induismo Sahaya Yoga  – Associazione Vishwa Nirmala Dharma
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Sri Mataji Nirmala Devi (1923-2011, una cui articolata biografia “interna” è consultabile anche sul sito Internet dell’organizzazione da lei fondata) nasce nel 1923 a Chindwara, figlia di un noto avvocato convertito al cristianesimo. Tutta la sua famiglia – e ben presto anche la giovane Nirmala – si impegna nella lotta per l’indipendenza dell’India. Dopo l’indipendenza, sposa Chandika Prasad Srivastava, un manager e diplomatico che diventa segretario generale della Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) delle Nazioni Unite. Negli anni 1960, Nirmala – che aveva avuto profonde esperienze spirituali già da piccola – conosce vari maestri orientali, tra cui Osho Rajneesh (1931-1990). Il suo incontro con Rajneesh è raccontato in termini diversi da fonti dei due movimenti, ma certamente Nirmala finisce per convincersi che la persona e l’insegnamento del controverso maestro sono malvagi.

Il 5 maggio 1970 Nirmala sperimenta la realizzazione completa e inizia una carriera di predicazione e guarigione, particolarmente in Inghilterra, dove risiede per gli impegni diplomatici del marito. Il 2 dicembre 1979, a Londra, dichiara ai suoi seguaci di essere la Madre Divina che si è incarnata sulla Terra. A poco a poco i centri si moltiplicano, prima in Inghilterra (dove un centro internazionale è stabilito a Shudy Camps, nel Cambridgeshire), quindi in oltre trenta altri Paesi, India compresa. Sri Mataji continua a percorrere il mondo, ma risiede prevalentemente in Italia, dove sono presenti numerosi centri, sparsi pressoché lungo tutta la penisola, e dove la fondatrice muore nel 2011.

L’organizzazione dei praticanti Sahaja Yoga si chiama “Vishwa Nirmala Dharma”, termine sanscrito che significa “pura religione universale”. La diffusione di Vishwa Nirmala Dharma in Italia ha inizio subito dopo la prima presentazione delle tecniche di meditazione Sahaja Yoga effettuata dalla fondatrice nel 1981, a Roma. Nel 1990 è costituita l’Associazione Nirmala Dharma finalizzata alla diffusione di orientamenti culturali e di tecniche di meditazione di derivazione induista. Nel 1996 il nome dell’associazione è modificato in “Vishwa Nirmala Dharma – La Pura Religione Universale”. Secondo dati aggiornati al 2010 i soci effettivi sono circa 700 – mentre a livello internazionale sono circa 10.000 – e i centri operanti 78, dislocati in 17 regioni. Ogni anno l’Associazione Vishwa Nirmala Dharma organizza dei seminari e convegni di approfondimento – anche a carattere internazionale – orientati a fare della Val Borbera (Alessandria) un centro di riferimento per gli aderenti occidentali del movimento.

Il Sahaja Yoga (“yoga spontaneo”) si presenta come un metodo di realizzazione universale che trascende tutte le religioni e non è specificamente induista. Gli insegnamenti sono tuttavia ampiamente basati sulla tradizione dell’induismo tantrico, e anche su pratiche tradizionali della regione del Maharashtra. L’uomo ha quattro corpi: fisico, sottile, causale e sovracausale (quest’ultimo coincide con il sé divino, eterno e universale). Questi corpi sono collegati fra loro da tre canali chiamati nadis. Lungo il canale centrale (sushumma nadi) si dispongono i sette centri spirituali o chakra, ciascuno collegato a particolari qualità e divinità. Secondo la tradizione tantrica, il Sahaja Yoga insegna il risveglio dell’energia spirituale kundalini che “dorme” nell’osso sacro e che deve essere fatta risalire attraverso i chakra finché emerge alla sommità del capo, dall’osso della fontanella. Tradizionalmente, questo processo – risveglio della kundalini o realizzazione del sé – era ritenuto estremamente difficile, e di fatto perfezionato da pochi eletti dopo una vita di impegno e di studio. Oggi, tuttavia, siamo entrati in un “tempo della fioritura” in cui la realizzazione può essere ottenuta facilmente, spontaneamente e da moltissime persone. La Madre Divina si è infatti incarnata, ed è sufficiente affidarsi alla sua divina grazia (attraverso la presenza – fisica, finché è stata in vita, oppure spirituale –, o anche una semplice fotografia) per sperimentare una realizzazione pressoché immediata (anche se sarà poi necessario un percorso spirituale per godere di tutti i suoi benefici a livello fisico, mentale, spirituale e morale).

Il “tempo della fioritura” è collegato, nel movimento, a una visione della storia che alcuni osservatori esterni chiamano millenaristica. Una nuova epoca, in cui il male sarà distrutto, è alle porte, ma nel frattempo ci troviamo alla fine dell’epoca di crisi, il kali yuga, il confronto finale fra la purezza – rappresentata in modo eminente dalla Madre Divina incarnata in Mataji, l’essere più puro dell’universo – e il male. In questi tempi si manifestano nel mondo anche forze demoniache, che influenzano i falsi maestri spirituali come Rajneesh e Mahesh Prasad Varma 1911 o 1918-2008, il Maharishi, fondatore della Meditazione Trascendentale). Questo spiega perché – paradossalmente – membri del Sahaja Yoga utilizzino nei confronti dei “falsi maestri” argomenti simili a quelli dei movimenti anti-sette. Beninteso, questo non ha impedito agli stessi movimenti anti-sette di attaccare anche il Sahaja Yoga. Particolarmente, sono state prese di mira le due scuole del movimento – una in Italia, nel Lazio, e una in India – dove sono educati, a partire da una forma di scuola materna, bambini a partire rispettivamente dai due e dai quattro anni, che talora sono separati dalle loro famiglie per lunghi periodi (benché si insista che in ogni caso trascorrono con i genitori almeno tre mesi all’anno). Il problema che pone, come in altri movimenti, delicate questioni di equilibrio fra la libertà religiosa (e la libertà di educazione dei genitori) e le esigenze minime degli Stati occidentali in materia di controllo dell’istruzione, non può essere compreso se non lo si inquadra nella visione del mondo del movimento, e nel tentativo di preservare per quanto possibile la sua seconda generazione dalle influenze contrarie alla purezza che in quest’epoca di kali yuga ritiene letteralmente onnipervadenti.

B.: Tra le fonti primarie si potrà  partire da Shri Mataji Nirmala Devi, Meta Modern Era, Ritana Books, New Delhi 1997; Eadem, Sahaja Yoga. Una scoperta senza precedenti, Anima Edizioni, Milano 2010; Grégoire de Kalbermatten, L’avvento. La scoperta unica di Sahaja Yoga, trad. it., Mediterranee, Roma 1996. Tra le fonti secondarie, uno studio di carattere sociologico è quello di Judith Coney,Sahaja Yoga. Socializing Processes in a South Asian New Religious Movement, Curzon Press, Richmond (Surrey) 1999.