potenziale umanoBiodanza Italia
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L’Associazione Biodanza Italia, costituita da oltre duecento operatori di Biodanza – Sistema Rolando Toro residenti in Italia, è stata fondata nel 2001. Rolando Toro Araneda (1924-2010), nato in Cile, mentre lavora presso il Centro Studi di Antropologia Medica dell’Università di Santiago, inizia a sperimentare nel 1965 l’uso della danza con pazienti in cura psichiatrica. Nel 1971 si trasferisce a Buenos Aires, continuando la sua ricerca, che si estende in diverse direzioni – utilizzando le tecniche sviluppate, che chiama di “biodanza”, non solo con persone malate, ma anche con chi desidera sviluppare il proprio potenziale umano – e suscita interesse in Brasile, Paese che visita più volte e dove si trasferisce, a San Paolo, nel 1989.

Nel frattempo, suoi allievi e collaboratori avevano portato la biodanza in Europa già nel 1984. Nel 1989 Toro decide di trasferirsi a Milano per dirigere l’espansione del “Movimento Biodanza”, e nel marzo 1991 inaugura la prima scuola in Italia: la Scuola Modello di Biodanza – Sistema Rolando Toro – Scuolatoro, che fino a oggi ha diplomato sessantasette insegnanti di Biodanza, unica nel mondo strutturata in due sedi: quella europea ‒ a Milano, diretta da Eliane Matuk ‒ e l’altra in America Latina, diretta da Claudete Sant’Anna. Nel marzo 1995 è fondata l’Associazione Europea degli Insegnanti di Biodanza – Sistema Rolando Toro, che costituisce attualmente il riferimento e il coordinamento, a livello europeo, delle attività e dei programmi di formazione.

L’espansione del movimento continua in Germania, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna, Belgio, Austria, Portogallo e Norvegia, oltre all’Australia, al Sudafrica e a quasi tutti i Paesi latino-americani. In Gran Bretagna, Toro fonda la International Biocentric Foundation (IBF) ‒ una società che ha sede legale a Dublino (Irlanda) e il cui presidente è dal 2010 Raul Terren ‒ anche allo scopo di preservare l’integrità del sistema e di impedirne usi non autorizzati, attraverso la registrazione e la tutela del marchio “Biodanza”.

Nel 1997 Toro torna in Cile e la sede internazionale del Movimento Biodanza è stabilita a Providencia, presso Santiago. L’Italia rimane uno dei centri principali della biodanza, con oltre duecento insegnanti e, complessivamente, quattordici Scuole di Biodanza Rolando Toro a Milano, Vicenza, Cagliari, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Roma, Manzano (Udine), Padova, Gravina (Catania), Torino, Porto San Giorgio (Ascoli Piceno) e Bari. I centri propongono una serata di presentazione, organizzata una volta ogni due mesi, corsi settimanali e stage della durata di un fine settimana.

Toro sostiene che è impossibile definire la biodanza se non come “partecipazione a un modo nuovo di vivere”; ma è possibile enuclearne alcuni elementi fondamentali. Tre temi riguardano l’integrazione affettiva ‒ cioè il ripristino dell’armonia tra l’uomo e la natura ‒, il rinnovamento organico ‒ che persegue l’auto-regolamento delle funzioni biologiche anche mediante l’induzione di stati di trance ‒ e il riapprendimento delle funzioni originarie della vita, o istinti primordiali, che conservano la vita e ne permettono l’evoluzione. Cinque dimensioni fondamentali della persona umana sono la vitalità, la sessualità, la creatività, l’affettività e la trascendenza: è difficile che queste si sviluppino in modo armonico, e la biodanza mira appunto a restaurare la loro reciproca armonia.

Il punto di partenza della biodanza non è la coscienza ma quella che è chiamata con espressione spagnola vivencia: la sensazione di essere vivi qui e ora. Gli esercizi di biodanza si indirizzano in primo luogo alla vivencia e solo successivamente alla coscienza. Il principio fondamentale della biodanza è chiamato “principio biocentrico”, presentato come nuovo paradigma che mette la vita al centro di tutti i comportamenti umani e di tutte le scienze. Lo stesso universo è un gigantesco sistema vivente: esiste perché esiste la vita, e non viceversa. La vita è, nello stesso tempo, sacra, e in questa chiave la vivencia fondatrice è esperienza di unità mistica con l’Identità Suprema. Danza, amore e vita sono tutte parole che alludono alla grande unità del cosmo.

Se il punto di partenza della biodanza è definito “biologico, e non teologico”, si avverte pure che da questo punto di partenza occorre muovere per accostarsi ai grandi misteri della vita umana attraverso un’esperienza del sacro, o ierofania. La “povertà dogmatica” di molte religioni consiste nell’avere separato il sacro dal profano. Questa separazione, secondo Toro, è assurda, perché la vita stessa così come si manifesta è la più grande ierofania. Gli esercizi della biodanza ‒ danze sacre, ma non solo: le “estensioni” vanno dall’uso dell’oracolo cinese I Ching al “sondaggio allo sconosciuto”, un’esperienza definita “neosciamanica” che comprende il “presentimento dell’angelo” ‒ si propongono di superare le distinzioni artificiali fra spazio sacro e spazio profano, e fra tempo quotidiano e tempo sacro o liturgico. L’esperienza della biodanza dovrebbe generare la consapevolezza che tutta la realtà è sacra, e tutto il tempo è liturgico. La biodanza nega d’ispirarsi a dogmi religiosi e si professa aperta a persone di ogni religione; è difficile tuttavia negare che l’esperienza del sacro che propone assuma caratteristiche originali e specifiche.

B.: In italiano cfr. Rolando Toro, Biodanza. Integrazione psicocorporea e sviluppo della personalità attraverso il movimento, Red, Como 2000; Biodanza. Musica, movimento, comunicazione espressiva per lo sviluppo armonico della personalità, Red, Como 2007. Altre informazioni si possono trovare sulla Rivista annuale Biodanza, pubblicata a cura dell’Associazione Europea Insegnanti Biodanza (AEIB) dal 1996 al 2000.