restaurazione_05Chiesa di Cristo di Milano
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Un gruppo particolare – con una organizzazione oggi chiaramente distinta – nato all’interno delle Chiese di Cristo è quello delle International Churches of Christ, che ha importato all’interno della corrente restaurazionista la dottrina del discipling (talora nota come shepherding), elaborata originariamente all’interno del Crossroads Church of Christ Campus Ministry della sede di Gainesville della University of Florida. Secondo questa dottrina ogni fedele dovrebbe diventare un “discepolo” (disciple), seguendo la definizione spesso usata nella Bibbia dei primi “seguaci di Cristo”, e rimanendo coerente con l’espressione “gli uni gli altri” del Nuovo Testamento, avere un partner di formazione. La dinamica di questa relazione è di migliore amicizia spirituale, nella quale entrambi possono essere aperti a proposito della propria vita e ricevere mutuamente consiglio spirituale; quando un discepolo è chiaramente più maturo dell’altro prende le veci di una guida (“pastore”), il quale deve a sua volta farsi dirigere da un altro “pastore” e così via, salendo i gradini di una piramide gerarchica.

Influenzato dalle idee dei Christian Growth Ministries, il pastore della Crossroads Church of Christ di Gainesville – frequentata soprattutto da studenti della University of Florida -, Chuck Lucas, introduce piccoli gruppi di studio della Bibbia con scopo evangelico, che porta a rapide crescite all’interno della sua congregazione nei primi anni 1970. Fra i suoi seguaci più entusiasti vi è Kip McKean, allora studente presso la University of Florida. Il successo di quello che è chiamato Crossroads Movement diventa ben presto straordinario, ma altrettanto violente sono le critiche nel mondo delle Chiese di Cristo e nel mondo protestante in generale. Le polemiche portano il Crossroads Movement ad adottare un atteggiamento più moderato, e lo stesso Chuck Lucas a lasciare il movimento, nel 1985.

Nel frattempo – a partire dal 1979 – Kip McKean si era trasferito a Lexington, un sobborgo di Boston. Nel 1980 aveva trasformato la Lexington Church of Christ nella Boston Church of Christ, che nel 1981 aveva lanciato un ambizioso programma missionario per creare Chiese di Cristo in tutto il mondo fondate su una rigida applicazione del discipleship nelle principali aree metropolitane (con un notevole successo in particolare a Chicago, New York, Londra e Parigi, e con una presenza anche a Milano). Negli anni 1986-1988 la Boston Church of Christ – ormai al centro di un vasto Boston Movement – rompe con il Crossroads Movement originario, insistendo sull’impegno di ogni membro come definito in brani del Vangelo quali Luca 14, 25-33 e sottolineando un’interpretazione più rigida dello shepherding e dell’autorità dei pastori che si trovano al vertice della piramide.

Nel 1990 Kip McKean si è trasferito a Los Angeles, che diventa il centro delle International Churches of Christ (ICOC), una denominazione che conta oltre 390 Chiese (l’obiettivo di fondare una Chiesa in ogni nazione del mondo dove esista una città con almeno centomila abitanti è stato raggiunto nel 2000) e oltre centomila fedeli nel mondo; la Chiesa di Los Angeles è la più grande congregazione delle ICOC al mondo, con una presenza domenicale che supera le diecimila presenze (e complessivamente ci sono più di quaranta congregazioni con presenze domenicali fra i mille e novemila fedeli, oltre metà delle quali fuori dagli Stati Uniti).

Negli ultimi anni le International Churches of Christ sono state attaccate dal movimento anti-sette e incluse spesso nei vari elenchi di “sette” che circolano in diversi paesi. Molti critici, peraltro, non si rendono conto di come elementi considerati unici e specifici del Boston Movement in realtà si ritrovano, con pochissime differenze, nella lunga tradizione delle Chiese di Cristo: per esempio l’esclusivismo, secondo cui solo chi fa parte dell’unica vera Chiesa sarà salvato, non è tipico solo delle ICOC e anzi McKean fu accusato all’inizio dagli ambienti più conservatori delle Chiese di Cristo americane di non essere abbastanza esclusivista. Ma è anche vero che lo stesso movimento ha ammesso errori e ha moderato alcuni eccessi, facili a prodursi nel sistema del discipling. Soprattutto a partire dal 2002, l’anno in cui Kip McKean ha abbandonato tutte le sue cariche dirigenziali, un vasto movimento di autocritica ha coinvolto numerose Chiese, ha ridotto drasticamente il numero dei pastori a tempo pieno, ha moderato l’esclusivismo portando in diversi paesi a forme di dialogo con le Chiese di Cristo originarie e anche con altri gruppi protestanti, e ha ampiamente trasformato un’organizzazione gerarchica in un network dove le Chiese locali godono di una buona dose di autonomia. Come sempre avviene, le riforme hanno però determinato anche una reazione, che si è riunita intorno allo stesso Kip McKean, il quale nel 2005 ha dichiarato il suo “movimento di Portland” indipendente rispetto alle ICOC e nel 2007 è tornato a Los Angeles dove ha fondato la City of Angels International Christian Church (CAICC). Al movimento di Kip McKean, che si configura come un vero e proprio scisma delle ICOC, fanno capo una trentina di Chiese, presenti sia negli Stati Uniti sia all’estero.

Le origini della Chiesa di Cristo di Milano risalgono al novembre 1991, con l’arrivo di un team missionario di ventitré membri, guidato da Bob e Laurie Tranchell. Nei primi mesi sono battezzate una decina di persone, e nel maggio 1992 la Chiesa di Cristo di Milano è ufficialmente inaugurata. Nel successivo mese di luglio i Tranchell sono richiamati a Boston, e la Chiesa continua la sua attività sotto la guida di Alex Presenza (che era stato battezzato a Toronto) e altri. Sorgono problemi collegati alla decisione delle autorità della Chiesa di trasferire da Milano una coppia membra del team, Mark e Rose Miller, che non vorrebbe lasciare la città lombarda. Nel giugno 1993 arrivano a guidare la Chiesa di Milano Andy e Staci Yeatman (quest’ultima figlia del dirigente delle ICOC, Al Baird). Il problema legato ai Miller coinvolge Alex Presenza e si trasforma, da parte di questa “dissidenza”, in una critica dell’esclusivismo dottrinale delle ICOC.

Dirigenti europei e internazionali intervengono visitando Milano, e nel luglio 1993 diciassette dei circa trenta membri seguono i “dissidenti” e lasciano la Chiesa di Cristo Internazionale. L’incidente di Milano, per quanto relativo a una piccola comunità, si conquista un posto nella letteratura polemica internazionale sulle ICOC. Peraltro, la comunità di Milano, che conta circa cinquanta fedeli, ha continuato discretamente la sua crescita e, pure senza conseguire successi spettacolari, costituisce oggi una presenza stabile nel panorama europeo delle ICOC. Membri della comunità di Milano animano la piccola Chiesa di Cristo di Bologna nonché gruppi a Como, a Varese e in altre località. Dal 1998 esiste inoltre una Chiesa di Cristo di Napoli, che fa capo alle ICOC di Londra: il fatto che sia composta prevalentemente da statunitensi (soprattutto militari) che rimangono in Italia per un periodo limitato ha finora impedito un vero radicamento nella città.

B.: Tra le fonti primarie, tutte pubblicate da Discipleship Publications International, Los Angeles: Kip McKean, First Principles (1993); Gordon Ferguson, Love One Another (1993); Tom Jones, Deep Convictions (1993); Randy McKean, The Mission (1994); G. Ferguson,Prepared to Answer (1995); T. Jones, To Live is Christ (1995).