ortodossia_02Patriarcato di Costantinopoli – Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Malta e San Marino – Esarcato per l’Europa Meridionale
S. Em. Arcivescovo Gennadios (Zervòs)
Castello, 3422
30122 Venezia
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I legami dell’Italia con l’ortodossia greca e la sede patriarcale di Costantinopoli sono ben più che millenari, e particolarmente per quanto riguarda l’Italia del Sud, fanno parte della storia stessa della nostra nazione. Per tracciare una storia delle attuali presenze di ortodossi greci in Italia, si può risalire a fenomeni più recenti, quali la costituzione di comunità greche, soprattutto in città portuali, in seguito alla caduta di Costantinopoli in mani turche, nel 1453. Fra le più antiche comunità elleniche vi è quella di Venezia, di cui è stato celebrato nel 1998, alla presenza del patriarca di Costantinopoli, il cinquecentesimo anniversario della fondazione. Oggi la Chiesa di San Giorgio dei Greci a Venezia è divenuta la cattedrale di un’arcidiocesi, che comprende in Italia dodici vicariati interregionali: l’Arcidiocesi è la più antica realtà giurisdizionale ortodossa in Italia, con oltre un’ottantina di parrocchie, da quelle più antiche – Venezia, Napoli e Trieste – a quelle di formazione più recente (alcune delle quali di lingua italiana), e alcuni monasteri, maschili e femminili; collabora con istituti di studi legati all’ampio panorama della cultura greca in Italia – l’Istituto di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia e la Fondazione Ellenica di Cultura di Trieste –, fornisce supporto a varie aggregazioni laicali e mantiene una fitta rete di interazioni con le presenze diplomatico-consolari greche.

Il Patriarcato di Costantinopoli si è ormai ridotto a una presenza esigua di poche migliaia di persone in Turchia, ma conta ancora sotto la propria diretta dipendenza alcune aree dello Stato greco (fra cui Creta e il Dodecanneso), nonché tutta la vasta diaspora greco-ortodossa nel mondo, con poche eccezioni. Dal Patriarcato ecumenico dipendono pure alcune arcidiocesi e diocesi di russi, ucraini e carpato-russi della diaspora. Una stima globale dei fedeli conta circa sei milioni di persone, di cui più di metà nell’America del Nord. In Italia è indicata a titolo orientativo una cifra di 150.000 persone, ma è difficile stabilire quanta percentuale sia costituita da residenti temporanei (in particolare, si noti l’ampia presenza di studenti greci ortodossi nel mondo universitario italiano, oltre alla mobilità dei residenti greci in Italia, favorita dall’appartenenza all’Unione Europea). Un aspetto notevole dell’attuale attività dell’Arcidiocesi è la rinascita della presenza ortodossa in diverse aree dell’Italia Meridionale e insulare, tradizionalmente segnate da forti legami con l’ortodossia greca. Va inoltre segnalato che l’Arcidiocesi è stata la prima presenza ortodossa a competenza territoriale nazionale a ricevere un riconoscimento di personalità giuridica in Italia (D.P.R. 16 luglio 1998; altre giurisdizioni ortodosse hanno personalità giuridica solo a livello di comunità locali). I rapporti tra lo Stato e la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale sono regolati dalle disposizioni della legge n. 126 del 30 luglio 2012, entrata in vigore il successivo 22 agosto, sulla base dell’Intesa stipulata il 4 aprile 2007.

Il Patriarcato ecumenico si caratterizza per una spiccata partecipazione al dialogo ecumenico (raffreddata negli ultimi anni dalla resistenza di ambienti conservatori del mondo ortodosso greco), nonché per l’adesione al calendario giuliano riformato (o “nuovo calendario”), la cui adozione – nel 1924 – mirava a un riavvicinamento pratico fra gli ortodossi e le confessioni cristiane occidentali, ma che non è stato accettato dalla maggioranza degli ortodossi nel mondo, e ha generato forse più problemi di quanti ne abbia saputi risolvere. Non tutte le Chiese locali del Patriarcato ecumenico adottano comunque il nuovo calendario: tipico nel mondo è il caso del Monte Athos, e in Italia quello dell’Arcidiocesi russa dipendente da Costantinopoli. Il ruolo particolare del patriarca di Costantinopoli all’interno dell’episcopato ortodosso, reso più aspro dalle difficoltà della sede patriarcale sotto il governo turco, è causa di notevoli discussioni teologiche e amministrative. In particolare, il suo ruolo di guida di tutti gli ortodossi della diaspora (che proviene da un’interpretazione piuttosto ampia del 28° canone del Concilio di Calcedonia) è contestato in vari modi dalla maggioranza delle Chiese ortodosse, come pure l’esclusiva dell’attribuzione dell’autocefalia (diritto all’elezione del proprio primate) alle Chiese ortodosse locali giunte a un certo grado di sviluppo indipendente.

B.: Mancano ancora studi accademici su tutta l’Arcidiocesi (che peraltro è stata costituita come tale con tomo patriarcale solo nel 1991); per la storia della sua comunità più significativa, si veda Renato D’Antiga, “La comunità greco-ortodossa di S. Giorgio in Venezia”, in Giuseppe Dal Ferro (a cura di), Presenze ebraico-cristiane nelle Venezie, Edizioni del “Rezzara”, Vicenza 1993. Si segnalano all’interno dell’Arcidiocesi periodici di un certo livello teologico, fra cui la rivista Simposio Cristiano, curata dalla parrocchia ortodossa greca di Milano.