Spiritismo, parapsicologia, ricerca psichicaGustavo Adolfo Rol (1903-1994) – considerato da molti parapsicologi il più grande sensitivo del secolo XX – si è sempre scrupolosamente astenuto dal fondare gruppi e organizzazioni, ma cerchie di amici fedeli continuano a diffonderne le idee. Fra i più attivi e appassionati divulgatori del suo insegnamento  – curatore e autore, fra l’altro, del sito Internet www.gustavorol.com – si segnala senza dubbio Franco Rol, parente del più famoso Gustavo Adolfo, che ha potuto conoscere da vicino nella sua gioventù. Rol, in ogni caso, è un personaggio insieme ostile allo spiritismo e che non può essere ignorato quando si tratta di realtà ispirate in Italia alle esperienze della parapsicologia. I fenomeni paranormali di Rol hanno affascinato intere generazioni, hanno commosso e stupito molti grandi del mondo. I molti che lo hanno conosciuto bene portano con sé il ricordo di un uomo onesto, disinteressato, che non ha mai chiesto denaro, anzi ha contribuito generosamente del suo alle cause benefiche che gli stavano a cuore. Gran signore, Rol si è mantenuto ai margini della ricerca parapsicologica accademica, così che oggi non abbiamo studi scientifici su Rol sul tipo di quelli condotti all’Università della California e altrove su altri sensitivi del secolo XX.

Rol era peraltro infastidito da coloro che si interessavano esclusivamente ai suoi “fenomeni”. Nel 1975 scriveva: “Dopo tanto tempo non ho costruito nulla in voi; ho soltanto colmato molte ore della vostra noia, vi ho dato spettacolo (…). Almeno un piccolo tentativo avreste pur potuto farlo, quello di muovervi verso di me o almeno verso le cose altissime che mostro a voi ciechi, egoisti, indifferenti a quel che succede” (in Giuditta Dembech [a cura di], Gustavo Adolfo Rol: Scritti per Alda, L’Ariete, Settimo Torinese [Torino] 1999, p. 22). Ma quali erano le “cose altissime” che Rol “mostrava”? Spesso amava dire che il suo insegnamento sarebbe stato reso noto soltanto dopo la morte, ed è in effetti in questi anni che documenti inediti cominciano ad affiorare, anche se molto resta ancora da pubblicare. Rol si diceva cattolico credente e praticante, e certamente fra i suoi ammiratori si annoverano molti cattolici (alcuni dei quali noti e illustri).

Non sembrerebbe neppure che si possa ascrivere con certezza Rol al campo oggi vasto dei reincarnazionisti, anche se molti ammiratori lo considerano la reincarnazione di Carlo Magno e di Napoleone, perché le testimonianze delle sue idee sul punto sono incerte. L’insegnamento di Rol è incentrato sulla nozione di “spirito intelligente” come realtà che è nel senso più vero “quello che siamo”, e che rimane sulla Terra anche dopo la morte. Il sensitivo torinese disprezzava certamente le sedute spiritiche comuni e “volgari”, e tanto più i medium che operano per denaro. Tuttavia, non escludeva che gli “spiriti intelligenti” potessero manifestarsi dai “regni invisibili”, e partecipava a quelle che anche lui chiamava “sedute” se riteneva che fossero immuni dai pericoli dello spiritismo volgare. Talora ne distruggeva la documentazione, proprio per non favorire la diffusione di quello spiritismo che riteneva pericoloso. Ma qualche cosa rimane. Giuditta Dembech riproduce per esempio a proposito di una poesia del sensitivo, La ruelle des chats, una annotazione manoscritta di Rol che la definisce “poesia scritta dallo spirito intelligente di uno studente afgano, vivente a Parigi. Seduta in casa Visca, 11-12 gennaio 1975” (op. cit., p. 137). E a proposito di questa “seduta”, Rol annota che “contemporaneamente, come nella precedente seduta (pochi giorni innanzi), si ottenne dallo spirito intelligente di Francisco Goya [1746-1828] il disegno di una donna sdraiata (nella seduta di prima Goya disegnò il ritratto della duchessa d’Alba)” (ibid., p. 139).

Sarebbe sbagliato definire Rol semplicemente uno spiritista; e non solo per la sua reiterata presa di distanze dallo spiritismo (in cui, affermava, “vi è del vero […] ma ancora troppo poco per farne una ‘dottrina’”: G. A. Rol, Io sono la grondaia…, Giunti, Firenze 2000, p. 152). La sua nozione di “spirito intelligente” si ritrova, al di fuori della tradizione propriamente spiritista, nell’ambiente teosofico e in vari filoni del New Thought anglo-americano. Lo “spirito intelligente” per Rol continua a esistere in una sorta di eterno presente: “La mela che Sempronio mangiava il 16 luglio 1329, esiste tuttora, non meno di quando era attaccata ai rami dell’albero e prima ancora che l’albero esistesse né col 16 luglio 1329 la sua funzione venne a cessare, poiché nel tutto che si accumula, ogni cosa rimane operante, Dio e i suoi pensieri essendo la medesima cosa e non potendo un aspetto separato di questa cosa modificare la natura della cosa stessa. Dio è eterno e inconsumabile, onnipotente e multiforme e noi, parte di Dio, siamo la stessa cosa che Dio” (ibid., p. 145).

L’affinità con il mondo “akashico” del fondatore della Società Antroposofica Rudolf Steiner (1861-1925) – più ancora che con la Teosofia, le cui analogie con il pensiero di Rol erano state notate già dal fratello Carlo (1897-1978), frequentatore a Buenos Aires della Società Teosofica Argentina – sembra particolarmente evidente. Rol, del resto, definisce Steiner “forse il primo uomo che sia riuscito a farsi libero” (ibid., p. 126) e l’antroposofia “scienza pura dello spirito nella stessa guisa che la scienza naturale è scienza della natura” (ibid.). E questo anche se Steiner, “l’inventore della scienza antroposofica”, secondo Rol aprì “(…) solamente uno spiraglio (…) della massiccia porta di granito che separa l’uomo che vive dal mondo delle rivelazioni alle quali è destinato” (ibid.).

Spirito libero, Rol non può essere quindi ascritto neppure alla Società Antroposofica (di cui del resto non ha fatto parte); il suo rimane un accostamento originale e unico ai fenomeni parapsicologici, con una notevolissima influenza su tutto il campo della ricerca psichica in Italia.

Il 20 giugno 2003, in occasione del centenario dalla nascita di Gustavo Adolfo Rol, per iniziativa del già citato Franco Rol, si è costituita la Società Europea di Neuroteologia, che si propone di dare continuità allo spirito dell’Associazione Scientifica Gustavo Adolfo Rol, scioltasi il 3 marzo 2003. Il termine “neuroteologia” – coniato con accenti filosofici dallo scrittore  inglese Aldous Leonard Huxley (1894-1963) nel suo romanzo del 1962 L’isola, e in verità già presente da alcuni anni nell’ambito delle neuroscienze, come studio delle correlazioni fra l’attività cerebrale e gli stati  spirituali della coscienza –, così come inteso da Franco Rol, vorrebbe esprimere “una sintesi in grado di rappresentare, da un lato, l’essenza metafisica caratterizzante ogni religione ed ogni insegnamento tradizionale e dall’altro, il processo di trasformazione messo in atto dalla conoscenza attiva di tale metafisica. In questo quadro, le possibilità di Gustavo Adolfo Rol si inseriscono quale conquista e superamento dei gradi di un rigoroso percorso spirituale, possibilità slegate da qualsiasi contingenza profana e da qualunque interpretazione di carattere eterodosso che non sia in linea con le Tradizioni consolidate, tenendo comunque presente l’originalità applicativa dei Principi propria dei mezzi e dei simboli di cui usava servirsi G. A. Rol”.

B.: Di Gustavo Adolfo Rol cfr. Io sono la grondaia… Diari, lettere, riflessioni, a cura di Caterina Ferrari, Giunti, Firenze 2000; e Giuditta Dembech (a cura di), Gustavo Adolfo Rol: Scritti per Alda. Poesie, lettere e disegni con testo autografo a fronte, L’Ariete, Settimo Torinese (Torino) 1999. Altre informazioni su Rol si troveranno nelle opere seguenti, di diverso impegno, e non tutte accettate da chi a Rol fu più vicino: Renzo Allegri, Rol il mistero: la vita e gli esperimenti del più grande sensitivo del secolo, Musumeci Editore, Quart (Aosta) 1993; Idem, Rol il grande veggente, Mondadori, Milano 2003; Remo Lugli, Gustavo Rol. Una vita di prodigi, Mediterranee, Roma 1995; Maria Luisa Giordano, Rol: Oltre il prodigio, Gribaudo Editore, Torino 1995; Giorgio Di Simone, Oltre l’umano. Gustavo Adolfo Rol, Reverdito, Trento 1996; Maria Luisa Giordano, Rol mi parla ancora. Testimonianze dall’aldilà, Sonzogno, Milano 1999; Maurizio Bonfiglio, Il pensiero di Rol. La Teoria dello Spirito Intelligente, Mediterranee, Roma 2003.