buddhismoFriends of the Western Buddhist Order in Italy – Triratna Buddhist Community (FWBO Roma)
c/o Arcismati
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Tel.: 06-4385930
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Dennis Philip Edward Lingwood nasce a Tooting, un sobborgo di Londra, nel 1925. L’incontro con la Società Teosofica lo avvia, giovanissimo, a una lunga carriera di ricercatore spirituale che lo porta a esplorare numerosi movimenti religiosi di origine induista e buddhista. Nel 1943 si iscrive alla Società Buddhista e inizia il servizio militare, che lo porta in India, Sri Lanka e Singapore. Attratto pure dalla Missione Ramakrishna, nel 1944 si converte formalmente al buddhismo e – dopo essere entrato in contatto con monaci birmani – nel 1949 è ricevuto come novizio e nel 1950 ordinato con il nome di Sangharakshita (“protetto dalla comunità”). Si trasferisce quindi a Kalimpong, dove vive come monaco per quattordici anni.

Benché ordinato come monaco theravada, in una città vicina alla frontiera con il Tibet Sangharakshita scopre rapidamente il buddhismo tibetano e diventa amico anche del maestro ch’an Chen Chien Ming (“Yogi Chen”, 1906-1987), che più tardi da Kalimpong si trasferirà negli Stati Uniti. Sviluppa quindi un accostamento ecumenico al buddhismo, che attinge a diverse tradizioni e si pone esplicitamente l’obiettivo missionario di diffondere la dottrina buddhista in nuovi ambienti. Decisivo per Sangharakshita è l’incontro, nel 1952, con Bhimrao Ramji Ambedkar (1891-1956), il primo ministro della Giustizia dell’India indipendente e uno degli architetti della Costituzione indiana. Nel 1951 Ambedkar aveva lasciato il governo e, pur rimanendo fino alla morte un membro del Parlamento, aveva annunciato la sua conversione al buddhismo e l’intenzione di dedicarsi principalmente a un movimento che promuovesse l’emancipazione dei dalit – i cosiddetti “intoccabili”, un gruppo da cui proveniva egli stesso – attraverso la pratica buddhista. Ambedkar si rivolge a Sangharakshita, di cui stima l’accostamento non settario al buddhismo, e insieme lanciano un movimento che converte cinquecentomila dalit. Alla morte di Ambedkar nel 1956, molti di questi dalit guardano a Sangharakshita come al loro leader spirituale.

Già famoso in India, nel 1964 Sangharakshita è invitato a Londra da un gruppo di buddhisti theravada che lo chiamano ad arbitrare una disputa. Quella che doveva essere una breve visita si trasforma in un trasferimento permanente del maestro in Inghilterra, dove i suoi corsi e seminari incontrano un grande successo. Tuttavia il suo approccio eclettico porta a una rottura con l’ambiente theravada britannico, e nel 1967 Sangharakshita fonda i Friends of the Western Buddhist Order (FWBO), un’organizzazione che dichiara di non aderire a nessuna scuola buddhista in particolare e che accoglie insegnanti theravada, zen e delle varie scuole tibetane.

Caratteristica dei FWBO – non senza precedenti in alcune scuole giapponesi, ma rara nel buddhismo e fonte di controversie – è una “iniziazione” che non si ricollega a nessuno specifico lignaggio monastico e che è propedeutica a una scelta che potrà essere monastica o laica. Benché non manchino attività miste, molte sono divise tra uomini e donne. Il successo internazionale – più di cento centri in venti Paesi, con una cerchia di circa centomila frequentatori, molti dei quali (da un quinto a metà, secondo diverse stime) in India – è accompagnato da accuse di misoginia, di privilegi conferiti ai membri maschi omosessuali – il movimento non condanna l’omosessualità – e anche di veri e propri abusi. Queste accuse sono diffuse in particolare da un’inchiesta del quotidiano inglese The Guardian pubblicata nel 1997.

Nello stesso anno – forse non senza relazione con le polemiche – inizia un processo di trasferimento dell’autorità da Sangharakshita, che torna a dedicare molta attenzione alle comunità dalit in India, a un Collegio dei Precettori con sede a Birmingham, inizialmente con otto membri – il numero aumenterà nel 2003 – che nel 2000 assume formalmente la guida del movimento. Nel 2010 il nome usato in India – Comunità Buddhista Triratna, dal termine sanscrito per i “tre gioielli” buddhisti – è adottato per tutto il movimento in sostituzione di FWBO, non senza obiezioni da parte di membri occidentali ma in conformità al ruolo sempre più rilevante conferito dallo stesso Sangharakshita alle comunità indiane e alle esigenze delle nuove missioni in Russia e in Cina, dove la parola Western, “occidentale”, si rivela un ostacolo alle conversioni.

Nel 2004 un iniziato, Arcismati, decide autonomamente di trasferirsi a Roma per portare il messaggio dei FWBO in Italia. Il successo della sua solitaria missione è piuttosto lento, ma nel 2010 le numerose richieste di seminari e corsi che giungono anche dal Nord Italia inducono il centro di Birmingham a inviare a Roma altri iniziati per coadiuvare Arcismati.

B.: Una prima presentazione potrà essere ricavata dal testo di Ratnaprabha, “A Re-emergence of Buddhism: The Case of the Friends of the Western Buddhist Order’, in Peter Clarke (a cura di), The New Evangelists. Recruitment and Aims of New Religious Movements, Ethnographica, Londra 1987, pp. 57-75. A partire da uno studio – originariamente una tesi di laurea – sulla branca neozelandese, utili informazioni si ricaveranno dal libro di Sally McAra, Land of Beautiful Vision. Making a Buddhist Sacred Place in New Zealand, University of Hawaii Press, Honolulu 2007.