ortodossia_13Chiesa Ortodossa romena di Vecchio Calendario
Padre Teodor Saghin
Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo
Via Genova, 172
10127 Torino

Il fenomeno del Vecchio Calendarismo nasce in Romania nello stesso tempo e nelle stesse circostanze del fenomeno analogo in Grecia. Tuttavia, all’inizio del movimento vecchio-calendarista in Romania, nessun rappresentante dell’episcopato romeno volle darvi il proprio appoggio. Nel contempo, ebbe inizio una serie di repressioni piuttosto violente da parte delle autorità ecclesiastiche e statali, che durarono diversi decenni. Questi due fattori cementarono il movimento vecchio-calendarista romeno dandogli una vasta base di solidarietà popolare e lo mantennero compatto, evitando quelle scissioni tra diverse obbedienze rivali che screditarono alla base il Vecchio Calendarismo in Grecia.

Dopo la Seconda Guerra mondiale l’adesione al movimento di un rappresentante dell’episcopato romeno, il Metropolita Galaction (Cordun), ha permesso al movimento di stabilire un proprio sinodo episcopale. Dal 1983 questo sinodo si è integrato con quello del Metropolita Cipriano di Oropos e Filì. Solo dopo il 1989 i Vecchi Calendaristi romeni hanno potuto costituirsi legalmente in Chiesa minoritaria.

La Chiesa romena di Vecchio Calendario ha la propria sede presso il monastero di Slatioara, nel distretto di Suceava, nel nord della Romania. Conta oltre 130 tra parrocchie e monasteri e il consenso popolare è notevole (si parla di circa mezzo milione di romeni simpatizzanti, inclusi quei fedeli del patriarcato romeno che continuano a mantenere il Vecchio Calendario nella sfera familiare privata). Con la vasta immigrazione romena in Italia, è iniziata la costituzione di parrocchie, prima a Torino e quindi a Roma. La costituzione delle comunità di ortodossi romeni di Vecchio Calendario si è avuta per iniziative spontanee, talora in collaborazione con le comunità del Sinodo della Resistenza.

B. Mancano per ora studi sul Vecchio Calendarismo romeno in italiano.