ortodossia_04Patriarcato di Mosca – Diocesi di Chersoneso
Decano per il sud Italia: Arciprete Antonio Lotti
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La Chiesa ortodossa russa, di cui è stato celebrato nel 1988 il millenario della nascita, è nata come metropolia del Patriarcato di Costantinopoli, si è costituita come Chiesa autocefala nel 1448 e nel 1558 come patriarcato, prima Chiesa ortodossa ad assurgere a questo rango a fianco dei patriarcati storici di Gerusalemme, Antiochia, Alessandria e Costantinopoli. L’ufficio di patriarca, sostituito nel 1721 sotto lo Zar Pietro I Romanov (1672-1725) da un governo sinodale, è stato restaurato alla vigilia della rivoluzione del 1917. Nonostante la tragedia del suo martirio sotto il regime comunista, la Chiesa ortodossa russa ha saputo mantenere una straordinaria vitalità, testimoniata in questi anni da una rinascita di attività ecclesiali a ogni livello.

La Chiesa russa è la più numerosa tra le Chiese ortodosse – le statistiche dei fedeli sono tuttora vaghe a causa dell’attività di ricostruzione ancora in corso, e il numero dei membri oscilla fra i sessanta e i settanta milioni –, oltre che la più estesa Chiesa locale del mondo. Le vicende drammatiche dell’emigrazione russa nel XX secolo hanno portato gran parte delle Chiese russe in Occidente a staccarsi da Mosca, per passare sotto altri patriarcati (arcivescovado russo di Costantinopoli) o creare amministrazioni ecclesiali proprie (Chiesa russa all’estero).

In Italia, in particolare, nessuna delle Chiese russe storiche è rimasta sotto Mosca, e quando nell’ultimo dopoguerra la maggior parte dei profughi russi si è trasferita in altri Paesi, soprattutto in America, le Chiese russe in Italia hanno subito una graduale decadenza. In un periodo in cui tutto faceva pensare all’estinzione delle comunità russe storiche in Italia, si è avuto un fenomeno singolare: la nascita di comunità ortodosse italiane sotto la guida del Patriarcato di Mosca. Tali comunità si sono costituite in un decanato, dipendente dalla Diocesi di Korsun– o Chersoneso, antico insediamento greco all’estremità meridionale della Crimea –, con sede a Parigi, il cui vescovo titolare – dal 2011 mons. Nestor (Sirotenko), nato a Mosca nel 1974 – ha giurisdizione sugli ortodossi del Patriarcato di Mosca in Francia, Svizzera, Italia e penisola iberica. Alcune di tali comunità sono passate in seguito sotto altre giurisdizioni. In anni recenti il numero delle comunità è aumentato, e l’originario decanato – struttura territoriale dotata di un proprio statuto – si è oggi suddiviso in tre decanati, rispettivamente per il nord, il centro e il sud Italia: le comunità – circa venti nel 2001, di cui una metà con funzioni periodiche – sono nel 2011 circa cinquanta, sotto la guida di sacerdoti italiani, russi, ucraini, moldavi e inglesi.

Tre importanti parrocchie – le due chiese russe di Roma dedicate a san Nicola e a santa Caterina (quest’ultima di recente costruzione), e quella di San Nicola a Bari (oggetto nel 2007 di uno storico accordo di restituzione tra Italia e Russia, con la presenza dell’allora Presidente della Federazione Russa, e oggi Primo ministro della medesima, Vladimir Vladimirovi? Putin) – non dipendono dall’amministrazione legata alla Diocesi di Chersoneso, ma sono sottoposte alla giurisdizione diretta del Patriarca di Mosca.

La Chiesa ortodossa russa, storicamente, è stata la più missionaria fra le Chiese ortodosse, e la compresenza di varie etnie e lingue sotto un’unica amministrazione territoriale ha incoraggiato la convivenza di culture e usanze diverse. Questi fattori non sono secondari nella vicenda dello sviluppo di un’ortodossia in Occidente, in Italia come in altri Paesi, e hanno permesso agli ortodossi occidentali di assimilare con maggiore facilità anche la maggiore distanza linguistica, o l’adozione del calendario giuliano ecclesiastico (o “vecchio calendario”).

B.: Un quadro monografico sulla Chiesa russa in lingua italiana è Antoine Nivière, Gli Ortodossi Russi, trad. it., Interlogos, Schio (Vicenza) 1996. La storia delle presenze ortodosse russe in Italia, e il ruolo specifico delle comunità del Patriarcato di Mosca, sono documentati in Mikhail Talalay, “Ortodossia russa in Italia”, in Religioni e società, anno XIII, n. 30, gennaio-aprile 1998, pp. 90-98. La prima versione italiana di officiature ortodosse a essere stata ufficialmente approvata da una Chiesa ortodossa è quella a cura di Padre Antonio Lotti, Compendio Liturgico Ortodosso, Il Cerchio, Rimini 1990. Le comunità italiane del Patriarcato di Mosca, assieme ad altre Chiese ortodosse in Italia, sono descritte in dettaglio in Bartholomew Cyril Wojcik, An Anthology of Orthodox Churches in Italy, University of Minnesota, Minnesota 1992. In queste comunità l’attività di stampa periodica è piuttosto intensa: una di queste riviste, Italia Ortodossa, nata nella parrocchia del Patriarcato di Mosca a Modena, dopo alcuni anni di uscita saltuaria ha proseguito per un decennio le pubblicazioni come organismo di collegamento inter-ortodosso. Una preziosa raccolta di documenti si trova nel sito Internet della parrocchia San Massimo di Torino del Patriarcato di Mosca (www.ortodossiatorino.net).