induismoThe Art of Living
URL: www.artofliving.org
– Roberto Sanlorenzo
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E-mail: roberto@artedivivere.org
– Beatrice Iulini
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E-mail: beatrice.iulini@artedivivere.org

Ravi Shankar, onorato con il titolo di “Sri Sri” – ma da non confondere con l’omonimo musicista indiano Ravi Shankar (1920-2012) –, nasce nel 1956 in un’importante famiglia del Sud dell’India. I seguaci raccontano che a soli quattro anni era in grado di recitare a memoria l’intera Bhagavad Gita. Non ancora diciassettenne termina gli studi, inclusa una specializzazione in scienze moderne. La sua esistenza è interamente dedicata a quella che definisce “rivalutazione dei valori umani”. Nel 1982 fonda, negli Stati Uniti, l’Art of Living Foundation, un’organizzazione educativa, mentre nel 1986 è nominato “Yoga Shiromani” (Supremo Insegnante dell’unione con il Sé). La realtà da lui fondata collabora con varie organizzazioni non governative e gruppi delle Nazioni Unite, con l’intento di elevare la consapevolezza dei valori umani. Nasce così l’Associazione Internazionale per i Valori Umani, con sede centrale a Ginevra, che incarna l’obiettivo comune di tutte le iniziative promosse e ispirate da Ravi Shankar. Dal novembre 1996, l’Art of Living Foundation è un’organizzazione non governativa a status consultivo rispetto al Consiglio Sociale ed Economico (ECOSOC) delle Nazioni Unite. Dal 1999 essa è attivamente impegnata in una campagna mondiale sui valori umani insieme ad altre organizzazioni di tutto il mondo aventi simili finalità.

L’Art of Living offre programmi educativi, strumenti pratici e processi esperienziali per la gestione dello stress, nonché per risolvere conflitti, migliorare la salute e vivere la vita con maggiore gioia ed entusiasmo. A questi programmi si sarebbe accostato, secondo la Fondazione, più di un milione di persone in novantotto nazioni del mondo. La Fondazione ha sedi affiliate in tutti i continenti.

Il “Programma 5H” è un’iniziativa di volontariato dell’Associazione Internazionale per i Valori Umani, che offre progetti di sviluppo a livello sociale e comunitario focalizzati su cinque obiettivi: Health (salute), Homes (case), Hygiene (igiene), Harmony amidst diversity (armonia nella diversità), Human Values (valori umani). Il programma dà l’opportunità a chiunque vi si accosti di mettere in pratica i valori della compassione e del servizio alla società, contribuendo anche al miglioramento delle condizioni sociali dei meno abbienti. Inoltre, esso fornisce un modello di servizio che la società potrebbe, secondo l’Associazione, emulare. Nel contesto del “Progetto 5H”, in varie zone povere dell’Africa e dell’Asia sono state aperte scuole che provvedono all’educazione di base e alla formazione professionale, aiutando a rivalutare la conoscenza tradizionale alla luce della scienza moderna; sono state realizzate strutture sanitarie gratuite e alloggi; è attivo il progetto “Servizi per la Salute” che offre gratuitamente una formazione teorico-pratica in medicina olistica e igiene.

Nel 1992 Ravi Shankar dà avvio alla fondazione Prison SMART (“Stress Management and Rehabilitative Training”, ovvero “gestione dello stress e riabilitazione”), le cui attività sono rivolte alle persone coinvolte nel sistema giudiziario: detenuti nelle carceri, ragazzi a rischio, vittime di crimini e professionisti operanti nel campo della giustizia. Oltre ventimila persone hanno partecipato ai programmi di Prison SMART, che negli Stati Uniti e in India sono oggetto di studi come soluzioni per interrompere la spirale di violenza nella società e sono al centro di ricerche scientifiche – negli Stati Uniti – nel 1995 e nel 1998.

La Fondazione mette in atto, inoltre, una serie di programmi di formazione mirati – a loro volta oggetto di studi medici negli anni 1997-1998 -: ART Excel (All ‘Round Training for Excellence, “addestramento circolare all’eccellenza”); Corporate Executive Program (formazione nelle aziende); programmi per alcoolisti, tossicodipendenti, persone vittime di abusi, soggette a depressione, affette da patologie croniche o terminali, vittime di guerra o di disastri naturali; e programmi per la risoluzione dei conflitti.

In Italia, Roberto Sanlorenzo e Silvia Speranza – dopo avere conosciuto personalmente Ravi Shankar e approfondito i suoi insegnamenti – danno vita, nel luglio del 1999, alla realtà Arte di Vivere (nel nostro Paese l’Art of Living Foundation adotta la denominazione italiana, ma mantiene le stesse finalità della Fondazione a livello internazionale), che ha attualmente una serie di contatti nelle varie regioni. La realtà italiana, in occasione del Capodanno 2000, organizza il New Millennium World Meeting a Marina di Carrara (Massa Carrara), con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Massa Carrara. All’incontro accorrono da tutto il mondo, per una intera settimana, circa 1.300 persone. A seguito del Meeting, il 6 gennaio 2000, Ravi Shankar, alla presenza di circa ottocento persone, tiene una conferenza pubblica a Milano. Nel nostro paese sono attivi un centinaio di associati che abbracciano le finalità di Arte di Vivere e possono avvalersi come mezzo di comunicazione del sito Internet che offre notizie aggiornate e annunci sulle varie attività (eventi, corsi, e così via) organizzati sul territorio nazionale).

Ravi Shankar, pure attingendo al patrimonio spirituale originario dell’India, trae spunti dalle varie tradizioni religiose e spirituali dell’umanità, di cui riconosce l’aspetto universale e afferma di universalizzarle, andando oltre le esigenze storiche e sociali in cui le stesse si sono sviluppate. Secondo gli associati l’antico patrimonio indiano della tradizione vedica è così diffuso in tutto il mondo in modo accessibile e moderno. Secondo Arte di Vivere esistono sette livelli dell’esistenza umana: corpo, respiro, mente, intelletto, memoria, ego e sé. La salute nell’insegnamento di Ravi Shankar non è intesa semplicemente come assenza di malattia, ma coincide con l’armonia di questi sette livelli.

Arte di Vivere insiste sull’importanza di imparare tecniche per preservare o ristabilire questa armonia. È in tal modo promossa e incrementata l’integrità dell’individuo a ogni livello e ne risulta secondo Arte di Vivere una trasformazione della persona sul piano del benessere fisico, emozionale e mentale. Le tecniche, che usano come strumento principale il respiro, hanno due livelli di applicazione. La prima applicazione è costituita da diversi tipi di pranayana (dal sanscrito, letteralmente “indirizzare o immagazzinare energia vitale”), in cui l’inspirazione coincide con il prendere energia e l’espirazione con l’eliminazione delle tossine dell’organismo. I pranayana hanno lo scopo di mantenere la mente calma e lucida, di ampliare la capacità polmonare, di “energizzare” l’intero organismo. La seconda applicazione (la pietra miliare fra le tecniche insegnate da Ravi Shankar) è il sudarshan kryia (dal sanscrito, letteralmente “azione purificatrice che permette di avere la chiara visione della propria natura”), che lavora con il respiro nella sua duplice natura: assunzione di energia vitale e rilascio di tossine e ritmo. Il sudarshan kryia innesca un processo di autoguarigione che porta l’individuo a godere di notevoli benefici, fra cui maggior senso di soddisfazione nella vita quotidiana, incremento della capacità di gestione delle emozioni e dello stress, miglioramento della salute globale.

Lo scopo ultimo di queste tecniche è la rivitalizzazione dei sette livelli e la risintonizzazione dei primi sei con il sé che rimane libero dalle tossine, intese non solo come tossine di natura chimica, ma anche come stress, tensioni, strutture mentali rigide, traumi emotivi. La risintonizzazione si concretizza nel far sì che i livelli agiscano in modo coordinato e armonioso, e in questo dovrebbe esprimersi in effetti la naturalezza, ovvero il sé. Quando ciò non avviene nascono forme di disagio, di cui un esempio – fra i tanti forniti in proposito dall’insegnamento di Arte di Vivere – è la continua attività della mente anche al termine di una giornata lavorativa, quando ci si dovrebbe riposare. Quando l’organismo è carico di energia e i sette livelli sono in armonia, risulta naturale e spontaneo per l’individuo esprimere i valori umani fondamentali, che costituiscono la vera natura umana e che Arte di Vivere indica come obiettivo: rispetto e attenzione per ogni forma di vita; non violenza; compassione; amicizia e cooperazione; generosità e condivisione; appartenenza; sensibilità ecologica; solidarietà sociale; impegno e responsabilità; pace, gioia ed entusiasmo; integrità, onestà e sincerità.

Particolare enfasi è posta anche sul lavoro corporeo, finalizzato ad acquisire consapevolezza del legame fra emozioni e sensazioni del corpo – come strumento di conoscenza di sé – e a creare e mantenere un organismo sano ed efficiente. Un altro strumento di cui si avvale Arte di Vivere è la meditazione Sahaj Samadhi. La meditazione è definita uno stato dell’essere, in cui, senza sforzo, l’individuo entra in contatto con la parte più profonda del proprio sé, l’essenza dell’umanità. Nello stato meditativo sia l’attività metabolica sia quella mentale subiscono un notevole rallentamento, superiore anche a quello che si verifica durante il sonno. Ne consegue quindi un profondo riposo. Per raggiungere questo stato si utilizza un metodo che risale all’antica tradizione vedica. Ravi Shankar, oltre all’insegnamento di tecniche, si avvale di altri strumenti, fra cui un sistema di conoscenze mirato ad acquisire e integrare nel proprio quotidiano principi di vita sani ed efficaci e a riconoscere i meccanismi della mente umana che generano stress e disagio per poi, con l’ausilio delle tecniche, affrancarsi da essi.

B.: Di Ravi Shankar è stato tradotto in italianoDio ama il divertimento, M.I.R. Edizioni, Montespertoli (Firenze) 1998. Sulla figura del fondatore e le attività a livello internazionale si rimanda alla voce “Art of Living Foundation”, in J. Gordon Melton – Martin Baumann (a cura di), Religions of the World: A Comprehensive Encyclopedia of Beliefs and Practices, 6 voll.,vol. I, ABC-Clio, Santa Barbara (California) 2010, pp. 197-199.