induismoAssociazione Siddha Yoga Italia
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Paramahansa Swami Muktananda (1908-1982), originario di Dharmasthala, nel Sud dell’India, trascorre la sua giovinezza vivendo come sadhu, cioè come mendicante alla ricerca dell’appagamento spirituale. Passa così di maestro in maestro, frequentando in particolare il monastero di Swami Siddharudha (†1929). Dal 1947 diventa discepolo di Bhagawan Nityananda (1899-1961), da cui riceve la shaktipat, un’iniziazione che risveglia la sua energia spirituale (kundalini) e lo conduce in un profondo stato di meditazione.

Considerato un janmasiddha, cioè un “illuminato”, Nityananda – nato nello Stato di Kerala (Sud dell’India) – fonda un ashram a Kanhangad. Negli anni 1920 viaggia verso il Settentrione attraversando gli Stati di Kerala e Karnataka, ottenendo la fama di “uomo dei miracoli”. Centinaia di persone si radunano intorno a lui per avere la sua benedizione e le sue cure. Intorno alla metà degli anni 1930, Nityananda si stabilisce nel villaggio di Ganeshpuri, dandosi da fare per procurare cibo alla gente del luogo, che è estremamente povera, e fondando un ashram; più tardi apre una scuola e inaugura progetti per la distribuzione di cibo e vestiti.

Bhagawan Nityananda non tiene mai discorsi pubblici, ma fino alla fine della sua vita migliaia di persone accorrono a lui per trarre beneficio dalle sue doti. Oggigiorno, la sua tomba a Ganeshpuri è uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitatati della zona. Nel 1962 Swami Muktananda diventa leader dell’ashram di Ganeshpuri e lo trasforma in un’organizzazione internazionle, la Siddha Yoga Dham Associates (SYDA) Foundation, che ha avuto un notevole successo negli Stati Uniti. Infatti, nei primi anni 1970 Swami Muktananda porta in Occidente la tradizione spirituale di Nityananda, concedendo l’iniziazione shaktipat a qualche migliaio di persone. Prima della sua morte, nel 1982, Swami Muktananda scrive molti libri, alcuni dei quali ancora inediti. Fonda inoltre più di seicento centri di meditazione e molti ashram in tutto il mondo.

La sua opera è oggi portata avanti dalla sua erede spirituale, Swami Chidvilasananda. Nota come Gurumayi, ha dedicato tutta la sua vita alla pratica spirituale e al servizio del maestro Swami Muktananda. Nell’ultimo decennio di vita di questi, Gurumayi traduce i suoi discorsi e libri e gli fa da interprete davanti alle migliaia di persone che accorrono per incontrarlo. Dopo avere ricevuto – nel maggio del 1982 – l’autorità spirituale e il potere del lignaggio, Gurumayi continua la missione del suo maestro, dividendo il suo lavoro fra gli ashram di Ganeshpuri (India) e South Fallsburg (New York, U.S.A.) e i numerosi viaggi compiuti in tutto il mondo per portare l’insegnamento del Siddha Yoga.

La SYDA Foundation è un’organizzazione internazionale no-profit impegnata a rendere disponibili gli insegnamenti del Siddha Yoga in tutto il mondo. La pratica e la filosofia del Siddha Yoga sono insegnate presso gli ashram, che si trovano – oltre che a Ganeshpuri e South Fallsburg – a Oakland (California), Manhattan (New York) e Boston (Massachusetts) per quanto riguarda gli Stati Uniti, a Liphook in Inghilterra, a Melbourne e Sydney (in Australia). Inoltre, nel mondo, ci sono più di seicento centri di meditazione, molti dei quali offrono al pubblico corsi, workshop, insegnamenti e libri sul metodo del Siddha Yoga. In Italia è attivo un centro di meditazione a Milano e uno ad Ariccia (Roma). L’ashram di South Fallsburg, seguendo la tradizionale idea per cui gli studi sono un elemento essenziale della crescita spirituale, offre durante la stagione estiva e autunnale un completo corso di studi che prevede un programma giornaliero comprendente lo svolgimento delle pratiche yoga tradizionali come la meditazione, la contemplazione, il canto e il servizio agli altri. Fra i corsi offerti il più significativo è il Siddha Yoga Meditation Intensive, all’interno del quale il “ricercatore” riceve l’iniziazione shaktipat.

L’insegnamento di Swami Muktananda è tipicamente tantrico e fa perno sull’iniziazione shaktipat, a cui è data un’importanza notevolissima in base alle antiche scritture (Shiva Samhita e Prasna Upanishad). Essa consiste nel risveglio dell’energia spirituale, nota nello yoga come kundalini, e segna l’inizio – come è stato per Muktananda – del viaggio verso la realizzazione interiore. Dopo l’iniziazione, l’energia interiore che è stata risvegliata conferisce un’enorme potenzialità alle pratiche spirituali quotidiane. Sia il fondatore sia i suoi discepoli insistono peraltro sul fatto che il tantrismo – pur avendo indubbiamente a che fare con l’energia sessuale – non deve essere ridotto a puro erotismo perché l’energia kundalini, una volta risvegliata, deve essere “aiutata” a compiere il suo tragitto dalle regioni inferiori del corpo fino alla meta posta al vertice del capo, dove si realizza il culmine dell’esperienza di luce e felicità, l’unione fra Shakti e Shiva.

B.: Di Swami Muktananda sono stati tradotti in italiano: Guida al viaggio spirituale, Mediterranee, Roma 1987; I segreti del viaggio interiore, Mediterranee, Roma 1989; e Il gioco della coscienza: un’autobiografia spirituale, Siddha Yoga, Monaco 1996.