movimenti profeticiLa Fratellanza Giurisdavidica

Fratellanza Chiesa Cristiana Giurisdavidica di Monte Labbro
c/o Mauro Chiappini
Località Puscina – Zancona
58031 Arcidosso (Grosseto)
Tel.: 0564-966650

David Lazzaretti (1834-1878), barrocciaio di Arcidosso (Grosseto), riceve a partire dal 1868 una serie di visioni e apparizioni. Seguendo il comando trasmesso in una visione da san Pietro, si reca nel Lazio per incontrare Pio IX (1792-1878) e si dà a severe penitenze in una grotta di Montorio Romano, in Sabina. Si proclama – sempre sulla scorta delle sue rivelazioni – discendente della casa reale di Francia, e attira alcuni sacerdoti. Nel 1869, dopo che il suo messaggio è stato rifiutato nello Stato Pontificio, torna in Toscana. Fonda un ordine religioso maschile, gli Eremiti Penitenti, una società di mutuo soccorso chiamata Santa Lega – Fratellanza Cristiana, e raduna i suoi seguaci a vivere in comunione di opere e di beni – pur rimanendo ciascuno nella sua abitazione – presso Arcidosso, nella Società delle Famiglie Cristiane, con un centro simbolico costituito dal Monte Labbro. Le autorità si allarmano, e lo arrestano due volte nel 1871 e 1873.

Dopo questi arresti, entra in contatto con un ambiente “rivelazionista” francese, che attende la restaurazione della monarchia da un Gran Monarca apocalittico. Lazzaretti è alternativamente considerato l’annunciatore del futuro Gran Monarca, o lo stesso re profetico. Finalmente, nel 1877, Lazzaretti – chiamato dalla stampa italiana “il profeta dell’Amiata” – si proclama “re dei re” e annunciatore di una nuova era che sarà segnata da “sette città eternali”. Cerca nuovamente di fare accettare il suo messaggio dalla Chiesa cattolica, ma – convocato a Roma – nel marzo 1878 è condannato dal Santo Uffizio. Il successivo 9 giugno fa adottare ai suoi seguaci un Simbolo dello Spirito Santo che lo proclama nuovo “Cristo Duce e Giudice”. La Chiesa cattolica, si afferma, ha esaurito la sua missione e deve essere sostituita da una nuova Chiesa “giurisdavidica” che sarà inaugurata da una grande processione in cui Lazzaretti, come monarca e giudice del mondo, scenderà dal Monte Labbro il 15 agosto 1878. Rimandata al 18 agosto, la processione trova ad attenderla la polizia, rafforzata dai militari, uno dei quali spara uccidendo il profeta e dando origine a una scaramuccia che lascia sul terreno altri tre morti e una quarantina di feriti. Gli storici oggi, in genere, concordano nel parlare di un tragico equivoco e di uno spargimento di sangue non necessario.

A Siena, nel 1879, un processo si conclude con l’assoluzione dei più diretti collaboratori di Lazzaretti. Il movimento tuttavia sopravvive nelle campagne intorno ad Arcidosso sotto la guida di “Sommi Sacerdoti”: il primo è Filippo Imperiuzzi C.O. (1845-1921), un sacerdote cattolico venuto da Roma per seguire Lazzaretti che finisce però per tornare nella capitale, mentre un altro sacerdote che aveva avuto un ruolo di rilievo nel movimento, il canonico Giovanni Battista Polverini (1837-1927), era tornato alla comunione con la Chiesa Cattolica dopo la morte di Lazzaretti. A Imperiuzzi succedono Cherubino Cheli (1843-1923) e Francesco Tommencioni (1853-1934). La città di Arcidosso conserva amorevolmente la memoria di David Lazzaretti, anche se poche famiglie della zona si considerano ancora fedeli alla Chiesa giurisdavidica, che ha anche patito le vicende romane della Chiesa universale giuris-davidica, realtà del tutto distinta, anche per stile e modalità di azione, dai giurisdavidici di Arcidosso e dei contatti con la quale il gruppo toscano conserva un ricordo non favorevole. Attualmente, i fedeli della Chiesa giurisdavidica sono una decina – quasi tutti in età avanzata – e si riuniscono periodicamente per le loro funzioni (cerimonie liturgiche molto povere e semplici) nei casolari e nelle abitazioni intorno ad Arcidosso, dove non svolgono alcuna attività di proselitismo. All’ultimo sacerdote giurisdavidico, Turpino Chiappini (1925-2002), morto il 30 novembre 2002, è succeduto il figlio Mauro, che non ha però il titolo di sacerdote. Qualche volta i fedeli si riuniscono sulla cima del Monte Labbro – ritenuto sacro dai giurisdavidici –, dove esiste ancora un modesto locale sotterraneo. Mauro Chiappini ha fattivamente contribuito alla diffusione di un rinnovato interesse per il movimento giurisdavidico, che si è espresso nella restaurazione dei luoghi storici sul Monte Amiata grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e in importanti iniziative editoriali.

La teologia giurisdavidica nasce da una visione della storia in tre epoche o leggi – di giustizia (di Mosé), di grazia (di Gesù Cristo), e di diritto (dello stesso Lazzaretti) – che ricorda Gioachino da Fiore (1130-1201). Con la terza legge sono “tolti dal potere gli abusi e gli abusatori”, cioè i Papi di Roma. Le “false dottrine” abolite dalla Chiesa Giurisdavidica sono il celibato dei sacerdoti, la confessione auricolare, l’eternità della permanenza dei malvagi nell’Inferno, la complessità dei riti romani sostituiti da un semplice culto di adorazione che, dopo la morte di Lazzaretti, si è progressivamente evoluto assumendo elementi del culto protestante. Caratteristico della Chiesa Giurisdavidica è il “battesimo di fuoco”, che conferma il cristiano nella sua fede (come la cresima cattolica) e si pratica con l’impressione a fuoco sul petto di un sigillo costituito da due lettere C contrapposte separate da una croce. In anni ormai lontani, questo rito ha dato occasione a problemi con la giustizia italiana, che si chiedeva se il rito lazzarettista non configurasse il reato di lesioni volontarie.

B.: In generale: Giacomo Barzellotti, David Lazzaretti di Arcidosso detto il Santo: i suoi seguaci e la sua leggenda, Arnaldo Forni Editore, Bologna 1977; Carlo Pazzagli (a cura di), Davide Lazzaretti e il Monte Amiata : protesta sociale e rinnovamento religioso. Atti del Convegno: Siena e Arcidosso, 11-13 maggio 1979, Nuova Guaraldi, Firenze 1981; Enrica Tedeschi, Per una sociologia del millennio. David Lazzaretti: carisma e mutamento sociale, Marsilio, Venezia 1989. Cfr. pure: Giuseppe Fratini, Davide Lazzaretti, il profeta dell’Amiata, Quaderni dell’Amministrazione Provinciale di Grosseto, Grosseto 1983; Anna Innocenti Periccioli, Davide Lazzaretti, il profeta toscano nella fine ‘800 nelle memorie trasmesse dalla figlia alla nipote, Jaca Book, Milano 1985. In chiave divulgativa: Arrigo Petacco, Il Cristo dell’Amiata. La storia di David Lazzaretti, Mondadori, Milano 2003. Esempi della nuova fioritura di studi e pubblicazioni nel secolo XXI sono i volumi editi da Effigi, Arcidosso (Grosseto), fra i quali si segnalano: Lucio Niccolai, David Lazzaretti. Il racconto della vita, le parole del profeta (2006); Idem, David Lazzaretti davanti al Sant’Offizio. Documenti e atti della Suprema Sacra Congregazione sulla causa Lazzaretti (2007); Nello Nanni (a cura di), David Lazzaretti. Scritti 1868-1870 (2008); AA. VV., Eresia politica e religiosa nell’opera di David Lazzaretti. Atti della giornata di studi. Arcidosso, 11 Ottobre 2008 (2009); Leoncarlo Settimelli, I Lazzaretti. Una dinastia nella bufera (2010); AA. VV., Una teologia della speranza. Il millenarismo da fra Dolcino a David Lazzaretti. Atti della giornata di studi. Arcidosso, 2 Gennaio 2010 (2011).

La Chiesa Universale Giuris-Davidica

Sacerdote: Maurizio Maggioni
Contatti tramite il sito Internet: http://digilander.libero.it/universotuttoamore/

Tra i sacerdoti che avevano seguito Lazzaretti fino alla riduzione allo stato laicale, Filippo Imperiuzzi torna, come si è accennato, a Roma e sposa Elena Cappelli (1867-1953). Quest’ultima, dopo la morte del marito, raduna a Roma un piccolo numero di seguaci, che combina il messaggio di Lazzaretti con elementi derivanti dall’esoterismo e dalla Società Teosofica. Alla morte di Elena Cappelli, le succede una seguace favorita da visioni profetiche, Elvira Giro (1910-1989), assistita dall’ingegner Leone Graziani (1918-1993). Sotto la guida dei nuovi dirigenti, il gruppo romano entra in contatto con la Chiesa giurisdavidica di Arcidosso, che ne ignorava completamente l’esistenza. I semplici fedeli del Monte Amiata all’inizio accolgono con favore quelli che chiamano i “culturali” di Roma, che curano il riconoscimento giuridico della Chiesa giurisdavidica nel 1960 e ricostruiscono la cappella di Lazzaretti sulla vetta del Monte Labbro. Lo scontro fra due estrazioni socio-culturali troppo diverse è però inevitabile, e la comunità di Arcidosso non accetta le originali rivelazioni di Elvira Giro, che considera (non a torto) molto lontane dal pensiero di Davide Lazzaretti. Negli anni 1970 è formalizzata la separazione dei due gruppi e quello romano acquista un’esistenza separata con il nome di Chiesa Universale Giuris-Davidica. Leone Graziani entra in rapporto con diverse “piccole” Chiese di successione apostolica vecchio-cattolica e mariavita, ricevendo a più riprese consacrazioni episcopali. Prima di morire Elvira Giro consacra come sacerdotessa giurisdavica Fausta Cozzi (1925-2008), la quale ha a sua volta consacrato nel 2000 il dottor Maurizio Maggioni, di Piombino, che mantiene in vita questo piccolo movimento.

Se da un lato la Chiesa Universale Giuris-Davidica è stata ai tempi della Giro e di Graziani una realtà del tutto minuscola, la sua produzione dottrinale è stata copiosa, e risente dell’influsso esoterico-teosofico. Un “Centro dell’Eterno Iddio”, che è insieme Padre (Ordine) e Madre (Scienza), crea la Terra, in parte immettendo – grazie anche all’opera di extraterrestri – realtà che esistevano già su altri pianeti. Sulla Terra rimangono però anche elementi negativi (i “tre minerali proibiti” – uranio, plutonio e cobalto; la gramigna nel regno vegetale; il rospo nel regno animale) e sarà compito degli uomini vincerli. Il primo piano del Canale della Creazione fallisce a causa del peccato originale; Dio pone quindi le basi per un nuovo Canale simboleggiato dal sambuco, dal pappagallo e dalla colomba. Al servizio del nuovo Canale, il Centro Creativo invia – anche attraverso il gioco delle reincarnazioni – suoi messaggeri fino alla triade costituita da Giovanni Battista, Maria e Gesù che pratica sulla Terra la prima “incisione cristica”. L’azione delle potenze negative, tuttavia, continua, e necessita una ulteriore “incisione” da parte della Trinità che si manifesta personalmente, dopo che in Gesù Cristo (in cui si è incarnato il Padre), in David Lazzaretti (in cui si è incarna il Figlio) e in Elvira Giro (in cui si incarna lo Spirito Santo). Il Regno dello Spirito Santo è così stato “inciso” nel 1954, dando inizio all’epoca finale del mondo che si concluderà fra un migliaio di anni con il “bacio del perdono” e la restaurazione finale del piano originario di Dio.

B.: Nella copiosa produzione di Elvira Giro (pubblicata dalla casa editrice La Torre Davidica, Roma) si possono segnalare: Rivelazioni spirituali cosmiche nella Chiesa Universale Giuris-davidica della SS.ma Trinità (1968), Epilogo ed incisione terrestre della “Parusia” opera della Madre Scienza, Regina dell’Universo (1981), Sintesi della nuova istituzione giuris-davidica del Regno dello Spirito Santo (1985; 2ª ed.: 1987). Di Fausta Cozzi cfr. lo scritto autobiografico Tu es Sacerdos, La Torre Davidica, Roma s.d., che insieme a numerose altre opere del movimento è disponibile anche sul sito Internet. Di Maurizio Maggioni cfr. lo scritto storico “Elena Cappelli Imperiuzzi: l’esoterismo spiritistico della prima sacerdotessa veggente dell’Opera Davidica tra Siena e Roma”, Primordia n. XVIII, Milano 2001, pp. 3 e 36-41.