ortodossia_17Parrocchia Ortodossa Eritrea di Santa Maria
Via Ippocrate, 45
20122 Milano

L’Africa orientale cristiana ha una storia millenaria, risalente alla predicazione di san Frumenzio (c.330), missionario proveniente dalla Siria e primo vescovo del Paese. Per i forti legami con l’Egitto, la Chiesa di Etiopia ha seguito la maggioranza di quella egiziana nel rifiuto del Concilio di Calcedonia, mantenendo stretti legami con la Chiesa copta – dalla quale, fino al 1948, sono stati inviati i patriarchi per la Chiesa etiopica – e cercando di trovare un difficile equilibrio di fronte alla politica aggressiva dell’islam.

Nel 1959 la Chiesa ortodossa etiopica ha raggiunto la piena autocefalia e dal 1991 la Chiesa ortodossa eritrea, per lunghi anni dipendente da quella etiopica, ha ottenuto – sempre a opera del Patriarcato copto di Alessandria, cui viene riconosciuta la primazia d’onore – la propria indipendenza e il suo Patriarcato, con sede ad Asmara (se si eccettuano le istanze di indipendenza politica, tuttavia, l’ortodossia eritrea non differisce essenzialmente in nulla da quella etiopica). All’indipendenza dell’Eritrea ha fatto seguito l’apertura della prima presenza ufficiale della Chiesa ortodossa eritrea in Italia, con una parrocchia a Milano, che per ora – come avviene per la Chiesa armena – segue anche le comunità di eritrei in altre città italiane. Nonostante le statistiche ufficiali eritree dichiarino metà della popolazione del Paese come musulmana, gli immigrati in Italia sono praticamente tutti di tradizione cristiana, e in grande maggioranza ortodossi.

Nel 2004 Abuna Antonio è nominato Patriarca d’Eritrea. Tuttavia, anche in ragione di sconvolgimenti politici che riguardano la regione, nel 2005 – complici le intromissioni del governo negli affari religiosi – il Patriarca è stato deposto e sostituito dal Patriarca Dioscoro. La Chiesa vive perciò attualmente divisa in due fazioni, e la destituzione di Antonio – di fatto posto agli arresti domiciliari – non è stata accolta né dalla diaspora né dal Patriarca copto ortodosso di Alessandria, il quale ha cooptato nel suo Sinodo i due vescovi della Chiesa eritrea in diaspora.

Nonostante la conquista italiana dell’Eritrea, e quindi dell’Etiopia, il cristianesimo ortodosso di questi Paesi è stato poco approfondito a livello di studi e rimane tuttora una delle presenze meno conosciute del mondo cristiano orientale. L’ortodossia etiopica ed eritrea presenta caratteri del tutto particolari: unica tra tutte le forme di cristianesimo orientale, rimane estranea a tutte le forme di ellenismo, mantenendo invece forti influenze ebraiche e veterotestamentarie (aspetto che ha fatto presumere una conversione dell’Etiopia al giudaismo prima della sua cristianizzazione). Molto interessante per gli studi cristiani orientali è la ricca tradizione iconografica, così come la grande varietà locale di innografie, formulari liturgici e libri apocrifi della Bibbia.

B.: Per una monografia sull’ortodossia etiopica, si veda Kirsten Stoffregen Pedersen, Gli Etiopi, trad. it., Interlogos, Schio (Vicenza) 1993.