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La Via degli Energizzatori è un percorso di crescita composto da sei incontri, che ha come intento quello d’insegnare un approccio spirituale alla vita. Si basa sulla cultura della Terra intesa come Grande Dea. La Via degli Energizzatori sostiene che questi ultimi erano anticamente sciamani, che attraverso l’intrattenimento, il racconto di storie archetipiche, l’uso delle percussioni, il sesso, la saggezza divina, risvegliavano l’energia e la vitalità nelle persone, causando in esse autentiche esperienze estatiche.

Le persone attratte dalla Trance Dance sono Energizzatori dormienti, forme di energia vitale repressa. Chi percorre questo particolare cammino spirituale può ottenere un processo di guarigione a tutti i livelli, l’espansione della consapevolezza e l’esperienza diretta di pratiche spirituali e rituali tramandati da migliaia di anni. La Via degli Energizzatori comprende: un seminario introduttivo, Trance Dance Training, Shamanic Journey Training, Touch of Passion Training, riti di passaggio e ritiro sciamanico.

Il percorso di crescita si svolge sotto la guida di Ma Anand Nirava (Tiziana Dainotto), leader della Via degli Energizzatori autorizzata in Italia ‒ le cui attività di si svolgono sia a Milano e provincia sia all’estero ‒ e formata direttamente dal già menzionato Frank Natale, la quale nel 1995 conosce Osho Rajineesh e diventa sua sannyasin con il nome di Anand Nirava, che in lingua hindi significa “beatitudine nel silenzio”. Il suo impegno nella diffusione dei rituali sciamanici e della Trance Dance inizia dopo la partecipazione ai training sullo sciamanismo e la Trance Dance di Frank Natale.

Quest’ultimo è uno psicologo autodidatta interessato alla psicologia umanistica e allo sciamanismo, presentato dai suoi studenti anche come “artista, musicista, scrittore e guaritore spirituale”. Prima di fondare, nel 1979, a Houston, The Natale Institute (TNI), passa attraverso l’esperienza di Scientology e in seguito frequenta anche la Humaniversity di Denny Yuson-Sánchez (Veeresh), di cui si tratta in altra sezione di questo progetto. L’Istituto si diffonde, più ancora che negli Stati Uniti, in Europa, fino a costituire una rete internazionale diffusa in venti Paesi che offre seminari, corsi, ritiri e training cui partecipano migliaia di persone.

Nel 1995 nasce la sede torinese di The Natale Institute, che da quel momento si dedica esclusivamente all’insegnamento delle idee e del metodo di Natale. Oltre ai centri direttamente collegati al TNI, vari studenti di Frank Natale tengono corsi all’interno di centri che si occupano in maniera generica di sviluppo interiore e guarigione spirituale. Le attività promosse dall’Istituto mirano a fare conseguire ai partecipanti l’autoconsapevolezza individuale – che non è soltanto equilibrio psicofisico, ma anche scoperta di un Sé più autentico, parte di un grande Tutto –, l’autostima, una migliore efficacia nella comunicazione e a cambiare lo stress e l’ansia in energia positiva, trasformando gli obiettivi prefissati in risultati concreti. L’utilizzo di testi, audiocassette e visualizzazioni guidate consente il mantenimento dei risultati ottenuti.

L’Istituto forma anche gli insegnanti che – ieri in vari centri collegati al TNI e oggi, con il progressivo venire meno delle strutture, soprattutto in maniera autonoma – promuovono attività basate sul metodo di Natale. I corsi riguardano la comunicazione, l’autostima, la sessualità, i riti di passaggio e lo sciamanismo. Ma Frank Natale è soprattutto noto per una tecnica chiamata Trance Dance, o “danza della vita”, un metodo di trasformazione e guarigione di derivazione sciamanica che porta a riprendere contatto con la Madre Terra. Natale sostiene che milioni di giovani praticano nelle discoteche una Trance Dance inconsapevole e senza direzione, che nasce comunque dal desiderio inconscio di lasciarsi andare al ritmo per liberarsi dalle costrizioni quotidiane e vivere una dimensione di unione con sé stessi e con l’ambiente. Praticare invece la “danza della vita” in modo consapevole significa accorciare le distanze fra il mondo fisico e la nostra identità spirituale mediante le tecniche di respirazione conscia, il suono delle percussioni e il movimento corporeo, dando così più spazio alla parte intuitiva, risvegliando una grande quantità di energia e invitando lo Spirito a “tornare a casa” nel nostro corpo. Si risveglia così il “cuore danzante”, premessa all’integrità spirituale e finalmente, sperimentando la totalità, si potrà accedere a uno stato naturale di estasi e gioia.

Nella Trance Dance, che è una danza catartica, il danzatore scompare nella danza stessa e nel ritmo e risveglia le tre essenze della spiritualità: vitalità, creatività e passione. Durante i rituali i praticanti compiono pratiche di purificazione e guarigione, cercano di risvegliare il loro “bambino magico”, viaggiano alla ricerca del loro “animale di potere” da cui trarre insegnamenti, creano e danzano la propria “maschera”, cercano di riconnettersi con il loro “potere interiore” attraverso il viaggio sciamanico mediante il suono del tamburo e praticano la “caccia all’anima” per recuperare quelle parti di anima perdute nel corso della vita, al fine di tornare a sentirsi completi e vitali.

 

B.: Di Frank Natale, cfr. Trance Dance. La Danza della vita, trad. it., Edizioni L’Età dell’Acquario, Grignasco (Novara) 1997, in cui si tratteggia la storia e costituisce una guida alla tecnica insegnata da Natale; cfr. pure Idem, La magia di relazioni vitali, Graphicom, Vicenza 1990. Di Nirava Dainotto, cfr. La via della dea. Le pratiche estatiche degli energizzatori, Jubal Editore, Casole D’Elsa (Siena) 2004.