ortodossia_16Patriarcato copto ortodosso
– Diocesi di Milano – Monastero Anba Shenouda
Via Giuseppe Garibaldi, 13
20084 Lacchiarella (Milano)
Tel.: 02-90030004
– Diocesi di Torino, Roma, Firenze e dintorni
Via Laurentina, 1571
00143 Roma
Tel.: 06-7136491
Fax: 06-71329007
E-mail: mons.barnaba@hotmail.com
URL: www.coptiortodossiroma.it

Il termine “copti” indica gli egiziani di religione cristiana, che per la maggior parte si riconoscono nel Patriarcato copto-ortodosso di Alessandria. Questa Chiesa, separatasi dagli altri patriarcati per il rifiuto del Concilio di Calcedonia – convocato nel 451 e che ha stabilito la dottrina cristologica relativa alle due nature (umana e divina) in una persona, così condannando la posizione monofisita di Eutiche (378-454), secondo la quale in Cristo, dopo l’incarnazione, vi è una sola natura e una sola persona, divina –, ha dovuto subire nei secoli un progressivo processo di arabizzazione e dominazione islamica, che ne ha fatto una minoranza cristiana perseguitata e, al tempo stesso, paradossalmente forte e tenace.

La Chiesa copta è erede del millenario monachesimo egiziano – in questa terra sono vissute figure come san Paolo di Tebe (c. 230-c. 335), considerato dalla tradizione cristiana il primo eremita; sant’Antonio abate (c. 251- 357), reputato il fondatore del monachesimo cristiano; e san Pacomio (292-348), celebrato come padre del cenobitismo –, di cui mantiene ancora le antiche istituzioni monastiche, ed è sede di istituzioni teologiche e accademiche, con una presenza diffusa in una diaspora a livello mondiale. La valutazione del numero dei copti è un compito di una certa difficoltà: tale numero è tenuto forzatamente basso dalle statistiche ufficiali egiziane; il censimento del 1986, per esempio, ne dichiara 3.300.000. Di fronte alle manipolazioni degli addetti al censimento, e alle strategie di riservatezza degli stessi copti per assicurare la protezione dell’anonimato, gli stessi studi specialistici sulle minoranze cristiane in Medio Oriente non riescono a trovare un accordo e presentano cifre che oscillano fra i quattro e gli otto milioni, ovvero fra il sei e il dieci per cento della popolazione, vicina agli ottanta milioni di abitanti.

L’immigrazione egiziana in Italia è valutata attorno alle centomila persone, delle quali la popolazione copta – anche in ragione delle difficoltà dei copti in Egitto, che sono state uno stimolo molto pressante alla diaspora – rappresenta circa un terzo, ossia un numero prossimo alle trentamila persone, distribuite su tutto il territorio nazionale, ma con forte presenza nell’area milanese. Tale presenza ha cominciato a farsi sentire dalla metà degli anni 1970, che hanno segnato anche l’inizio di attività pastorali. Dal 1982 è iniziata una presenza a Milano, con una crescita a ritmo esponenziale, che vede oggi due vescovi copti residenti in Italia, un monastero – sede episcopale – a Lacchiarella presso Milano, una ventina di parrocchie regolarmente funzionanti, e altre parrocchie e comunità in formazione. Nel 1995, inoltre, ha preso vita una seconda realtà organizzata della comunità copta ortodossa in Italia, pure essa in comunione con il Patriarca Tawadros II (Waqih Sobhi Bakky Suleiman, nato nel 1952), 118° Papa della Chiesa copto ortodossa, ovvero la diocesi di Torino, Roma, Firenze e dintorni, divisa in quattro macroaree – Roma, Firenze e Perugia, Bologna e Reggio Emilia, Torino (oltre a centri distaccati a Genova, La Spezia e Bari) – e con sede a Roma, sotto la guida del vescovo Barnaba El Soryany.

La Chiesa copta, che trova in Italia un ambiente cristiano non ostile, mostra tutta la vitalità di una minoranza cristiana che ha dovuto fare tesoro di secoli di persecuzione: oltre a un’intensa vita liturgica, centrata sull’esperienza radicale del monachesimo del deserto, ha un attivo interesse per il mutuo supporto dei fedeli in vari campi di vita sociale e familiare; in campo ecumenico, vede con favore il dialogo teologico fra i cristiani e le iniziative di sostegno alle minoranze cristiane in Medio Oriente.

B.: La prima monografia completa sulla Chiesa copta in lingua italiana (che include i dati sulla diaspora in Italia) è Christian Cannuyer, I Copti, trad. it., Interlogos, Schio (Vicenza) 1994.