ortodossia_11Chiesa ortodossa russa all’estero
Parrocchia dei Santi Nicola e Spiridione
Corso Benedetto Croce, 130
Casella Postale 441
70100 Bari
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URL (internazionale:) www.russianorthodoxchurch.ws

La Chiesa ortodossa russa all’estero, o Chiesa russa “sinodale,” si è costituita nel 1921 a Sremski Karlovtzi, nel Regno di Yugoslavia. La necessità di un sinodo indipendente dal neocostituito regime sovietico richiesta dai vescovi ortodossi russi esuli dalle proprie sedi, è in parte il frutto del decreto del 20 novembre 1920 del patriarca Tikhon (1866-1925), che autorizzava i vescovi russi a creare organizzazioni indipendenti in caso di impossibilità di mantenere le normali relazioni con il Patriarcato. La Chiesa sinodale, che peraltro non è mai riuscita a rappresentare la totalità dell’ortodossia russa fuori frontiera, si è opposta con veemenza a qualsiasi forma di compromesso con lo Stato sovietico, separandosi nettamente dal Patriarcato di Mosca.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il suo centro si è spostato in Germania, e quindi negli Stati Uniti. Fortemente critica del coinvolgimento dell’ortodossia nel movimento ecumenico, la Chiesa russa all’estero è entrata alla fine degli anni 1960 in una fase di progressivo isolamento dalle altre Chiese ortodosse, pur mantenendo contatti con la Chiesa serba. Tale isolamento è stato del tutto volontario, e rafforzato con consacrazioni di vescovi vecchio-calendaristi per la Grecia, la Romania e la Bulgaria, e la creazione di una rete parallela di Chiese “della resistenza”. La caduta del regime comunista in Russia non ha portato alla tanto attesa riconciliazione con la Chiesa madre, anzi l’apertura di parrocchie “sinodali” all’interno della Russia (che ne ha messo in dubbio lo statuto di Chiesa “all’estero”) è stata motivo di ulteriore conflitto.

Dalla Chiesa russa all’estero dipendono circa 150.000 fedeli, molti dei quali convertiti occidentali, alcuni dei quali passati sotto la Chiesa sinodale da altre giurisdizioni ortodosse, per obiezione a numerose attitudini moderniste all’interno di queste ultime. In Italia, alcune delle Chiese russe storiche sono transitate a varie riprese sotto la Chiesa sinodale, che oggi mantiene la sola parrocchia di Bari (un centro di pellegrinaggio di primaria importanza, tuttavia, per i fedeli russi), che deve dal 1998 condividere con una presenza della Chiesa russa patriarcale. La maggior parte degli ortodossi italiani della Chiesa Russa all’Estero è ritornata nel Patriarcato di Mosca: si è avuto un caso – legato a una famiglia di Genova – di passaggio sotto un sinodo oltranzista di Vecchi Calendaristi greci, che ha avuto più enfasi in Francia attraverso le pubblicazioni della Fraternité Orthodoxe Saint Gregorie Palamas.

La Chiesa ortodossa russa all’estero è rigidamente conservatrice in campo dottrinale e liturgico, e rifiuta innovazioni quali il nuovo calendario. Fortemente radicata nella vita di pietà ortodossa, mantiene una viva presenza monastica. Dedita fin dagli inizi alla testimonianza del martirio della Russia nell’era rivoluzionaria, ha canonizzato come martiri (spesso senza attendere l’analoga iniziativa da parte del Patriarcato di Mosca) i membri della famiglia imperiale russa e molte vittime del regime sovietico. Nelle molte difficoltà dell’esilio, la Chiesa russa all’estero ha saputo mantenere un’ammirevole fedeltà alle tradizioni ascetiche, monastiche e liturgiche della Russia ortodossa prerivoluzionaria, e il suo isolamento è stato risolto attraverso una serie di dialoghi bilaterali con il Patriarcato, che hanno portato, nel maggio 2006, al ristabilimento della piena comunione.

B.: La Chiesa russa di Bari è ampiamente descritta in studi pubblicati su Nicolaus, la rivista dei padri domenicani di Bari. Mancano trattazioni monografiche in lingua italiana sulla Chiesa russa all’estero, ma vi sono traduzioni italiane di opere filosofiche e teologiche di esponenti della Chiesa russa sinodale, per esempio Seraphim Rose, Il Nichilismo, trad. it., Interlogos, Schio (Vicenza) 1998; e Idem, L’anima dopo la morte, trad. it., Interlogos, Schio (Vicenza) 1999.

La Vera Chiesa Ortodossa Russa

Vera Chiesa Ortodossa Russa – Metropolia di Mosca
Missione Ortodossa Sant’Alessandro di Centocelle
Tel.: 06-2315649
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URL (internazionale): www.theorthodox.org

Con la dicitura “Chiesa delle catacombe” ci si riferisce a un insieme – suddiviso in numerose tendenze e giurisdizioni – di comunità ecclesiali, come la poc’anzi citata Chiesa ortodossa russa all’estero, costituitesi conseguentemente alla rivoluzione bolscevica del 1917 e non riconoscendo alcuna legittimità alla “successione ufficiale” del Patriarcato di Mosca dopo le disposizioni del patriarca Tikhon (1866-1925), che autorizzava i vescovi russi a creare organizzazioni indipendenti rispetto al neocostituito regime sovietico (una situazione, come abbiamo visto nel precedente caso, talora sanata in tempi recenti attraverso il ristabilimento della comunione eucaristica e dell’unità canonica con la Chiesa ortodossa russa).
Sviluppatasi a partire dalla fine degli anni 1980, ma costituitasi formalmente nel 1996 (originariamente senza la qualifica di Metropolia di Mosca, aggiunta nel 2000), la Vera Chiesa Ortodossa Russa è attualmente guidata da Vyatcheslav (Lisovy) con il titolo di Metropolita di Mosca e Kolomensk assieme all’arcivescovo Mikhail di Krutitski e Bronitski, l’arcivescovo Alexy di Minneapolis e Chicago, il vescovo Harampalos di Dallas e del Texas e il vescovo Vladimir.
La presenza in Italia della Vera Chiesa Ortodossa Russa – Metropolia di Mosca è limitata alla zona di Roma, per quanto questa realtà – sin dal suo atto fondativo – mantenga un vincolo di collaborazione con la Chiesa Ortodossa Autocefala Ucraina, una Chiesa ortodossa “non canonica” guidata da Mefodiy, metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina, anch’essa presente nel nostro Paese attraverso l’arcidiocesi di Palermo e di tutta l’Italia, che ha la sua sede episcopale in Sicilia (Chiesa di Sant’Atanasio e Sant’Agata, Via Sampolo 444, 90143 Palermo, tel. 091-6314362, fax 091-6311980, email info@siciliaortodossa.org).