazione” del seme e “seminizzazione” del cervello; pratica nota in lingua inglese con il nome di karezza) e l’eliminazione degli aggregati psicologici, onde raggiungere uno sviluppo e rigenerazione totale, risvegliando facoltà quali la chiaroveggenza, chiaroudienza, intuizione e telepatia;
  3. il sacrificio per l’umanità nella divulgazione, in qualsiasi modo opportuno, della saggezza eterna appresa, ovvero il lavoro per restituire le chiavi della conoscenza universale ricevute nel percorso gnostico.

L’obiettivo della gnosi di Samael Aun Weor, come si è accennato, è il risveglio della coscienza, che parte da una auto-osservazione attraverso la quale l’uomo si rivolge al suo interno e si accorge che “qualcosa” gli manca. Questo processo di risveglio non è però facile perché la coscienza è racchiusa e impedita (“addormentata”) da una serie di strutture psicologiche negative (chiamate “io”); il primo lavoro che l’adepto è chiamato a compiere è quello di identificare queste strutture. L’uomo scopre così che il suo mondo interiore è costituito da tre diversi elementi: l’essenza, gli “io” – che si trovano nei quarantanove livelli del subcosciente, “dove l’Ego sviluppa continuamente i suoi film che addormentano la nostra coscienza” – e la personalità. L’essenza è la scintilla divina gnostica che vive all’interno di ogni uomo. Nonostante la presenza di questo elemento divino, l’uomo contemporaneo, l’“animale intellettuale”, degenera nella violenza e nella crudeltà. Questo è avvenuto a causa dei “demoni rossi di Seth”, cioè gli “io”: strutture psicologiche, difetti, vizi che si manifestano sia come pensieri, sia come comportamenti. La personalità, a sua volta, non è innata come l’essenza, ma comprende tutti i valori appresi tramite la cultura e l’educazione.

Il primo lavoro interiore da fare – senza trascurare l’educazione, che sin dall’infanzia mira allo sviluppo armonioso dell’essenza e della personalità – è il lavoro sugli “io”, che mira a rimuovere le incrostazioni che impediscono alla “sfera di diamante” (l’essenza) di emergere e di dominare la personalità. Nella personalità dove domina l’essenza la volontà umana si converte nella “volontà-Cristo” (il termine “Cristo” ha qui un significato esoterico indipendente dal personaggio storico di Gesù). Dissolvendo gli “io”, attraverso la salita di tre montagne, si arriva all’unione con l’Assoluto dove non esiste più alcuna dualità. Salendo le prime due montagne, l’iniziato realizza i “corpi solari” (che tuttavia possono ancora essere utilizzati dai cattivi “io”) e quindi, dissolti i primi, i “corpi d’oro”. Saliti sulla terza montagna non ci sono più corpi, e il serpente Kundalini è ingoiato dall’Aquila, a simboleggiare che ogni forma particolare deve morire per entrare nell’assoluta Unità.

Per raggiungere questi scopi Samael Aun Weor offre una conoscenza, un accostamento alchemico alla sessualità, invocazioni, catene di protezione e cura nonché – dopo un’apposita unzione che abilita al sacerdozio gnostico, al termine di un corso speciale – rituali suddivisi in sette gradi e compendiati nello scritto riservato Liturgia Gnostica, fra cui una messa gnostica. Quanto alla pratica, raggiunto un certo livello di approfondimento dell’insegnamento gnostico, particolare importanza è attribuita ai “viaggi incorporei” e alla creazione del corpo astrale: “Fabbricare il corpo astrale è stato, è e sarà sempre un problema assolutamente sessuale”. Per ottenere questo risultato (che consente di “viaggiare liberamente per tutta la Via Lattea senza alcun pericolo”) è necessario trasmutare l’idrogeno sessuale SI-12 che abbonda nel seme il quale, dopo avere ricevuto uno “shock speciale” – quando si frena l’impulso sessuale per evitare l’eiaculazione –, passa a una “seconda ottava superiore, che agisce in accordo alle sette note della scala DO-RE-MI-FA-SOL-LA-SI” (riprendendo alla lettera una serie di concezioni tipiche del sistema gurdjieffiano). L’unione del SI-12 maschile e femminile permette così all’idrogeno sessuale di passare a una seconda ottava superiore il cui risultato viene a essere la cristallizzazione del menzionato idrogeno nella forma meravigliosa del corpo astrale. Dopo il raggiungimento di questo stato, l’allievo può concentrarsi nella fabbricazione del corpo mentale solare, “un corpo di paradiso, un corpo di felicità pieno di perfezione incalcolabile”.

L’itinerario di approccio agli insegnamenti gnostici si suddivide in tre cicli, per un totale di circa cinquanta incontri settimanali, corrispondenti a un programma di studi graduale: la “prima camera” (circolo exoterico) è composta di tre fasi (A, B e C), corrispondenti ad altrettante tappe di apprendimento delle nozioni fondamentali (meditazione, rilassamento, vocalizzazioni e mantra, viaggio astrale, risveglio dei chakra, conoscenza del sé, trasmutazione delle energie, e così via); la “seconda camera” (circolo mesoterico) – che come la successiva si svolge nel locale segreto noto ai discepoli con il nome di Lumisial, o Tempio gnostico – è rivolta a quanti, avendo compreso e messo in pratica l’insegnamento gnostico, desiderano vivere più a fondo i “Tre Fattori della Rivoluzione della Coscienza”, praticando i rituali in sette gradi dei quali si è fatto cenno; la “terza camera” (circolo esoterico), infine, è aperta agli allievi di fase avanzata, e vi si praticano ulteriori rituali riservati, come per esempio il Pratimocha, finalizzato alla distruzione degli “ego” mediante la recita in catena di particolari mantra. La pratica centrale è chiamata (utilizzando un termine tantrico) Sahaja Maithuna e consiste in un atto sessuale completo fra un uomo e una donna che comporta la sublimazione dell’energia sessuale senza passare attraverso l’orgasmo (“inmisio membri virili in vagina feminae sine ejaculatium [sic] seminis”), così da realizzare una “trasmutazione” dell’energia sessuale che contribuisce ad aprire i quarantanove livelli del subconscio (facendone uscire tutti gli “io” che sono nascosti) e permette l’ascesa gnostica; si tratta di una pratica che non ha nulla a che vedere con il coito interrotto, ma che dovrebbe consentire la trasmutazione sia dell’energia maschile (seme), sia delle secrezioni femminili, altrettanto importanti per il risveglio della kundalini.

Diversamente da altri ambienti esoterici, Samael Aun Weor considera questa via all’alchimia sessuale come l’unica lecita; le altre sono rifiutate e perfino attaccate come diaboliche (presiedute, finalmente, da una “Loggia nera”). Samael Aun Weor insegna che, nel Sahaja Maithuna, dall’unione delle forze maschile e femminile nasce una terza forza, il Cherubino: una parte della Grande Madre Divina, una creatura di fuoco che agisce per un tempo limitato ma sufficiente a “bruciare” gli “io” contro cui la sua forza è diretta. Riprendendo una tradizione tantrica dotata di una lunga storia nella spiritualità orientale e nell’esoterismo occidentale, Samael Aun Weor ritiene che, evitando l’emissione del seme, l’energia sessuale, anziché disperdersi verso l’esterno, viaggi verso le fibre più profonde dell’essere e della coscienza, che è così risvegliata. Anche se non in tutte le derivazioni del “movimento gnostico”, ai discepoli non coniugati è invece insegnato un esercizio di trasmutazione chiamato (ancora utilizzando un termine tantrico; anche se nel tantrismo si tratta – come nel caso di Sahaja Maithuna – di parole che coprono significati diversi) Vajroli Mudra, che consiste in particolari posture seguite da un deciso massaggio sugli organi genitali, che tuttavia non giunge fino all’orgasmo.

Confermando un approccio non libertino alla sessualità – che deve essere infatti vissuta in assoluta castità di pensiero –, Samael Aun Weor sottolinea che l’antitesi fatale del Vajroli Mudra è “il vizio ripugnante e abietto della masturbazione”, cui seguono fatalmente l’abisso e la seconda morte di cui parla l’Apocalisse. Vi è qui una chiave particolare dell’intero sistema gnostico weorita, il quale considera la sessualità quale forma eminente di relazione con il trascendente (“il sesso è la funzione creatrice per mezzo della quale l’essere umano è un vero Dio”; e “l’alchimia sessuale è di fatto la scienza della nuova Era d’Acquario”, come è scritto ne Il matrimonio perfetto), al punto che la dispersione dell’energia sessuale fuori da queste pratiche è letta come causa causarum della perdita di tutte le facoltà interne nonché di malattie, vecchiaia, degenerescenza delle funzioni vitali, perdita della memoria e, infine, della morte stessa.

Peraltro, sulla pratica di questa via alchemica si manifestano spesso disaccordi fra le diverse branche del movimento. Poiché la dottrina è ampiamente comune, ci limiteremo per ciascuna branca a mettere in luce le questioni di successione e alcuni dati relativi alla presenza in Italia (escludendo i gruppi che hanno avuto solo in passato una pur minima presenza). Nel nostro Paese – nonostante una minore proliferazione di gruppi e sigle rispetto al continente ibero-americano – il movimento di Samael Aun Weor ha confermato a pieno titolo di essere il più diffuso “movimento gnostico di massa” al mondo.

B.: È argomento controverso se i libri scritti da Samael Aun Weor siano 49 o si avvicinino ai 70; in ogni caso, essi sono stati scritti originariamente in spagnolo e in parte tradotti in francese, inglese, italiano, portoghese, giapponese, greco, olandese e tedesco. Fra le molte trad. it. dei suoi testi, cfr.: Trattato di psicologia rivoluzionaria, Biblioteca Gnostica, Trieste 1989; La gran ribellione, Biblioteca Gnostica, Varese 1992; Il mistero dell’aureo fiorire, Biblioteca Gnostica, Varese 19932La Rivoluzione della Dialettica, Centro Studi di Antropologia Gnostica, s.l. 1995; L’inferno, il karma, il diavolo, Biblioteca Gnostica, Varese 1996; Le tre montagne, Biblioteca Gnostica, Varese 1991; eMagia cristica azteca, Centro Gnostico Samael, Milano (s.d.). Importanti sono le interviste raccolte da Efrain Villegas Quintero, Samael Aun Weor. La transformation radicale, trad. fr., Ganesha, Montréal 1983. Quali fonti secondarie, cfr. PierLuigi Zoccatelli, “Il paradigma esoterico e un modello di applicazione. Note sul movimento gnostico di Samael Aun Weor”, La Critica Sociologica, n. 135, autunno 2000 (ottobre-dicembre 2000), pp. 33-49; Idem, “Note a margine dell’influsso di G. I. Gurdjieff su Samael Aun Weor”, Aries. Journal for the Study of Western Esotericism, vol. 5, n. 2 (2005), pp. 255-275; e Idem, “La ‘psicologia rivoluzionaria’ e i ‘tre fattori della rivoluzione della coscienza’ nel movimento gnostico di Samael Aun Weor”, in Mario Aletti – Daniela Fagnani – Germano Rossi (a cura di), Religione: cultura, mente e cervello. Nuove prospettive in Psicologia della religione, Centro Scientifico Editore, Torino 2006, pp. 303-311.