induismo Missione Ramakrishna – Società Vedanta
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Sri Ramakrishna (1836-1886) rappresenta la rinascita spirituale dell’India di fronte alla sfida dei missionari in quello che ha di più tipico, ed è il primo dei guru moderni ad avere influenzato tutti gli altri. Nato in una famiglia di brahmini del Bengala con il nome di Gadadhar Chatterji, fin dalla più giovane età vive esperienze mistiche. A diciannove anni, con il fratello Ramkumar, si trasferisce presso il tempio della dea Kalì a Dakshineswar, nei pressi di Calcutta, dove passerà il resto della sua vita. La devozione a Kalì – shakti di Shiva, e rappresentazione della Madre Divina e del Tempo nei suoi aspetti sia benevoli, sia distruttivi – rimarrà al centro della spiritualità di Ramakrishna, e Dakshineswar è ancora oggi il santuario del suo movimento. Qui, a vent’anni, il giovane Gadadhar comincia ad avere visioni di Kalì, che lo portano fino a uno stato di “follia mistica”. Successivamente, si pone sotto la tutela di diversi maestri, di orientamento sia tantrico, sia devozionale, sia – infine – legato all’Advaita Vedanta.

Un monaco di quest’ultima corrente incontrato nel 1864, Tota Puri, gli conferisce il nome di Ramakrishna, che unisce quelli delle due divinità – appunto, Rama e Krishna – cui è più devoto. I suoi maestri lo proclamano nuovo avatar per i tempi moderni. Ramakrishna reagisce dapprima con cautela, ma in seguito si proclamerà esplicitamente un’incarnazione divina, con una missione rivolta specificamente ai non induisti e ai non indiani. Ramakrishna studia infatti anche il sufismo, e nel 1874 ha una visione mistica di Gesù Cristo. I principali discepoli di Ramakrishna sono la moglie Sri Sarada Devi (1853-1919), che il movimento venera come l’incarnazione della Madre Divina, e Naren, che con il nome di Swami Vivekananda (1863-1902) percorre il mondo come primo grande missionario dell’induismo. Particolarmente importante è la sua partecipazione al Parlamento Mondiale delle Religioni di Chicago del 1893. Nel 1896 fonda a New York la Società Vedanta, volta alla diffusione dell’induismo nel mondo e strettamente legata all’Ordine e alle Missioni Ramakrishna. Queste istituzioni conservano l’atmosfera di entusiasmo per l’India degli inizi del secolo XX, e sono forse più importanti per l’influenza che hanno esercitato su quasi tutti i movimenti successivi che per quanto ancora rappresentano nell’Occidente moderno.

Alla fine degli anni 1990 è stata fondata a Catania un’associazione Ramakrishna Math, che ha curato la diffusione della filosofia vedanta attraverso incontri e seminari, l’istituzione di altri gruppi e il potenziamento del sito Internet e del Forum dov’è possibile discutere del Vedanta insegnato da Sri Ramakrishna e Swami Vivekananda. La Missione Ramakrishna è regolarmente presente in Italia attraverso Swami Veetamohananda, che svolge conferenze e seminari su argomenti attinenti al cammino spirituale in genere.

B.: Christopher Isherwood, Ramakrishna and His Disciples, Simon & Schuster, New York 1965; Harold W. French, The Swan’s Wide Waters. Ramakrishna and Western Culture, Kennikat Press, Port Washington (New York) 1974. Su Vivekananda: Nat H. Dhar Sailendra, A Comprehensive Biography of Swami Vivekananda, Sri Ramakrishna Math, Madras 1975; Marie Louise Burke, Swami Vivekananda in the West, 6 voll., Advaita Ashrama, 1983-19873. Le opere complete di Vivekananda, The Complete Works of Swami Vivekananda, 8 voll.,sono state a loro volta pubblicate in lingua inglese (Advaita Ashrama, Calcutta 1989). L’Ashram Vidya è infine titolare di una casa editrice che pubblica in italiano – oltre al mensile Vidya – opere dell’advaita vedanta.