ortodossia_21Chiesa Ortodossa Bielorussa e Slava
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L’American Orthodox Catholic Church è, tra il 1927 e il 1934 – ma con premesse che risalgono al 1904 – il maggiore tentativo di creare una giurisdizione canonica ortodossa negli Stati Uniti, con l’iniziale patrocinio del Patriarcato di Mosca. Il suo principale esponente è il vescovo Aftimios Ofiesh (1880-1966). Le vicende della Chiesa Ortodossa in Russia e una serie di problemi intestini portano negli anni 1930 al distacco fra questa giurisdizione e le Chiese Ortodosse in comunione. Da allora, e per la parte rimanente della sua lunga vita, Aftimios cerca di tenere in vita un’organizzazione ortodossa e consacra numerosi vescovi – tutti non in comunione con le Chiese Ortodosse maggioritarie –, molti dei quali rientrano a pieno titolo nella categoria degli episcopi vagantes senza giurisdizione e sostanzialmente senza fedeli. Alcuni dei nomi più noti del pittoresco mondo degli episcopi vagantes derivano principalmente da Aftimios, da cui procedono almeno una ventina di linee di successione, teoricamente intese a organizzare le diaspore ortodosse ucraine, polacche, albanesi, bielorusse e russe nelle Americhe e in Europa, ma che in pratica hanno spesso coinvolto personaggi ambigui e veri e propri avventurieri.

Dopo un periodo di oscurità e di confusione seguito alla morte di Aftimios, nel 1966 un gruppo di suoi seguaci, con l’appoggio della vedova di Aftimios, Mariam Namey Ofiesh (1910-2000), nel 1995 ricostituisce la American Orthodox Catholic Church e rivendica il diritto al suo nome e marchio. A partire dal 1999 il gruppo è però diviso da una serie di scismi e cause sul marchio, che portano alla nascita negli Stati Uniti di una buona quindicina di giurisdizioni con nomi simili o solo lievemente diversi, tra le quali non è facile orientarsi. Una delle giurisdizioni che rivendicano il nome American Orthodox Catholic Church riconosce come “arcieparchia autonoma” nel suo ambito la Chiesa Ortodossa Bielorussa e Slava dell’Europa e delle Americhe, nata a sua volta da una fra le numerose linee di vescovi che procedono da Aftimios. Il primo patriarca di questa Chiesa, mons. Rizy Risky – in seguito defunto, ma di cui non abbiamo potuto rintracciare le date di nascita e di morte –, è consacrato nel 1965 da Walter Myron Propheta (1912-1972), una delle figure più note del mondo degli episcopi vagantes.

Nel 1964 Propheta consacra vescovo anche il genovese Giuseppe Santo Pace, già prete sotto un altro vescovo indipendente, mons. Giovanni Taddei (1917-1979) e negli anni dal 1961 al 1967 parroco di una parrocchia italiana di rito occidentale del Patriarcato di Mosca. A mons. Eusebio Pace si deve l’atto di costituzione dell’Esarcato apostolico per l’Europa e l’America Latina di una Chiesa Cattolica Ortodossa Americana in Italia, che aveva sede a Roma in Via Flaminia 495, riportato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 1973. Il primate di riferimento negli Stati Uniti risultava mons. Lorenzo de Valitch, con il titolo di Sua Beatitudine Dom Lorenzo, O.S.B., Patriarca a Primate Metropolitano della Chiesa Cattolica Ortodossa Americana, Giurisdizione di New York. In seguito mons. Vittorio Maria Francescone, consacrato il 30 agosto 1975 da mons. Eusebio Pace, si è presentato come suo coadiutore per la stessa Chiesa. Pace e Francescone hanno sperimentato in seguito diversi problemi giudiziari, accusati d’impersonare vescovi cattolici per sollecitare offerte e contributi.

Nel 1976 mons. Risky, pur continuando a occuparsi di linee di successione episcopali come presidente di un’organizzazione denominata World Patriarcates of America, cede l’ufficio di patriarca della Chiesa Ortodossa Bielorussa e Slava al palermitano mons. Vittorio Giovanni (“Viktor”) Busà, consacrato vescovo nel 1973 e in seguito animatore a Palermo di un Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, patrocinato da diversi Paesi in via di sviluppo ma menzionato pure in complesse e controverse vicende di cui hanno dato notizia organi di stampa. Mentre i tentativi di presenza in Bielorussia – affidata al fratello di mons. Risky, Jerzi – si scontrano con difficoltà di ordine politico, la Chiesa trova seguaci in Brasile e il leader della sua branca brasiliana, mons. Luiz Antonio do Nascimento (“Athanasio”), nel 1988 ottiene dalle autorità locali il riconoscimento giuridico, seguito da analogo riconoscimento in Argentina. Gradualmente, negli anni 1990, il centro delle attività della Chiesa si sposta in Brasile. In Italia “archimandrita e vicario patriarcale” (ma non vescovo) della Chiesa è stato fino al 24 novembre 2010  mons. Lucas Rocco Massimo Giacalone, sposato e divorziato, con due figli, nato nel 1950 e noto per una serie d’iniziative, talora anche nel suo caso controverse, in campo politico, culturale e caritativo. Il 24 novembre 2010 il patriarca Busà, con l’avallo di mons. do Nascimento, ha dichiarato di avere annullato il decreto di nomina di mons. Giacalone a vicario patriarcale della Chiesa in Italia, affermando che lo stesso mons. Giacalone rimane nella Chiesa Ortodossa Bielorussa e Slava come semplice sacerdote. Secondo il sito brasiliano della Chiesa con la stessa avrebbe avuto una collaborazione organica anche mons. Fernando Mariotti di Ferrara, sacerdote cattolico e presidente dell’Accademia Tiberina, a sua volta conosciuto per disavventure giudiziarie in cui è incorso nel 2010.

A prescindere dal caso del tutto particolare di mons. Mariotti, che è un sacerdote cattolico, le diverse vicende giudiziarie che hanno coinvolto personalità del mondo che fa capo direttamente o indirettamente alla complessa storia dell’American Orthodox Catholic Church – una cui diramazione resasi autonoma nel 2011, la Chiesa Ortodossa Autocefala d’Europa, amministrata da un Patriarca e Metropolita d’Europa residente a Parigi, mons. Nicolas, ha dato vita nel 2012 a un Esarcato della Sicilia Santa Maria Maddalena con presenze a Palermo e Cerveteri (Roma), guidato da Alfredo Augello (mons. Crisostomo) con il titolo di arcivescovo ed esarca patriarcale per la Sicilia – sono tipiche degli episcopi vagantes; di linee di successione episcopale – non riconosciute dalle Chiese ortodosse in comunione – non ha in sé nulla d’illecito di fronte alle leggi civili, ma – tanto più in quanto si accompagna spesso alla gestione di ordini cavallereschi autonomi e di università che rilasciano titoli ma non godono di accrediti statali – diventa problematica quando il pubblico è indotto a sostenere loro iniziative perché ritiene che si tratti di vescovi riconosciuti come tali dalle Chiese ortodosse in comunione o addirittura di vescovi cattolici di rito orientale, il che naturalmente non è vero.

B.: Informazioni storiche si trovano sul sito brasiliano della Chiesa. Le cronache giornalistiche, ampiamente disponibili sul Web, s’interessano meno agli aspetti storici e si concentrano principalmente sulle vicende giudiziarie.