potenziale umano

L’idea che le religioni tradizionali siano incompatibili con la modernità e che una nuova religione o spiritualità adatta al mondo moderno debba essere creata o scoperta risale alla Rivoluzione francese. Nel clima rivoluzionario, molti accusano le “vecchie” religioni di avere guardato troppo al Cielo, e troppo poco alla Terra, disinteressandosi del “popolo” e delle sue sofferenze.

Nascono così – in un contesto tipicamente illuminista, e critico nei confronti del cristianesimo – due modelli diversi di nuove religioni: le religioni dell’uomo e le religioni dell’umanità. Le prime si rivolgono a Dio così come lo aveva immaginato il deismo illuminista, ma – a differenza di quanto avviene in gran parte dell’illuminismo – il loro rifiuto del cristianesimo non si spinge fino a negare l’utilità del culto: offrono battesimi, matrimoni, funerali e feste. Anche se non c’è un Dio personale che ci ascolta, le religioni dell’uomo ritengono i culti ancora utili: essi, infatti, non sono fatti per Dio, ma per gli uomini. Partecipando ai riti l’uomo si perfeziona, si migliora, impara sotto forme simboliche la legge morale e realizza la virtù.

La parola “virtù”, di cui fa grande uso la retorica rivoluzionaria, è al centro di questi progetti: non si tratta solo della virtù morale, ma anche – e nello stesso tempo – della virtù come potenzialità (“virtualità”) che esiste nell’uomo e che chiede alla religione un aiuto per realizzarsi in atto. I nuovi culti e riti dichiarano di offrire precisamente tale aiuto. Grazie alle religioni dell’uomo si può, al tempo stesso, apprendere la morale (diventare “virtuosi”) e sviluppare appieno la propria umanità (le proprie “virtualità”). L’accento è messo sull’uomo, che riceverà già sulla Terra il frutto di questa nuova “virtuosità”. Dell’aldilà – quando non è tematicamente negato – si parla, invece, piuttosto poco.

Durante la Rivoluzione francese, il modello meno effimero di religione dell’uomo è il Culto dell’Essere Supremo promosso da Maximilien-François Robespierre (1758-1794). Considerato spesso una pura creazione politica, il Culto dell’Essere Supremo trova in realtà qualche fedele sincero. Se ne può vedere una continuazione – che durerà per oltre cento anni, sebbene attraverso un’interruzione, poi un risveglio sotto la III Repubblica – nella Teofilantropia. Sulla stessa linea si situa il Fusionismo di Louis-Jean-Baptiste de Tourreil (1799-1863), che aggiunge a molti spunti del Culto dell’Essere Supremo, ripresi dalla Teofilantropia, il messianismo e un linguaggio “scientifico” improntato alle nascenti teorie dell’evoluzione. Il Dio di Tourreil è chiamato MAP (MadrAmorPadre) e ricorda piuttosto il panteismo.

Le religioni dell’uomo “classiche”, che derivano direttamente dall’ethos della Rivoluzione francese, declinano con la fine del XIX secolo. Esercitano, tuttavia, una influenza importante sullo spiritismo francofono e su religioni post-spiritiste come l’antoinismo (trattati in altra sezione di questo progetto). Non senza influenze di questi ambienti (trasmesse fin dai primi decenni del XX secolo in area anglosassone dal movimento del pensiero positivo), si afferma negli anni 1950 in Inghilterra e negli Stati Uniti una nuova spiritualità incentrata sull’uomo che prende gradualmente il nome di movimento del potenziale umano.

Anche questo movimento è riconducibile alla categoria delle religioni dell’uomo, e promette di sviluppare le “virtualità” della persona umana fino a traguardi eccezionali, impensabili per i teorici ottocenteschi. L’espressione più compiuta di questa corrente è la Chiesa di Scientology, che rivendica nel modo più esplicito lo status di religione. Benché Scientology abbia influenzato in modo importante – che lo ammettano o no – quasi tutti i successivi movimenti del potenziale umano, molti preferiscono non presentarsi come “religiosi” e organizzarsi in forma di semplici società commerciali che offrono corsi e seminari per il miglioramento della qualità della propria vita, della piena fioritura delle proprie potenzialità.

Un ruolo centrale – nella genealogia dei movimenti successivi – ha la Dinamica Mentale, fondata nel 1968 negli Stati Uniti dall’inglese Alexander Everett (1921-2005), che conosce la sua maggiore espansione internazionale negli anni 1960 e 1970 prima di iniziare un declino irreversibile. John Hanley, che fonda Lifespring nel 1974, e Werner Erhard – che è alle origini di una serie di iniziative, di diversa fortuna, da est (Erhard Seminars Training, un’organizzazione le cui iniziali sono sempre scritte in tutte minuscole: est) fino a The Forum e all’attuale Landmark Education (al momento non presente in Italia), che offre il metodo The Landmark Forum – si formano nella Dinamica Mentale, anche se, particolarmente per Erhard, l’influenza di Scientology è pure evidente.

A proposito di tutti questi gruppi – e dei molti simili che sono sorti, anche in Italia, riprendendone il modello – si pongono delicati problemi di classificazione (e anche di inclusione in questo progetto). I più affermano, con enfasi, di non avere nulla di “religioso”. In effetti, il movimento del potenziale umano è passato attraverso un lungo processo di “secolarizzazione”, e alcune organizzazioni si limitano oggi, abbastanza rigorosamente, a offrire “ricette” per il miglioramento della propria capacità di comunicare, o per il successo negli affari, senza spunti di carattere spirituale di alcun tipo. Altri, invece, offrono alla propria “clientela” un servizio “completo”, che comprende la riorganizzazione della propria vita in un senso che – comunque lo chiamino i movimenti – comprende aspetti globali di carattere spirituale o, lato sensu, “religioso”.

Si afferma spesso che il movimento del potenziale umano, così come oggi si presenta, ha due radici: una dichiaratamente religiosa, la Chiesa di Scientology, e una dichiaratamente “secolare”, la Dinamica Mentale. Tuttavia, anche per quanto riguarda la seconda radice, Alexander Everett prima di fondare la Dinamica Mentale era stato un ministro di culto di una Chiesa della corrente New Thought, Unity School of Christianity, e dichiarava di essere stato influenzato – oltre che, evidentemente, da Unity – anche dalla Teosofia, dall’Ordine della Rosacroce AMORC, e dal Silva Mind Control, un movimento del potenziale umano che si era a sua volta sviluppato, indipendentemente da Scientology, negli anni 1940 e 1950 e che esiste tuttora.

Gli ambienti ostili ai movimenti del potenziale umano parlano più volentieri per designare queste realtà di Large Group Awareness Traning (LGAT), ma spesso coinvolgono questi gruppi nelle critiche che rivolgono alle “sette”. Specialisti accademici come Paul Heelas hanno introdotto l’espressione “religione dei seminari” (con riferimento non a luoghi di formazione ecclesiastica, ma a brevi corsi offerti a pagamento), il che mostra – già nella scelta della terminologia – il carattere ambiguo di questi movimenti.

Dalle religioni dell’uomo devono essere tenute, in ogni caso, distinte le “religioni “dell’umanità, dove non si tratta tanto di favorire e insieme celebrare il perfezionamento dell’uomo, quanto di incitare ritualmente i singoli a portare il loro contributo al perfezionamento della società o dell’umanità nel suo insieme. Se le religioni dell’uomo trovano la loro radice nel Culto dell’Essere Supremo, le religioni dell’umanità, nello stesso contesto della Rivoluzione francese, si manifestano nel Culto della Dea Ragione, dove non si propone più all’uomo una via di auto-perfezionamento, ma gli si ricordano semplicemente, attraverso apposite cerimonie, i suoi doveri di cittadino. La sostituzione dell’Umanità a Dio può assumere una configurazione semplicemente ideologica, come discorso o lezione; ma può anche manifestarsi ritualmente come culto. Le possibilità non mancano, anche dove non ci si aspetterebbe di trovarle. Sembrerebbe che non ci sia ideologia meno adatta a generare una religione del positivismo. Tuttavia il suo fondatore, Auguste Comte (1798-1857), trasforma il positivismo in una religione, la “Religione dell’umanità”, fondando una Chiesa Positivista con tanto di preghiere e liturgie, che esiste ancora oggi in Brasile. “Religioni” simili sono nate ai margini della psicoanalisi. Nessuno di questi gruppi ha peraltro una presenza in Italia.

Il mondo dei movimenti del potenziale umano presenta, come si vede, problemi di inquadramento sia scientifico, sia – per così dire – “politico”. Con intenti polemici è stata creata in Germania nel quadro delle controversie su Scientology ed esportata anche in Italia la categoria di “psicosette” che, per quanto accolta in documenti governativi e di polizia, è difficile da ricondurre a un contenuto che non si riduca alla consueta polemica contro le “sette” applicata a gruppi che hanno anche una valenza terapeutica, e che sono accusati dai loro oppositori di sfruttamento economico dei frequentatori e del consueto “lavaggio del cervello”. Diventano così “psicosette” – nella ricostruzione dei loro oppositori – tutti i centri che propongono una terapia, una psicoterapia o una formazione (aziendale o personale) che non sono accettate o sono denunciate come “pseudo-scientifiche” dalle scienze “ufficiali” (con tutta l’ambiguità che quest’ultima espressione comporta), e che sottopongono i partecipanti a forme di pressione psicologica più forte del consueto.

Una notevole pressione psicologica è però una componente essenziale di certe forme di terapia e di formazione: e si tratta di settori in cui, piaccia o no, l’influenza (notata da molti) di Werner Erhard e quella (più discreta, ma anche più presente di quanto non si pensi comunemente) di George Ivanovitch Gurdjieff (1866?-1949) e di Osho Rajneesh (Mohan Chandra Rajneesh, 1931-1990) si ritrova ormai in centinaia di stage terapeutici e di corsi motivazionali aziendali, dove il partecipante – alla sequela di questi maestri – non è necessariamente trattato con i guanti di velluto.

La presenza di concetti come karma, aura, chakra è pure assai diffusa – talora fanno capolino anche la reincarnazione o il corpo astrale – nel mondo della “cultura dei seminari” e delle terapie indipendenti. Nonostante la già citata proposta terminologica di Heelas, che parla di “religione dei seminari”, nella maggioranza dei casi si tratta di iniziative che, su un sottofondo o con accenni di vaga spiritualità, non propongono una visione del mondo globale ma specifici rimedi a problemi di salute, di comunicazione o di lavoro. Nonostante il carattere inclusivo di questo progetto enciclopedico, non riteniamo opportuno rubricarvi questo genere di iniziative, segnalandone soltanto alcune (come il Movimento Umanista) che sembrano proporre una visione globale del mondo e dell’uomo che va molto al di là della soluzione di problemi specifici.

B.: Manca uno studio d’insieme sul movimento del potenziale umano e sulle religioni dell’uomo. Tuttavia, una serie di importanti osservazioni si trovano nel settimo capitolo dell’opera di Paul Heelas, La New Age. Celebrazione del Sé e sacralizzazione della modernità, trad. it., Editori Riuniti, Roma 1999. Dello stesso autore, cfr. “Prosperity and the New Age Movement: The Efficacy of Spiritual Economics”, in Bryan Wilson – Jamie Cresswell (a cura di), New Religious Movements: Challenge and Response, Routledge, Londra – New York 1999, pp. 51-77. Cfr. pure Peter Finkelstein – Brant Wenegrat – Irvin Yalom, “Large Group Awareness Training”, Annual Review of Psychology, 1982, pp. 515-539. La letteratura su est, un gruppo tipico ma non diffuso oggi in Italia, è molto ampia. Lo inserisce particolarmente nel contesto delle religioni dell’uomo P. Heelas, “Rationalizing Religion as a Corporate Enterprise: The case of ‘est'”, in James Richardson (a cura di), Money and Power in the New Religions, Edwin Mellen Press, Lewiston (New York) – Lampeter (Galles) 1988, pp. 223-240.