Re di Salem
(le riunioni si tengono in case private)
Tel.: 347-4213312
E-mail: italia@reydesalem.com
URL: www.cristoeunadonna.com

A partire dal 2014 sono apparsi in città italiane, come in numerosi altri Paesi del mondo, manifesti con la domanda – apparsa a molti singolare o provocatoria – “Lo sapevi che Cristo è una donna?”. I manifesti rimandano al Re di Salem, un movimento che ha una “preistoria” nell’esperienza di Crescendo in Grazia, un gruppo cui, nei suoi anni di massima espansione, erano stati attribuiti circa due milioni di seguaci nel mondo. Crescendo in Grazia era stato fondato nei primi anni 1980 – le opinioni sulla data esatta divergono – da José Luis de Jesús Miranda (1946-2013), un predicatore nato a Ponce (Portorico), ma diventato famoso in Florida. José Luis si presentava insieme come la seconda venuta di Gesù Cristo e come l’Anticristo, così che i suoi seguaci adottavano tatuaggi con il numero 666, il numero dell’Anticristo nell’Apocalisse. L’espressione “Anticristo” non aveva un significato negativo, ma implicava la necessità, in una nuova epoca, di distogliere lo sguardo dal primo Cristo, Gesù di Nazareth, per concentrarsi sulla sua nuova manifestazione, cioè lo stesso José Luis.

Secondo i suoi seguaci, José Luis non avrebbe dovuto morire, ma “trasformarsi” e assumere un corpo immortale. La morte di José Luis, avvenuta nella notte fra il 17 e il 18 novembre 2013, lascia pertanto i suoi fedeli sconcertati. Alcuni lasciano semplicemente il movimento, altri seguono l’uno o l’altro dei suoi principali discepoli in una successione di scismi che sembra non essere finita, il cui risultato è la frammentazione di Crescendo in Grazia in un’ampia serie di piccole realtà. Fra queste, quella che è riuscita a conservare alcuni diritti legali sul nome “Crescendo in Grazia” (www.creciendoingracia.com), un gruppo noto anche come “La Ciencia de JH” e diretto da Emilio Gramajo, già leader di Crescendo in Grazia in Guatemala,  non è probabilmente neppure la più grande.

La maggioranza dei seguaci accetta invece l’annuncio della terza moglie e vedova di José Luis, Lisbet (o Lisbeth) García, che tre giorni dopo la morte del marito afferma di essere spiritualmente “risorta” e di avere ricevuto per rivelazione la notizia della propria identificazione con l’Arcangelo Michele. Qualche mese dopo, annuncia che Dio le ha rivelato che è la seconda venuta di Gesù Cristo e la sposa di Dio. Infatti, Dio ha una parte maschile – che si è manifestata in carne e ossa sulla Terra nei tempi dell’Antico Testamento come Melchizedek – e una femminile, che si è incarnata nella donna un tempo nota come Gesù di Nazareth. Benché la Bibbia sia stata corrotta e manipolata, conserva tracce del fatto che Gesù fosse in realtà una donna: dal suo costato uscirono sangue e acqua, segno che era incinta – di un figlio concepito con Giovanni Battista –, fu venduta per trenta denari, il prezzo tradizionale di una donna offerta al Signore secondo Levitico 27,4; Giuda la tradisce con un bacio, necessario per distinguerla dalla sua gemella, Didimo. Anche l’iconografia tradizionale cattolica della Madonna, venerata cone la Madre di Dio, risulta da una confusione – o da una manipolazione – rispetto alla natura femminile del Cristo. Questi annunci di Lisbet determinano la reazione di discepoli di José Luis che inizialmente l’avevano seguita, tra cui Andrés Cudris e Martín Guío, i quali fondano ulteriori gruppi autonomi.

Secondo Lisbet, Gesù non avrebbe dovuto essere crocefissa, e le profezie della crocifissione si riferiscono in realtà alla messa in croce delle passioni e della mente carnale. La crocifissione di Gesù fu dunque un assassinio, che interruppe la sua missione. Ma Gesù promise di tornare il terzo giorno, cioè – secondo il movimento – nel terzo millennio, quando torna nella persona di Lisbet García. José Luis, rispetto a Lisbet, si trova nella posizione di Giovanni Battista – che ha voluto anche lui possedere quella che era la sposa di Dio – oltre che, effettivamente, in quella dell’Anticristo. La sua è stata un’apostasia, necessaria e che il movimento non giudica, ma che ha avuto come conseguenza la sua morte. Secondo Re di Salem, José Luis sapeva che il Cristo tornato era Lisbet – dunque non poteva essere lui – ma non ha mai trasmesso a nessuno questa verità, neppure alla stessa Lisbet, che l’ha ignorata fino a qualche mese dopo la morte del marito. Come – secondo il movimento –, la donna Gesù di Nazareth, così anche Lisbet ha una sorella gemella che, come Didimo, si occupa delle finanze della comunità.

I numerosi fedeli di Crescendo in Grazia che hanno seguito Lisbet e hanno accettato le sue rivelazioni sono chiamati le “primizie” del mondo nuovo o i “semiti”. I seguaci degli altri gruppi in cui si è frammentato Crescendo in Grazia sono i “camiti”: Re di Salem li considera fratelli che sono però nell’errore, e prega e opera per il loro ritorno all’ovile. Infine, coloro che accettano il ruolo di Cristo Lisbet perché incontrano le informazioni del movimento diffuse via Internet o con manifesti e volantini sono “giafetiti”.

Il movimento annuncia che Lisbet non invecchierà né morirà, e questa sarà la prova che è effettivamente Cristo. Anche i suoi seguaci, se riusciranno a liberarsi totalmente della mente carnale, non invecchieranno né moriranno – quanto ai fedeli che oggi muoiono, hanno ceduto alla mente carnale o non hanno avuto il tempo di purificarsi – e un giorno potranno anche generare figli indipendentemente dalla loro età anagrafica. Re di Salem considera infatti importanti i rapporti di coppia, che riproducono l’unione fra Dio e la sua sposa Cristo Lisbet, anche se non ha un suo rito del matrimonio. In effetti, Re di Salem non ha sacramenti o liturgie. Le riunioni hanno un formato piuttosto semplice: canti, testimonianze – molte delle quali di guarigione o di altri eventi miracolosi (il movimento considera pure significativo il fatto che la sua sede e i suoi dirigenti sono rimasti illesi in occasione dell’alluvione che ha colpito la città texana nel 2017) –, spiegazione dei messaggi di Lisbet da parte di alcuni fratelli o sorelle, e infine collegamento video con la stessa Lisbet o con discepoli da lei designati per l’insegnamento settimanale. Nei Paesi come l’Italia dove i fedeli sono pochi le adunanze si svolgono via Internet.

Il movimento crede nella vita eterna solo su questa Terra, dove Lisbet e i fedeli purificati vivranno per sempre. Chi è morto o morirà prima di questa trasformazione – da non confondersi con l’Apocalisse, che si è in realtà già verificata con la scissione di Crescendo in Grazia in così tanti gruppuscoli che non riconoscono Lisbet – è semplicemente scomparso, e non ne resta nulla.

Le religioni e le idee sulla resurrezione dei morti, il Paradiso, l’Inferno sono invenzioni umane. L’organizzazione di Cristo Lisbet, che preferisce non essere chiamata “religione” e ha la sua sede centrale a Houston, nel Texas, annuncia l’unica verità e offre il contatto con un Dio vivente, senza mediatori. Il movimento non diffonde statistiche, ma i seguaci sono certamente decine e forse centinaia di migliaia, se si considera la sua presenza in numerosi Paesi del mondo, con una diffusione particolarmente significativa in Colombia. In Italia i seguaci sono una trentina, in maggioranza di origine latino-americana, con comunità a Roma, nei dintorni di Milano e a Latina. Altri che avevano aderito in Italia a Crescendo in Grazia hanno seguito l’una o l’altra delle branche in cui il movimento si è diviso.

 

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