teosofia

(Una presenza organizzata in Italia è venuta meno; i fedeli sono in contatto con varie realtà internazionali)

La Chiesa Cattolica Liberale nasce nel 1916 in Gran Bretagna, come riorganizzazione del movimento vetero-cattolico inglese, introdotto nel paese dal vescovo Arnold Harris Mathew (1852-1919). Quest’ultimo, ordinato nel 1908 all’episcopato nella Chiesa vetero-cattolica di Utrecht, porta la missione inglese da lui fondata all’indipendenza da Utrecht dal 1910 al 1915; in questi stessi anni, si affiliano alla missione vetero-cattolica numerosi membri inglesi della Società Teosofica. In seguito a un disaccordo con Mathew sui temi dottrinali del movimento teosofico, la grande maggioranza dei membri della missione vetero-cattolica decide di ricostituire il movimento su basi di più ampia liberalità di pensiero e di maggiore attenzione alle forme di misticismo, che stanno pervadendo in quei decenni il mondo anglicano e gli ambienti modernisti cattolici e protestanti.

La Chiesa, che da Old Catholic Church in Great Britain si rinomina, nel 1918, Chiesa Cattolica Liberale, prende piede nel mondo grazie all’attività missionaria del primo vescovo presidente, James Ingall Wedgwood (1883-1951), e in molti Paesi si sviluppa grazie a una sorta di simbiosi (non sempre facile o apprezzata) con gli ambienti della Società Teosofica. Una figura di primaria importanza, e punto di riferimento dottrinale per la Chiesa, è l’ex sacerdote anglicano Charles Webster Leadbeater (1854-1934). Già prolifico autore di temi teosofici, Leadbeater accetta di farsi consacrare vescovo da Wedgwood e di applicare le proprie percezioni extrasensoriali allo studio dei sacramenti cristiani: le sue osservazioni sono raccolte, nel 1920, nel volume La Scienza dei Sacramenti. I vescovi Wedgwood e Leadbeater elaborano la liturgia della Chiesa Cattolica Liberale, ancora in uso oggi con alcune modifiche minori.

Nel corso della sua storia la Chiesa Cattolica Liberale ha patito diversi scismi. Nel 1941 la maggioranza dei membri americani si separa dalla casa madre inglese dopo una discussione sui rapporti con la Società Teosofica, che questi membri volevano meno stretti. Il gruppo che risulta da questo scisma è oggi attivo in numerosi Paesi con il nome di Chiesa Cattolica Liberale Internazionale. Altri scismi hanno dato origine ad almeno sette denominazioni indipendenti, ma la divisione maggiore si è avuta nel 2003 intorno alla questione dell’ordinazione delle donne, con la nascita di una branca “liberale” – favorevole alle donne sacerdote e maggioritaria nell’Europa Continentale – e una “conservatrice”. Entrambe mantengono il nome Chiesa Cattolica Liberale, e capire a quale dei due Sinodi Episcopali separati che si sono formati appartiene una congregazione non è sempre agevole.

Oggi la Chiesa Cattolica Liberale è diffusa in una cinquantina di Paesi, ed è suddivisa in Province ecclesiastiche, rette da vescovi regionali e dotate di una larga autonomia. Il suo organo amministrativo principale è il Sinodo Episcopale Generale, con a capo un vescovo presidente. La Chiesa conta circa trentamila membri nel mondo, e in Italia meno di un centinaio.

La particolarità della Chiesa Cattolica Liberale, che la rende insolita e difficile da catalogare nel panorama religioso mondiale, è una bi-dimensionalità cattolico-teosofica, che è stata al tempo stesso una chiave del suo successo e un fattore di marginalizzazione. Accanto all’eredità liturgica del mondo vetero-cattolico (sulla quale ha “precorso” a modo proprio i tempi del moderno movimento liturgico nella creazione di una liturgia vernacolare di stampo tridentino) si trova un’ampia liberalità di pensiero, che vi fa convivere espressioni di interpretazioni teosofiche delle dottrine cristiane, ricerche di fonti comuni della cristianità, studi sugli effetti psicologici e interiori dei sacramenti, e via dicendo. Spesso le eredità cattolica e teosofica generano all’interno della Chiesa Cattolica Liberale un certo livello di tensione interna, che viene incontro a una categoria ben precisa di persone in ricerca, deluse da ristrettezze di teologie antiche e di dottrine moderne: alcuni studiosi prevedono che questa Chiesa, a differenza di molte altre forme di “piccole Chiese” e di vagantismo episcopale, manterrà in futuro una propria raison d’être ben definita e un proprio target di fedeli, limitato, ma chiaramente delineabile tra i ricercatori spirituali.

B: Per una visione storica e bibliografica in lingua italiana, si veda Andrea Cassinasco, Elementi di storia della Chiesa Cattolica Liberale, tesi di Magistero in Scienze Religiose, Torino 1997 (inedita). Un quadro sociologico, riferito soprattutto alla provincia americana, in Warren Christopher Platt, The Liberal Catholic Church: An Analysis of a Hybrid Sect, tesi di dottorato, Columbia University, New York 1982 (UMI 8222466). Per la biografia di uno dei vescovi fondatori, uno studio tuttora insuperato è quello di Gregory Tillett, The Elder Brother. A Biography of Charles Webster Leadbeater, Routledge & Kegan Paul, Londra 1986, che deriva da una tesi di laurea più ampia, di oltre mille pagine, Charles Webster Leadbeater1854-1934. A Biographical Study, Department of Religious Studies, University of Sydney, 1986, che può essere consultata online nel sito www.leadbeater.org.